<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> L'itaGLiano indignato...!!! | Page 3 | Il Forum di Quattroruote

L'itaGLiano indignato...!!!

Nama68 ha scritto:
Ottimo spunto di riflessione! Bravo Sergio! :D

Fa piacere soprattutto vedere che c'è molto 'buon senso' in tutti gli interventi finora fatti! ;) (...quindi o siamo come i 'panda' - in estinzione - o la speranza vive ancora! :rolleyes: )

Comunque provate ad andare a mangiare una pizza il sabato sera (e non solo) senza aver prenotato o andare al ristorante in un giorno di 'festa comandata'... e poi parliamo di 'crisi'.

Secondo me è che il livello di qualità di vita finora ottenuto (forse più alto delle effettive capacità) è ritenuto il 'riferimento' e non riducibile. Per questo non si 'concepisce' nemmeno l'idea di 'poterne fare a meno'.
I media e la società poi fanno il resto.

Ciao 8)

P.S.: in bocca al lupo alla moglie di Beppe! ;)

Grazie Marcello... ;)
 
rosberg ha scritto:
Concordo in parte col pensiero di gasato.
Solo in parte perchè non è vero che siamo desisi da tutta Europa, questo no, come dice rebel8.
Concordo anche col pensiero di d500: se ci fossero più soldi non ci sarebbe una fila tale da paralizzare la città per accaparrarsi un ipad o un iphone magari al 30% di sconto.
La crisi c'è, però molti la prendono come scusa.
Sinceramente adesso, già da qualche mese, le aziende lavorano, le macchine vanno, gli impianti vanno, magari non al 100% ma magari solo al 70%, ma non dobbiamo dimenticare che nel 2009 e fino alla metà dello scorso anno il regime era forse del 30-40%, quindi una ripresa c'è ed esiste.
Par vedere che molti ci marciano su quyesta crisi, basta andare nelle pizzerie e nei ristoranti, per capire che è un po' tutto gonfiato, da abili giornalisti come dice rebel8 e la gente ci crede, ma poi tanto non rinuncia a nulla.
Sono in crisi le aziende non tanto il privato nonostante tutto il vittimismo del caso. Uno è in cassa integrazione, prende magari solo 800 euro ma poi magicamente aiuta il cugino dell'amico dell'amico a fare il giardiniere o l'imbianchino, prende quindi altri 800 euro e questo arriva a 1.600 euro mensili di cui 800 in nero, in luogo dei 1.200 euro di stipendio regolare e tassato che prendeva quando lavorava.
Basta con questa parola crisi, col nascondersi dietro questo termine, perchè dai...obbiettivamente...paralizzare una città, dormire nel sacco a pelo in strada per essere nelle prime 5000 posizioni per un telefonino o per un tv color...significa anche che la crisi non è che sia così reale. Quando gli chiedi di fare uno straordinario al sabato pomeriggio o alla domenica in un turno aziendale o al supermercato la gente dice no, si dà malata, raffreddata...e poi alle 4 del mattino è giàù in fila per un ipad.
Tutti si nascondono dietro la parola crisi, perchè lo dicono i giornalisti, lo dice la tv, ma poi non rinuncia a niente. Quindi diamo il giusto valore alle cose: la crisi c'è ma non è così come ce la vogliono far credere.

Un'ultima considerazione riguiardo a ciò che ha detto miranda: io invece sono d'accordo col "licenziamento facile"...anzi...dico pure meno male, era ora. Siamo uno dei pochi Paesi in cui un imprenditore non può quasi licenziare una persona e qualora ci riuscisse regolarmente si trascina nella maggior parte dei casi mille problemi. Era ora invece che ci fosse una legge più "morbida", più "semplice" perchè è proprio così che si salvaguarda l'occupazione vera, di coloro che hanno voglia!

Infatti Massimo...

