<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Museo Alfa Romeo: finalmente il TAR ha respinto il vergognoso ricorso contro il vincolo. | Page 58 | Il Forum di Quattroruote

Museo Alfa Romeo: finalmente il TAR ha respinto il vergognoso ricorso contro il vincolo.

Ferrari diventera' poi ufficialmente un costruttore egli stesso e fiero di vedere fin dove potevano arrivare le sue sole forze.

Il momento fu suggellato nel Luglio 1951, quando a Silverstone la Ferrari batte' per la prima volta l' Alfetta 159

Quella famosa 159 che , nata come modello 158 a Modena nel 1937 sotto la Scuderia Ferrari , solo dopo 1 anno - nel 1939 - era diventata 158 Alfa Romeo.

Il giorno successivo la vittoria in Inghilterra del 1951, il Direttore Generale dell' Alfa , l'Ing. Quaroni , invio' un telegramma di congratulazioni a Ferrari che cosi' rispose :
"" Cari amici dell' Alfa, permettetemi di incominciare con questa lettera che Vi scrivo dopo tanti anni.

Il Vs/ telegramma di oggi mi ha portato una grande ventata di primavera e nel cielo terso ho letto con chiarezza sconcertante l'intero libro dei nostri ricordi.

Vent' anni ho vissuto con Voi ; quanti fatti,avvenimenti,uomini sono passati !

Tutto e tutti oggi ho ricordato ed ho ancora per la nostra Alfa , siatene certi , l'adolescente tenerezza del primo amore, l'affetto immacolato per la Mamma !

Credetemi. Vs/ Enzo Ferrari "".

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Ma tornando indietro = Quindi Ferrari nel 1929 costituisce la Scuderia Ferrari che si serviva delle macchine del Portello e ne era il naturale complemento sul piano sportivo.

Come sopra citato, da una personale idea di Ferrari, nasce a Modena nel 1937 la 158 che nel dopoguerra sarebbe diventata 159- Alfetta e vincitrice di 2 Campionati del Mondo nel 1950 e 1951.

Il progetto fu affidato all' Ing. Gioacchino Colombo, tecnico dell'Alfa, che l' Ing. Ugo Gobbato - Direttore Generale Alfa , aveva " ceduto " proprio in quel tempo alla Scuderia Ferrari.

Primo collaboratore fu l'amico Luigi Bazzi e disegnatore fu altro elemento dell'Alfa, l' Ing. Nasi.

Collaborarono anche l' Ing. Massimino e Federico Giberti, altro personaggio dello staff tecnico.

Questa 158, con motore 8 cil. in linea di 1500 cc. e Compressore, nel 1938 fu ceduta fa Ferrari all' Alfa la quale acquisto' anche tutto il materiale delle 4 unita' che furono impostate- oltre l'acquisto delle altre vetture che gia' avevano corso in gare.

Gobbato impose a Ferrari di liquidare la sua Scuderia ed egli fu assunto quale Direttore dell' Alfa Corse, con l'impegno che , qualora avesse lasciato la CASA per qualsiasi ragione , per almeno 4 anni egli non si sarebbe interessato ne' di corse ne' di auto da corsa.

In comenso guadagnava 540.000 Lire l'anno.

Ma l'anno 1939 Ferrari lasciava l'Alfa per sempre , a causa dell'arrivo presso la CASA di un tecnico spagnolo di nom Ing. Ricart.

Metto la foto e seguitiamo magari domani. C'e' ancora tanto da scrivere.
Ciao.- :D

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Dicevamo che nel 1939 Ferrari lasciava l'Alfa per sempre causa l'arrivo presso la CASA di un tecnico spagnolo di nome RICART. - come da foto nel mess. poco sopra-- ma seguira' altra foto piu' avanti di Ricart.

NB= Giuseppe Busso, nel suo libro intitolato "Nel cuore dell'Alfa ", dedica buona parte del Capitolo 4 a queste vicende- ( ma viste con ottica differente ) .

