<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> L'austerità non produrrà uscita dalla crisi | Page 7 | Il Forum di Quattroruote

L'austerità non produrrà uscita dalla crisi

vonkrosigk ha scritto:
arizona77 ha scritto:
Mannaggia.....questo de profundis propio adesso che
2 dei 6 tanto mitizzati Nobel contro, avrebbero preso
le distanze dalle enfasi di chi la fa facile sull' uscita....

http://alesiro.blogspot.it/2014/04/i-premi-nobel-stiglitz-e-sen-contro-i.html

i famosi 6 nobel non hanno mai parlato degli aspetti tecnici dell'uscita.
Hanno spiegato, scritto, dimostrato e divulgato più e più volte gli "squilibri dell'?".
E' normale che qualcuno poi li abbia strumentalizzati ma basta informarsi un pò meglio.

ad es. Krugman ha sempre sostenuto una europa sul modello USA. Ma anche lui ha riconosciuto e riconosce le difficoltà nel convincere la germania a dotare l'eu di tale modello.

la cosa importante che i 6 nobel hanno confermato attraverso i loro studi (e confermano ancora oggi) è che se l'italia, la spagna, la grecia ecc. e tutta l'?zona vanno male è per colpa dell'euro e non per colpa di problemi interni ai singoli paesi.

Ora Stà a noi decidere se vogliamo rischiare la deindustrializzazione e l'impoverimento con l'euro oppure rischiare il default ma poi ripartire con una moneta nazionale. [quest'ultima mia frase vale in generale, per tutti i paesi. non ho fatto un discorso limitato all'Italia.]

Allora mi sembra di capire che , secondo Krugman , quindi secondo uno dei più autorevole studiosi della crisi globale e delle modalità per attenuarne gli effetti , il problema non è tanto l'Euro , ma la modalità con cui viene gestito , dissimile dagli Usa il cui dollaro è a tutti gli effetti una moneta , difesa e coperta in tutto e per tutto dalla banca centrale .

Tanto è vero che lo Studioso neo-keynesiano suggerirebbe una formula simile anche per il vecchio continente : gli Stati Uniti di Europa , dove il default della Grecia , del Portogallo o dell'Italia non sarebbe possibile , allo stesso modo in cui non è pensabile un fallimento della California , della Florida o della Carolina .

Allora la Spagna , l'Italia , la Grecia e tutta l'eurozona vanno male non per la moneta unica in sè , ma per come questa viene gestita senza una copertura forte sotto e con regole restrittive fiscali e di bilancio che favoriscono solo il socio più forte , quello tedesco . Se è così , in definitiva , non è tanto l'euro da buttare , ma sono le regole della Ue che andrebbero cambiate radicalmente...
 
Il sud Europa va male per colpa della moneta unica, su questo non c'è dubbio, quello che manca è l'aspetto sociale, ovvero la Germania dovrebbe sempre finanziare i Paesi in recessione per aiutarli a crescere, un po' come si faceva in Italia con la Cassa del Mezzogiorno. In USA i soldi arrivano a pioggia verso gli stati più poveri, ma non hanno mai chiesto loro di fare la fame.
I problemi tecnici della moneta rimarrebbero sempre.
Provate a convincere i tedeschi a finanziare per sempre il sud Europa e fate rinunciare per sempre alla loro dignità popolazioni come quelle del Veneto, e non solo. Secondo me si fa prima a saltare i 2000 Km di salto in lungo (senza ausili).
Il medio oriente potrebbe farci un baffo in quanto a scontri tra culture diverse.
 
key-one ha scritto:
Allora mi sembra di capire che , secondo Krugman , quindi secondo uno dei più autorevole studiosi della crisi globale e delle modalità per attenuarne gli effetti , il problema non è tanto l'Euro , ma la modalità con cui viene gestito , dissimile dagli Usa il cui dollaro è a tutti gli effetti una moneta , difesa e coperta in tutto e per tutto dalla banca centrale .

Tanto è vero che lo Studioso neo-keynesiano suggerirebbe una formula simile anche per il vecchio continente : gli Stati Uniti di Europa , dove il default della Grecia , del Portogallo o dell'Italia non sarebbe possibile , allo stesso modo in cui non è pensabile un fallimento della California , della Florida o della Carolina .

