<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> La guerra dei poveri | Page 2 | Il Forum di Quattroruote

La guerra dei poveri

Io temo, e lo dico con affetto, che tu non sia davvero pronto alla libera professione della quale hai un'idea romantica ed un po' fuori dalla realtà...

Grazie dell'affetto, ma io lavoro con professionisti, quindi so perfettamente quali sono le problematiche. Inoltre mi sono trovato a presentare i miei progetti in commissione o ai clienti.
Il topic riguardava una situazione generale che sento attraverso la mia esperienza.
 
elancia ha scritto:
Io temo, e lo dico con affetto, che tu non sia davvero pronto alla libera professione della quale hai un'idea romantica ed un po' fuori dalla realtà...

Grazie dell'affetto, ma io lavoro con professionisti, quindi so perfettamente quali sono le problematiche. Inoltre mi sono trovato a presentare i miei progetti in commissione o ai clienti.
Il topic riguardava una situazione generale che sento attraverso la mia esperienza.
So perfettamente con chi lavori per averne già parlato altre volte e per avere sentito le tue giuste lamentele: la mia non voleva essere commiserazione o paternalismo, solo una personale valutazione della cosa. Niente di più niente di meno..
 
ferrets ha scritto:
la Marcegaglia qualche tempo fa disse che il futuro sarà fatto di tempo determinato, che zocc. :rolleyes:
pensi che xbaglia? io no! ma magari sbaglio io. Aggiungo purtroppo perchè non vedo nulla di mald nel
posto fisso(sono d'accordo con Tremonti).
 
dexxter ha scritto:
ferrets ha scritto:
la Marcegaglia qualche tempo fa disse che il futuro sarà fatto di tempo determinato, che zocc. :rolleyes:
pensi che xbaglia? io no! ma magari sbaglio io. Aggiungo purtroppo perchè non vedo nulla di mald nel
posto fisso(sono d'accordo con Tremonti).
Assolutamente nulla di male nel posto fisso.
Solo che, se una persona si laurea in architettura, si presuppone che voglia svolgere la professione per la quale ha studiato.
Poi, se le circostanze che si propongono durante il praticantato (passaggio obbligatorio) inducono a fare il "subordinato", non ci vedo nulla di male se non il quasi abbandono di "sogni di realizzazione personale".
Altra cosa sono gli ingegneri, molto richiesti in aziende più o meno grandi per i quali ci sono molte più possibilità di "posto fisso".

Quello che ha detto la Marcegaglia, con tutto il rispetto che ho per lei, spero non si avveri mai.
 
biasci ha scritto:
dexxter ha scritto:
ferrets ha scritto:
la Marcegaglia qualche tempo fa disse che il futuro sarà fatto di tempo determinato, che zocc. :rolleyes:
pensi che xbaglia? io no! ma magari sbaglio io. Aggiungo purtroppo perchè non vedo nulla di mald nel
posto fisso(sono d'accordo con Tremonti).
Assolutamente nulla di male nel posto fisso.
Solo che, se una persona si laurea in architettura, si presuppone che voglia svolgere la professione per la quale ha studiato.
Poi, se le circostanze che si propongono durante il praticantato (passaggio obbligatorio) inducono a fare il "subordinato", non ci vedo nulla di male se non il quasi abbandono di "sogni di realizzazione personale".
Altra cosa sono gli ingegneri, molto richiesti in aziende più o meno grandi per i quali ci sono molte più possibilità di "posto fisso".

Quello che ha detto la Marcegaglia, con tutto il rispetto che ho per lei, spero non si avveri mai.

In effetti, gli ingegneri vanno a ruba ( anche se non piu' come qualche anno fa ), gli architetti invece, vedo gli amici di mio figlio.... che fatica.
Forse nelle grandi citta', ma anche li', mi sa che sia molto dura.
Ciao
 
è la valutazione autoconsolatoria più comune

Tutt'altro.

A volte chi si accontenta gode, c'è chi gode di più e chi di meno.
Altri al posto mio stapperebbero bottiglie dalla gioia, io, per carattere, tendo ad essere insoddisfatto e valuto la situazione generale da una posizione (guadagnata col merito) forse più obbiettiva (ma non realistica) di tanti che vedono snaturata la propria dignità.
Probabilmente perchè ho avuto anche delle belle soddisfazioni, cosa che non accade per molti come me.

Ergo, la consapevolezza del proprio valore dimostrato, può indurre ad essere insofferenti, altro che autoconsolarsi.
 
biasci ha scritto:
dexxter ha scritto:
ferrets ha scritto:
la Marcegaglia qualche tempo fa disse che il futuro sarà fatto di tempo determinato, che zocc. :rolleyes:
pensi che xbaglia? io no! ma magari sbaglio io. Aggiungo purtroppo perchè non vedo nulla di mald nel
posto fisso(sono d'accordo con Tremonti).
Assolutamente nulla di male nel posto fisso.
Solo che, se una persona si laurea in architettura, si presuppone che voglia svolgere la professione per la quale ha studiato.
Poi, se le circostanze che si propongono durante il praticantato (passaggio obbligatorio) inducono a fare il "subordinato", non ci vedo nulla di male se non il quasi abbandono di "sogni di realizzazione personale".
Altra cosa sono gli ingegneri, molto richiesti in aziende più o meno grandi per i quali ci sono molte più possibilità di "posto fisso".

Quello che ha detto la Marcegaglia, con tutto il rispetto che ho per lei, spero non si avveri mai.

