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locale deprosecchizzato

adesso mi vanno benissimo quelli italiani, ottimi, e non è che vado a spendere 100/200 € per una bottiglia di Krug... non si può avere tutto.
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Tutti abbiamo delle priorita':
le tua, come la mie, non vedono il vino ai primi posti
E certamente si cercano dei compromessi piu' che accettabili, ma senza
" svenarsi ".
E' normale:
ho amici che si svenano per bici degne del Tour, altri per canne da pesca costruite in materiali degni della NASA....

:emoji_wink::emoji_wink:
 
Ultima modifica:
Però, sai, vedo che tu appartieni, come Marcoleo, alla categoria degli intenditori
Assolutamente no, ho una conoscenza sporadica e superficiale, conosco qualche bottiglia e, in generale, bevendo molto poco preferisco godermi ogni tanto qualcosa di significativo.

Per altro (Marcoleo ora sverrà :D ) a tavola se bevo un po’ di rosso (sfuso, ma onesto) generalmente lo allungo con l’acqua (d’estate più volentieri spritz con un bianco).

:emoji_blush:
 
Esistono cantine che producono prosecco di qualità indiscussa. Per quanto, il metodo charmat ha e avrà sempre i suoi limiti (e un costo non esagerato, diciamo 10 euro di media per una bottiglia valida al detteglio). Il metodo classico (o champenoise) è evidentemente di tutt'altro livello (anche nei costi). Per ogni ottimo Cartizze c'è un fenomenale Cavalleri (blanc de blancs il mio preferito) che costa il doppio ma "vale" infinitamente di più.

Che un locale sia deprosecchizzato non mi stupisce, nè mi irrita. Ogni locale decente oggi come oggi propone i "classiconi" Bellavista, Ca del Bosco o ALMENO i più modesti Berlucchi 61. Una buona carta dei vini (italiani E francesi) è sempre apprezzabile, basta pagare.
 
Ovvio, quelli non erano vini invecchiati, ma, semplicemente, vini andati a male.
Se conservi una bottiglia in verticale, magari sul mobile del soggiorno, a temperatura ambiente, vedi di berla entro pochi mesi.
Le bottiglie da invecchiare vanno tassativamente conservate coricate, al buio, temperatura 12-14 gradi, umidità 80%.

Dio ti benedica.
 
Io ho la netta sensazione che buona parte di quelli che li spendono potrebbero bere anche il Tavernello che sarebbe lo stesso..... presente quella famosa citazione sui denti e il pane?
Adesso non esagerare, però.... però sì, è evidente che gran parte di quel genere di consumo degli Champagne extralusso è fatto proprio come consumo di lusso e basta : ci credono in pochi che i nuovi ricchi (russi, o di dove siano) che ordinano bottiglie su bottiglie nei locali notturni di lusso si mettano lì a fare sottili disquisizioni sulla ricchezza dell'aroma e sul perfetto invecchiamento.
Si sa come va il mondo.... d'altra parte, ci sono anche quelli - una minoranza illuminata, li chiamerei - che invece stanno lì a degustare ed annusare le più sottili differenze... è quello di stavo parlando con U2511 e Marcoleo, che a quanto pare sono intenditori molto più fini del sottoscritto.
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per cui ho avuto occasione di assaggiare più o meno tutti i brut "normali" delle varie Mumm, Moet & Chandon, Veuve Cliquot, Pommery, Taittinger ecc..... mica li pagavamo noi ! ma adesso mi vanno benissimo quelli italiani, ottimi, e non è che vado a spendere 100/200 € per una bottiglia di Krug... non si può avere tutto.
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Per citare i notissimi, siano Krug, Cristal o Dom Perignon, a seconda della annata (e del prodotto) si parte dai 100 euro al dettaglio e con la sette decimi si arriva a molte centinaia di euro. Bottiglie per palati fini e conti in banca sani. Vini ottimi, ovviamente, ma quelli citati (Veuve Cliquot a parte e forse Tattinger e Laurent Perrier) vengono a mio parere umiliati da un Franciacorta pari prezzo (parliamo di 30 euro a bottiglia, quindi un Cavalleri, un Lantieri... oppure un Mosnel).

Un Franciacorta pas dosè non teme i nobili cugini d'oltralpe. Siamo sui 50-60 euro a bottiglia al dettaglio per un prodotto eccellente, a questi prezzi prendi delle sette decimi rosè di Moët (ORTICARIA) al supermercato.