Allora la Spagna , l'Italia , la Grecia e tutta l'eurozona vanno male non per la moneta unica in sè , ma per come questa viene gestita senza una copertura forte sotto e con regole restrittive fiscali e di bilancio che favoriscono solo il socio più forte , quello tedesco . Se è così , in definitiva , non è tanto l'euro da buttare , ma sono le regole della Ue che andrebbero cambiate radicalmente...

non esattamente... mi spiego meglio.
l'euro così come è "costituito" è IL problema.
Se l'euro venisse gestito meglio negli "spazi" possibili dei trattati attuali continuerebbe ad essere IL problema anche se meno pesante.

Krugman auspica una europa sul modello USA (migliorandolo) ovvero un paese federale ma dove ci sia una forte integrazione fiscale, BCE come la Fed (perchè oggi non lo è), eurobond e provvedimenti specifici alla risoluzione degli squilibri (come ad es. trasferimenti diretti di surplus, gabbie salariali ecc.).

E' naturale che quello che auspica krugman (in fin dei conti) è molto simile a uno stato unitario in piena regola.

E' ovvio, altresì, che ci sono dei paesi che questa integrazione non la vogliono (vedi germania).

Quindi, semplicemente, senza girarci troppo intorno le possibilità sono 2:
1) facciamo una europa come dice krugman: e allora ci teniamo l'euro e ci conviene tenerlo e vivremo tutti felici e contenti, italiani, greci, spagnoli, tedeschi ecc.(questa soluzione non mi dispiace);
2) se l'europa che dice krugman non è possibile ottenerla presto, vuoi per la germania vuoi per qualcosa o qualcun'altro, allora ci conviene uscire senza se e senza ma.

tutto qui. Ora siamo in una sorta di "limbo" in cui ci becchiamo tutti i lati negativi dell'unione e nessuno dei lati positivi. E questo limbo non può durare in eterno, anzi non durerà nemmeno altri 3/4 anni di questo passo....

io personalmente odio profondamente il limbo non l'europa unita del punto 1. E' scontato, è ovvio, che se l'europa unita (del punto1) non si fa ci conviene andare ognuno per la sua strada.

non ci sono altre chances.
 
key-one ha scritto:
vonkrosigk ha scritto:
arizona77 ha scritto:
Mannaggia.....questo de profundis propio adesso che
2 dei 6 tanto mitizzati Nobel contro, avrebbero preso
le distanze dalle enfasi di chi la fa facile sull' uscita....

http://alesiro.blogspot.it/2014/04/i-premi-nobel-stiglitz-e-sen-contro-i.html

i famosi 6 nobel non hanno mai parlato degli aspetti tecnici dell'uscita.
Hanno spiegato, scritto, dimostrato e divulgato più e più volte gli "squilibri dell'?".
E' normale che qualcuno poi li abbia strumentalizzati ma basta informarsi un pò meglio.

ad es. Krugman ha sempre sostenuto una europa sul modello USA. Ma anche lui ha riconosciuto e riconosce le difficoltà nel convincere la germania a dotare l'eu di tale modello.

la cosa importante che i 6 nobel hanno confermato attraverso i loro studi (e confermano ancora oggi) è che se l'italia, la spagna, la grecia ecc. e tutta l'?zona vanno male è per colpa dell'euro e non per colpa di problemi interni ai singoli paesi.

Ora Stà a noi decidere se vogliamo rischiare la deindustrializzazione e l'impoverimento con l'euro oppure rischiare il default ma poi ripartire con una moneta nazionale. [quest'ultima mia frase vale in generale, per tutti i paesi. non ho fatto un discorso limitato all'Italia.]

Allora mi sembra di capire che , secondo Krugman , quindi secondo uno dei più autorevole studiosi della crisi globale e delle modalità per attenuarne gli effetti , il problema non è tanto l'Euro , ma la modalità con cui viene gestito , dissimile dagli Usa il cui dollaro è a tutti gli effetti una moneta , difesa e coperta in tutto e per tutto dalla banca centrale .

Tanto è vero che lo Studioso neo-keynesiano suggerirebbe una formula simile anche per il vecchio continente : gli Stati Uniti di Europa , dove il default della Grecia , del Portogallo o dell'Italia non sarebbe possibile , allo stesso modo in cui non è pensabile un fallimento della California , della Florida o della Carolina .

