<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> La "Transizione": vantaggi, svantaggi, perplessità, criticità | Page 2142 | Il Forum di Quattroruote

La "Transizione": vantaggi, svantaggi, perplessità, criticità

verranno installati nuovi motori termici su auto che oggi offrono poca scelta?

  • si

    Votes: 12 30,0%
  • si torneranno le sportive o comunque quelle più pepate

    Votes: 5 12,5%
  • no dipende dalle case

    Votes: 7 17,5%
  • no il futuro è elettrico

    Votes: 14 35,0%
  • no i motori costano troppo e saranno sempre gli stessi

    Votes: 12 30,0%

  • Total voters
    40
Ho rivolto la domanda alla AI mode di google, per risparmiare tempo:

Sì, la sovrapproduzione di energia elettrica rinnovabile genera gravi problemi tecnici ed economici che mettono a rischio la tenuta stessa del sistema energetico.
Una rete elettrica deve mantenere sempre un perfetto equilibrio in tempo reale tra l'energia immessa e quella consumata. Quando la produzione da solare ed eolico supera la domanda, si innescano una serie di complicazioni a catena.


⚡ 1. Instabilità e rischi tecnici sulla Rete
  • Anomalie di tensione e frequenza: L'eccesso di energia imprevisto fa oscillare la frequenza e la tensione oltre i limiti di tolleranza. Questo può causare sbalzi di corrente in grado di danneggiare gli elettrodomestici industriali e domestici dei consumatori. [1, 2, 3, 4]
  • Distacco forzato degli inverter (Blackout localizzati): Quando la rete non riesce ad assorbire l'eccesso, la tensione sale. Per evitare danni fisici alle infrastrutture, gli inverter dei pannelli fotovoltaici (sia industriali che domestici) si spengono automaticamente per sicurezza, interrompendo bruscamente l'erogazione. [1, 2]
  • Congestione delle linee di trasmissione: I cavi dell'alta e media tensione hanno un limite fisico di trasporto. Mandare troppa energia in un solo momento surriscalda i conduttori, costringendo i gestori di rete (come Terna in Italia) a ordinare il curtailment, ovvero il taglio forzato della produzione.


2. Cannibalizzazione dei prezzi e distorsione economica
  • Prezzi negativi dell'energia: Durante i picchi di sovrapproduzione, l'offerta è così alta che il prezzo dell'elettricità all'ingrosso crolla a zero o diventa negativo. In questi momenti, i produttori si trovano paradossalmente a dover pagare la rete affinché ritiri la loro energia. [1, 2, 3]
  • Crollo del ritorno sugli investimenti (ROI): Se l'energia prodotta nei momenti di massimo sole o vento non vale nulla, i ricavi dei parchi fotovoltaici ed eolici crollano. Questo disincentiva i privati dal costruire nuovi impianti, frenando la transizione energetica.


️ 3. Stress sulle centrali tradizionali "di riserva"
Le centrali termoelettriche tradizionali (es. a gas), che servono a coprire i buchi quando non c'è sole o vento, non sono progettate per accendersi e spegnersi continuamente. La sovrapproduzione improvvisa le costringe a spegnersi rapidamente, accelerando l'usura meccanica dei componenti e riducendo la loro efficienza energetica complessiva.

Occhio che l'AI analizza se immessa in rete.
Io ho specificato che l'energia è prodotta, ma non immessa in rete.
 
succede quello che succede in altri paesi.
sei costretto a distaccare pannelli, ed il costo dell'energia va a zero.
quando succede, non rende piu' conveniente installare altri pannelli.
e siamo gia' vicini a queste situazioni, almeno nelle stagioni estive.
ovviamente va a zero per chi ci vende l'energia, a noi se ne guardano bene dal vendercela a prezzo basso, quando succede

Quindi non è un problema di merito tecnico, ma economico.
E per il consumatore, dei prezzi bassi non sono giocoforza un male.
 