Il mio post ha proprio questo intento...
Sapessi quante volte al lavoro mi capita di fare discussioni con dei colleghi cerebralmente monocellulari....
Si lamentano perchè il principale non gli paga più il premio, si lamentano perchè non fanno più straordinari, si lamentano perchè questo... e poi quello... e poi quell'altro...
Poi gli chiedi dove sono andati in ferie e ti dicono: "sono andato a SHARM e quando sono tornato ho fatto in tempo a fare 4 gg a RIMINI" :shock: :shock:

Un altro, parlando del pc, alla fine vieni a scoprire che ha comprato un televisore full hd da 37 pollici perchè suo figlio gioca on-line e deve avere lo schermo grande se no non riesce a giocare bene... :shock: :shock: :shock:

A me viene tanto da dire: MAVVAFFFFFFFFFFF............. :twisted: :twisted: :twisted:
 
Nei paesi europei dove si licenzia facilmente ci sono anche dei bei paracadute che si aprono sia per chi lavora per grandi aziende che per quelli che dipendono da un artigiano con un solo dipendente.
Gli strumenti di assistenza e gli emolumenti possono variare in funzione della situazione famigliare, ma non dalle dimensioni o dal tipo di azienda dalla quale provieni.
 
rebel8 ha scritto:
Nei paesi europei dove si licenzia facilmente ci sono anche dei bei paracadute che si aprono sia per chi lavora per grandi aziende che per quelli che dipendono da un artigiano con un solo dipendente.
Gli strumenti di assistenza e gli emolumenti possono variare in funzione della situazione famigliare, ma non dalle dimensioni o dal tipo di azienda dalla quale provieni.

Infatti, Giuseppe...
Sul fatto dei licenziamenti sono in parte d'accordo....
Il problema è che se negli altri stati europei è strutturato, in Italia no....
Questa ultima trovata dei licenziamenti motivati da crisi economica sono molto pericolosi perchè come dice ROSBERG possono garantire chi ha voglia di lavorare e si fa in quattro per risollevare l'azienda, ma nello stesso tempo possono metter in condizioni le aziende di sparare a zero nel mucchio... :twisted: :twisted:
Sono conscio che per le aziende mantenere un tot numero di posti di lavoro può arrivare ad essere deleterio, ma nello stesso tempo si devono impegnare affinchè, potendo usufruire di questa possibilità, venga garantito a chi lasciano a casa un "minimo vitale" e creare il più possibile delle alternative...
Ma forse sono troppo "utopistico" in questo... :rolleyes: :rolleyes:
 
gbortolo ha scritto:
Rientrando in OT:

La crisi che ci sta colpendo non porta ad una generale riduzione del tenore di vita, che lentamente e diffusamente si è alzato dal dopoguerra in poi, ma spezza in due la società:
Tu ieri avevi un buon lavoro, domani non ce l'hai più.
Colpisce operai ma anche molti impiegati, professionisti che spesso hanno anche più difficoltà di un operaio a ricollocarsi.

Naturalmente per chi il lavoro (o la pensione) ce l'ha, la crisi non esiste, perché i prezzi non sono (ancora) schizzati alle stelle.

Certo che minacciare tutti i lavoratori italiani (pubblici e privati) di licenziamento non rassenerà gli animi ne aiuterà i consumatori ad investire, anzi.

Anche se sappiamo bene che la tutela del posto di lavoro è ormai quasi solo nel pubblico.
- Nel privato sotto i 15 non c'è (mia moglie la scorsa settimana è stata licenziata coi 6 colleghi alle 11.00 per il pomeriggio :rolleyes: )
-Nelle grandi multi.... se vogliono ti "localizzano" da un'altra parte o dismettono;
-i consulenti (p.iva mono cliente etc), quelli a termine, a progetto.
- quelli in NERO

Certo a sto punto diventerà più semplice: si verrà tutti assunti a tempo indeterminato, nel senso che non è determinato se e quanto dura: 1 mese o un anno si vedrà :evil:

mi spiace per il lavoro perso da tua moglie
 
la crisi c e' e sara' difficile mandarla via.
non stiamo a guardare la massa di pecore che bela solo per sentito dire e si lamenta per qualsiasi cosa, o fa bagar in piazza per questioni politiche..
ci sono molte persone che veramente non sanno come arrivare a fine mese :evil:
di questo passo vedremo aumentare i poveri fino al midollo,
aumenteranno di conseguenza anche le auto di lusso sulle strade visto che i soldi tolti ai poveri finiranno nelle solite tasche sempre piu' gonfie :?
gia' il mondo del lavoro e' cambiato negli ultimi anni,
gli apprendisti non esistono piu',secondo le varie ditte/imprese devi essere capace di fare una cosa senza averla prima imparata :rolleyes:
si lavora sotto la minaccia di licenziamenti,la ditta e' in crisi,l operaio deve dare di piu' e prendere di meno:parlo di una ditta che ha fatto record di fatturato,con all attivo 30 operai meno dall ultima crisi,chissa' se il merito e' tutto dei dirigenti???