Allora la Spagna , l'Italia , la Grecia e tutta l'eurozona vanno male non per la moneta unica in sè , ma per come questa viene gestita senza una copertura forte sotto e con regole restrittive fiscali e di bilancio che favoriscono solo il socio più forte , quello tedesco . Se è così , in definitiva , non è tanto l'euro da buttare , ma sono le regole della Ue che andrebbero cambiate radicalmente...

Mettiamoci d' accordo.
Stiamo parlando di come sarebbe l'uscita dall' Euro....e non ....
Il fatto che ci siamo dentro, e' una fase del passato e non si puo'
sovvertire col senno di poi, ne' da parte mia, ne' tantomeno .....
 
Trotto@81 ha scritto:
Il sud Europa va male per colpa della moneta unica, su questo non c'è dubbio, quello che manca è l'aspetto sociale, ovvero la Germania dovrebbe sempre finanziare i Paesi in recessione per aiutarli a crescere, un po' come si faceva in Italia con la Cassa del Mezzogiorno. In USA i soldi arrivano a pioggia verso gli stati più poveri, ma non hanno mai chiesto loro di fare la fame.
I problemi tecnici della moneta rimarrebbero sempre.
Provate a convincere i tedeschi a finanziare per sempre il sud Europa e fate rinunciare per sempre alla loro dignità popolazioni come quelle del Veneto, e non solo. Secondo me si fa prima a saltare i 2000 Km di salto in lungo (senza ausili).
Il medio oriente potrebbe farci un baffo in quanto a scontri tra culture diverse.

Prendo spunto dal citato Veneto per fare una,
mi scuserete piccola digressione.....
Ma visto il parallelo, sepoffffffffa' :D
Qualcuno mi spiega perche' fenomeno Lapenna a parte,
siamo i piu' caciaroni ( piu' dei Greci le uniche vere vittime )
d' Europa, cosi', e qui sta il parallelo,
come il Veneto e' sempre la Regione che piu' si lamenta di come vanno le cose :?:
 
Se utopicamente si realizzassero gli Stati Uniti d'Europa la nostra condizione non migliorerà, vedi gli stati poveri USA. Semplicemente riceveremmo l'elemosina per campare e non morire, ma l'industria e tutto il resto non riparerebbe, quella rimarrebbe prerogativa della Germania.
Gli eurobond (ERF) sarebbero il punto di non ritorno!! :shock: Mettere a garanzia del debito le tasse e il patrimonio italiano sarebbe la fine della fine. Tra l'altro sarebbero rilasciati sotto legislazione estera.
Se qualcuno qui pensa di poter adattare il Mondo ad una moneta allora vi posso dire che stiamo già bussando alla porta dell'inferno.
Per uscire da questo incubo, ovvero la terza guerra mondiale finanziaria, serve una classe dirigente cosciente e coraggiosa, quindi scartiamoci subito noi tutti. Io confido nei francesi!
Per chiudere, gli USA non hanno i creditori al centro di tutto, mentre noi cittadini siamo l'ultima ruota del carro, dopo le Banche e gli interessi finanziari in genere.
La Corea del sud fra 30 anni sarà la seconda nazione per reddito pro capite dopo gli USA e non sono di certo grandi quando un continente.
Per competere, come dite voi, con la Cina la prima cosa da non fare è azzopparsi con una moneta ipervaluta.
Per salvare l'Europa va eliminata la moneta unica.
 
arizona77 ha scritto:
Prendo spunto dal citato Veneto per fare una,
mi scuserete piccola digressione.....
Ma visto il parallelo, sepoffffffffa' :D
Qualcuno mi spiega perche' fenomeno Lapenna a parte,
siamo i piu' caciaroni ( piu' dei Greci le uniche vere vittime )
d' Europa, cosi', e qui sta il parallelo,
come il Veneto e' sempre la Regione che piu' si lamenta di come vanno le cose :?:
Scusami se non conosco, per colpa tutta mia, il significato di alcune parole. Hai scelto l'esempio giusto. Sono i veneti, quindi italiani, almeno per me, a non voler aiutare le parti del Paese più disagiate, figurarsi se questa bontà per noi possa arrivare dai tedeschi. Loro sarebbero i primi a far saltare una eventuale costruzione degli Stati Uniti d'Europa. Per loro il gioco va bene cos', quando si stancheranno, ovvero quando nessuno in Europa del sud avrà più i soldi per mangiare, figurarsi a comprare i loro prodotti, metteranno fine alla moneta unica. A loro non cambierà nulla, mentre noi saremo totalmente sul lastrico, altro che bombardamenti e pestilenze.
 
vonkrosigk ha scritto:
key-one ha scritto:
Allora mi sembra di capire che , secondo Krugman , quindi secondo uno dei più autorevole studiosi della crisi globale e delle modalità per attenuarne gli effetti , il problema non è tanto l'Euro , ma la modalità con cui viene gestito , dissimile dagli Usa il cui dollaro è a tutti gli effetti una moneta , difesa e coperta in tutto e per tutto dalla banca centrale .

