<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Museo Alfa Romeo: finalmente il TAR ha respinto il vergognoso ricorso contro il vincolo. | Page 228 | Il Forum di Quattroruote

Museo Alfa Romeo: finalmente il TAR ha respinto il vergognoso ricorso contro il vincolo.

fpaol68 ha scritto:
Dalla pagina facebook in difesa del Museo Alfa Romeo:

"Rifacciamo un passo indietro:
NOI NON VOGLIAMO LA RIAPERTURA DEL MUSEO SE IL PREZZO DA PAGARE E' LA VENDITA DI ALCUNI GIOIELLI.
Ritorniamo sull'argomento perchè dopo l'articolo uscito di recente in riferimento all'ultimo incontro tra Regione, Fiat Partecipazioni (ora FGA RES) e Ministero dei Beni Culturali di fine settembre, notiamo un certo entusiasmo sulla possibile risoluzione e prossima apertura della casa di tutti gli Alfisti.
In quel contesto Fiat ha fatto un passo indietro rispetto a luglio, richiede costantemente la possibilità di vendere alcuni gioielli, il Ministero (correttamente) si irrigidisce e non da nessuna concessione.
Non vogliamo che il Presidente della Regione insista sul Ministero ma semmai sulla proprietà del sito.
Non avrebbe senso riaprire il Museo a fronte della vendita di alcune auto uniche, non avrebbero senso questi 3 anni passati a contrastare questa politica.
Prima che il Museo fosse chiuso, la paura era che Fiat vendeva i suoi gioielli.
Il Ministero con il vincolo ha scongiurato questo pericolo.
Fiat come conseguenza chiude il Museo.
Tutti noi preferiamo che il MUSEO continui a essere CHIUSO ma con tutta la sua collezione al COMPLETO piuttosto che aperto senza gioielli come l'Alfetta campione del mondo, o senza la 8C 2900.. o senza le P3...
Continueremo sempre a difendere questa linea... anche se nessuno lo vede... nell'ombra più totale."

Una presa di posizione netta ed inequivocabile che condivido totalmente.

https://www.facebook.com/museostorico.alfaromeo?fref=ts

si caro fpaol

un quotone a 5 stelle.

Nessun compromesso, ne gioco al ribasso.
 
Su un libro di automezzi Militari della I° e II° Guerra ho trovato alcune foto abbastanza significative.

Inoltre esso è corredato da altre foto circa i Motocicli Militari sapendo che a qualcuno potevano interessare.

Sul Forum della LANCIA ho postato in toto queste foto.

E devo ringraziare SMARGIA ed i Moderatori che mi hanno concesso di postare anche le foto delle moto - sidecar ecc. che forse era un po' O.T.

Ora su questo Forum ALFA posto le foto di competenza e mi riservo di pubblicare presto sul Forum FIAT i mezzi inerenti FIAT-OM- ed altri marchi che gravitavano
attorno alla casa torinese.

Sono convinto che riguardo ai mezzi Militari ALFA avrò la possibilità di inserire in futuro altre foto che spero saranno gradite.

CIAO. :D :D

2 Foto.

Attached files /attachments/1717145=31766-DSCF7654.JPG /attachments/1717145=31765-DSCF7656.JPG
 
D. Lgs n.42/2004

Capo VII
Espropriazione

Articolo 95
Espropriazione di beni culturali

1. I beni culturali immobili e mobili possono essere espropriati dal Ministero per causa di pubblica utilità, quando l'espropriazione risponda ad un importante interesse a migliorare le condizioni di tutela ai fini della fruizione pubblica dei beni medesimi.

2. Il Ministero può autorizzare, a richiesta, le regioni, gli altri enti pubblici territoriali nonche' ogni altro ente ed istituto pubblico ad effettuare l'espropriazione di cui al comma 1. In tal caso dichiara la pubblica utilità ai fini dell'esproprio e rimette gli atti all'ente interessato per la prosecuzione del procedimento.

3. Il Ministero può anche disporre l'espropriazione a favore di persone giuridiche private senza fine di lucro, curando direttamente il relativo procedimento.
 
