<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Mano sul cuore, in piena onesta' intellettuale | Page 3 | Il Forum di Quattroruote

Mano sul cuore, in piena onesta' intellettuale

EdoMC ha scritto:
Io sono egoista, dunque la penso in questo modo. Se fosse mio zio o mio cognato, l'istinto di protezone verso la madre o sorella, i susciterebbe una certa indignazione, nonchè il desiderio di scambiare due parole col parente acquisito, magari a quattr'occhi, uno dei quali, che non mi appartiene, nero. Fosse un calciatore della mia squadra del cuore, che faccia, purchè in campo ci stia con la testa e coi piedi. Fosse un politico, che faccia pure, purchè si metta d'impegno per realizzare le promesse che hanno spinto la maggior parte degli italian a votarlo, che governi con giudizio e gustizia, e trovi delle soluzioni i problmi della Nazione che governa: attualmente lo zio in questione lo sta facendo? non è qui il luogo per discuterne. Lo zio è un architetto? che vada pure a donne, purchè esegua bene i lavori per cui lo pago e li consegni nei tempi pattuiti. Insomma, io ritengo che, se non viene toccata la mia sfera di affetti, non sono la persona deputata a criticare gli atteggiamenti altrui: piuttosto dovrà essere la zia o cugina, magari dovrebbero essere le madri o i padri (o, perchè no, fratelli e sorelle) delle concupite a criticare e prendere provvedimenti. A me, di una qualsiasi persona che è pagata per rendermi un servizio o uno svago, importa più la qualità del prodotto che mi offre, piuttosto che la sua vita privata.

Essere donnaiolo non vuol dire pagare profumatamente decine di mignotte (anche minorenni). Ma che avete perso il capo?
A casa mia lo sfruttamento della prostituzione (compreso i clienti e le minorenni) è ancora reato. Certe figure, in nome della Legge, possono permettersi certi comportamenti? Se lo zio organizza una festa, può far perdere tempo ai Carabinieri per far accompagnare le suddette mignotte alla sua festa?
Di quanti reati vogliamo parlare? Iniziamo oggi e finiamo mai più!!!
 
Forse del mio intervento non si è capita una cosa fondamentale: io non ho mai menzionato un politico in particolare, come non ho parlato di uno specifico architetto nè di un preciso calciatore. Nè, nel secondo, di un vecchio che ha un nome e un cognome. Io ho parlato in generale di una persona che va a donne, non necessariamente pagando. Purtroppo qualcuno ha pensato io alludessi ad un politico in paricolare, cosa che non ho fatto poichè vietata dal regolamento. Ciò non significa che io approvi quanto fatto dalla persona in questione, anche perchè ciò che dicono G5 e Jaccos, giustssime, rientrano nella sfera pubblica del politico, non in quella privata, quella che io pretendo venga eseguita bene, almeno in virtù dei soldi dei contribuenti che finiscono nel suo già pingue portafoglio. Mi spiego meglio con un esempio: se un politico governa bene ma poi la sera decide di andare in discoteca a rimorchiare, che faccia, il serviio per cui è stato votato l'ha eseguito. Se nvece preferisce fermare l'auto (blu?) in statale e "tirare su" una signorina, qua si sfocia nel reato, e non è più la sua sfera privata, ma sfocia nel pubblico in quanto viola una legge che vale per tutti. SE poi, magari, ci aggiungiamo che usa il proprio titolo per una raccomandazione personale, è inamissibile: ma siamo sempre nella sfera del pubblico, non del privato.
 
La persona pubblica non può scindere il privato a fatto secondario e di risibile significato.
Esiste possibilità che non vi siano interferenze tra il privato ed il pubblico quando dovrò normare in modo da stabilire i limiti comportamentali per la coesistenza?
Le leggi oltre alle cifre portano con se, più o meno implicitamente, anche dei codici comportamentali. Che garanzie ci sono se osserviamo comportamenti ambigui ed evasivi delle leggi eseguiti da persone con responsabilità pubbliche?
 
a_gricolo ha scritto:
EdoMC ha scritto:
siamo sempre nella sfera del pubblico, non del privato.

