<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> lavoro: e se avesse ragione la | Page 6 | Il Forum di Quattroruote

lavoro: e se avesse ragione la

G5 ha scritto:
Mi sembrano "pochi" ... credo manchino del tutto i dipendenti delle municipalizzate e degli altri carrozzoni legati alla pubblica amministrazione. Alla fine se non si raddoppiano quelli della tua tabella vedrai che non ci andiamo lontani.

Se cominciamo a misurare con l'occhiometro non andiamo lontano. I grafici che ho postato provengono da un report giapponese e si basano su dati OCSE. Appena lo ritrovo posto un altro grafico molto interessante ed esplicativo.....
 
capnord ha scritto:
PanDemonio ha scritto:
Ridillo DOPO che sei stato costretto a cambiare, e a ricominciare da zero, buttando nel cesso anni di mestiere, professionalità acquisite, rispetto e autorevolezza, per reinventarti una professione ripartendo dal gradino più basso e dovendo sottostare magari ai capricci di un ragazzino che non sa neanche stare al mondo ma pretende di insegnarlo a te....

Ho già cambiato e ricomiciato da zero buttando nel cesso anni di professionalità. Non ci sono stato costretto, ero però arrivato al limite massimo di sopportabilità. E prima di arrivare a fare ciò che faccio ho dovuto subire e ricomiciare dal gradino più basso. E' una scuola di vita che insegna molto.
E' tutta lì la chiave. Una cosa è voler cambiare un lavoro che non ti piace, un'altra è essere costretto a cambiare anche se ci stai benissimo. Vedi da te che da una parte rinunce e sacrifici sono motivati dalla prospettiva di andare a stare meglio, dall'altra il senso di precarietà può trasformare la vita in un inferno in terra.
 
a_gricolo ha scritto:
G5 ha scritto:
Mi sembrano "pochi" ... credo manchino del tutto i dipendenti delle municipalizzate e degli altri carrozzoni legati alla pubblica amministrazione. Alla fine se non si raddoppiano quelli della tua tabella vedrai che non ci andiamo lontani.

Se cominciamo a misurare con l'occhiometro non andiamo lontano. I grafici che ho postato provengono da un report giapponese e si basano su dati OCSE. Appena lo ritrovo posto un altro grafico molto interessante ed esplicativo.....

Non ho usato l'occhiometro, c'erano stime in proposito che non sono riuscito a trovare anche se cercando, qualche informazione si rileva in vari documenti.
I dati "certi" sono quelli che dici tu, ma tutti i documenti che mostrano una ripartizione del personale abbastanza precisa circa alcuni comparti ma ne mancano diversi e più volte si legge che mancano i dipendenti delle municipalizzate e company.
 
PanDemonio ha scritto:
capnord ha scritto:
PanDemonio ha scritto:
Ridillo DOPO che sei stato costretto a cambiare, e a ricominciare da zero, buttando nel cesso anni di mestiere, professionalità acquisite, rispetto e autorevolezza, per reinventarti una professione ripartendo dal gradino più basso e dovendo sottostare magari ai capricci di un ragazzino che non sa neanche stare al mondo ma pretende di insegnarlo a te....

Ho già cambiato e ricomiciato da zero buttando nel cesso anni di professionalità. Non ci sono stato costretto, ero però arrivato al limite massimo di sopportabilità. E prima di arrivare a fare ciò che faccio ho dovuto subire e ricomiciare dal gradino più basso. E' una scuola di vita che insegna molto.
E' tutta lì la chiave. Una cosa è voler cambiare un lavoro che non ti piace, un'altra è essere costretto a cambiare anche se ci stai benissimo. Vedi da te che da una parte rinunce e sacrifici sono motivati dalla prospettiva di andare a stare meglio, dall'altra il senso di precarietà può trasformare la vita in un inferno in terra.