BelliCapelli3 ha scritto:
D. Lgs n.42/2004

Capo VII
Espropriazione

Articolo 95
Espropriazione di beni culturali

1. I beni culturali immobili e mobili possono essere espropriati dal Ministero per causa di pubblica utilità, quando l'espropriazione risponda ad un importante interesse a migliorare le condizioni di tutela ai fini della fruizione pubblica dei beni medesimi.

2. Il Ministero può autorizzare, a richiesta, le regioni, gli altri enti pubblici territoriali nonche' ogni altro ente ed istituto pubblico ad effettuare l'espropriazione di cui al comma 1. In tal caso dichiara la pubblica utilità ai fini dell'esproprio e rimette gli atti all'ente interessato per la prosecuzione del procedimento.

3. Il Ministero può anche disporre l'espropriazione a favore di persone giuridiche private senza fine di lucro, curando direttamente il relativo procedimento.

:shock: :shock: :shock: :shock:

Non sono un legale, ma se ho capito bene il testo di questo decreto se sussistono cause evidenti di mancata fruizione pubblica di un bene tutelato o necessità di maggiore tutela del bene stesso, lo Stato attraverso il Ministero o la Regione può espropriare il bene al proprietario inadempiente.
E' corretto?
Perchè se così fosse la vicenda del Museo Alfa è un esempio da manuale per il quale sussistono tutti gli estremi previsti dal decreto per l'esproprio:

- proprietà intenzionata ad alienare la collezione al miglior offerente, che ha spinto alcuni volenterosi a richiedere il vincolo. Intenzione di vendere tra l'altro ribadita e confermata con la storia dei cosidetti doppioni usati come arma di ricatto;

- proprietà che tiene chiuso al pubblico e quindi nega la pubblica fruizione del bene vincolato da ormai quasi 3 anni;

- proprietà che non attende alla dovuta manutenzione del bene;

Bisognerebbe a questo punto suggerire a Maroni di fare pressione presso il ministero non per consentire la vergognosa vendita di qualche pezzo tutelato, ma per chiedere l'esproprio e fare consegnare il museo in gestione alla Regione Lombardia.
 
non credo proprio che a Maroni, come a nessun ente pubblico - possa interessare acquisire un Museo di una casa automobilistica, con quello che comporterebbe in termini di spesa. Ingestibile ed improponibile per una pubblica amministrazione, con i chiarori di luna attuali.

Ed in fondo non è neppure vero che fiat non fa manutenzione. La collezione dovrebbe essere cmq curata, anche perché viene "mostrata" tuttora ad eventi e riedizioni storiche. Quanto alla struttura, temo sia un altro paio di maniche.

Insomma BC, sottile (e positiva) provocazione la tua, ma inappropriata al nostro caso, temo ;)
 
vecchioAlfista ha scritto:
non credo proprio che a Maroni, come a nessun ente pubblico - possa interessare acquisire un Museo di una casa automobilistica, con quello che comporterebbe in termini di spesa. Ingestibile ed improponibile per una pubblica amministrazione, con i chiarori di luna attuali.

Ed in fondo non è neppure vero che fiat non fa manutenzione. La collezione dovrebbe essere cmq curata, anche perché viene "mostrata" tuttora ad eventi e riedizioni storiche. Quanto alla struttura, temo sia un altro paio di maniche.

Insomma BC, sottile (e positiva) provocazione la tua, ma inappropriata al nostro caso, temo ;)

Giuro che non la intendevo come provocazione. Purtroppo qui si parla di legge, di diritto, di interesse pubblico, di funzionamento dello Stato, di informazione del pubblico, di funzione della Stampa.

Quando il Ministero, su segnalazione di dipendenti Fiat, ha imposto il vincolo di tutela al museo, gli ha ufficialmente conferito il valore di bene culturale. Noi peraltro sappiamo anche che, per i tempi dell' amministrazione pubblica, i ministero ha agito anche con una certa urgenza, il che probabilmente è motivato da un fatto che ufficiosamente tutta l'opinione pubblica conosce, e che tutti hanno paura a scrivere ( non più di una volta ogni 5 mesi sulla rivista che ci ospita, altrimenti "pare brutto" ) e cioè che c'era un rischio di vendita di parte della collezione, che andava azzerato con urgenza..