Il problema sorge quando - caso ipotetico - il privato sconfina nel pubblico....

L'importante è non confondere il reato col gossip, cosa che purtroppo, una società mediatica come la nostra fa molto spesso. Prendendo sempre questo ipotetico politico, se questi decide di portarsi a casa una ragazza maggiorenne e consenziente, e i giornali e la tv ne fanno uno scandalo, vuoi per la differenza di età, vuoi per dei regali costosi, questo è gossip, poichè il politico in questione non infrange nessuna legge. Se questi si fa difensore di determinati principi morali, è tutta pubblicità negativa che attira alla propria persona. Se la ragazza è minorenne o, diciamo, una "professionista", per cui lo sfruttamento della sua attività è illegale, allora il politico si mette in una posizione di reato, il che non appartiene più alla sua sfera privata, ma a quella pubblica: dovrebbe essere giudicato e sanzionato come ogni altro cittadino, con l'aggravante che, essendo una persona pubblica, si sta facendo pubblicità negativa da solo, che rimarrà ben impressa agli elettori al momento del voto. E' innegabile che la sfera privata di una persona pubblica (non solo politici, ma anche attori, calciatori, insegnanti...) sia più ristretta rispetto a quella di un pinco pallino qualsiasi, ma è anche da dire che è ampiamente compensata da altri vantaggi.
 
EdoMC ha scritto:
L'importante è non confondere il reato col gossip, cosa che purtroppo, una società mediatica come la nostra fa molto spesso. Prendendo sempre questo ipotetico politico, se questi decide di portarsi a casa una ragazza maggiorenne e consenziente, e i giornali e la tv ne fanno uno scandalo, vuoi per la differenza di età, vuoi per dei regali costosi, questo è gossip, poichè il politico in questione non infrange nessuna legge. Se questi si fa difensore di determinati principi morali, è tutta pubblicità negativa che attira alla propria persona. Se la ragazza è minorenne o, diciamo, una "professionista", per cui lo sfruttamento della sua attività è illegale, allora il politico si mette in una posizione di reato, il che non appartiene più alla sua sfera privata, ma a quella pubblica: dovrebbe essere giudicato e sanzionato come ogni altro cittadino, con l'aggravante che, essendo una persona pubblica, si sta facendo pubblicità negativa da solo, che rimarrà ben impressa agli elettori al momento del voto. E' innegabile che la sfera privata di una persona pubblica (non solo politici, ma anche attori, calciatori, insegnanti...) sia più ristretta rispetto a quella di un pinco pallino qualsiasi, ma è anche da dire che è ampiamente compensata da altri vantaggi.

«un politico è un uomo pubblico in ogni momento della sua giornata e che deve comportarsi e parlare come tale. Oggi penso che se noi avessimo raccontato di più la vita privata dei leader politici forse non saremmo arrivati a Tangentopoli, forse li avremmo costretti a cambiare oppure ad andarsene. [?] La distinzione fra pubblico e privato è manichea: ripeto, un politico deve sapere che ogni aspetto della sua vita è pubblico. Se non accetta questa regola rinunci a fare il politico»
 
EdoMC ha scritto:
Se il vecchio va con le minorenni, se queste sono consenzienti, sta ai parenti chiedere giustizia e, se presente una legge in merito (ignoro cosa dicano i Codici in merito), a chi ha il compito di applicare la normativa. Io posso esprimere il fatto che mi fa un po' schifo la cosa, ma di più che posso fare? La minorenne ha deciso che vuole a tuttti i costi la borsetta di Prada? Che è arrivata l'ora di iniziare a mettersi via i soldi per il (appositamente e ironicamente al maschile) Bmw? Chi sono io per impedirglielo?

E se i parenti non ci sono, o sono incapaci, o disinteressati etc?

Questo discorso, con tutto lo schifo del caso, potrebbe andare per un rapporto tra persone adulte e consenzienti, non per persone minorenni.
 