Tanto è vero che lo Studioso neo-keynesiano suggerirebbe una formula simile anche per il vecchio continente : gli Stati Uniti di Europa , dove il default della Grecia , del Portogallo o dell'Italia non sarebbe possibile , allo stesso modo in cui non è pensabile un fallimento della California , della Florida o della Carolina .

Allora la Spagna , l'Italia , la Grecia e tutta l'eurozona vanno male non per la moneta unica in sè , ma per come questa viene gestita senza una copertura forte sotto e con regole restrittive fiscali e di bilancio che favoriscono solo il socio più forte , quello tedesco . Se è così , in definitiva , non è tanto l'euro da buttare , ma sono le regole della Ue che andrebbero cambiate radicalmente...

non esattamente... mi spiego meglio.
l'euro così come è "costituito" è IL problema.
Se l'euro venisse gestito meglio negli "spazi" possibili dei trattati attuali continuerebbe ad essere IL problema anche se meno pesante.

Krugman auspica una europa sul modello USA (migliorandolo) ovvero un paese federale ma dove ci sia una forte integrazione fiscale, BCE come la Fed (perchè oggi non lo è), eurobond e provvedimenti specifici alla risoluzione degli squilibri (come ad es. trasferimenti diretti di surplus, gabbie salariali ecc.).

E' naturale che quello che auspica krugman (in fin dei conti) è molto simile a uno stato unitario in piena regola.

E' ovvio, altresì, che ci sono dei paesi che questa integrazione non la vogliono (vedi germania).

Quindi, semplicemente, senza girarci troppo intorno le possibilità sono 2:
1) facciamo una europa come dice krugman: e allora ci teniamo l'euro e ci conviene tenerlo e vivremo tutti felici e contenti, italiani, greci, spagnoli, tedeschi ecc.(questa soluzione non mi dispiace);
2) se l'europa che dice krugman non è possibile ottenerla presto, vuoi per la germania vuoi per qualcosa o qualcun'altro, allora ci conviene uscire senza se e senza ma.

tutto qui. Ora siamo in una sorta di "limbo" in cui ci becchiamo tutti i lati negativi dell'unione e nessuno dei lati positivi. E questo limbo non può durare in eterno, anzi non durerà nemmeno altri 3/4 anni di questo passo....

io personalmente odio profondamente il limbo non l'europa unita del punto 1. E' scontato, è ovvio, che se l'europa unita (del punto1) non si fa ci conviene andare ognuno per la sua strada.

non ci sono altre chances.

Mi sembra di capire dal tuo ragionamento che , come al solito , l'utopia più grande è quella portata avanti dai moderati , dai "centristi" , in questo caso da coloro i quali non auspicano un'uscita da e la conseguente distruzione della moneta unica con il ritorno alle valute sottostanti , bensì vorrebbero l' Euro difeso da una banca centrale , con regole certe e in definitiva una vera e propria europa politica , in definitiva come tu dici citando Krugman "un vero e proprio stato unitario".
Cosa che tu giudichi impossibile , vista l'opposizione non solo della Germania , ma di tanti particolarismi che , al contrario dell'America , sopravvivono da secoli dalle nostre parti.
Da tuo ragionamento e pure da quello sovrapponibile di Trotto@81 , se ne deduce che le soluzioni possibili sono soltanto due :
o ci teniamo questa mezza europa di carta che favorisce solo finanziarie , speculatori e , per parlare con lingiuaggio ottocentesco , :D , bancheri , mentre impoverisce il popolo ,- sempre usando il linguaggio di Mazzini e Garibaldi- , complice la crisi globale e la enorme concorrenza sul costo del lavoro e degli altri servizi e merci e materie prime ; oppure buttiamo l'euro a mare ed ogni nazione torni sovrana sulla sua moneta e la sua economia , pur nell'ambito di accordi commerciali e industriali sovranazionali . In pratica un ritorno all'era -per noi democristiana- della Comunità europea del carbone e dell'acciaio (CECA) la quale , per effetto pure della ripresa post-bellica resta forse quanto di meglio abbia realizzato l'Italia sinora in fatto di politica economica. :D Sarebbe convenuto forse morire democristiani ? :D
 