Fiat a quel punto avrebbe potuto collaborare. Invece come sappiamo ha presentato ricorso contro il vincolo. Ma non solo: ciò che è interessante è che le motivazioni del ricorso non erano formali, ma di merito: tendevano proprio a negare il valore storico culturale, almeno di una parte della collezione. In quel momento il Ministero ha avuto la controprova che Fiat non è disponibile a riconoscere lo status di bene culturale al museo, e che quindi non è nemmeno interessata a tutelarlo, tantomeno nel pubblico interesse.

Non bastasse, il Ministero sa che il museo sta chiuso da tre anni, quindi è venuta a cadere anche la fruizione pubblica, che l'attuale proprietario deliberatamente osteggia adducendo motivazioni false.

In teoria quindi, lo stesso Ministero che ha imposto il vincolo, avrebbe già tutti gli strumenti, ed anche valide giustificazioni, per chiedere l'esproprio, a titolo statale, oppure a favore degli enti locali. E naturalmente, forte di questa posizione dominante, probabilmente potrebbe preferire una soluzione bonaria, com'è d'uso, fare un offerta ragionevole, ed incentivare una cd. "cessione volontaria", meno litigiosa. Insomma, in uno Stato ( maiuscolo ) normale il museo avrebbe già riaperto, ristrutturato, sotto le insegne statali, al pari di qualsiasi altro bene culturale di pregio.

Nella pratica invece noi stiamo in uno stato ( minuscolo ) italiano, e mentre ci preoccupiamo per "quattro ferri vecchi chiusi in una palazzina anni 70" ( esagero, per tracciare una proprzione) persino Pompei che é Pompei è lasciata a spappolarsi sotto i crolli, e quindi lo stesso Ministero che ha constatato:

a) Il rifiuto dello stato di bene culturale da parte del proprietario ( documentato per iscritto presso l'autorità giudiziaria )
b) il conseguente rifiuto di tutti gli oneri di conservazione e tutela che tale status imporrebbe
c) L'intenzione del proprietario di vendere parti del bene
d) Il palese impedimento alla fruizione pubblica con giustificazioni false ed inconsistenti

si lascia portare al tavolo di trattativa, dall'onorevole Maroni, con lo stesso soggetto la cui buona fede è già stata screditata dal medesimo Ministero mediante la stessa imposizione del vincolo. Per negoziare non già l'acquisto del museo tutto, ma l'autorizzazione alla vendita di qualche gioiello tenuto in ostaggio ( non sappiamo con quali esiti, ma già il fatto in sè mi pare irricevibile, bene fanno i sostenitori a mobilitarsi ed a cercare di fare pressioni ) in cambio di un'apertura a tempo probabilmente determinatissimo ( facilmente giusto ad uso Expo ). Del resto sappiamo che lo stato non ha i soldi per pagare alcun riscatto, nè per mantenere il museo dopo averlo ipoteticamente espropriato.

Insomma, dovessi dire quale comportamento puzza di più, fra il Ministero che non tutela l'interesse statale, Fiat che se ne frega, e la stampa ( anche di settore ) che finge di essere distratta, sarei sinceramente in imbarazzo.

Sia chiaro: tutta questa situazione di fatto a me non trova stupito più di tanto, è tutto prevedibile.

Quello che forse mi stupisce di più - ma forse è candore mio - è che "nessuno" lo scriva. Ovvero: non solo non si fanno le cose che andrebbero fatte, consideriamola disfunzione primaria, ma anche, hanno smesso di circolare le informazioni: silenzio radio ed embargo totale di tutta la stampa - chiamiamola disfunzione secondaria.

C'è bisogno che un uds qualunque come me vada a cercarsi una legge dello Stato, se la scarichi, si legga almeno 95 articoli, per arrivare a quello interessante, e capire un po' meglio di cosa stiamo parlando.

Infatti io sono notoriamente la stampa, e mi pagano per chiarire le idee al pubblico e fare inchieste d'assalto.

