<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Lo US Army ed i Marines si liberano dei combustibili Fossili. | Il Forum di Quattroruote

Lo US Army ed i Marines si liberano dei combustibili Fossili.

Combustibili Fossili; Petrolio e derivati, Carbone, Gas.

Army And Marines Go Fossil Fuel-Free
May 24, 2011
By Paul McLeary
Washington

In 2006, a Joint Urgent Operational Needs Statement written by the top ground commander in western Iraq wound its way through the bureaucracy of Multinational Force-Iraq to Central Command and finally to the Pentagon?s Rapid Equipping Force (REF) at Fort Belvoir, Va. There it was handed off to then-Col. Dan Nolan, who says that when it reached his desk, the attitude of those who reviewed the request was ?this is kind of weird,? since no one had ?ever seen anything like it.?

The request wasn?t for anything that would allow troops to engage the enemy, but for gear that would help Americans stay away from roadside bombs. Marine Corps Maj. Gen. Richard Zilmer, commander of Multinational Force-West, had had enough of his troops being blown up while driving fuel-laden supply convoys to small outposts. He requested a ?renewable and self-sustainable energy solution . . . to augment our use of fossil fuels with renewable energy, such as photovoltaic solar panels and wind turbines.? He wanted troops to produce their own energy and be freed from dangers of constant resupply.

While Zilmer?s request for 183 commercial renewable-energy systems would be denied, his request woke the Pentagon up to the energy needs that small, dispersed units have and the huge material and human costs of keeping them supplied.

That initial request was modest, but the Army and Marine Corps are now doubling down on their commitment to renewable energy on the battlefield. Both services are shipping everything from hybrid generators for base camps to small collapsible solar panels that recharge handheld electronics to Afghanistan this year. There has been little hoopla over the deployment of some of these renewable technologies, but if they prove out, 2011 may be a major turning point in how the U.S. military meets battlefield energy needs in the future.

... continua al link sottoriportato ...

http://www.aviationweek.com/aw/generic/story_channel.jsp?channel=defense&id=news/dti/2011/05/01/DT_05_01_2011_p28-312668.xml&headline=Army And Marines Go Fossil Fuel-Free

The budget environment, however, ?is adding a whole new interest in solving the energy question in a more serious way and much more broadly within the department than 3-5 years ago,? she adds. Kidd says that if the microgrid experiment is successful, ?we envision a day when microgrids are standard practice in what we do.?
These technologies, along with the Marine Corps? plan to rely on liquid fuel for vehicles only by 2025, point the way to further innovation.

But to tie these programs together, as well as those in the Navy and Air Force, as Burke and her office are tasked to do, the Defense Department still needs an overall strategy for energy use?one that is overdue.
 
La US Air Force sta Valutando e Testando diversi tipi di Bio-Combustibili per i propri Velivoli.

Probabilmente molto presto passerà ai Bio-Combustibili o a dei Mix Bio e Fossile.

Bisogna tenere presente che già oggi, da parecchio tempo, molti Agricoltori USA, Farmers, producono in casa il Bio-Diesel necessario a far funzionare le Fattorie e non solo i mezzi meccanici di uso agricolo.
Questo perchè, molto spesso, andare a rifornirsi al più vicino distributore di combustibili fossili, che possono distare anche oltre 50 km, è antieconomico e costoso.
 
Meditate popolo, meditate ... ;)

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birillo21 ha scritto:
La US Air Force sta Valutando e Testando diversi tipi di Bio-Combustibili per i propri Velivoli.

Probabilmente molto presto passerà ai Bio-Combustibili o a dei Mix Bio e Fossile.

Bisogna tenere presente che già oggi, da parecchio tempo, molti Agricoltori USA, Farmers, producono in casa il Bio-Diesel necessario a far funzionare le Fattorie e non solo i mezzi meccanici di uso agricolo.
Questo perchè, molto spesso, andare a rifornirsi al più vicino distributore di combustibili fossili, che possono distare anche oltre 50 km, è antieconomico e costoso.