tra un po lavoreremo per un pezzo di pane e un bicchier d acqua :(

a gia',ora arrivano le riforme e sistemano tutto :lol: :lol: :lol: :lol:
 
jo74bg ha scritto:
la crisi c e' e sara' difficile mandarla via.
non stiamo a guardare la massa di pecore che bela solo per sentito dire e si lamenta per qualsiasi cosa, o fa bagar in piazza per questioni politiche..
ci sono molte persone che veramente non sanno come arrivare a fine mese :evil:
di questo passo vedremo aumentare i poveri fino al midollo,
aumenteranno di conseguenza anche le auto di lusso sulle strade visto che i soldi tolti ai poveri finiranno nelle solite tasche sempre piu' gonfie :?
gia' il mondo del lavoro e' cambiato negli ultimi anni,
gli apprendisti non esistono piu',secondo le varie ditte/imprese devi essere capace di fare una cosa senza averla prima imparata :rolleyes:
si lavora sotto la minaccia di licenziamenti,la ditta e' in crisi,l operaio deve dare di piu' e prendere di meno:parlo di una ditta che ha fatto record di fatturato,con all attivo 30 operai meno dall ultima crisi,chissa' se il merito e' tutto dei dirigenti???

tra un po lavoreremo per un pezzo di pane e un bicchier d acqua :(

a gia',ora arrivano le riforme e sistemano tutto :lol: :lol: :lol: :lol:

E' vero Jo... La crisi c'è e continuerà ancora per un anno buono, anche se stabilizzata...

Quello che volevo, era manifestare quanta incongruenza ci sia tra le "vere" necessità del paese e l'effimero a cui tanti non vogliono rinunciare...
Sono d'accordo con te che c'è tantissima gente che fatica ad arrivare al 31 e proprio per questo quando vedo certe scene come quelle citate m'inc@@@o...
 
Purtroppo nel paese ci sono delle realtà che fanno pensare ad una ripresa come quelle che ha citato Massimo, ma altre che no, qui da noi, ad esempio, la Fincantieri è una delle poche fabbriche rimaste, se non l'unica, ed ora sta rischiando seriamente di chiudere, con buona pace dei suoi circa 900 occupati, compreso l'indotto, sarebbe un colpo mortale per una città già in coma profondo, scusate se mi ripeto, ma non venitemi a dire che la crisi non esiste o che se c'è non è poi così grave...
 
rosberg ha scritto:
Concordo in parte col pensiero di gasato.
Solo in parte perchè non è vero che siamo desisi da tutta Europa, questo no, come dice rebel8.
Concordo anche col pensiero di d500: se ci fossero più soldi non ci sarebbe una fila tale da paralizzare la città per accaparrarsi un ipad o un iphone magari al 30% di sconto.
La crisi c'è, però molti la prendono come scusa.
Sinceramente adesso, già da qualche mese, le aziende lavorano, le macchine vanno, gli impianti vanno, magari non al 100% ma magari solo al 70%, ma non dobbiamo dimenticare che nel 2009 e fino alla metà dello scorso anno il regime era forse del 30-40%, quindi una ripresa c'è ed esiste.
Par vedere che molti ci marciano su quyesta crisi, basta andare nelle pizzerie e nei ristoranti, per capire che è un po' tutto gonfiato, da abili giornalisti come dice rebel8 e la gente ci crede, ma poi tanto non rinuncia a nulla.
Sono in crisi le aziende non tanto il privato nonostante tutto il vittimismo del caso. Uno è in cassa integrazione, prende magari solo 800 euro ma poi magicamente aiuta il cugino dell'amico dell'amico a fare il giardiniere o l'imbianchino, prende quindi altri 800 euro e questo arriva a 1.600 euro mensili di cui 800 in nero, in luogo dei 1.200 euro di stipendio regolare e tassato che prendeva quando lavorava.
Basta con questa parola crisi, col nascondersi dietro questo termine, perchè dai...obbiettivamente...paralizzare una città, dormire nel sacco a pelo in strada per essere nelle prime 5000 posizioni per un telefonino o per un tv color...significa anche che la crisi non è che sia così reale. Quando gli chiedi di fare uno straordinario al sabato pomeriggio o alla domenica in un turno aziendale o al supermercato la gente dice no, si dà malata, raffreddata...e poi alle 4 del mattino è giàù in fila per un ipad.
Tutti si nascondono dietro la parola crisi, perchè lo dicono i giornalisti, lo dice la tv, ma poi non rinuncia a niente. Quindi diamo il giusto valore alle cose: la crisi c'è ma non è così come ce la vogliono far credere.