WOW: facciamo che sono un freelance: aspetto assegnino... ma va bene anche una ricarichina postepay :D

( sempre che l'informazione interessi eeehhhh... ) :D
 
BelliCapelli3 ha scritto:
Giuro che non la intendevo come provocazione. Purtroppo qui si parla di legge, di diritto, di interesse pubblico, di funzionamento dello Stato, di informazione del pubblico, di funzione della Stampa.
...

5 stelle a tutto il tuo post, BC.

E mi permetto di quotare solo queste tre righe, che da sole sintentizzano il tuo post ed un pò tutta la vicenda del Museo di Arese.

Una vicenda tipicamente italiana
 
vecchioAlfista ha scritto:
non credo proprio che a Maroni, come a nessun ente pubblico - possa interessare acquisire un Museo di una casa automobilistica, con quello che comporterebbe in termini di spesa. Ingestibile ed improponibile per una pubblica amministrazione, con i chiarori di luna attuali.

Ed in fondo non è neppure vero che fiat non fa manutenzione. La collezione dovrebbe essere cmq curata, anche perché viene "mostrata" tuttora ad eventi e riedizioni storiche. Quanto alla struttura, temo sia un altro paio di maniche.

Insomma BC, sottile (e positiva) provocazione la tua, ma inappropriata al nostro caso, temo ;)

Non ho letto l'intervento di BC come una provocazione, cosa peraltro da lui stesso confermato, ma come un monito a tutti: signori lo stato avrebbe gli strumenti per risolvere la questione ma non li usa.

Riguardo alla manutenzione, si mi auguro che la facciano sulle auto, sicuramente non sulla struttura che ricordiamocelo è anche essa vincolata come oggetto di interesse storico, e quindi soggetta alle stesse norme di cui stiamo discutendo.

Il problema secondo me è ancora più ampio, e in parte ne siamo responsabili anche noi appassionati: il Museo Alfa e la sua collezione vengono considerati figli di un dio minore dal punto di vista del valore storico/artistico/culturale.
Chiedo a tutti: immaginiamo che invece che del museo Alfa stessimo parlano della Galleria degli Uffizi, o degli scavi di Pompei o della valle dei templi di Agrigento, e immaginiamo che avessero ricevuto lo stesso trattamento dalla proprietà. Ebbene sarebbe passata così sotto silenzio generale la vicenda?
 
BelliCapelli3 ha scritto:
vecchioAlfista ha scritto:
non credo proprio che a Maroni, come a nessun ente pubblico - possa interessare acquisire un Museo di una casa automobilistica, con quello che comporterebbe in termini di spesa. Ingestibile ed improponibile per una pubblica amministrazione, con i chiarori di luna attuali.

Ed in fondo non è neppure vero che fiat non fa manutenzione. La collezione dovrebbe essere cmq curata, anche perché viene "mostrata" tuttora ad eventi e riedizioni storiche. Quanto alla struttura, temo sia un altro paio di maniche.

Insomma BC, sottile (e positiva) provocazione la tua, ma inappropriata al nostro caso, temo ;)

Giuro che non la intendevo come provocazione. Purtroppo qui si parla di legge, di diritto, di interesse pubblico, di funzionamento dello Stato, di informazione del pubblico, di funzione della Stampa.

Quando il Ministero, su segnalazione di dipendenti Fiat, ha imposto il vincolo di tutela al museo, gli ha ufficialmente conferito il valore di bene culturale. Noi peraltro sappiamo anche che, per i tempi dell' amministrazione pubblica, i ministero ha agito anche con una certa urgenza, il che probabilmente è motivato da un fatto che ufficiosamente tutta l'opinione pubblica conosce, e che tutti hanno paura a scrivere ( non più di una volta ogni 5 mesi sulla rivista che ci ospita, altrimenti "pare brutto" ) e cioè che c'era un rischio di vendita di parte della collezione, che andava azzerato con urgenza..

Fiat a quel punto avrebbe potuto collaborare. Invece come sappiamo ha presentato ricorso contro il vincolo. Ma non solo: ciò che è interessante è che le motivazioni del ricorso non erano formali, ma di merito: tendevano proprio a negare il valore storico culturale, almeno di una parte della collezione. In quel momento il Ministero ha avuto la controprova che Fiat non è disponibile a riconoscere lo status di bene culturale al museo, e che quindi non è nemmeno interessata a tutelarlo, tantomeno nel pubblico interesse.