E' comprensibile ma non è che l'individuo che ha vissuto nella bambagia e si trova improvvisamente fuori non abbia le possibilità di rilanciarsi ... ok lo scoramento iniziale ma poi uno dovrà pur stimolarsi ... se non lo fa', permettimi, c'è qualcosa di sbagliato.
 
G5 ha scritto:
PanDemonio ha scritto:
capnord ha scritto:
PanDemonio ha scritto:
Ridillo DOPO che sei stato costretto a cambiare, e a ricominciare da zero, buttando nel cesso anni di mestiere, professionalità acquisite, rispetto e autorevolezza, per reinventarti una professione ripartendo dal gradino più basso e dovendo sottostare magari ai capricci di un ragazzino che non sa neanche stare al mondo ma pretende di insegnarlo a te....

Ho già cambiato e ricomiciato da zero buttando nel cesso anni di professionalità. Non ci sono stato costretto, ero però arrivato al limite massimo di sopportabilità. E prima di arrivare a fare ciò che faccio ho dovuto subire e ricomiciare dal gradino più basso. E' una scuola di vita che insegna molto.
E' tutta lì la chiave. Una cosa è voler cambiare un lavoro che non ti piace, un'altra è essere costretto a cambiare anche se ci stai benissimo. Vedi da te che da una parte rinunce e sacrifici sono motivati dalla prospettiva di andare a stare meglio, dall'altra il senso di precarietà può trasformare la vita in un inferno in terra.

E' comprensibile ma non è che l'individuo che ha vissuto nella bambagia e si trova improvvisamente fuori non abbia le possibilità di rilanciarsi ... ok lo scoramento iniziale ma poi uno dovrà pur stimolarsi ... se non lo fa', permettimi, c'è qualcosa di sbagliato.
1) Qui si sta parlando di lavoro, non di bambagia. Chi non lavora va cacciato, punto. Ma non è detto che chiunque perde il lavoro si trovi a spasso perché fannullone...

2) Un conto è "rilanciarsi" a 20 anni, e magari continuare a farlo anche per tutta la vita, magari in un mercato del lavoro dinamico, aperto ad ogni possibilità e attento a meriti e professionalità, un altro è farlo dopo i 40 in una "società del lavoro" dove a 35 sei già da pensione e per aprire un'attività in proprio bisogna disporre di liquidità in quantitativi abnormi per non rimanere stritolati tra gli obblighi di legge e i mancati pagamenti.

3) Che ci debba essere qualcosa di sbagliato è indubbio. Che quello dalla parte sbagliata sia proprio il lavoratore, un pò meno, IMHO.
 
G5 ha scritto:
a_gricolo ha scritto:
G5 ha scritto:
a_gricolo ha scritto:
G5 ha scritto:
Ssssssssss ... non dire set cose che già abbiamo 3 volte i dipendenti pubblici del Usa o di altri stati europei ....

Sto cercando un termine alternativo a "fregnaccia" per definire questa affermazione, ma non riesco a trovarlo.....

Potresti motivare?

Certo. Il numero di dipendenti statali italiani in rapporto alla popolazione lavorativa è perfettamente in media con l'unione europea e non molto dissimile dagli USA, dove è peraltro assente il comparto sanità, totalmente privato. Se mi dici che ci sono troppi DIRIGENTI, e troppo pagati, siamo d'accordo, ma sul numero di dipendenti assolutamente no. Guarda anche qui:

Mi sembrano "pochi" ... credo manchino del tutto i dipendenti delle municipalizzate e degli altri carrozzoni legati alla pubblica amministrazione. Alla fine se non si raddoppiano quelli della tua tabella vedrai che non ci andiamo lontani.

Ancora :?: :?: :?: :?: :?: :?: :?: :?: :?:
ha ragione il nostro Agri,
( da neutro come me )
l' Italia ha un numero in piena media Europa.....
se poi vogliamo sbizzarrirci
( luoghi comuni un tot al kg )
che sono dei cazzari, del resto
come i giudici
i sindacati
i fancazzisti assortiti.....