Un'ultima considerazione riguiardo a ciò che ha detto miranda: io invece sono d'accordo col "licenziamento facile"...anzi...dico pure meno male, era ora. Siamo uno dei pochi Paesi in cui un imprenditore non può quasi licenziare una persona e qualora ci riuscisse regolarmente si trascina nella maggior parte dei casi mille problemi. Era ora invece che ci fosse una legge più "morbida", più "semplice" perchè è proprio così che si salvaguarda l'occupazione vera, di coloro che hanno voglia!


Prova a dirlo quei poveretti lasciati a casa con il mutuo da pagare, una figlia e la moglie a carico......
Ci vuole il buon senso senza che il potere decisionale sia affidato esclusivamente al datore di lavoro, esistono doveri ma anche diritti.
Se no a cosa sono servite tutte le lotte per il sacrosanto diritto al lavoro ?
Se siamo in crisi ( SE ) non è certo per coloro che si alzano la mattina per andare a lavorare da dipendenti e molte volte sopportando dei perfetti incompetenti che comandano.
Lo siamo per una gestione sbagliata, per gli sprechi e le assurdita' che constatiamo tutti i giorni, basta una legislatura per aver diritto al vitalizio ??????
Non vado oltre per non far lavorare Ivan.
E magari aggiungiamo che molti ( troppi ) non dichiarano al fisco quello che dovrebbero e non sono certo i dipendenti sanguisughizzati alla fonte :evil: :evil:
Rispetto il tuo punto di vista sui licenziamenti facili ma mio fratello è arrivato al punto di non disdegnare di farla finita dopo tre anni di disoccupazione per un " licenziamento facile " e lui è uno di quelli che lavora davvero, niente mutua e fa straordinari.
Oggi licenziamenti, domani cosa ?
 
E già!
Massimo non hai torto quando dici che c'è chi si rifiuta di fare gli straordinari e chi li fa per guadagnare di più e non lavora prima.
Ce ne sono anche tanti che prima dicevano: "cosa m'interessa se la ditta sbatte via soldi".
Spesso, però, i comportamenti disonesti di certi dipendenti sono coperti da dirigenti ed imprenditori che pensano a far sparire i soldi ed a spassarsela (magari con qualche dipendente disponibile).
Oppure si passa di grado l'amico o il raccomandato pittosto che il competente.

Ah naturalmente quando le cose vanno male veramente e arriva il fallimento, per qualche operaio c'è un paio d'anni di cassa o la mobilità (e paghiamo noi).
Le liquidazioni le paga l'INPS (cioè noi).
L'imprenditore, se non era uno onesto (ci sono anche loro eh), con vari magheggi la scampa e già domani riapre una nuova ditta.

Questo vedo, soprattutto in questi ultimi anni.
 
L'anno scorso eravamo in piena crisi e il mio titolare cosa ha detto appena tornati dalla chiusura di fine anno...???

"avevo bisogno di staccare un pò... sono andato a fare un giro ai caraibi..."....... :twisted: :twisted: :twisted: :twisted: :twisted: :twisted:

Io in compenso nel 730 rispetto l'anno precedente mi sono trovato in tasca 7000? in meno.... :twisted: :twisted: :twisted: :twisted: :twisted: :twisted: :twisted:
 
Ciò che più mi preoccupa non è l'oggi.
Le ditte che hanno ripreso a lavorare magari lo fanno con del personale in meno.
E' vero c'è chi assume - pochi - e assumono come cooperativa, per lavori di magazzino o facchinaggio, per fare la logistica dimessa dalle altre aziende.
Per pochi molto pochi ?/mese e senza alcuna certezza di continuità.

