<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Lucio Magri, suicida assistito | Page 3 | Il Forum di Quattroruote

Lucio Magri, suicida assistito

Senza vena polemica ... i sostenitori della vita a tutti i costi dove sono ora? Gli interessa meno la questione perché è successo in Svizzera e non Italia?
 
Nevermore80 ha scritto:
batridro ha scritto:
Sono d'accordo, nel caso di Magri NON HA AVUTO CORAGGIO NEL SUICIDARSI IN MODO ASSISTITO, avrebbe AVUTO PIU' CORAGGIO A VIVERE....
Chi siamo noi per giudicare una decisione così forte ed assolutamente personale ?
nessuno giudica, ognuno esterna i propri pensieri, le proprie convinzioni circa questo argomento; tutti hanno torto, tutti hanno ragione, lasciamo a ciascuno la libertà di decidere sul proprio futuro
 
batridro ha scritto:
Se non vuoi capire la chiudo qui
saluti

Se parti dal presupposto che il giusto e lo sbagliato qui lo decida tu, senza discussioni, fai benissimo, e sei anche nel posto sbagliato, perchè questo è un luogo di discussione, non di imposizione.
 
BelliCapelli3 ha scritto:
batridro ha scritto:
Se non vuoi capire la chiudo qui
saluti

Se parti dal presupposto che il giusto e lo sbagliato qui lo decida tu, senza discussioni, fai benissimo, e sei anche nel posto sbagliato, perchè questo è un luogo di discussione, non di imposizione.

Scusa, vista l'ovvietà della questione, mi sembrava che i tuoi interventi fossero "provocatori".
Non voglio essere prevaricatore e assolutista.

Quindi per chiarire il concetto e senza entrare in logiche religiose, la vita più che una gara come dicevi tu, è una lotta quotidiana.
Nessuno ti regala niente, ti devi guadagnare "tutto" e molte volte con fatica.
Con tutto intendo proprio tutto quello che fa parte della vita, come per esempio il pane quotidiano (impegnarsi sempre nel lavoro), la serenità affettiva (non arrendersi al primo ostacolo), la salute fisica (mangiare bene e fare sport) ecc...
Quindi se si cade in depressione bisognerebbe farsi curare invece che arrendersi e decidere di suicidarsi rinuncindo a una delle tante prove che la vita ci sottopone.

Saluti non polemici
 
batridro ha scritto:
BelliCapelli3 ha scritto:
batridro ha scritto:
Se non vuoi capire la chiudo qui
saluti

Se parti dal presupposto che il giusto e lo sbagliato qui lo decida tu, senza discussioni, fai benissimo, e sei anche nel posto sbagliato, perchè questo è un luogo di discussione, non di imposizione.

Scusa mi sembrava che i tuoi interventi, vista l'ovvietà della questione, fossero "provocatori".
Non voglio essere prevaricatore e assolutista.

Quindi per chiarire il concetto, senza entrare nel campo religioso, la vita più che una gara come dicevi tu è una lotta quotidiana.
Le cose nessuno le regala e te le devi guadagnare con fatica.

Saluti

beh, allora torniamo indietro di due o tre passi, ed analizziamo il concetto della "sconfitta", o della resa. La propria vita non può esser vista come una competizione contro qualcuno, per cui , se alla fine ci si convince che non valga più la pena di viverla, allora è come se si desse partita vinta ad un fantomatico avversario che corre contro di noi. Quando il dolore ti spezza la spina dorsale, o la depressione ti riduce ad una larva, "arrendersi" è una liberazione da una prigionia. La nostra vita non è un mezzo per arrivare da qualche parte e vincere un premio, ma il fine. Poi se si è cattolici o religiosi questa visione può cambiare anche significativamente, ma non certo erga omnes.
 
BelliCapelli3 ha scritto:
batridro ha scritto:
BelliCapelli3 ha scritto:
batridro ha scritto:
Se non vuoi capire la chiudo qui
saluti

Se parti dal presupposto che il giusto e lo sbagliato qui lo decida tu, senza discussioni, fai benissimo, e sei anche nel posto sbagliato, perchè questo è un luogo di discussione, non di imposizione.

Scusa mi sembrava che i tuoi interventi, vista l'ovvietà della questione, fossero "provocatori".
Non voglio essere prevaricatore e assolutista.

Quindi per chiarire il concetto, senza entrare nel campo religioso, la vita più che una gara come dicevi tu è una lotta quotidiana.
Le cose nessuno le regala e te le devi guadagnare con fatica.

Saluti

beh, allora torniamo indietro di due o tre passi, ed analizziamo il concetto della "sconfitta", o della resa. La propria vita non può esser vista come una competizione contro qualcuno, per cui , se alla fine ci si convince che non valga più la pena di viverla, allora è come se si desse partita vinta ad un fantomatico avversario che corre contro di noi. Quando il dolore ti spezza la spina dorsale, o la depressione ti riduce ad una larva, "arrendersi" è una liberazione da una prigionia. La nostra vita non è un mezzo per arrivare da qualche parte e vincere un premio, ma il fine. Poi se si è cattolici o religiosi questa visione può cambiare anche significativamente, ma non certo erga omnes.
Scusa nel frattempo ho modificato il mio post precedente
 
Quoto perfettamente batidro, anche se dei distinguo occorre farli.
In qsto caso - da quel che si legge - la molla è stata la mancanza di voglia di vivere per la morte della compagna; in termini medici, depressione.
E la depressione si cura; le cure non riportano in vita la persona cara, ma aiutano ad accettarla e a non vedersi chiusi in un cul-de-sac.
Una cosa è essere malati terminali sofferenti, assistiti da macchine giorno e notte; altro è sentirsi il mal de vivre causa mancanza della persona cara.
 
stefano_68 ha scritto:
E la depressione si cura;

Permettimi una correzione.
La depressione si può curare, ma non è detto che ci si riesca.... :(
Purtroppo.
A prescindere se ci sia una causa reale o meno (sì esistono anche depressi senza causa oggettiva).
 
silverrain ha scritto:
stefano_68 ha scritto:
E la depressione si cura;

Permettimi una correzione.
La depressione si può curare, ma non è detto che ci si riesca.... :(
Purtroppo.
A prescindere se ci sia una causa reale o meno (sì esistono anche depressi senza causa oggettiva).
Sì quello è vero.
Ma dall'articolo pare che non ci abbia nemmeno provato a curarsi.
Non era la prima volta che andava in Svizzera, ma le altre volte non ce l'aveva fatta.
Mah, ci vuol coraggio indubbiamente, ma a volte ce ne vuole di + a vivere.
Indipendentemente dalla fede.
 
BelliCapelli3 ha scritto:
[

beh, allora torniamo indietro di due o tre passi, ed analizziamo il concetto della "sconfitta", o della resa. La propria vita non può esser vista come una competizione contro qualcuno, per cui , se alla fine ci si convince che non valga più la pena di viverla, allora è come se si desse partita vinta ad un fantomatico avversario che corre contro di noi. Quando il dolore ti spezza la spina dorsale, o la depressione ti riduce ad una larva, "arrendersi" è una liberazione da una prigionia. La nostra vita non è un mezzo per arrivare da qualche parte e vincere un premio, ma il fine. Poi se si è cattolici o religiosi questa visione può cambiare anche significativamente, ma non certo erga omnes.

ho letto con più calma il tuo intervento (ieri dovevo entrare in riunione) e concordo pienamente.
 
Back
Alto