Perche' sono argomenti interessanti che leggerei volentieri
Ma per un meno giovane c'e' troppa carne al fuoco in contemporanea
Secondo me una cosa poco chiara a molti è la divisione dei ruoli, ovvero cosa compete ad ogni singolo stato e cosa alla UE.
Per l'inquinamento, inteso come sostanze nocive, la UE fissa le regole e emana delle direttive che esortano gli stati a mettersi in regola entro determinati limiti da raggiungere nell'arco di x anni.
Ma del percorso e di come deve fare ogni stato per arrivarci alla UE non gli frega nulla e non ci vuole mettere il becco, perchè ogni stato ha le sue problematiche con i propri scenari sociali e casistiche differenti, quindi non può andare a comandare da ognuno e attuare fisicamente politiche personalizzate o imporre di come deve fare per raggiungere quegli obiettivi in base alla sua situazione.
Sta ovviamente alla classe politica di ogni paese creare un percorso usando i corretti strumenti del caso che tengono conto di tutte le variabili del paese per arrivare alla data in regola. Ma la UE non decide manco le tappe intermedie perchè a questo è incaricata l'OMS (organizzazzione mondiale della sanità) la quale fissa per ogni step limiti, restrizioni, e anche sanzioni se non si rispettano le tappe. Lo può fare semplicemente perchè la UE fa parte del' ONU e l'OMS è l'organo corrisposto per mantere sana la salute pubblica mondiale ma, come la UE, non può andare in ogni singolo stato e prendersi carico ogni singola situazione e attuare misure personalizzate per farti arrivare alle tappe in bolla. Quindi in ogni caso sta alla classe politica vigente creare un percorso con strumenti adeguati e dedicati alla propria situazione sociale per attuare queste direttive e arrivare alle tappe a alla data stabilità in perfetta regola.
E qui nasce il problema, l'ITALIA è in media come primo paese a non rispettare le scadenze e continuare a accomulare sanzioni per la propria incapacità della classe politica passata e odierna di creare e deliberare un piano strategico realmente percorribile per rispettare le tappe di questo percorso. Il peggio è che questa incombenza viene scaricata a sindaci a presidenti di regione che passano dal fare poco o nulla a estremizzare con ritmi Gretini improponibili. Così passi dal sardo che utilizza ancora un diesel euro 0 al lombardo che tra poco non potrà utilizzare manco un diesel euro 5. Il bello è che nonostante queste politiche estreme alla fine non portano a nessuna risoluzione. Perchè poi tanto chi deve pagare per questa incapacità e questi sbagli alla fine sono sempre i soliti noti, i cittadini o almeno una parte dei cittadini...
Mentre come dicevo invece la Co2 è un discorso a parte essendo un gas climalterante quindi non un fenomeno locale ma interessa tutti a livello sovranazionale e continentale.
Perciò viene trattata su un piano più alto ovvero a livello comunitario dove la UE in questo caso impone a tutti gli stati membri regole, metodi, e tempistiche per essere "sicura" di raggiungere un risultato comunitario nei tempi e nelle modalità previste.
Morale ? E chiaro del perchè la UE utilizzi le auto a batteria come motivazione principale percorribile per abbassare l'emissione di anidride carbonica nel settore auto, perchè nell'uso al contrario delle termiche non la emettono.
E se nelle termiche non ci puoi fare nulla per abbassarla o addirittura azzerarla per via della combustione considerando di utilizzare un ciclo energetico chiuso realmente sostenibile, in quelle a batteria i margini ci sono, affinando i sistemi produttivi e utilizzando sempre più energia da fonti rinnovabili.
Labbassamento dell'inquinamento da sostanze nocive ? Viene di conseguenza, e non c'è bisgno che ve lo spieghi qualcuno che se un'auto nell'uso non emette nessun gas allora localmente non inquina, mentre il continuo crescere di energia rinnovabile abbassa di coseguenza la sua l'impronta del carbonio durante tutto il suo ciclo di vita.
Non è, e ripeto non è, un ciclo perfetto come nulla sfruttato dall'uomo a sto mondo, ma è un passo concreto in avanti per limitare le nostre emissioni. E poi chissà in futuro si troverà qualcosa d'altro ancora più efficiente, cominciamo con questa opportunità concreta.
 
Soprattutto dove non ci sono proprio ...

