fpaol68 ha scritto:... Concordo che negli anni 34-39 l'Alfa poco poteva contro lo stapotere Mercedes Auto Union (aziende private, è bene ricordarlo) pagate direttamente dallo stato tedesco. Penso comunque che un pò di colpa sia anche dovuta al fatto che l'Alfa era rimasta un pò a dormire sugli allori del suo strapotere nel decennio precedente. Se pensi che nel 1935 ancora correvano con la P3!! E nonostante la macchina ormai obsoleta un certo Nuvolari al Gp di Germania qualche dispettuccio all'omino tedesco coi baffetti lo fece......
La riscossa dell'Alfa a livello progettuale parte con la 158 ed i prototipi 512 fermati poi dalla guerra. E se non sbaglio, l'inerzia dell'Alfa a reagire alla concorrenza tedesca, e i modelli non proprio azzeccati della 8c e 12c portarono Jano a lasciare l'Alfa. Su questo però ti chiedo conferma.
Già durante la 1a Guerra Mondiale l'AlfaRomeo tutta venne "dirottata" verso il settore aereonautico, con la costruzione di motori quasi tot. su licenza estera, ma arrivando persino a migliorarli in affidabilità e potenza.
Queste furono scelte imposte dal Regime e delle quali AR pagò il prezzo altissimo dell'oblio dal mondo delle corse e/o automobilistico in genere.
Ancora: anche nel 2° Conflitto si continuò nella produzione aeronautica, arrivando persino ai potentissimi Daimler Benz (sempre su licenza) che equipaggiavano i caccia tedeschi Messerschmitt (non solo la licenza ci diedero, ma persino gli acciai, che noi non avevamo più !).
In questi tristi frangenti, ne beneficiò decisamente tutto l'indotto FIAT, che assistette immobile alla "anestesizzazione" del temibile avversario AlfaRomeo per poi registrare il quasi definitivo annientamento, dovuto ai bombardamenti alleati del '43 e '44.
Una ripresa "vera" ci fu solo nel '50 con l'arrivo di Luraghi che rimise sulla retta via sia la progettazione che la produzione/sperimentazione.
Ma si era perso oramai troppo tempo, il danno era fatto.
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