Di per se non me ne fregherebbe nulla, io non sono un moralista.
Il problema sorge quando le gesta dello zio deteriorano e pongono in una situazione imbarazzante l'intera famiglia nei confronti degli altri. Il tutto sarebbe chiaramente aggravato in un contesto di fortissime difficoltà economiche per l'intera famiglia se lo zio, invece di contribuire e lavorare seriamente per risolvere le difficoltà(come potrebbe e dovrebbe), perdesse tempo in questi passatempi e ponesse problemi del tutto secondari(ad esempio evitare che i vicini ascoltino le telefonate invece di pensare al figlio/nipote disoccupato e alla moglie in mobilità).
Saluti
 
EdoMC ha scritto:
Forse del mio intervento non si è capita una cosa fondamentale: io non ho mai menzionato un politico in particolare, come non ho parlato di uno specifico architetto nè di un preciso calciatore. Nè, nel secondo, di un vecchio che ha un nome e un cognome. Io ho parlato in generale di una persona che va a donne, non necessariamente pagando. Purtroppo qualcuno ha pensato io alludessi ad un politico in paricolare, cosa che non ho fatto poichè vietata dal regolamento. Ciò non significa che io approvi quanto fatto dalla persona in questione, anche perchè ciò che dicono G5 e Jaccos, giustssime, rientrano nella sfera pubblica del politico, non in quella privata, quella che io pretendo venga eseguita bene, almeno in virtù dei soldi dei contribuenti che finiscono nel suo già pingue portafoglio. Mi spiego meglio con un esempio: se un politico governa bene ma poi la sera decide di andare in discoteca a rimorchiare, che faccia, il serviio per cui è stato votato l'ha eseguito. Se nvece preferisce fermare l'auto (blu?) in statale e "tirare su" una signorina, qua si sfocia nel reato, e non è più la sua sfera privata, ma sfocia nel pubblico in quanto viola una legge che vale per tutti. SE poi, magari, ci aggiungiamo che usa il proprio titolo per una raccomandazione personale, è inamissibile: ma siamo sempre nella sfera del pubblico, non del privato.
Lo stesso, non c'entra. E' una questione di COERENZA. Che uno sia politico, calciatore, operaio o casalinga, se dice a tutti di essere cristianerrimo, va sempre a messa ed al family day ma poi di notte fa il puttaniere e rifornisce pure di droga le mignotte, per me vale meno di una cacca di cane.
Viceversa, se uno è trasparente e dice che tipo di persona è davvero, nessun problema (nei limiti della legge ovviamente).
 
DareAvere(exTDI89) ha scritto:
Di per se non me ne fregherebbe nulla, io non sono un moralista.
Il problema sorge quando le gesta dello zio deteriorano e pongono in una situazione imbarazzante l'intera famiglia nei confronti degli altri. Il tutto sarebbe chiaramente aggravato in un contesto di fortissime difficoltà economiche per l'intera famiglia se lo zio, invece di contribuire e lavorare seriamente per risolvere le difficoltà(come potrebbe e dovrebbe), perdesse tempo in questi passatempi e ponesse problemi del tutto secondari(ad esempio evitare che i vicini ascoltino le telefonate invece di pensare al figlio/nipote disoccupato e alla moglie in mobilità).
Saluti

concordo in pieno e ribatto:
se questo zio che non contribuisse a lavorare seriamente per risolvere le difficoltà (come potrebbe e dovrebbe), invece che perdere tempo in simili passatempi dedicasse il suo tempo alla lettura di Kant o alla meditazione trascendentale, tu lasceresti comunque affidata a lui la gestione familiare?

ovvero: è il passatempo a qualificarlo o squalificarlo per la posizione di capofamiglia, o è la sua dedizione e disponibilità a fare ciò che è nelle sue possibilità e nel suo compito?
 
belpietro ha scritto:
ovvero: è il passatempo a qualificarlo o squalificarlo per la posizione di capofamiglia, o è la sua dedizione e disponibilità a fare ciò che è nelle sue possibilità e nel suo compito?

