Non sono completamente d'accordo.L'INSEGNANTE ha il compito di insegnare e istruire, mentre la SCUOLA ha anche una funzione educativa. Mi spiego meglio. Se io per mio figlio assumessi un istitutore privato, che si reca a casa mia ogni mattina e insegna al bambino a leggere, scrivere e far di conto (cosa non infrequente nelle famiglie bene fino a circa 50-60 anni fa), allora questo avrà la sola funzione istruttiva, poichè il contesto in cui questa avviene è quello domestico, che coincide con quello dove il bambino impara l'educazione; se, al contrario, io decido di iscriverlo in un istituto, pubblico o privato che sia, questi riceve la sua istruzione in un contesto altro rispetto alla famiglia, in una situzione che è educativa in quanto struttura sociale e di aggregazione, e l'educazione, in tal caso, non è necessariamente impartita dal docente, ma anche dai compagni di classe (per emulazione o contrasto), dagli alunni delle altre classi, dal direttore (o preside) e dai valori generali che l'Istituto segue. Quanto all'insegnante, ho detto che non ricopre necessariamente la funzione educativa, ma questa, spesso è inevitabile: un esempio classico è il bambino che dice le parolacce o si azzuffa col coi compagni a ricreazione e prende la nota di biasimo nel diario, non si può dire che questa non sia una funzione educativa, perchè se è vero che l'eventuale punizione viene inflitta dai genitori (quando ero alle elementari io, se litigavamo in cortile, la nota dovevamo mettercela da soli, mediante un tema da fare a casa per l'indomani, che raccontasse l'accaduto), la nota in sè ha un valore di umiliazione davanti ai compagni, ed è essa stessa u'azione punitiva, dnque educativa. Dunque, mi viene molto difficile pensare ad una scuola con mera funzione istruttiva: questa, come ho già detto, è possibile solo con un'istruzione privata.