L' importante, scuola B., e' che non sia colpa nostra, ma sempre del vicino
Cosi' crolla un grande paese.
 
G5 ha scritto:
Non ho usato l'occhiometro, c'erano stime in proposito che non sono riuscito a trovare anche se cercando, qualche informazione si rileva in vari documenti.

Comunque, a occhio o a spanne, dire che in Italia ci sono tre volte più statali che "negli altri Paesi" è di fatto una fregnaccia. Mentre è assolutamente vero e incontestabile che sono distribuiti, come direbbe l'agricolo senior, "come i can che i magna ea merda", come dimostra la mappa che ho postato. Ed è altrettanto vero che ci sono troppi dirigenti e troppo pagati (che Manganelli prenda 620mila euro l'anno è una cosa che urla vendetta). La soluzione non sta nel licenziare gli imboscati, ma nel farli rendere.
 
a_gricolo ha scritto:
G5 ha scritto:
Non ho usato l'occhiometro, c'erano stime in proposito che non sono riuscito a trovare anche se cercando, qualche informazione si rileva in vari documenti.

Comunque, a occhio o a spanne, dire che in Italia ci sono tre volte più statali che "negli altri Paesi" è di fatto una fregnaccia. Mentre è assolutamente vero e incontestabile che sono distribuiti, come direbbe l'agricolo senior, "come i can che i magna ea merda", come dimostra la mappa che ho postato. Ed è altrettanto vero che ci sono troppi dirigenti e troppo pagati (che Manganelli prenda 620mila euro l'anno è una cosa che urla vendetta). La soluzione non sta nel licenziare gli imboscati, ma nel farli rendere.
"l'aria che tira" è un programma su La7 e, poco fa hanno intervistato una dirigente ASL di un ufficio. nrd di Roma e questa, mettendoci la faccia, il nome ed il cognome, ha dicharato che il personale è ALMENO il doppio di quanto servirebbe. Hai vogla agri a farli lavorare.......se il lavoro non c'è.
Poi ci sono quelle 7000 ( fonte Angeletti) di commissioni composte da politici di bassa lega ( i capi sono i politici trombati) che servono a nulla. Queste sono da eliminare subito sapendo che NON danneggi nessuno visto che è tutta gente che ha un secondo lavoro. Peccato che Angeletti abbia dimenticato d dire che quelle commissioni sono composte anche da sindacalisti.
E poiarliamo di assenze, sai che il comune di Roma ha più di 25000 dipendenti ed un tasso di assenteismo del 30%? ed in queste condizioni ci sono altri comuni, incluso al nord.
 
bumper morgan ha scritto:
a_gricolo ha scritto:
G5 ha scritto:
Non ho usato l'occhiometro, c'erano stime in proposito che non sono riuscito a trovare anche se cercando, qualche informazione si rileva in vari documenti.

Comunque, a occhio o a spanne, dire che in Italia ci sono tre volte più statali che "negli altri Paesi" è di fatto una fregnaccia. Mentre è assolutamente vero e incontestabile che sono distribuiti, come direbbe l'agricolo senior, "come i can che i magna ea merda", come dimostra la mappa che ho postato. Ed è altrettanto vero che ci sono troppi dirigenti e troppo pagati (che Manganelli prenda 620mila euro l'anno è una cosa che urla vendetta). La soluzione non sta nel licenziare gli imboscati, ma nel farli rendere.
"l'aria che tira" è un programma su La7 e, poco fa hanno intervistato una dirigente ASL di un ufficio. nrd di Roma e questa, mettendoci la faccia, il nome ed il cognome, ha dicharato che il personale è ALMENO il doppio di quanto servirebbe. Hai vogla agri a farli lavorare.......se il lavoro non c'è.
Poi ci sono quelle 7000 ( fonte Angeletti) di commissioni composte da politici di bassa lega ( i capi sono i politici trombati) che servono a nulla. Queste sono da eliminare subito sapendo che NON danneggi nessuno visto che è tutta gente che ha un secondo lavoro. Peccato che Angeletti abbia dimenticato d dire che quelle commissioni sono composte anche da sindacalisti.
E poiarliamo di assenze, sai che il comune di Roma ha più di 25000 dipendenti ed un tasso di assenteismo del 30%? ed in queste condizioni ci sono altri comuni, incluso al nord.