Parole di E. Ferrari =
"" Questo spagnolo,buon conoscitore di quattro o cinque lingue,catturo' la fiducia di Gobbato e soprattutto credo per il modo con il quale esponeva i suoi programmi; per la sua proprieta' di linguaggio, per la disinvoltura con cui si accostava alle pubblicazioni di ogni paese, per l'autorita' infine con la quale sapeva presentare grafici illustrativi predisposto da un giovane laureato che egli aveva assunto quale Segretario dell'Ufficio Studi Speciali ; l' Ing. Orazio Satta - oggi direttore della Progettazione e padre virtuale dell'attuale Giulia.

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Errata foto precedente. Considerate che si parlava di SATTA che e' il primo da sinistra. Grazie.

Parla sempre Ferrari - &quot;&quot; Il Servizio Studi Speciali faceva praticamente parte dell' Alfa Corse, di cui io ero il Direttore, mentre lo spagnolo era il responsabile della funzione progettativa.

Aveva il Ricart capelli lisci ed unti e vestiva giacconi a lunghe maniche che non mi consentivano di vedergli le mani : quando tendeva la mano per il saluto, sentivi una carne inerte, come di un morto.

L'amico spagnolo portava enormi suole di gomma, ma cosi' sproporzionate che un giorno finii per chiedergliene la ragione.

Con estrema serieta', Ricart mi rispose che si trattava dell'ovvia preoccupazione di un tecnico : &lt&lt Il cervello di un grande tecnico, per non avvertire le asperita' del suolo e non subirne disturbi, deve essere accuratamente molleggiato &gt&gt mi rispose.

Turbato da simili dichiarazioni insistetti con Gobbato sul principio che lo spagnolo doveva senza dubbio essere un personaggio interessante e da destinarsi pero' , per vocazioni superiori , ad altissimi incarichi e non alla progettazione di auto da corsa !!!

Gobbato mi critico' severamente e forse interpreto' questo mio giudizio sul Ricart come dettato da invidia.

Purtroppo il tempo mi diede ragione : la prima macchina del nuovo corso diede luogo a curiosi fenomeni quando fu provata per la prima volta : sterzando il volante a destra le ruote giravano a sinistra e quanto al motore, si rifiuto' sempre, categoricamente, di far sentire la sua vera voce, perche' l'albero a gomiti saltava alla corda.

Altra sintesi fu la 1500 cc. a 12 cilindri con motore posteriore (la 512).

Quando il Ricart la presento', l'accompagno' con una comunicazione in cui sentenziava che la 158 era una macchina superata, buona solo per la demolizione o per il museo.

Anche questa 512 non pote' mai scendere in gara.

Su quell'autotelaio (della 512 motore boxer 12 cil.) fu poi montato un motore 158 ( 8 cil.in linea) ed un crudele destino volle che il grande meccanico e collaudatore Marinoni trovasse la fine su questa vettura sull'autostrada Milano-Varese nel Giugno del 1940.

Attached files /attachments/1127749=6265-CAMPARI e MARINONI un po /attachments/1127749=6263-DSCF2784.JPG /attachments/1127749=6264-DSCF2825.JPG
 
"" Codesto tecnico lascio' all'Alfa un'altra novita' : Un motore pluristella per aviazione.
Presento' all'Ing.Gobbato un elemento del gruppo con un grafico che ne illustrava l'elevato rendimento.

Incidentalmente seppi dal fedele Bazzi di una curiosa dimenticanza, cioe' della mancanza in esso di riferimenti al fatto che il compressore - si trattava di un motore sovralimentato - era azionato da un motore ausiliario.

Il mio contrasto con Gobbato incrudi' e divenne insanabile e condusse al mio licenziamento dalla' Alfa.

I miei rapporti con lo spagnolo avrebbero dovuto finire li' .

Invece, molti anni dopo, terminata la II° Guerra Mondiale il Ricart si fece vivo da Barcellona quale dirigente di una azienda parastatale che doveva produrre una vettura di 2500 cc. e poi di 3000 - 3200 cc. con 8 cilindri.