:emoji_stuck_out_tongue_winking_eye:
Si, anche quello è un aspetto da non sottovalutare. Tuttavia aziende innovative, anche italiane, stanno sfornando soluzioni proprio per le ricariche ultrarapide, che dovrebbero diffondersi anche per il trasporto pesante.
D'altra parte le ricariche ultrarapide servirebbero soprattutto lungo le dorsali autostradali principali laddove presumibilmente si effettuano i trasferimenti più lunghi (o, al limite, in qualche hub di logistica). Come più volte detto, in media un'auto rimane ferma per oltre 22h giornaliere, e in tale contesto bastano i 16A
 
Quindi non è un problema di merito tecnico, ma economico.
E per il consumatore, dei prezzi bassi non sono giocoforza un male.
ci sono anche problemi tecnici, come ha scritto l'agricolo.
non li ho citati, perche' son difficili da comprendere.
mentre la parte economica, la si comprende subito senza nozioni particolari.

l'energia prodotta, non immessa in rete, non esiste.
cioe', il pannello solare, non produce nulla, se non c'e' un carico collegato.
infatti, se c'e' sovrapproduzione, li staccano.
solo che, se staccano il tuo, poi tu ti lamenti, e chiedi perche' non han staccato il mio :D
 
Occhio che l'AI analizza se immessa in rete.
Io ho specificato che l'energia è prodotta, ma non immessa in rete.
...e perchè produrla se non la immetti in rete? Anch'io non sono particolarmente esperto, ma non mi sembra che attaccare e staccare campi solari ed eolici dalla rete sia così tic tac.... peraltro, ne aveva parlato il nostro coinquilino mefisto che è del settore, vediamo se legge e interviene...
 
Si, anche quello è un aspetto da non sottovalutare. Tuttavia aziende innovative, anche italiane, stanno sfornando soluzioni proprio per le ricariche ultrarapide, che dovrebbero diffondersi anche per il trasporto pesante.
D'altra parte le ricariche ultrarapide servirebbero soprattutto lungo le dorsali autostradali principali laddove presumibilmente si effettuano i trasferimenti più lunghi (o, al limite, in qualche hub di logistica). Come più volte detto, in media un'auto rimane ferma per oltre 22h giornaliere, e in tale contesto bastano i 16A
Se posso sfruttare la tua conoscenza, a memoria hai un impianto FV a casa, non ricordo se con la batteria o meno.
Ora, nelle condizioni in cui hai una sovrapproduzione tecnica , con la batteria piena, o con la rete che non accetta nessun'elettrone in aggiunta per evitare sbilancio nella rete, che succede? vieni distaccato dalla rete?
 
Stamattina alla radio sentivo che tra i problemi creati dal riscaldamento dei mari sta emergendo una proliferazione preoccupante di alghe con conseguenze potenzialmente devastanti per tutto l'ecosistema (e anche per l'economia, il mare verde tipo Everglades non è particolarmente attrattivo...). Domanda: perchè non approfittarne per raccogliere tutta questa biomassa e usarla per produrre HVO o Syn-fuel in generale? Oltretutto potrebbe essere un modo intelligente per assorbire i picchi di produzione rinnovabile che in prospettiva diventerà un problema crescente....
Con la famosa mietitrebbia marina!!!:emoji_blush:
Scusa, mi è scappata.
 
Se posso sfruttare la tua conoscenza, a memoria hai un impianto FV a casa, non ricordo se con la batteria o meno.
Ora, nelle condizioni in cui hai una sovrapproduzione tecnica , con la batteria piena, o con la rete che non accetta nessun'elettrone in aggiunta per evitare sbilancio nella rete, che succede? vieni distaccato dalla rete?
Ti rispondo volentieri, anche se non apporto alcun contributo.
Non ho batterie (con lo scambio sul posto di cui ancora usufruisco non sono convenienti).
Non so cosa succede in caso di sovrapproduzione, mai avvertita nessuna differenza o malfunzionamento dell'impianto o nella fornitura in 15 anni.
Credo che i sistemi di distacco e di protezione siano molto più a valle del mio impiantino...
 
...e perchè produrla se non la immetti in rete? Anch'io non sono particolarmente esperto, ma non mi sembra che attaccare e staccare campi solari ed eolici dalla rete sia così tic tac.... peraltro, ne aveva parlato il nostro coinquilino mefisto che è del settore, vediamo se legge e interviene...