la seconda che hai detto, ma rimane inopportuno che lo zio approfitti della sua posizione di vicesindaco del paese per telefonare di notte ai vigili che hanno beccato una sua "giovane amica" scappata di casa sbronza in discoteca per farla "affidare" all'assessore alla cultura.....
 
belpietro ha scritto:
DareAvere(exTDI89) ha scritto:
Di per se non me ne fregherebbe nulla, io non sono un moralista.
Il problema sorge quando le gesta dello zio deteriorano e pongono in una situazione imbarazzante l'intera famiglia nei confronti degli altri. Il tutto sarebbe chiaramente aggravato in un contesto di fortissime difficoltà economiche per l'intera famiglia se lo zio, invece di contribuire e lavorare seriamente per risolvere le difficoltà(come potrebbe e dovrebbe), perdesse tempo in questi passatempi e ponesse problemi del tutto secondari(ad esempio evitare che i vicini ascoltino le telefonate invece di pensare al figlio/nipote disoccupato e alla moglie in mobilità).
Saluti

concordo in pieno e ribatto:
se questo zio che non contribuisse a lavorare seriamente per risolvere le difficoltà (come potrebbe e dovrebbe), invece che perdere tempo in simili passatempi dedicasse il suo tempo alla lettura di Kant o alla meditazione trascendentale, tu lasceresti comunque affidata a lui la gestione familiare?
Ovviamente NO.
La natura del passatempo è cosa del tutto secondaria, per me ininfluente. Il problema sussisterebbe se lo zio non riuscisse e/o non volesse impegnarsi seriamente alla risoluzione dei nodi fondamentali per la famiglia. In quel caso gli consiglierei o di svegliarsi o, eventualmente, di passare la mano a qualche altro parente in modo da potersi dedicare 24 ore su 24 a Kant o alle belle donne ;)
 
jaccos ha scritto:
EdoMC ha scritto:
Forse del mio intervento non si è capita una cosa fondamentale: io non ho mai menzionato un politico in particolare, come non ho parlato di uno specifico architetto nè di un preciso calciatore. Nè, nel secondo, di un vecchio che ha un nome e un cognome. Io ho parlato in generale di una persona che va a donne, non necessariamente pagando. Purtroppo qualcuno ha pensato io alludessi ad un politico in paricolare, cosa che non ho fatto poichè vietata dal regolamento. Ciò non significa che io approvi quanto fatto dalla persona in questione, anche perchè ciò che dicono G5 e Jaccos, giustssime, rientrano nella sfera pubblica del politico, non in quella privata, quella che io pretendo venga eseguita bene, almeno in virtù dei soldi dei contribuenti che finiscono nel suo già pingue portafoglio. Mi spiego meglio con un esempio: se un politico governa bene ma poi la sera decide di andare in discoteca a rimorchiare, che faccia, il serviio per cui è stato votato l'ha eseguito. Se nvece preferisce fermare l'auto (blu?) in statale e "tirare su" una signorina, qua si sfocia nel reato, e non è più la sua sfera privata, ma sfocia nel pubblico in quanto viola una legge che vale per tutti. SE poi, magari, ci aggiungiamo che usa il proprio titolo per una raccomandazione personale, è inamissibile: ma siamo sempre nella sfera del pubblico, non del privato.
Lo stesso, non c'entra. E' una questione di COERENZA. Che uno sia politico, calciatore, operaio o casalinga, se dice a tutti di essere cristianerrimo, va sempre a messa ed al family day ma poi di notte fa il puttaniere e rifornisce pure di droga le mignotte, per me vale meno di una cacca di cane.
Viceversa, se uno è trasparente e dice che tipo di persona è davvero, nessun problema (nei limiti della legge ovviamente).

Appunto. Ti rispondi tu stesso. Se uno non è coerente coi principi che dichiara, attira su di sè una pubblicità negativa che andrà ad intaccare anche la sua reputazione di persona pubblica. Si costruità una reputazione che andrà ad influire al momento dell'assunzione, dell'ingaggio o del voto. E questa persona potrà solo piangere sè stesso e le proprie azioni.
 
Back
Alto