Il mio dubbio è questo: quanta gente oggi continua perché c'è qualche ammortizzatore, un po' di risparmio.
Ma se non ci sono le basi per far tornare veramente il lavoro, fra 10/20 anni, con giovani che non lavorano e non hanno via nulla, pensionati che prenderanno pochissimo di pensione perché da 10/20 non riescono più a lavorare (perché se la pensione te la danno a 67 ma da 50 il mondo del lavoro non ti fila più...) che Italia avremo?

Rifaremo la valigia di nuovo?
 
gbortolo ha scritto:
Ciò che più mi preoccupa non è l'oggi.
Le ditte che hanno ripreso a lavorare magari lo fanno con del personale in meno.
E' vero c'è chi assume - pochi - e assumono come cooperativa, per lavori di magazzino o facchinaggio, per fare la logistica dimessa dalle altre aziende.
Per pochi molto pochi ?/mese e senza alcuna certezza di continuità.

Il mio dubbio è questo: quanta gente oggi continua perché c'è qualche ammortizzatore, un po' di risparmio.
Ma se non ci sono le basi per far tornare veramente il lavoro, fra 10/20 anni, con giovani che non lavorano e non hanno via nulla, pensionati che prenderanno pochissimo di pensione perché da 10/20 non riescono più a lavorare (perché se la pensione te la danno a 67 ma da 50 il mondo del lavoro non ti fila più...) che Italia avremo?

Rifaremo la valigia di nuovo?

Spero tanto di no.... Anche perchè stavolta si tratterebbe di dover andare da tutt'altra parte..... :twisted: :twisted: :twisted: :twisted: :twisted: :twisted: :twisted: :twisted: :twisted: :twisted:
 
Scusate, ma vi siete mai chiesti da dove è cominciata la crisi? Noi siamo qui a continuare a discutere su quello che fanno i nostri ben pensanti e ben pagati politici, sulle loro riforme per rimarginare il debito pubblico, adesso si attaccano anche ai licenziamenti sperando di risollevare il paese. Poveri noi illusi. Le banche e i banchieri sono ritenuti i principali responsabili della peggiore crisi economica dopo quella del 1929. Non sono certo i soli responsabili della crisi, ma quel che è certo è che tutto è partito dalle banche americane che hanno concesso mutui per l?acquisto di case a soggetti con poche credenziali che successivamente si sono dimostrati incapaci di ripagare il debito. Nel frattempo i rischi di insolvenza erano stati girati dalla banche a strumenti finanziari creati appositamente e si è così generata la crisi dei mutui. Ciliegina sulla torta, i nostri ben pensanti e ben pagati politici stanziano fior di miliardi di soldi pubblici alle banche e ai loro strapagati manager per non farli fallire................Meditate gente, meditate
 
vasco67 ha scritto:
Scusate, ma vi siete mai chiesti da dove è cominciata la crisi? Noi siamo qui a continuare a discutere su quello che fanno i nostri ben pensanti e ben pagati politici, sulle loro riforme per rimarginare il debito pubblico, adesso si attaccano anche ai licenziamenti sperando di risollevare il paese. Poveri noi illusi. Le banche e i banchieri sono ritenuti i principali responsabili della peggiore crisi economica dopo quella del 1929. Non sono certo i soli responsabili della crisi, ma quel che è certo è che tutto è partito dalle banche americane che hanno concesso mutui per l?acquisto di case a soggetti con poche credenziali che successivamente si sono dimostrati incapaci di ripagare il debito. Nel frattempo i rischi di insolvenza erano stati girati dalla banche a strumenti finanziari creati appositamente e si è così generata la crisi dei mutui. Ciliegina sulla torta, i nostri ben pensanti e ben pagati politici stanziano fior di miliardi di soldi pubblici alle banche e ai loro strapagati manager per non farli fallire................Meditate gente, meditate

Certo, le banche avranno sicuramente la loro pesante responsabilità in questo ma non sono certo le uniche...
 
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