Tra l'altro così coem siam messi non andiamo nemmeno tanto bene per il turismo. Praticamente abbiamo un patrimonio che non potremmo sfruttare a dovere. Invece nel '93 http://archiviostorico.corriere.it/1993/aprile/10/Pasqua_viaggio_con_pochi_soldi_co_0_9304103399.shtml
 
key-one ha scritto:
Mi sembra di capire dal tuo ragionamento che , come al solito , l'utopia più grande è quella portata avanti dai moderati dai "centristi" in questo caso da coloro i quali non auspicano un'uscita da e la conseguente distruzione della moneta unica con il ritorno alle valute sottostanti , bensì vorrebbero un 'Euro difeso da una banca centrale , con regole certe e in definitiva una vera e propria europa politica , in definitiva come tu dici citando Krugman "un vero e proprio stato unitario".
Cosa che tu giudichi impossibile , vista l'opposizione non solo della Germania , ma di tanti particolarismi che , al contrario dell'America , sopravvivono da secoli dalle nostre parti.
Da tuo ragionamento e pure da quello sovrapponibile di , se ne deduce che le soluzioni possibili sono soltanto due :
o ci teniamo questa mezza europa di carte che favorisce solo finanziarie , speculatori e , per parlare con lingiuaggio ottocentesco :D , bancheri , mentre impoverisce , complice la crisi globale e la enorme concorrenza sul costo del lavoro e degli altri servizi e merci e materie prime ; oppure buttiamo l'euro a mare ed ogni nazione torni sovrana sulla sua moneta e la sua economia , pur nell'ambito di accordi commerciali e industriali sovranazionali . In pratica un ritorno all'era -per noi democristiana della Comunità europea del carbone e dell'acciaio (CECA) la quale , per effetto pure della ripresa post-bellica resta forse quanto di meglio abbia realizzato l'Italia sinora. :D Sarebbe convenuto forse morire democristiani ? :D
Ritorno alla sovranità Nazionale con una moneta giusta per la nostra economia, ma rimanendo in Europa, una vera Europa, e subito dopo riforme strutturali adeguate alla nostra nazione, tagli di sprechi, ottimizzazione della spesa e tutto quello che volete, purchè sia fatto da Italiani, su misura per l'Italia e per il bene dell'Italia.
Le scelte che dovrebbero fare i politici sarebbero cose come la nazionalizzazione della Banca d'Italia per finanziare il Paese, ritorno o meno alla scala mobile, lotta alla corruzione, burocrazia più efficiente e compagnia bella.
 
Trotto@81 ha scritto:
key-one ha scritto:
Mi sembra di capire dal tuo ragionamento che , come al solito , l'utopia più grande è quella portata avanti dai moderati dai "centristi" in questo caso da coloro i quali non auspicano un'uscita da e la conseguente distruzione della moneta unica con il ritorno alle valute sottostanti , bensì vorrebbero un 'Euro difeso da una banca centrale , con regole certe e in definitiva una vera e propria europa politica , in definitiva come tu dici citando Krugman "un vero e proprio stato unitario".
Cosa che tu giudichi impossibile , vista l'opposizione non solo della Germania , ma di tanti particolarismi che , al contrario dell'America , sopravvivono da secoli dalle nostre parti.
Da tuo ragionamento e pure da quello sovrapponibile di , se ne deduce che le soluzioni possibili sono soltanto due :
o ci teniamo questa mezza europa di carte che favorisce solo finanziarie , speculatori e , per parlare con lingiuaggio ottocentesco :D , bancheri , mentre impoverisce , complice la crisi globale e la enorme concorrenza sul costo del lavoro e degli altri servizi e merci e materie prime ; oppure buttiamo l'euro a mare ed ogni nazione torni sovrana sulla sua moneta e la sua economia , pur nell'ambito di accordi commerciali e industriali sovranazionali . In pratica un ritorno all'era -per noi democristiana della Comunità europea del carbone e dell'acciaio (CECA) la quale , per effetto pure della ripresa post-bellica resta forse quanto di meglio abbia realizzato l'Italia sinora. :D Sarebbe convenuto forse morire democristiani ? :D
Ritorno alla sovranità Nazionale con una moneta giusta per la nostra economia, ma rimanendo in Europa, una vera Europa, e subito dopo riforme strutturali adeguate alla nostra nazione, tagli di sprechi, ottimizzazione della spesa e tutto quello che volete, purchè sia fatto da Italiani, su misura per l'Italia e per il bene dell'Italia.
Le scelte che dovrebbero fare i politici sarebbero cose come la nazionalizzazione della Banca d'Italia per finanziare il Paese, ritorno o meno alla scala mobile, lotta alla corruzione, burocrazia più efficiente e compagnia bella.

