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... ma stiamo per fallire?

marimasse ha scritto:
Non sono un esperto di economia e questa è la mia unica speranza, nel senso che spero, data la mia incompetenza specifica, che le mie impressioni siano errate e che quindi le cose vadano molto meno male di quanto appaiano a me.

Comunque mi chiedo: se sentissimo parlare di una famiglia di 5 persone i cui membri (tutti, a cominciare dai genitori) da anni e anni accumulano debiti su debiti su debiti per "comprarsi" le più svariate cose e nonostante ciò sostengono che la situazione in cui si trovano non è poi così grave e che può essere risolta senza particolare urgenza e soprattutto senza ridimensionare drasticamente le abitudini acquisite, quale giudizio daremmo su quella famiglia?
Gli Stati, così come gli Enti dello Stato, è normale che operino in deficit e accumulino debito. Lo scopo dello Stato è garantire la sicurezza e il benessere dei cittadini compatibilmente con ragionevoli vincoli finanziari, non accumulare risparmi.
 
batridro ha scritto:
Ragazzi mi stupisco di voi...
NOI ITALIANI SIAMO FAMOSI PER ESSERE BRAVI AD USCIRE DALLE EMERGENZE... 8) (speriamo!) :?
E' così. Tra l'altro, tralasciando i colori dei vari schieramenti che si alternano al governo, al Ministero del Tesoro, alla Banca d'Italia, alla Ragioneria Generale dello Stato ci sono fior di tecnici con le palle(passatemi il termine). Ho avuto il piacere di conoscerne qualcuno.
Saluti
 
gigi sallivan ha scritto:
Nel brevissimo periodo secondo Radio24 ci sono almeno tre scenari probabili:
1) tagli, tagli, tagli, .... (es. sanità)
2) tasse, tasse, tasse, ... (es. patrimoniale)
3) non si fa' una cippa di niente e poi si dà la colpa al primo che passa.
La finanziaria è pronta(tagli e tante tasse). Anche se a mio parere è criticabile pare riesca a pareggiare il bilancio nel 2014. La approvino subito, col voto di tutti.
 
DareAvere(exTDI89) ha scritto:
...Lo scopo dello Stato è garantire la sicurezza e il benessere dei cittadini compatibilmente con ragionevoli vincoli finanziari, non accumulare risparmi...
Mah, una volta lo stato era pieno di debiti ma i cittadini non lo erano, per cui quel debito appariva sempre come una cosa lontana, teorica; un po' alla volta però la mentalità del "porti a casa oggi e pagherai/comprerai in futuro" è arrivata ovunque, tanto che oggi non solo lo stato ha un debito colossale, ma sono piene di debiti le aziende, le famiglie, le persone.
Lo scopo dello stato non deve essere l'accumulo di risparmi fini a sé stessi? Giusto, ma la cosa vale anche per una famiglia o una azienda ben amministrate. Accumulare montagne di soldi non ha senso, ma nemmeno è intelligente accumulare montagne di debiti (cosa comunque assai più pericolosa).
La vita familiare, ad esempio, andrebbe organizzata in modo da ottenere il migliore compromesso concretamente possibile tra i guadagni oggettivi (non quelli presunti o sperati) e il benessere e la sicurezza delle persone, facendo anche in modo che sia sempre disponibile una certa quantità di denaro per eventuali imprevisti che poi sono di fatto prevedibilissimi, nel senso che prima o poi capiteranno.

Se io mi indebito fino al collo e "compro" macchine, vestiti, vacanze, cene, cellulari, computer, mobilio per tutta la famiglia creo senz'altro benessere e sicurezza ricevendo abbracci e baci e consensi in quantità, ma si tratterà di un benessere ed una sicurezza fasulli, destinati prima o poi, inevitabilmente, ad un crollo più o meno verticale. A quel punto non credo proprio si potrà dire che ho amministrato bene la famiglia (o l'azienda ecc.).
 
DareAvere(exTDI89) ha scritto:
marimasse ha scritto:
Non sono un esperto di economia e questa è la mia unica speranza, nel senso che spero, data la mia incompetenza specifica, che le mie impressioni siano errate e che quindi le cose vadano molto meno male di quanto appaiano a me.

Comunque mi chiedo: se sentissimo parlare di una famiglia di 5 persone i cui membri (tutti, a cominciare dai genitori) da anni e anni accumulano debiti su debiti su debiti per "comprarsi" le più svariate cose e nonostante ciò sostengono che la situazione in cui si trovano non è poi così grave e che può essere risolta senza particolare urgenza e soprattutto senza ridimensionare drasticamente le abitudini acquisite, quale giudizio daremmo su quella famiglia?
Gli Stati, così come gli Enti dello Stato, è normale che operino in deficit e accumulino debito. Lo scopo dello Stato è garantire la sicurezza e il benessere dei cittadini compatibilmente con ragionevoli vincoli finanziari, non accumulare risparmi.

In condizioni normali dovrebbero bastare le tasse per fornire i servizi ai cittadini senza che lo stato si indebiti. Si ricorre al debito pubblico in condizioni di emergenza come una crisi per stimolare l'economia. Cosa che noi abbiamo potuto fare in maniera molto relativa perchè il debito era già enorme. In pratica ci siamo giocati un'occasione.
 
capnord ha scritto:
...Si ricorre al debito pubblico in condizioni di emergenza come una crisi per stimolare l'economia...
Dal momento che, se non erro, il debito pubblico costituisce per il nostro paese un problema (crescente) da decenni, mi pare abbastanza ovvia una conclusione: non solo non vi abbiamo fatto ricorso in condizioni di emergenza ma lo abbiamo trasformato in uno strumento abituale, ordinario, quasi che la sua costante e sempre più consistente presenza costituisse una questione marginale, una sorta di sfondo lontano e trasparente sul quale poter continuare tranquillamente a dipingere le nostre vite, il nostro "benessere" (fasullo, come quello di chi va in giro con un macchinone che però di fatto non gli appartiene perché non lo ha pagato e i creditori se lo stanno per ripigliare).

Quel che è peggio, il fenomeno si è propagato anche a livello di famiglie ed individui; ai tempi dei nonni indebitarsi, anche per ragioni non futili, era quasi una colpa e certamente una vergogna, capace di minare pesantemente l'autostima e la reputazione di una persona, mentre oggi si ritiene del tutto normale indebitarsi per anni per "comprare" beni oggettivamente inutili che, se non bastasse, nella maggior parte dei casi perdono la quasi totalità del loro valore ancor prima che il debito sia estinto. Pensare che un simile andazzo possa protrarsi a tempo indeterminato e addirittura intensificarsi (la ripresa, la crescita, lo sviluppo) senza presentare il conto e pretendere il saldo mi sembra, come dire, leggermente illogico.
 
marimasse ha scritto:
capnord ha scritto:
...Si ricorre al debito pubblico in condizioni di emergenza come una crisi per stimolare l'economia...
Dal momento che, se non erro, il debito pubblico costituisce per il nostro paese un problema (crescente) da decenni, mi pare abbastanza ovvia una conclusione: non solo non vi abbiamo fatto ricorso in condizioni di emergenza ma lo abbiamo trasformato in uno strumento abituale, ordinario,.

Se non ricordo male, Andreotti sosteneva che il debito pubblico poteva essere fatto espandere all'infinito.

In effetti, negli anni '80, in particolare, il nostro paese è vissuto molto al di sopra delle proprie possibilità, accumulando gran parte del debito di cui stiamo pagando da decenni le conseguenze e chissà per quanto tempo ancora pagheremo.

Grazie CAF.
 
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