Oddio, posso capire i tank o i camion, ma il Raptor che va a colza ...
http://www.ratemyscreensaver.com/wp-content/uploads/2007/07/22-raptor2.jpg
Comunque i tedeschi per i loro jet utilizzavano "benzina sintetica" (se non erro dal carbone) già nel 1945 ..
Tutto sta ad avere i soldi per la ricerca e i giusti incentivi ...
 
Epme ha scritto:
birillo21 ha scritto:
La US Air Force sta Valutando e Testando diversi tipi di Bio-Combustibili per i propri Velivoli.

Probabilmente molto presto passerà ai Bio-Combustibili o a dei Mix Bio e Fossile.

Bisogna tenere presente che già oggi, da parecchio tempo, molti Agricoltori USA, Farmers, producono in casa il Bio-Diesel necessario a far funzionare le Fattorie e non solo i mezzi meccanici di uso agricolo.
Questo perchè, molto spesso, andare a rifornirsi al più vicino distributore di combustibili fossili, che possono distare anche oltre 50 km, è antieconomico e costoso.

Oddio, posso capire i tank o i camion, ma il Raptor che va a colza ...
http://www.ratemyscreensaver.com/wp-content/uploads/2007/07/22-raptor2.jpg
Comunque i tedeschi per i loro jet utilizzavano "benzina sintetica" (se non erro dal carbone) già nel 1945 ..
Tutto sta ad avere i soldi per la ricerca e i giusti incentivi ...

Ma quale colza e ravanelli! Gli yankee hanno ciulato alla Germania il brevetto del processo Fischer-Tropsch e stanno sperimentando benzina ricavata dal carbone. Tutto qua.
 
Riporto dall'originale

Riappare la benzina sintetica (rubata alla Germania)
Maurizio Blondet
15/11/2006

In una recente data imprecisata, un bombardiere B-52 è decollato dalla base di Edwards in California per un esperimento: due dei suoi otto motori erano alimentati, anziché con kerosene (JT-8 ), con un carburante sintetico prodotto a partire dal carbone, in sigla F-T.
L'esperimento ha avuto un successo insperato: senza bisogno di modifiche ai motori, il carburante sintetico ha funzionato egregiamente, con consumi minori ed emissioni di zolfo e CO2 ridotti rispetto al kerosene.
L'Air Force e la Marina USA, enormi divoratrici di carburanti, hanno deciso di comprare ciascuna, dal 2008, 380 milioni di litri del nuovo carburante chimico.
Nel 2016 il Pentagono conta di coprire la metà dei bisogni dei suoi aerei militari con questo F-T.
Chi si rivede, possiamo dire.

La sigla F-T evoca il nome di Fischer e Tropsch, i due geniali chimici tedeschi del Kaiser Wilhlelm Institute che, negli anni '20, misero a punto il processo industriale per «liquefare» il carbone, di cui la Germania era ricca, e renderlo così utilizzabile come carburante liquido.
Il procedimento era geniale.
Il carbone (poteva essere anche di bassa qualità, non utilizzabile in modo diretto) veniva surriscaldato con vapore acqueo a temperatura altissima, in modo da ottenere una miscela di ossido di carbonio e idrogeno; questa miscela, trattata con catalizzatori di basso costo (ferro e cobalto invece della spugna di platino) veniva trasformata in idrocarburi, e raffinata in vario grado, in modo da ottenere prodotti simili alla benzina o al gasolio.
E' la leggendaria benzina sintetica con cui funzionarono i mezzi aerei, navali e terrestri del Terzo Reich.
Hitler infatti, salito al potere nel 1933, diede un energico impulso alla chimica tedesca, nel quadro del vasto programma di autarchia che mirava a svincolare il più possibile la Germania dal bisogno di importare - e dunque pagare agli stranieri - materie prime strategiche: prima per ragioni di economia commerciale (la crisi del '29 aveva gelato il commercio mondiale), ma soprattutto in vista della guerra che Hitler preparava.