Non scordiamoci che il costo dei prodotti francesi è legato a produzioni limitate, grande sapienza e naturalmente al fatto che cavalchino la nomea di vino francese, e buono in quanto tale. Chiamali scemi. Le migliori cantine sono piccole, defilate e ci puoi incontrare francesi col naso rosso e camicia a quadri, senza sartoriale e pochette in tinta con la cravatta. Lo paghi (non strapaghi) bene e ci sta che sia così. Mi fanno incazzare quando parlano di italiani con vigne d'oro che fanno vini d'argento mentre loro con vigne d'argento producono vini d'oro. In Lombardia però bevono bene, in Piemonte e Toscana bevono bene (un po' dappertutto in realtà).
 
Ultima modifica:
Comprensibile punto di vista, ma non è così che funziona.
Generalmente, i produttori commercializzano appena possibile.. od appena hanno le richieste, mentre i vini "seri" hanno bisogno del loro tempo..
Da domani, sarà possibile vendere i Barolo 2015 che, indicativamente, saranno in fase di maturazione attorno al 2030-2035.. se fossi un produttore, terresti in cantina per altri 15 anni le bottiglie? Quanto spazio ti servirebbe? Quanti capitali avresti immobilizzati?
Ma si, certo, si sa com'è la storia per i vini e liquori che hanno bisogno di una lenta maturazione, vedi i whisky come il Lagavulin che piace a me ed è di 16 anni. Poi so che ci sono anche in giro bottiglie, di vino e liquori, di età incredibile - io stesso, in Spagna nel 1989, cenai una volta in un ristorante molto bello che aveva in lista anche bottiglie di vino nientemeno che del 1923 ! - ma in quei casi mi sfugge la logica commerciale, quando sono passati 50 se non 60 anni dalla data di produzione... non sono più tempi commerciali, chi aveva prodotto il vino nel '23 era quasi sicuramente morto nel '89, boh forse sono piccole nicchie che sfuggono alle logiche solite.

Per lo Champagne, però, vino bianco o al massimo rosè chiaro dal carattere fresco e non liquoroso, ho sempre pensato che invecchiamenti troppo lunghi non fossero necessari... poi magari mi sbaglio e ok, ma comunque personalmente preferisco che l'invecchiamento avvenga nelle cantine dei produttori e non nella mia - anche ammesso di averla, una cantina adatta, io non ce l'ho e non l'avrò nemmeno nella casa dove andrò ad abitare nei prossimi mesi - dove le condizioni ambientali sono sicuramente molto migliori.
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Ma si, certo, si sa com'è la storia per i vini e liquori che hanno bisogno di una lenta maturazione, vedi i whisky come il Lagavulin che piace a me ed è di 16 anni. Poi so che ci sono anche in giro bottiglie, di vino e liquori, di età incredibile - io stesso, in Spagna nel 1989, cenai una volta in un ristorante molto bello che aveva in lista anche bottiglie di vino nientemeno che del 1923 ! - ma in quei casi mi sfugge la logica commerciale, quando sono passati 50 se non 60 anni dalla data di produzione... non sono più tempi commerciali, chi aveva prodotto il vino nel '23 era quasi sicuramente morto nel '89, boh forse sono
piccole nicchie che sfuggono alle logiche solite.
Per lo Champagne, però, vino bianco o al massimo rosè chiaro dal carattere fresco e non liquoroso, ho sempre pensato che invecchiamenti troppo lunghi non fossero necessari... poi magari mi sbaglio e ok, ma comunque personalmente preferisco che l'invecchiamento avvenga nelle cantine dei produttori e non nella mia -
anche ammesso di averla, una cantina adatta, io non ce l'ho e non l'avrò nemmeno nella casa dove andrò ad abitare nei prossimi mesi - dove le condizioni ambientali sono sicuramente molto migliori.
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Per il vino bianco,
( lo credevo anche io ),
che si dovesse bere nel giro di pochi anni....
Invece mio figlio e' riuscito a convincermi del contrario facendomi assaggiare diverse volte, bianchi ben piu' che decennali.
 
Adesso non esagerare, però.... però sì, è evidente che gran parte di quel genere di consumo degli Champagne extralusso è fatto proprio come consumo di lusso e basta : ci credono in pochi che i nuovi ricchi (russi, o di dove siano) che ordinano bottiglie su bottiglie nei locali notturni di lusso si mettano lì a fare sottili disquisizioni sulla ricchezza dell'aroma e sul perfetto invecchiamento.
Si sa come va il mondo.... d'altra parte, ci sono anche quelli - una minoranza illuminata, li chiamerei - che invece stanno lì a degustare ed annusare le più sottili differenze... è quello di stavo parlando con U2511 e Marcoleo, che a quanto pare sono intenditori molto più fini del sottoscritto.
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Ho visto l'invervista di un pentito della Camorra, boss fino a pochi anni prima, parlava di serate in cui 5 bottiglie bevute da 5 di loro vedevano conti da 5'000 euro. Persino lui ha detto che nel tempo ha imparato a riconoscere (ed apprezzare con i giusti piatti) le finezze di quei vini. Per quanto mi riguarda per bene un buon vino non bisogna essere sommelier, personalmente il sommelier è pagato con il conto che saldo ed è lì per me. Mi coccola, mi assiste. Il mio palato non è fine quanto il suo, la mia conoscenza è tutt'altra, sviluppo un gusto e mantengo al curiosità viva nel tempo, tanto mi basta. Una mathusalem di Cristal ha costi folli, ci bevi 300 bottiglie di ottimo Franciacorta da sette decimi, 600 bottiglie di Berlucchi 61 volendo esagerare... più di 400 litri di buon vino al costo di una sola bottiglia di 6 litri di super champagne... no eh, non ci siamo mi sa...
 