Perchè se il pannello è esposto al sole, che fai, vai a coprirlo con un lenzuolo?
Il distacco dalla rete non credo sia una cosa particolarmente complicata, me l'immagino come un interruttore aperto\chiuso.
E credo che , per evitare i problemi che l'AI ha indicato sopra, arrivi a distaccare prima i pannelli collegati alla MT, per poi andare verso quelli in BT.
 
sbagliato tutto...se i prezzi vanno a zero o addirittura in negativo come successo in spagna chi ci rimette è chi produce, chi vende al cliente finale se la fa pagare sempre e comunque
il cliente, almeno in Italia, paga un prezzo PUN della media mese.
Il prezzo PUN è la media dei prezzi zonali, e se ci sono diverse ore a zero a causa di tanta (o troppa) produzione rinnovabile, il prezzo orario scende fino allo zero , dato che in Italia i prezzi negativi non sono ammessi.
Ed il PUN è un prezzo che si forma ogni giorno. Quindi se la media del prezzo PUN giornaliero risente delle ore a zero di cui sopra, come fa il consumatore a non pagar meno?
 
Ti rispondo volentieri, anche se non apporto alcun contributo.
Non ho batterie (con lo scambio sul posto di cui ancora usufruisco non sono convenienti).
Non so cosa succede in caso di sovrapproduzione, mai avvertita nessuna differenza o malfunzionamento dell'impianto o nella fornitura in 15 anni.
Credo che i sistemi di distacco e di protezione siano molto più a valle del mio impiantino...
noi in azienda abbiamo 200 Kw e non possiamo superare una certa soglia (più bassa ovviamente), quindi l'impianto scollega alcuni inverter quando succede.

se ci sono anomalie o problemi alla rete la centralina enel dove è collegato l'impianto lo sgancia, quindi se vogliono te lo staccano.

abbiamo lo scambio sul posto ma ne va anche in rete (portroppo) quando in eccedenza e già te la pagano unka, se poi ti devono anche sganciare dopo aver speso un sacco di soldi girano molto le balls.

già a momenti decollavano tempo fa quando con la crisi energetica il prezzo del kwattora era alle stelle e abbiamo prodotto un bel po' anche con il cogeneratore per poi sentirsi dire, l'anno dopo, che sarebbe stato ridotto il prezzo di quella immessa (per pagare meno ovviamente) in base a una determinata media degli anni precedenti: della serie se te la vendono loro la paghi cara o di più, se te la devono pagare te la declassano...a casa mia si chiama truffa legalizzata o qualcosa di simile
 
ci sono anche problemi tecnici, come ha scritto l'agricolo.
non li ho citati, perche' son difficili da comprendere.
mentre la parte economica, la si comprende subito senza nozioni particolari.
i problemi tecnici sono dopo il tuo pannello (per citare l'esempio).
Il gestore di rete, che in Italia è Terna, quando vede l'eccesso di produzione deciderà di disconnetterli dalla rete. Senza creare disagio alcuno alla rete come stabilità.

l'energia prodotta, non immessa in rete, non esiste.
cioe', il pannello solare, non produce nulla, se non c'e' un carico collegato.
infatti, se c'e' sovrapproduzione, li staccano.
solo che, se staccano il tuo, poi tu ti lamenti, e chiedi perche' non han staccato il mio :D
Ed è quanto ho detto, dato che non puoi coprire i pannelli per evitare che il pannello produca energia, il pannello viene disconnesso dalla rete. Se poi il pannello colpito dal sole si scalderà solamente o ci saranno altre reazioni, questo va oltre le mie conoscenze.
 
noi in azienda abbiamo 200 Kw e non possiamo superare una certa soglia (più bassa ovviamente), quindi l'impianto scollega alcuni inverter quando succede.

se ci sono anomalie o problemi alla rete la centralina enel dove è collegato l'impianto lo sgancia, quindi se vogliono te lo staccano.
@agricolo direi che non ci sono andato molto lontano. Da una ricerca su google parlano di impianto sopra i 100 kW

 
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