Nasceva la grande industria germanica dei «surrogati» (ersatzen), a cui si devono miriadi di prodotti - come il surrogato di cioccolato, certe materie plastiche, la margarina, surrogato del burro ottenuto con lo stesso processo di Fischer e Tropsch, per idrogenazione di grassi animali scadenti - ma anzitutto la gomma sintetica, i lubrificanti chimici e il gasolio artificiale per automezzi pesanti, nonché la benzina sintetica ad alto numero di ottani per gli aerei.
Tutti prodotti ricavati dal carbone, la sola materia prima abbondante a disposizione della Germania, e che consentirono al Reich di sferrare una guerra immane con bisogni ridotti di petrolio.
Dal 1935 il conglomerato IG Farben cominciò a produrre 400 mila tonnellate di benzina sintetica l'anno.
La produzione salì rapidamente oltre i 120 mila barili al giorno; nel 1944, nonostante i terrificanti bombardamenti alleati, toccò i 6,5 milioni di tonnellate.
Il costo del prodotto sintetico era superiore a quello del petrolio e dei suoi derivati sui mercati mondiali, ma ciò aveva poca importanza dal punto di vista dell'economia nazista, che mirava all'autosufficienza e non (come oggi con la globalizzazione) agli scambi commerciali con l'estero, e che inoltre disponeva della piena sovranità monetaria.
Il regime pagò alla IG Farben la differenza del prezzo senza esitare, in modo da garantire comunque all'azienda un profitto, e si impegnò ad acquistare l'intera produzione che restasse invenduta sul mercato civile.
La differenza di prezzo non costava in realtà nulla al Reich: perché la Banca Centrale tedesca stampava in proprio i marchi con cui pagava la ditta (che essendo nazionale, avrebbe speso i soldi in Germania), mentre per l'acquisto di petrolio all'estero bisognava sborsare dollari, una valuta che la Germania avrebbe dovuto guadagnare con le importazioni, e che sarebbero infine stati spesi all'estero.
Si instaurò insomma un sistema economico di tipo inedito: mentre il bolscevismo sovietico aveva abolito la proprietà privata e così soffocato gli «spiriti animali» dell'imprenditoria, il nazismo inventò una cooperazione non-coercitiva tra Stato e i capitalisti nazionali, che mantenne vive le energie produttive, inventive e d'impresa e le usò a proprio vantaggio, riuscendo a garantire anche i profitti al capitale.

Il sistema funzionò fin troppo bene.
Mentre nel resto del mondo infuriava la recessione degli anni '30, la Germania conobbe
il pieno impiego, un'espansione industriale incredibile, e persino un miglioramento dei consumi alimentari dei tedeschi.
E funzionava a ciclo chiuso, in quasi totale autarchia.
Tutto era tedesco: la materia prima (il carbone), le fabbriche, i lavoratori, le invenzioni della chimica germanica e i suoi brevetti rivoluzionari.
Proprio per questo, sconfitta la Germania, gli Alleati vietarono anzitutto alle fabbriche tedesche - con il Trattato di Postdam del luglio 1945 - ogni ulteriore produzione di benzina sintetica; e gli americani si accaparrarono tutti i brevetti, che confiscarono come preda di guerra, in una minuziosa operazione di saccheggio intellettuale condotta fabbrica per fabbrica a spulciare, fra i documenti tecnici, le invenzioni di cui impadronirsi.
Migliaia di scienziati tedeschi furono arrestati (Operazione Paperclip) e condotti a lavorare negli Stati Uniti.
Ma i processi Fischer-Tropsch per la produzione di carburanti sintetici, gli americani li chiusero a chiave in un cassetto.
Ovviamente, a beneficio delle petrolifere anglo-americane, che allora dominavano il mercato mondiale del greggio, e a cui questo concorrente germanico dava molto fastidio.
Si disse, del resto, che nella nuova pace mondiale, il prezzo del petrolio era tanto basso, da rendere non-competitiva la benzina sintetica.
Ad un certo punto, si disse persino che i brevetti erano andati perduti, e così le conoscenze del processo chimico-industriale nazista.
E invece no.