Venni a conoscenza di cio' quando alla Weber, da una fabbrica di auto furono richiesti gli stessi carburatori per le mie vetture.

La domanda veniva dalla Spagna e quando io richiesi l'esclusiva di questi speciali quadricorpo e ricevendone un rifiuto, ancora non lo sapevo.

L'intuito mi indusse a chiedere se non si trattasse di una richiesta partita da Ricart.

Avutane la conferma dissi che l'esclusiva non mi interessava piu' !!!

La novella Pegaso non vinse mai. !!!

Attached files /attachments/1127769=6266-DSCF2828.JPG /attachments/1127769=6267-Wilfredo Ricart seconda foto.JPG
 
L'affare Ricart del 1939 fu solo un incidente, anche se determinante ed io me ne andai senza astio ma con profondo dolore.

Quando nel 1951 il pilota Gonzales si lascio' alle spalle l'intera squadra Alfa io piansi di gioia ma mescolai alle lacrime di entusiasmo anche lacrime di dolore perche' in quel giorno io pensai : Io ho ucciso mia Madre !!

E quando il mese dopo Alberto Ascari con la stessa macchina mise in ginocchio lo stesso Squadrone Alfa al Nurburgring , che disputava per la prima volta , io dissi facendo frza su me stesso , con amara pena : &lt&lt E' finita. Oggi l'Alfa Romeo ha iniziato quel ciclo agonisticamente discendente che fu gia' compiuto , fino alla rinuncia della Fiat &gt&gt.

Fin qui' parole di Ferrari.

Ed a proposito di tutti i meriti e/o i supposti demeriti della Alfetta 159 , c'e' una interessante intervista di Busso.

Ve la postero' magari domani . Grazie. Ciao a tutti. :D
 
E quindi, SPIEGA BUSSO =

--- &quot;&quot; Si chiamava Shell- Dynamin- 50 - bis - la miscela che usammo nel 1951 per alimentare i motori delle nostre Alfetta - 159.

Fu una stagione memorabile, l'ultima per l' Alfa , conclusasi con la conquista del titolo Mondiale di Fangio , il secondo consecutivo dopo quello di Farina del 1950.

La Ferrari aveva scatenato contro di noi una battaglia infuocata e gia' a Silverstone, a meta' stagione, la 4500 cc. aspirata di Gonzales ci aveva battuto.

Il motore V- 12 - dell'Ing. Lampredi costituiva ormai una minaccia pericolosissima per i nostri 8 cilindri in linea da 1500 cc. con Compressore a doppio stadio.

Pur non arrivando ai nostri vertici di potenza, il motore Ferrari aveva il grande vantaggio di consumre meno carburante.

Il motore Alfa erogava 420 - 430 CV. mentre il V-12 - 4500 cc. di Lampredi era intorno ai 370 - 380 CV.

Ma il vantaggio in termini di prestazioni che avevamo da quella cinquantina di cavalli in piu' veniva quasi annullato dalla maggiore quantita' di carburante e quindi dal maggior peso che le nostre Alfetta- 159 dovevano imbarcare, e , soprattutto, dal maggior numero di soste per rifornimento che i nostri piloti dovevano effettuare.

Gonzales a Silverstone vinse proprio perche' guadagno' tempo nelle soste ai box, non perche' la sua Ferrari fosse piu' veloce delle nostre Alfa.

Il problema era tutto li' : nel consumo che dipendeva dalla diversa alimentazione dei motori e, conseguentemente dalla diversa composizione del carburante.

La miscela &lt Dynamin - 50 - bis &gt che la Shell ci forniva, era fatta in larga prevalenza di alcol metilico a cui venivano aggiunte modeste percentuali di benzina, di benzolo, di piombo tetraetile ed acqua.

La miscela che usava la Ferrari, fornita sempre dalla Shell, aveva invece un'alta prevalenza di benzina e di una bassa percentuale di alcol.