boh alla mia asl per cambiare il medico l'orario di sportello era 8.30 10.30...si vede che potrebbero mandarli qui quelli della sanità della capitale...
 
zero c. ha scritto:
boh alla mia asl per cambiare il medico l'orario di sportello era 8.30 10.30...si vede che potrebbero mandarli qui quelli della sanità della capitale...

Appunto, era quello che intendevo. E' OVVIO che se tieni aperto un ufficio due ore al giorno, e magari tieni aperti due sportelli su sei il personale che hai è in eccesso.....
 
zero c. ha scritto:
bumper morgan ha scritto:
a_gricolo ha scritto:
G5 ha scritto:
Non ho usato l'occhiometro, c'erano stime in proposito che non sono riuscito a trovare anche se cercando, qualche informazione si rileva in vari documenti.

Comunque, a occhio o a spanne, dire che in Italia ci sono tre volte più statali che "negli altri Paesi" è di fatto una fregnaccia. Mentre è assolutamente vero e incontestabile che sono distribuiti, come direbbe l'agricolo senior, "come i can che i magna ea merda", come dimostra la mappa che ho postato. Ed è altrettanto vero che ci sono troppi dirigenti e troppo pagati (che Manganelli prenda 620mila euro l'anno è una cosa che urla vendetta). La soluzione non sta nel licenziare gli imboscati, ma nel farli rendere.
"l'aria che tira" è un programma su La7 e, poco fa hanno intervistato una dirigente ASL di un ufficio. nrd di Roma e questa, mettendoci la faccia, il nome ed il cognome, ha dicharato che il personale è ALMENO il doppio di quanto servirebbe. Hai vogla agri a farli lavorare.......se il lavoro non c'è.
Poi ci sono quelle 7000 ( fonte Angeletti) di commissioni composte da politici di bassa lega ( i capi sono i politici trombati) che servono a nulla. Queste sono da eliminare subito sapendo che NON danneggi nessuno visto che è tutta gente che ha un secondo lavoro. Peccato che Angeletti abbia dimenticato d dire che quelle commissioni sono composte anche da sindacalisti.
E poiarliamo di assenze, sai che il comune di Roma ha più di 25000 dipendenti ed un tasso di assenteismo del 30%? ed in queste condizioni ci sono altri comuni, incluso al nord.

boh alla mia asl per cambiare il medico l'orario di sportello era 8.30 10.30...si vede che potrebbero mandarli qui quelli della sanità della capitale...

potrebbe essere na soluzione, peccato che non li si può spostare di un metro se il lavoratore non vuole; grazie ai sindacati perhè si sa che nela PA comandano loro. E fanno tanto le verginelle.
Però, non pensi che una volta qui, sarebbero sempre in malattia? eh si perchè se fanno come i prof che vincono il concorso ( ma va?) per un posto al nord e poi improvvisamente si ammalano e chiedono il trasferimento....
 
a_gricolo ha scritto:
zero c. ha scritto:
boh alla mia asl per cambiare il medico l'orario di sportello era 8.30 10.30...si vede che potrebbero mandarli qui quelli della sanità della capitale...

Appunto, era quello che intendevo. E' OVVIO che se tieni aperto un ufficio due ore al giorno, e magari tieni aperti due sportelli su sei il personale che hai è in eccesso.....

ecco appunto. facciamo che i front office aprono da dalle 9 alle 15 tutti i giorni.
e che è vietato per ogni amministrazione pubblica dare corso a pratiche che non siano comunque sempre trasmissibili via web?

poi dopo li leviamo da lì se non han da fare.

