Grattaballe ha scritto:
arizona77 ha scritto:
Certo che si va ad attingere:
ma con una legge del tipo
" contributo straordinario di solidarieta' )
( magari temporaneo )
non cosi', solo perche' prende tanto....
Come sarebbe "solo perché prende tanto"? :shock:
Esattamente per quello... Cercano soldi, dove m'inchia dovrebbero andare, a chiedere le mutande di chi non ne ha, visto che lo hanno appena finito di pelare? :twisted:
Credo che ambedue vi riferiate a due aspetti diversi di un concetto che in fondo è il medesimo: la contribuzione ad un fondo comune e la sua gestione.
Considerare l'uno o l'altro dipende dal metodo utilizzato per stabilire l'ammontare della pensione.
Se il metodo è contributivo, la situazione sarebbe quella prospettata da arizona77: poichè ho versato una quota che è una percentuale del
mio reddito (cioè, soldi miei) è giusto che questa venga investita dall'Ente pensionistico, e mi venga poi restiuita. Sterebbe, come dice pi_greco, all'ente pensionistico cercare di ottenere un profitto dagli investimenti e gestire questo profitto a fini istituzionali.
Se il metodo è retributivo, allora la situazione sarebbe quella prospettata da Grattaballe: i versamenti all'ente non sarebbero più inquadrabili come contributo previdenziale, ma sarebbero atutti gli effetti una tassa sul reddito, che l'ente poi utilizza per scopi sociali, che andrebbero, come in effetti avviene, dal pagamento delle pemsioni al finanziamento della cassa integrazione.
La condizione attuale è nata dal fatto di essere passati dal metodo contributivo a quello retributivo, ma non con il principio enunciato da Grattaballe. E' stata favorita, per motivi politico-clientelari, una certa fascia della popolazione; ma la proporzionalità alla retribuzione ha riguardato solo il calcolo delle pensioni e
non, come sarebbe giustamente implicito nel discorso di Grattaballe, i versamenti.
Si è allora dovuto far fronte a questa situazione instaurando una gestione economica piramidale, che è chiaramente saltata. Ed è saltata già prima di portare al fallimento gli enti, quando è stato chiesto loro di fare proiezioni a 50 anni.
Affinchè gli enti fossero stati in grado di dimostrare la capacità di supportare le pensioni degli iscritti per il mezzo secolo successivo si è dovuto abolire il sistema piramidale, ma ancora una volta questo sta avvenendo a carico dei lavoratori.
Per cui ci si trova a dover riparare con i propri soldi (metodo contributivo) agli "errori" commessi, in palese malafede, nei decenni precedenti, ma facendo salvi i "diritti acquisiti" (leggi: indebiti privilegi) dalla precedente generazione attraverso un iniquo metodo retributivo. Cosa che non si sarebbe verificata se il metodo retributivo fosse stato applicato con il principio illustrato da Grattaballe, cioè considerando la retribuzione per i contributi e non per la somma percepita.
Non so se sono riuscito a spiegarmi...