Attento perchè molti equiparano il posto fisso con la regolare assunzione, il parassitismo con l'onestà. Non è il mio caso ma in questo forum di draghi ce ne sono molti. ;)
 
elancia ha scritto:
è la valutazione autoconsolatoria più comune

Tutt'altro.

A volte chi si accontenta gode, c'è chi gode di più e chi di meno.
Altri al posto mio stapperebbero bottiglie dalla gioia, io, per carattere, tendo ad essere insoddisfatto e valuto la situazione generale da una posizione (guadagnata col merito) forse più obbiettiva (ma non realistica) di tanti che vedono snaturata la propria dignità.
Probabilmente perchè ho avuto anche delle belle soddisfazioni, cosa che non accade per molti come me.

Ergo, la consapevolezza del proprio valore dimostrato, può indurre ad essere insofferenti, altro che autoconsolarsi.
Boh, facciamo a non capirci...
 
se hai ottenuto il tuo posto di lavoro per merito e non per paraculismo e fai il tu dovere e non hai ambizioni di diventare libero professionista non vedo di cosa ti si potrebbe accusare, il problema forse è che è sempre più difficile riuscire ad avere un'occupazione con contratti regolari e di lunga durata, credo che sia quella la causa di malcontento ed è più facile prendersela con te che con chi avrebbe il potere di indirizzare il mondo del lavoro in altra direzione
 
acrobat_68 ha scritto:
elancia ha scritto:
è la valutazione autoconsolatoria più comune

Tutt'altro.

A volte chi si accontenta gode, c'è chi gode di più e chi di meno.
Altri al posto mio stapperebbero bottiglie dalla gioia, io, per carattere, tendo ad essere insoddisfatto e valuto la situazione generale da una posizione (guadagnata col merito) forse più obbiettiva (ma non realistica) di tanti che vedono snaturata la propria dignità.
Probabilmente perchè ho avuto anche delle belle soddisfazioni, cosa che non accade per molti come me.

Ergo, la consapevolezza del proprio valore dimostrato, può indurre ad essere insofferenti, altro che autoconsolarsi.
Boh, facciamo a non capirci...

eh ma se non ti fai capire... ...e parli di autoconsolazione...
 
keko01 ha scritto:
se hai ottenuto il tuo posto di lavoro per merito e non per paraculismo e fai il tu dovere e non hai ambizioni di diventare libero professionista non vedo di cosa ti si potrebbe accusare, il problema forse è che è sempre più difficile riuscire ad avere un'occupazione con contratti regolari e di lunga durata, credo che sia quella la causa di malcontento ed è più facile prendersela con te che con chi avrebbe il potere di indirizzare il mondo del lavoro in altra direzione

Ho solo preso spunto dalla mia posizione per valutare una condizione generale che secondo me non è una condizione degna.
Io sto imparando della professione molto più di molti, forse sfortunati, che sono stati costretti ad aprire p. iva e a mettersi in proprio all'arma bianca, senza esperienza e senza la possibilità di lavorare come partners di professionisti avviati. Percui in me l'ambizione di lavoro in proprio c'è e come ma voglio trovare:

1) Le condizioni di mercato per farlo, oggi disperate;
2) La possibilità di collaborare magari anche coi miei attuali titolari e fatturare un pò a loro, un pò a nuovi miei eventuali clienti;;
3) La possibilità di chiedere prestiti alle banche senza essere strozzato per aprirmi fisicamente l'attività.

Ho per esempio rifiutato la proposta di mettermi in società da parte di una mia amica geom. avviatissima cha ha studio in una famosa località turistica, perchè, per me, lì è finita a livello di costruzioni e ristrutturazioni (e per fortuna in parte). Di lì a poco infatti non s'è mosso più nulla per due anni.

Infine, non ho la visione "tutti contro tutti" del collega Acrobat e non mi reputo un inesperto solo perchè non mi sono messo in proprio, altrimenti ci sarebbero centinaia di migliaia di esperti.
 
Da diversi anni attendo la stabilizzazione in poste. E' assurdo che poi a causa di una graduatoria stupida e immeritocratica passano fisse persone che han lavorato molto meno di me e addirittura sono alzate di grado. E' una vergogna, in Italia non cè meritocrazia chi lavora bene e assiduamente non è premiato mentre cè gente a cui andrebbe messo un Brunetta dietro ogni angolo. Ho fatto raramente malattie mi sposto da città a città faccio spesso straordinari e ho pure la 104... do tanto all'azienda ma rimango sempre al livello E, lavoro alcuni mesi l'anno e non riesco a costruirmi un futuro perchè in Italia van avanti sempre i soliti. Saluti.
 
elancia ha scritto:
Ergo, la consapevolezza del proprio valore dimostrato, può indurre ad essere insofferenti, altro che autoconsolarsi.
Cerchiamo di capirci: posto che il mercato paga sempre il valore, se sei consapevole delle tue reali possibilità o "ti butti" ora e subito, fin che sei giovane, o stai al palo per sempre (più il tempo passa meno probabilità avrai di metterti in proprio, non è come una volta, quando accadeva esattamente il contrario ...), ma - per il tuo stesso bene fisico e morale - elimini lo stato di insofferenza (è brutto essere frustrati a vita).
Se invece ti trastulli con un valore che di fatto non c'è, potrai autoconsolarti a vita.

Scusa la sfacciata franchezza al limite della maleducazione, non c'è alcuna cattiveria, ma è solo l'equivalente di una secchiata d'acqua fresca in testa per "svegliarsi" ;)
 
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