Per citare i notissimi, siano Krug, Cristal o Dom Perignon, a seconda della annata (e del prodotto) si parte dai 100 euro al dettaglio e con la sette decimi si arriva a molte centinaia di euro. Bottiglie per palati fini e conti in banca sani. Vini ottimi, ovviamente, ma quelli citati (Veuve Cliquot a parte e forse Tattinger e Laurent Perrier) vengono a mio parere umiliati da un Franciacorta pari prezzo (parliamo di 30 euro a bottiglia, quindi un Cavalleri, un Lantieri... oppure un Mosnel).

Un Franciacorta pas dosè non teme i nobili cugini d'oltralpe. Siamo sui 50-60 euro a bottiglia al dettaglio per un prodotto eccellente, a questi prezzi prendi delle sette decimi rosè di Moët (ORTICARIA) al supermercato.

Non scordiamoci che il costo dei prodotti francesi è legato a produzioni limitate, grande sapienza e naturalmente al fatto che cavalchino la nomea di vino francese, e buono in quanto tale. Chiamali scemi. Le migliori cantine sono piccole, defilate e ci puoi incontrare francesi col naso rosso e camicia a quadri, senza sartoriale e pochette in tinta con la cravatta. Lo paghi (non strapaghi) bene e ci sta che sia così. Mi fanno incazzare quando parlano di italiani con vigne d'oro che fanno vini d'argento mentre loro con vigne d'argento producono vini d'oro. In Lombardia però bevono bene, in Piemonte e Toscana bevono bene (un po' dappertutto in realtà).
L'avevo detto anch'io che probabilmente l'unica cosa che i migliori produttori nostrani hanno da invidiare a quelli dello Champagne è la politica commerciale.... con tutto quel che ne segue.

Sul resto però non ho un'opinione così precisa, come detto non sono così raffinato ed i miei assaggi di Champagne risalgono per la maggior parte ad anni ormai lontani, quando tra l'altro le buone alternative italiane erano molto più rare di adesso, erano in corso di sviluppo e lo Champagne, commercialmente, era senza rivali.
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L'avevo detto anch'io che probabilmente l'unica cosa che i migliori produttori nostrani hanno da invidiare a quelli dello Champagne è la politica commerciale.... con tutto quel che ne segue.

Sul resto però non ho un'opinione così precisa, come detto non sono così raffinato ed i miei assaggi di Champagne risalgono per la maggior parte ad anni ormai lontani, quando tra l'altro le buone alternative italiane erano molto più rare di adesso, erano in corso di sviluppo e lo Champagne, commercialmente, era senza rivali.
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Oggi un francese godereccio è felice bevendo un super Franciacorta, un super piemontese da uve nebbiolo, un super sangiovese in purezza. Diciamolo chiaramente un sassicaia, ornellaia, qualcosa che al comune mortale costi più di 100 euro a bottiglia anche dalle nostre parti fa ORGASMARE il sapiente cugino d'oltralpe. Come godiamo noi con i loro.
 
Dry è decisamente abboccato e Demi-sec è quasi dolce, da dessert o giù di lì.. allora hai un palato che predilige le morbidezze..
Io sono per gli extra brut ed i pas dosé.
Mah, io una via di mezzo.... mi piace anche il brut, ma non ritengo affatto utile andare a cercare roba ancora più secca come i pas dosè, esagerati per quanto mi riguarda.
Inoltre, il demi-sec NON è dolce, è solo abboccato : si può bere benissimo anche come aperitivo.... dolce è il moscato d'Asti !
Comunque sì, un certo grado di "morbidezza" la voglio comunque, anche ad es. nel whisky - quel poco che bevo, io sono diabetico e devo stare un po' attento agli alcolici - mi piacciono torbati, ma non in modo estremo, un po' più "morbidi" come il Lagavulin e Macallan.
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