Come auto privata al di la dei costi ci sarebbe sempre il problema di dove caricarla, in quanto alcune zone, sopratutto per chi non ha un garage sarebbero svantaggiate.
Scusate, non ho avuto ancora tempo di seguire la discussione, ma c'è sempre una cosa che mi colpisce: si pensa all'auto del futuro, ma si pensa sempre che l'elettrico sarà un problema perché oggi non ci sono sufficienti punti di ricarica.
Abbiamo dotato il mondo di strade, autostrade, viadotti, distributori di benzina, camion per il trasporto di benzina, petroliere per il trasporto di petrolio e tutto ciò che è connesso, raffinerie, impianti di estrazione, aerei, portacontainer, porti, grattacieli, città intere, tunnel sotto il mare, pensate che sarà un problema così insormontabile immaginare nel nostro futuro una infrastruttura abbastanza capillare di punti di ricarica?
Cioé: immaginiamo il futuro, ma lo vogliamo immaginare esattamente come oggi.
E' ovvio che il paradigma di produzione/distribuzione dell'energia dovrà cambiare profondamente, a me questa sembra una sfida epocale, ma ci vedo anche qualcosa di (potenzialmente) molto positivo e interessante per l'uomo; questo sarà il vero cambiamento. La produzione di energia oggi si basa su molte questioni strategiche di carattere geopolitico e politico, è interessante vedere per esempio la vicenda dell'uscita, di questi giorni, della Germania dalla produzione a carbone annunciata dalla Merkel. Per questioni prima di tutto politiche (recuperare consenso). Scontrandosi contro un intero settore, e annunciando compensazioni. Penso per esempio anche alla Polonia, che sul carbone basa gran parte della propria produzione energetica, e non è disposta a lasciarla (anche comprensibilmente) perché lì si gioca la questione della sua indipendenza energetica nazionale.
Qui si giocano gli assetti del futuro. Ma il problema non è certo mettere colonnine di ricarica in garage o in campagna, facevamo cattedrali 1000 anni fa, anzi un po' di lavoro e investimenti nelle infrastrutture sarebbero un toccasana per la nostra letargica economia. Il problema è a monte, è negli assetti geopolitici della produzione energetica, e negli interessi delle potenti lobby e gruppi di potere a queste legati.