Come si vede, il Pentagono ha tirato fuori dal cassetto la sua vecchia preda di guerra, e comincia a produrre il F-T, utilizzando l'invenzione dei vecchi chimici germanici Franz Fischer e Hans Tropsch.
E lo fa anzitutto, come il nazismo, per scopi strategico - militari: assicurare alle sue forze armate l'autosufficienza energetica e l'indipendenza dall'approvvigionamento da fonti straniere di greggio.
Come anzi più della Germania, gli Stati Uniti dispongono di riserve formidabili di carbone - 265 miliardi di tonnellate, un quarto delle riserve mondiali - sufficienti per secoli di consumi.
Sono riserve poco utilizzate, per motivi ecologici (il carbone bruciato direttamente inquina) e pratico-commerciali (il trasporto del combustibile solido è costoso e difficile, mentre i petrolio viaggia da solo negli oleodotti).
Ma ora che l'egemonia anglo-americana sulle fonti petrolifere non è più assoluta, e il numero degli acquirenti sul mercato aumenta con l'entrata in scena della Cina, una certa idea di autarchia si fa strada nei comandi militari USA.
Tanto più che col petrolio a 70 dollari il barile e in continuo rincaro, la benzina sintetica diventa ogni giorno più competitiva.
Forse, un giorno, anche noi faremo il pieno di F-T.

Maurizio Blondet

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a_gricolo ha scritto:
Riporto dall'originale

Riappare la benzina sintetica (rubata alla Germania)
Maurizio Blondet
15/11/2006

In una recente data imprecisata, un bombardiere B-52 è decollato dalla base di Edwards in California per un esperimento: due dei suoi otto motori erano alimentati, anziché con kerosene (JT-8 ), con un carburante sintetico prodotto a partire dal carbone, in sigla F-T.
L'esperimento ha avuto un successo insperato: senza bisogno di modifiche ai motori, il carburante sintetico ha funzionato egregiamente, con consumi minori ed emissioni di zolfo e CO2 ridotti rispetto al kerosene.
L'Air Force e la Marina USA, enormi divoratrici di carburanti, hanno deciso di comprare ciascuna, dal 2008, 380 milioni di litri del nuovo carburante chimico.
Nel 2016 il Pentagono conta di coprire la metà dei bisogni dei suoi aerei militari con questo F-T.
Chi si rivede, possiamo dire.

La sigla F-T evoca il nome di Fischer e Tropsch, i due geniali chimici tedeschi del Kaiser Wilhlelm Institute che, negli anni '20, misero a punto il processo industriale per «liquefare» il carbone, di cui la Germania era ricca, e renderlo così utilizzabile come carburante liquido.
Il procedimento era geniale.
Il carbone (poteva essere anche di bassa qualità, non utilizzabile in modo diretto) veniva surriscaldato con vapore acqueo a temperatura altissima, in modo da ottenere una miscela di ossido di carbonio e idrogeno; questa miscela, trattata con catalizzatori di basso costo (ferro e cobalto invece della spugna di platino) veniva trasformata in idrocarburi, e raffinata in vario grado, in modo da ottenere prodotti simili alla benzina o al gasolio.
E' la leggendaria benzina sintetica con cui funzionarono i mezzi aerei, navali e terrestri del Terzo Reich.
Hitler infatti, salito al potere nel 1933, diede un energico impulso alla chimica tedesca, nel quadro del vasto programma di autarchia che mirava a svincolare il più possibile la Germania dal bisogno di importare - e dunque pagare agli stranieri - materie prime strategiche: prima per ragioni di economia commerciale (la crisi del '29 aveva gelato il commercio mondiale), ma soprattutto in vista della guerra che Hitler preparava.