Dato per certo che sia la soluzione o almeno il male minore per fronteggiare la crisi globale strisciante e la supremazia orientale e cinese che ha disarcionato e ancor di più lo farà negli anni futuri l'oceano atlantico da epicentro dello sviluppo capitalistico in favore di quello Pacifico e Indiano , quante probabilità ci sono che si verifichi questo ritorno virtuoso delle sovranità nazionali in un quadro di solidi accordi europei ?
 
key-one ha scritto:
Dato per certo che sia la soluzione o almeno il male minore per fronteggiare la crisi globale strisciante e la supremazia orientale e cinese che ha disarcionato e ancor di più lo farà negli anni futuri l'oceano atlantico da epicentro dello sviluppo capitalistico in favore di quello Pacifico e Indiano , quante probabilità ci sono che si verifichi questo ritorno virtuoso delle sovranità nazionali in un quadro di solidi accordi europei ?
Leggi quello che ho scritto sulla Corea, inoltre la Cina esisteva anche negli anni '80.
 
Trotto@81 ha scritto:
key-one ha scritto:
Dato per certo che sia la soluzione o almeno il male minore per fronteggiare la crisi globale strisciante e la supremazia orientale e cinese che ha disarcionato e ancor di più lo farà negli anni futuri l'oceano atlantico da epicentro dello sviluppo capitalistico in favore di quello Pacifico e Indiano , quante probabilità ci sono che si verifichi questo ritorno virtuoso delle sovranità nazionali in un quadro di solidi accordi europei ?
Leggi quello che ho scritto sulla Corea, inoltre la Cina esisteva anche negli anni '80.


Sì , ma non era ancora la seconda potenza industriale del mondo , con buone probabilità di sorpasso a breve , senza bisogno del cambio pneumatici :D

La capacità di influenza dell'"Impero di Mezzo" non solo commerciale , ma anche strategica e militare sul mondo intero non era quella di oggi .


(scusate il carattere grande , ma mi s'era miniaturizzato l'intervento ! )
 
Molto tranquillamente vi dico che se avete paura della Cina, allora dovete averne altrettanta per un possibile attacco alieno. :)

Vi auguro buona Pasqua a voi ed ai vostri cari.

Buon week end!!

PS: Non esagerate a tavola, è concesso lo strappo solo con del buon vino. :D
 
Trotto@81 ha scritto:
Molto tranquillamente vi dico che se avete paura della Cina, allora dovete averne altrettanta per un possibile attacco alieno. :)

Vi auguro buona Pasqua a voi ed ai vostri cari.

Buon week end!!

PS: Non esagerate a tavola, è concesso lo strappo solo con del buon vino. :D

Ricambio gli auguri di buona pasqua e l'auspicio di buone libagioni che già ho provveduto ad onorare stà sera con un buon Gavi !
Per quanto riguarda la Cina e i cinesi , non si tratta di averne fobia , però di comprendere il cambiamento epocale che l'irruzione della Cina , con il suo esercito di operai , ceto medio e borghesia , milioni e milioni di persone sta portando sulla scena del capitalismo mondiale . Niente è più come prima e i problemi diventano mondiali sempre , non si può più parlare dell'Italia o della Spagna , perchè sono un niente rispetto alle forze titaniche in gioco .
Ciò non significa che una finta europa con un finto euro che dà addosso ai più deboli sia la soluzione , ma che un'unione di vari stati , se fatta bene con rispetto per tutte le nazioni associate e con meccanismi di difesa dei debiti pubblici , come potrebbe essere la Ue non a guida teutonica , potrebbe meglio competere sul terreno di gioco della globalizzazione. Saluti
 
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