Aveva cioe' un composizione opposta. E questo era determinante ai fini del consumo, perche' il potere calorifico dell'alcol e' circa la meta' di quello della benzina.

Naturalmente la scelta dell'alcol per alimentazione dei nostri motori era una rigorosa necessita.

In un motore esasperato come quello della 159 con Compressore a doppio stadio e conseguenti pressioni di alimentazione elevatissime, dovevamo per forza usare l'alcol che alle proprieta' antidetonanti unisce anche il potere di abbassare la temperatura nella camera di scoppio grazie alla sua volatilita'.

Alla Ferrari, invece, che avevano un motore con cilindrata tripla ad alimentazione atmosferica, il problema si poneva in misura molto minore, perche' le temperature nella camera di scoppio non raggiungevano i nostri valori.

Non solo, ma nel nostro caso si poneva un altro problema ; quello del riempimento dei cilindri, non tanto sotto l'aspetto del volume, quanto sotto l'aspetto del peso della miscela introdotta .

Forse e' un concetto di difficile comprensione ma si tenga presente che il potere calorifico, ossia energetico, di un determinato volume di miscela varia in funzione della sua densita', del suo peso, e che il peso e' tanto piu' elevato quanto piu' bassa e' la sua temperatura.

Ecco dunque che l'effetto refrigerante dato dall' alcol serviva non solo ad evitare cedimenti meccanici per detonazione e surriscaldamento delle parti a rischio della camera di scoppio, come il cielo del pistone, le valvole, la candela, ma anche ad aumentare il peso della miscela introdotta.

Oggi per esempio nei motori turbocompressi si usa il cosiddetto Intercooler, un radiatore che raffredda l'aria destinata ai cilindri aumentandone il peso.

Mi ricordo a proposito di tutti questi problemi, la strana collaborazione tra l'Ing. Franco Sirtori, dell' Alfa, un chimico di altissimo livello ed i tecnici della Shell, non solo per i carburanti ma anche per i lubrificanti.

All ' epoca usavamo in corsa l'olio Super ELIX .

Ricordo poi delle lunghe e meticolosissime sperimentazioni si conducevano in sala prova, con il responsabile di allora, l' Ing. Giampaolo Garcea e lo stesso Ing. Sirtori.

Prove su prove, dosaggi infinitesimali, un po' meno Metanolo, un po' piu' di Benzina, un po' piu' Benzolo , sempre alla ricerca del compromesso ideale.

Ad un certo punto venne anche aggiunto alla miscela un piccolo quantitativo di acqua, sempre a scopo refrigerante.

Si penso' infatti di sfruttare il cosiddetto &lt calore latente di vaporizzazione &gt dell'acqua stessa che e' molto elevato, superiore a quello dell' alcol.

Il principio e' poi quello che sta alla base di ogni produzione di freddo, come in un comune frigorifero da cucina.

Quando si nebulizza un fluido, facendolo passare per compressione attraverso piccoli fori, si verifica un fenomeno che sottrae calore all'ambiente.

E' un fenomeno che si verifica anche con la benzina, basti pensare alla comune formazione di ghiaccio al carburatore, ma ancor piu', esso ha luogo con fluidi come l' alcol e l'acqua.

Ma non bisognava esagerare, proprio per evitare problemi di ghiaccio che avrebbero poi vanificato gli altri vantaggi.

Insomma, tra dosaggi, formule, pressioni e temperature c'era proprio da diventar matti.

E viene da ridere a pensare che la gara decisiva di quel 1951 , il G.P. di Spagna, a Barcellona, lo vincemmo per tutt'altra questione.

Si' , tutte le nostre prove, tutto l'impegno della Shell, i calcoli sui consumi pilota per pilota ( Fangio era quello che consumava meno con una media di 95 litri ogni 100 Km. , - ma gli altri arrivavano anche a 115 litri vale a dire una percorrenza di 850 metri al litro ) , dopo tutti gli sforzi in tal senso, vincemmo la corsa grazie alla scelta sbagliata delle gomme fatta dalla Ferrari.