Non bastasse, il Ministero sa che il museo sta chiuso da tre anni, quindi è venuta a cadere anche la fruizione pubblica, che l'attuale proprietario deliberatamente osteggia adducendo motivazioni false.

In teoria quindi, lo stesso Ministero che ha imposto il vincolo, avrebbe già tutti gli strumenti, ed anche valide giustificazioni, per chiedere l'esproprio, a titolo statale, oppure a favore degli enti locali. E naturalmente, forte di questa posizione dominante, probabilmente potrebbe preferire una soluzione bonaria, com'è d'uso, fare un offerta ragionevole, ed incentivare una cd. "cessione volontaria", meno litigiosa. Insomma, in uno Stato ( maiuscolo ) normale il museo avrebbe già riaperto, ristrutturato, sotto le insegne statali, al pari di qualsiasi altro bene culturale di pregio.

Nella pratica invece noi stiamo in uno stato ( minuscolo ) italiano, e mentre ci preoccupiamo per "quattro ferri vecchi chiusi in una palazzina anni 70" ( esagero, per tracciare una proprzione) persino Pompei che é Pompei è lasciata a spappolarsi sotto i crolli, e quindi lo stesso Ministero che ha constatato:

a) Il rifiuto dello stato di bene culturale da parte del proprietario ( documentato per iscritto presso l'autorità giudiziaria )
b) il conseguente rifiuto di tutti gli oneri di conservazione e tutela che tale status imporrebbe
c) L'intenzione del proprietario di vendere parti del bene
d) Il palese impedimento alla fruizione pubblica con giustificazioni false ed inconsistenti

si lascia portare al tavolo di trattativa, dall'onorevole Maroni, con lo stesso soggetto la cui buona fede è già stata screditata dal medesimo Ministero mediante la stessa imposizione del vincolo. Per negoziare non già l'acquisto del museo tutto, ma l'autorizzazione alla vendita di qualche gioiello tenuto in ostaggio ( non sappiamo con quali esiti, ma già il fatto in sè mi pare irricevibile, bene fanno i sostenitori a mobilitarsi ed a cercare di fare pressioni ) in cambio di un'apertura a tempo probabilmente determinatissimo ( facilmente giusto ad uso Expo ). Del resto sappiamo che lo stato non ha i soldi per pagare alcun riscatto, nè per mantenere il museo dopo averlo ipoteticamente espropriato.

Insomma, dovessi dire quale comportamento puzza di più, fra il Ministero che non tutela l'interesse statale, Fiat che se ne frega, e la stampa ( anche di settore ) che finge di essere distratta, sarei sinceramente in imbarazzo.

Sia chiaro: tutta questa situazione di fatto a me non trova stupito più di tanto, è tutto prevedibile.

Quello che forse mi stupisce di più - ma forse è candore mio - è che "nessuno" lo scriva. Ovvero: non solo non si fanno le cose che andrebbero fatte, consideriamola disfunzione primaria, ma anche, hanno smesso di circolare le informazioni: silenzio radio ed embargo totale di tutta la stampa - chiamiamola disfunzione secondaria.

C'è bisogno che un uds qualunque come me vada a cercarsi una legge dello Stato, se la scarichi, si legga almeno 95 articoli, per arrivare a quello interessante, e capire un po' meglio di cosa stiamo parlando.

Infatti io sono notoriamente la stampa, e mi pagano per chiarire le idee al pubblico e fare inchieste d'assalto.

WOW: facciamo che sono un freelance: aspetto assegnino... ma va bene anche una ricarichina postepay :D

( sempre che l'informazione interessi eeehhhh... ) :D

Bellicapelli, tu ha chiarito molto bene tutta la vicenda e tu sai che la penso esattamente come te, cosa quasi ovvia data 'evidenza dei fatti.
 
BelliCapelli3 ha scritto:
vecchioAlfista ha scritto:
non credo proprio che a Maroni, come a nessun ente pubblico - possa interessare acquisire un Museo di una casa automobilistica, con quello che comporterebbe in termini di spesa. Ingestibile ed improponibile per una pubblica amministrazione, con i chiarori di luna attuali.