Nasceva la grande industria germanica dei «surrogati» (ersatzen), a cui si devono miriadi di prodotti - come il surrogato di cioccolato, certe materie plastiche, la margarina, surrogato del burro ottenuto con lo stesso processo di Fischer e Tropsch, per idrogenazione di grassi animali scadenti - ma anzitutto la gomma sintetica, i lubrificanti chimici e il gasolio artificiale per automezzi pesanti, nonché la benzina sintetica ad alto numero di ottani per gli aerei.
Tutti prodotti ricavati dal carbone, la sola materia prima abbondante a disposizione della Germania, e che consentirono al Reich di sferrare una guerra immane con bisogni ridotti di petrolio.
Dal 1935 il conglomerato IG Farben cominciò a produrre 400 mila tonnellate di benzina sintetica l'anno.
La produzione salì rapidamente oltre i 120 mila barili al giorno; nel 1944, nonostante i terrificanti bombardamenti alleati, toccò i 6,5 milioni di tonnellate.
Il costo del prodotto sintetico era superiore a quello del petrolio e dei suoi derivati sui mercati mondiali, ma ciò aveva poca importanza dal punto di vista dell'economia nazista, che mirava all'autosufficienza e non (come oggi con la globalizzazione) agli scambi commerciali con l'estero, e che inoltre disponeva della piena sovranità monetaria.
Il regime pagò alla IG Farben la differenza del prezzo senza esitare, in modo da garantire comunque all'azienda un profitto, e si impegnò ad acquistare l'intera produzione che restasse invenduta sul mercato civile.
La differenza di prezzo non costava in realtà nulla al Reich: perché la Banca Centrale tedesca stampava in proprio i marchi con cui pagava la ditta (che essendo nazionale, avrebbe speso i soldi in Germania), mentre per l'acquisto di petrolio all'estero bisognava sborsare dollari, una valuta che la Germania avrebbe dovuto guadagnare con le importazioni, e che sarebbero infine stati spesi all'estero.
Si instaurò insomma un sistema economico di tipo inedito: mentre il bolscevismo sovietico aveva abolito la proprietà privata e così soffocato gli «spiriti animali» dell'imprenditoria, il nazismo inventò una cooperazione non-coercitiva tra Stato e i capitalisti nazionali, che mantenne vive le energie produttive, inventive e d'impresa e le usò a proprio vantaggio, riuscendo a garantire anche i profitti al capitale.

Il sistema funzionò fin troppo bene.
Mentre nel resto del mondo infuriava la recessione degli anni '30, la Germania conobbe
il pieno impiego, un'espansione industriale incredibile, e persino un miglioramento dei consumi alimentari dei tedeschi.
E funzionava a ciclo chiuso, in quasi totale autarchia.
Tutto era tedesco: la materia prima (il carbone), le fabbriche, i lavoratori, le invenzioni della chimica germanica e i suoi brevetti rivoluzionari.
Proprio per questo, sconfitta la Germania, gli Alleati vietarono anzitutto alle fabbriche tedesche - con il Trattato di Postdam del luglio 1945 - ogni ulteriore produzione di benzina sintetica; e gli americani si accaparrarono tutti i brevetti, che confiscarono come preda di guerra, in una minuziosa operazione di saccheggio intellettuale condotta fabbrica per fabbrica a spulciare, fra i documenti tecnici, le invenzioni di cui impadronirsi.
Migliaia di scienziati tedeschi furono arrestati (Operazione Paperclip) e condotti a lavorare negli Stati Uniti.
Ma i processi Fischer-Tropsch per la produzione di carburanti sintetici, gli americani li chiusero a chiave in un cassetto.
Ovviamente, a beneficio delle petrolifere anglo-americane, che allora dominavano il mercato mondiale del greggio, e a cui questo concorrente germanico dava molto fastidio.
Si disse, del resto, che nella nuova pace mondiale, il prezzo del petrolio era tanto basso, da rendere non-competitiva la benzina sintetica.
Ad un certo punto, si disse persino che i brevetti erano andati perduti, e così le conoscenze del processo chimico-industriale nazista.
E invece no.