NON il contrario.

naturalmente non li mandiamo a casa ma in mobilità coatta agli
1 ispettorati del lavoro
2 agenzia delle entrate
3 tribunali

e vediamo se iniziamo a pagare le tasse, i contributi previd. e facciamo le cause in tempi non geologici in sto paese.
 
PanDemonio ha scritto:
G5 ha scritto:
PanDemonio ha scritto:
capnord ha scritto:
PanDemonio ha scritto:
Ridillo DOPO che sei stato costretto a cambiare, e a ricominciare da zero, buttando nel cesso anni di mestiere, professionalità acquisite, rispetto e autorevolezza, per reinventarti una professione ripartendo dal gradino più basso e dovendo sottostare magari ai capricci di un ragazzino che non sa neanche stare al mondo ma pretende di insegnarlo a te....

Ho già cambiato e ricomiciato da zero buttando nel cesso anni di professionalità. Non ci sono stato costretto, ero però arrivato al limite massimo di sopportabilità. E prima di arrivare a fare ciò che faccio ho dovuto subire e ricomiciare dal gradino più basso. E' una scuola di vita che insegna molto.
E' tutta lì la chiave. Una cosa è voler cambiare un lavoro che non ti piace, un'altra è essere costretto a cambiare anche se ci stai benissimo. Vedi da te che da una parte rinunce e sacrifici sono motivati dalla prospettiva di andare a stare meglio, dall'altra il senso di precarietà può trasformare la vita in un inferno in terra.

E' comprensibile ma non è che l'individuo che ha vissuto nella bambagia e si trova improvvisamente fuori non abbia le possibilità di rilanciarsi ... ok lo scoramento iniziale ma poi uno dovrà pur stimolarsi ... se non lo fa', permettimi, c'è qualcosa di sbagliato.
1) Qui si sta parlando di lavoro, non di bambagia. Chi non lavora va cacciato, punto. Ma non è detto che chiunque perde il lavoro si trovi a spasso perché fannullone...

2) Un conto è "rilanciarsi" a 20 anni, e magari continuare a farlo anche per tutta la vita, magari in un mercato del lavoro dinamico, aperto ad ogni possibilità e attento a meriti e professionalità, un altro è farlo dopo i 40 in una "società del lavoro" dove a 35 sei già da pensione e per aprire un'attività in proprio bisogna disporre di liquidità in quantitativi abnormi per non rimanere stritolati tra gli obblighi di legge e i mancati pagamenti.

3) Che ci debba essere qualcosa di sbagliato è indubbio. Che quello dalla parte sbagliata sia proprio il lavoratore, un pò meno, IMHO.

Non ne faccio una questione contro i dipendenti ed a favore dei datori di lavoro. Ne faccio una questione di opportunità, di scelte e necessità. Il lavoratore, secondo me, in questa epoca, è parte debole perché ha scelto di esserlo. Il lavoro è la più grande opportunità per ogni individuo e ridurlo e mero impegno contrattuale (che in quanto tale viene disatteso dalle parti) è la morte del lavoro e del lavoratore. Io credo che un lavoratore debba avere la capacità di gestirsi il lavoro migliorandolo ogni giorno. Invece, accade che il lavoratore acceda alla mansione, si limiti al compitino e spesso, in progressivo rallentamento produttivo, lo sbagli pure.
Ognuno di noi ci deve mettere del proprio.
Ma è mai possibile che una squadra di muratori parta per un cantiere e lasci metà attrezzatura al magazzino se non c'è qualcuno che gli mette la lista con le crocette? È mai possibile che un magazziniere a fine giornata non abbia la certezza di ciò che è entrato e ciò che è uscito nonostante il supporto informatico? È mai possibile che un tagliatore di pellami, usando una scheda di prodotto, riesca a sbagliare su migliaia di pezzi il colore? Di tutte queste cose le colpe sono del lavoratore (in larga parte) ma il costo dell'errore lo paga l'azienda ..... Questi sono solo alcuni esempi che posso fare .......
 
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