Ed in fondo non è neppure vero che fiat non fa manutenzione. La collezione dovrebbe essere cmq curata, anche perché viene "mostrata" tuttora ad eventi e riedizioni storiche. Quanto alla struttura, temo sia un altro paio di maniche.

Insomma BC, sottile (e positiva) provocazione la tua, ma inappropriata al nostro caso, temo ;)

Giuro che non la intendevo come provocazione. Purtroppo qui si parla di legge, di diritto, di interesse pubblico, di funzionamento dello Stato, di informazione del pubblico, di funzione della Stampa.

Quando il Ministero, su segnalazione di dipendenti Fiat, ha imposto il vincolo di tutela al museo, gli ha ufficialmente conferito il valore di bene culturale. Noi peraltro sappiamo anche che, per i tempi dell' amministrazione pubblica, i ministero ha agito anche con una certa urgenza, il che probabilmente è motivato da un fatto che ufficiosamente tutta l'opinione pubblica conosce, e che tutti hanno paura a scrivere ( non più di una volta ogni 5 mesi sulla rivista che ci ospita, altrimenti "pare brutto" ) e cioè che c'era un rischio di vendita di parte della collezione, che andava azzerato con urgenza..

Fiat a quel punto avrebbe potuto collaborare. Invece come sappiamo ha presentato ricorso contro il vincolo. Ma non solo: ciò che è interessante è che le motivazioni del ricorso non erano formali, ma di merito: tendevano proprio a negare il valore storico culturale, almeno di una parte della collezione. In quel momento il Ministero ha avuto la controprova che Fiat non è disponibile a riconoscere lo status di bene culturale al museo, e che quindi non è nemmeno interessata a tutelarlo, tantomeno nel pubblico interesse.

Non bastasse, il Ministero sa che il museo sta chiuso da tre anni, quindi è venuta a cadere anche la fruizione pubblica, che l'attuale proprietario deliberatamente osteggia adducendo motivazioni false.

In teoria quindi, lo stesso Ministero che ha imposto il vincolo, avrebbe già tutti gli strumenti, ed anche valide giustificazioni, per chiedere l'esproprio, a titolo statale, oppure a favore degli enti locali. E naturalmente, forte di questa posizione dominante, probabilmente potrebbe preferire una soluzione bonaria, com'è d'uso, fare un offerta ragionevole, ed incentivare una cd. "cessione volontaria", meno litigiosa. Insomma, in uno Stato ( maiuscolo ) normale il museo avrebbe già riaperto, ristrutturato, sotto le insegne statali, al pari di qualsiasi altro bene culturale di pregio.

Nella pratica invece noi stiamo in uno stato ( minuscolo ) italiano, e mentre ci preoccupiamo per "quattro ferri vecchi chiusi in una palazzina anni 70" ( esagero, per tracciare una proprzione) persino Pompei che é Pompei è lasciata a spappolarsi sotto i crolli, e quindi lo stesso Ministero che ha constatato:

a) Il rifiuto dello stato di bene culturale da parte del proprietario ( documentato per iscritto presso l'autorità giudiziaria )
b) il conseguente rifiuto di tutti gli oneri di conservazione e tutela che tale status imporrebbe
c) L'intenzione del proprietario di vendere parti del bene
d) Il palese impedimento alla fruizione pubblica con giustificazioni false ed inconsistenti

si lascia portare al tavolo di trattativa, dall'onorevole Maroni, con lo stesso soggetto la cui buona fede è già stata screditata dal medesimo Ministero mediante la stessa imposizione del vincolo. Per negoziare non già l'acquisto del museo tutto, ma l'autorizzazione alla vendita di qualche gioiello tenuto in ostaggio ( non sappiamo con quali esiti, ma già il fatto in sè mi pare irricevibile, bene fanno i sostenitori a mobilitarsi ed a cercare di fare pressioni ) in cambio di un'apertura a tempo probabilmente determinatissimo ( facilmente giusto ad uso Expo ). Del resto sappiamo che lo stato non ha i soldi per pagare alcun riscatto, nè per mantenere il museo dopo averlo ipoteticamente espropriato.