Come si vede, il Pentagono ha tirato fuori dal cassetto la sua vecchia preda di guerra, e comincia a produrre il F-T, utilizzando l'invenzione dei vecchi chimici germanici Franz Fischer e Hans Tropsch.
E lo fa anzitutto, come il nazismo, per scopi strategico - militari: assicurare alle sue forze armate l'autosufficienza energetica e l'indipendenza dall'approvvigionamento da fonti straniere di greggio.
Come anzi più della Germania, gli Stati Uniti dispongono di riserve formidabili di carbone - 265 miliardi di tonnellate, un quarto delle riserve mondiali - sufficienti per secoli di consumi.
Sono riserve poco utilizzate, per motivi ecologici (il carbone bruciato direttamente inquina) e pratico-commerciali (il trasporto del combustibile solido è costoso e difficile, mentre i petrolio viaggia da solo negli oleodotti).
Ma ora che l'egemonia anglo-americana sulle fonti petrolifere non è più assoluta, e il numero degli acquirenti sul mercato aumenta con l'entrata in scena della Cina, una certa idea di autarchia si fa strada nei comandi militari USA.
Tanto più che col petrolio a 70 dollari il barile e in continuo rincaro, la benzina sintetica diventa ogni giorno più competitiva.
Forse, un giorno, anche noi faremo il pieno di F-T.

Maurizio Blondet

Copyright © - EFFEDIEFFE - all rights reserved
Azz. Questa non la conoscevo. Grazie per il contributo
 
Gli studi sulla benzina sintetica risalgono alla prima guerra mondiale (inizio produzione 1918 ) e oggi come oggi essa comincia a diventare competitiva nei confronti del petrolio col greggio sui 120 dollari al barile (in calando al crescere della produzione).
La margarina la facevano anche dalla lignite.
 
Mio Dio... risparmiamoci Blondet (solo lui poteva andare a ripescare Fischer Tropsch in quei termini :rolleyes: "Preda di guerra"? :shock: Ma se ormai lo conoscono anche le marmotte della Milka! :rolleyes: ).
Notare che prima sottolinea come la benzina sintetica non sia conveniente rispetto a quella petrolifera, e poi vaneggi di una cospirazione per "occultare" il processo FT (che, ripeto, tutti conoscevano) per "favorire le petrolifere americane"... :rolleyes:
Per non parlare delle bestialita' economiche sulle industrie tedesche che venivano pagate per la differenza di costo in modo che non ci rimettessero... ma senza che lo Stato ci smenasse, perche' stampava le proprie banconote :shock:
Complimenti a Blondet che, tra le infinite cazzate che ha prodotto negli anni, annovera ora anche il "moto perpetuo" macroeconomico... Qualcuno gli spieghi il concetto d'inflazione, per pieta'... Cosi' magari non spara piu' altre cazzate come la "felice Germania degli anni 30" che evita la recessione (col pane a venti milioni di marchi al chilo, eh? :rolleyes: )
Comunque, tornando it...
Sono decenni che le forze armate americane sono alla ricerca di alternative, e non c'e' nessuna "novita'" in questo: l'M1 Abrams (un progetto degli anni '70) nasce appunto con motore policarburante proprio per questo...
 
RobyTs67 ha scritto:
Gli studi sulla benzina sintetica risalgono alla prima guerra mondiale (inizio produzione 1918 ) e oggi come oggi essa comincia a diventare competitiva nei confronti del petrolio col greggio sui 120 dollari al barile (in calando al crescere della produzione).
La margarina la facevano anche dalla lignite.
La benzina sintetica non puo' diventare competitiva con quella "standard", per il semplice fatto che il prezzo del petrolio e' tenuto alto artificialmdnte (chiudendo i rubinetti) per massimizzare i guadagni. Nel momento in cui qualcuno si mettesse sul serio a produrre benzina sintetica, immediatamente il prezzo di quella standard diventerebbe concorrenziale con questa, rendendola non conveniente.
Persino il Giappone, la cui economia ad altissima richiesta energetica fa pesare in modo enorme il costo degli idrocarburi, non si produce benzina sintetica in casa ma la importa normale da mezzo mondo di distanza... ;)
 