Eppure, cosi' come avevamo lo stesso fornitore di benzina, la Shell , anche le gomme erano della stessa marca per Alfa e Ferrari : = Pirelli .
Solo che noi scegliemmo il tipo giusto. &quot;&quot; Fin qui' parole di BUSSO.

Intervista apparsa su &quot; Gli Speciali di Ruoteclassiche dell'aprile 1996.

Nds = Nell' anno 1951 la capienza dei serbatoi di carburante per L'Alfetta 159 fu di 320 litri per la disputa del G.P . di Inghilterra a Silverstone e di ben 350 litri in occasione del G. P. del Belgio.

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Altre foto.

Attached files /attachments/1128041=6287-Gli Ingegneri COLOMBO & LAMPREDI.JPG /attachments/1128041=6289-Rifornimento ai Box -ALFETTA -159.JPG /attachments/1128041=6288-Rifornimento in gara anno 1932.JPG
 
Ancora foto.

Attached files /attachments/1128044=6292-DSCF1725.JPG /attachments/1128044=6293-Ing. SOMAZZI della Shell.JPG /attachments/1128044=6291-La 159 al GP-Francia 1950.JPG
 
Brevemente ora il rapporto fra Ferrari e la Lancia.

Enzo Ferrari fu un grande estimatore di Vincenzo Lancia che giudicava un geniale costruttore e grande industriale.

Ma una fine immatura ( un infarto ) non permise a V.Lancia di dimostrare sino in fondo tutta la sua potenzialita'

Enzo Ferrari rimase in contatto con il figlio, Gianna Lancia , anche perche' ricevette gratuitamente da lui tutto il materiale della F. 1 Lancia - D - 50 - del cui progetto Vittorio JANO ne fu l'artefice.

Con questa vettura , Ferrari vinse il Campionato del Mondo 1956 .

Pare comunque che la cessione del materiale Lancia, al Commndatore, fu anche favorita da un intervento personale dell ' Avv. Gianni Agnelli - come recita il libro dell ' Ing. CHITI.

Gianni Lancia non desidero' seguire le orme del padre e preferi' una vita diversa.

Si sposo' con la bellissima attrice francese Jacqueline Sassard ed ando' a vivere in Brasile come proprietario di una " tenuta " agricola.

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Intanto contraccambio i saluti al caro GenLee. :D

INERENTE B U S S O . =

Particolarmente avare le considerazioni di Ferrari su BUSSO .
Meno di 2 righe !!!

" Vi e' stato per breve tempo l' ostinato e capace BUSSO , il progettista, insieme a SATTA , dell' Alfa Romeo " !!!!

INERENTE l' ING. C H I T I . =

..""..................a lui- ( riferendosi all' Ing. FRASCHETTI che era recentemente scomparso in prova ) - successe l' Ing. CHITI .

Proveniva dall'Alfa. Uomo di vasta cultura teorica, pari alla sua ansia di emergere, nuovo alle macchine da corsa in quanto la CASA milanese aveva praticamente abbandonato da tempo l'attivita' agonistica.

Da lui mi sono separato non per contestazioni di natura tecnica, sindacale o finanziaria, bensi' per ragioni o pretesti sorti per fattori estranei che distorsero la visuale esatta e le giuste proporzioni delle singole posizioni.

Questo divorzio suggeri' ad altri collaboratori una curiosa solidarieta' che in seguito mi apparve fin troppo chiara.

Il tempo si sarebbe poi incaricato di definire le individuali capacita' di tutti costoro, posti in condizioni di indipendenza.

Chia ha disegnato i motori da corsa della Ferrari e' da oltre 20 anni alla Ferrari, cosi' come colui che ne ha disegnato i telai, come coloro che ne hanno disegnato i cambi ed hanno aiutato nel disegno dei telai e dei motori. "

Ecc.ecc.ecc.

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