Insomma, dovessi dire quale comportamento puzza di più, fra il Ministero che non tutela l'interesse statale, Fiat che se ne frega, e la stampa ( anche di settore ) che finge di essere distratta, sarei sinceramente in imbarazzo.

Sia chiaro: tutta questa situazione di fatto a me non trova stupito più di tanto, è tutto prevedibile.

Quello che forse mi stupisce di più - ma forse è candore mio - è che "nessuno" lo scriva. Ovvero: non solo non si fanno le cose che andrebbero fatte, consideriamola disfunzione primaria, ma anche, hanno smesso di circolare le informazioni: silenzio radio ed embargo totale di tutta la stampa - chiamiamola disfunzione secondaria.

C'è bisogno che un uds qualunque come me vada a cercarsi una legge dello Stato, se la scarichi, si legga almeno 95 articoli, per arrivare a quello interessante, e capire un po' meglio di cosa stiamo parlando.

Infatti io sono notoriamente la stampa, e mi pagano per chiarire le idee al pubblico e fare inchieste d'assalto.

WOW: facciamo che sono un freelance: aspetto assegnino... ma va bene anche una ricarichina postepay :D

( sempre che l'informazione interessi eeehhhh... ) :D

Un paio di volte ho inviato un feed alla redazione di Report e tre settimane fa a Franco Bortuzzo.

Ti chiedo, data la tua giusta conoscenza dei fatti e la tua buona esposizione, se vuoi scrivere alla Gabanelli semplicemente per capire bene le cose e farne giusta pubblicità, magari in qualche puntata.
Che dici?
 
BelliCapelli3 ha scritto:
[Infatti io sono notoriamente la stampa, e mi pagano per chiarire le idee al pubblico e fare inchieste d'assalto.

WOW: facciamo che sono un freelance: aspetto assegnino... ma va bene anche una ricarichina postepay :D

( sempre che l'informazione interessi eeehhhh... ) :D
io fossi la fiat ti riserverei il trattamento riservato al formigli per la prova della mito.....vuoi giocare al piccolo woodward ? una bella querela !! :D :D :p
 
franco58pv ha scritto:
fpaol68 ha scritto:
Ebbene sarebbe passata così sotto silenzio generale la vicenda?
ma alla fine della fiera, che destinazione ha in data odierna l'area su cui sorgeva lo stabilimento alfa ?

Da quello che so in parte è stata trasformata a commerciale in parte è rimasta industriale con previsto nell'accordo di programma il mantenimento della pista di prova.
 
franco58pv ha scritto:
BelliCapelli3 ha scritto:
[Infatti io sono notoriamente la stampa, e mi pagano per chiarire le idee al pubblico e fare inchieste d'assalto.

WOW: facciamo che sono un freelance: aspetto assegnino... ma va bene anche una ricarichina postepay :D

( sempre che l'informazione interessi eeehhhh... ) :D
io fossi la fiat ti riserverei il trattamento riservato al formigli per la prova della mito.....vuoi giocare al piccolo woodward ? una bella querela !! :D :D :p
Si, però la magistratura anche in questo caso ha dato torto a Fiat. Son proprio sfortunati, prima la Fiom, poi Formigli, ora ci manca BelliCapelli e Marchionne va a finire che dà le dimissioni :D
 
Scusate la mia più totale ignoranza sulla questione. Non conosco assolutamente niente della storia del museo dell'Alfa Romeo. Volevo fare una domanda stupidissima.. Ma perchè questo museo è stato chiuso? Cioè con una collezione di modelli come quella dell'Alfa perchè il museo non è aperto? Non produceva utili? Mi sembra alquanto strano.. E perchè si vogliono vendere dei modelli della collezione? Voglio dire, alla fine i modelli storici sono una parte fondamentale di una casa automobilistica, sono la propria storia.. E a parte il lato sentimentale sono un incredibile volano anche per più veniali quesioni economiche contingenti, in termini di pubblicità. Non capisco che senso ha vendere alcuni modelli.. Un gruppo automobilistico che ha un giro d'affari di miliardi di euro ha bisogno degli spiccioli di qualche auto storica? Davvero non capisco.. SE qualcuno fosse così gentile da spiegarmi un po la situazione..
 
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