99octane ha scritto:
RobyTs67 ha scritto:
Gli studi sulla benzina sintetica risalgono alla prima guerra mondiale (inizio produzione 1918 ) e oggi come oggi essa comincia a diventare competitiva nei confronti del petrolio col greggio sui 120 dollari al barile (in calando al crescere della produzione).
La margarina la facevano anche dalla lignite.
La benzina sintetica non puo' diventare competitiva con quella "standard", per il semplice fatto che il prezzo del petrolio e' tenuto alto artificialmdnte (chiudendo i rubinetti) per massimizzare i guadagni. Nel momento in cui qualcuno si mettesse sul serio a produrre benzina sintetica, immediatamente il prezzo di quella standard diventerebbe concorrenziale con questa, rendendola non conveniente.
Persino il Giappone, la cui economia ad altissima richiesta energetica fa pesare in modo enorme il costo degli idrocarburi, non si produce benzina sintetica in casa ma la importa normale da mezzo mondo di distanza... ;)

Lo so... :rolleyes:

Che sia un modo gentile per far capire ai beduini di non tirare troppo la corda?
 
Bhe, l'Europa e' relativamente ricca di carbone (quarto produttore mondiale) e, anche se non ha certo le riserve americane, potrebbe usare la cosa come peso sull'altro piatto della bilancia.
 
99octane ha scritto:
Mio Dio... risparmiamoci Blondet (solo lui poteva andare a ripescare Fischer Tropsch in quei termini :rolleyes: "Preda di guerra"? :shock: Ma se ormai lo conoscono anche le marmotte della Milka! :rolleyes: ).
...

Le idee di Blondet sono abbastanza note e in questo contesto non me ne può fregar di meno. Si voleva solo evidenziare che la via per alimentare i mezzi dell'US Army non passa per la Corn Belt.
 
Per i Jet dei Blue Angels (F-16) viene usato un combustibile derivato dalla CAMELINA.

http://www.aero-news.net/news/military.cfm?ContentBlockID=a96514f6-db21-4a92-b0ae-f7380196e4f9&Dynamic=1

The service continues to test and evaluate biomass fuels derived from camelina, or plant seed oil, beef tallow, or animal fat, and various waste oils and greases.

http://www.aero-news.net/news/military.cfm?ContentBlockID=19D5FC9F-F12D-4C43-8F8B-052BB5DDF9FE&Dynamic=1

http://www.aero-news.net/news/commair.cfm?ContentBlockID=2BF15A1E-8035-404E-9A1C-06FAFB2C473A&Dynamic=1

http://www.aero-news.net/news/military.cfm?ContentBlockID=453C144A-257D-4782-A69F-15A79E8A92E0&Dynamic=1

http://www.aero-news.net/news/commair.cfm?ContentBlockID=5E92D504-946E-42B4-A27B-17058E542B1E&Dynamic=1

http://www.aero-news.net/news/commair.cfm?ContentBlockID=F7B21C39-C814-4225-8BED-1B3E728E62CA&Dynamic=1

http://www.aero-news.net/news/military.cfm?ContentBlockID=675DD3B7-8D1B-4393-859D-1CD66DE86BAB&Dynamic=1

http://www.aero-news.net/news/military.cfm?ContentBlockID=DEC3515A-B4F3-4B67-88E0-2F5510D31FF6&Dynamic=1

http://www.aero-news.net/news/military.cfm?ContentBlockID=23B08C94-CEA9-42D4-B2E9-3B3E393F0754&Dynamic=1
 
Camelina-Based Biofuel Breaks Sound Barrier

http://www.aero-news.net/news/military.cfm?ContentBlockID=0F8F58B0-5094-46E1-B6D8-6491FA662A51&Dynamic=1

Spanish Government, Iberia, And Airbus Launch Bio-Fuel Initiative

http://www.aero-news.net/news/commair.cfm?ContentBlockID=3D398F3B-3EE7-48E5-8429-A3F4B9D369D0&Dynamic=1

Mexico's Interjet Flies With Honewell 'Green Jet Fuel'

http://www.aero-news.net/news/commair.cfm?ContentBlockID=F1D0ED68-6320-4CDD-8D80-CBD50555FEDD&Dynamic=1

Bio-Fuels, Growth, Emerging Issues At Asian Aerospace 2011

http://www.aero-news.net/news/aerospace.cfm?ContentBlockID=2E052C5B-5180-4AF6-91B3-D7BA8BA45830&Dynamic=1
 
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