|Mauro65| ha scritto:Esatto ... il co.co.pro. è scorretto da entrambi i profili, specie proprio sotto quello formaleacrobat_68 ha scritto:Formalmente forse; sostanzialmente non sono molto convinto..elancia ha scritto:Un contratto a progetto, secondo me dal punto di vista formale, della dignità professionale, e del profilo fiscale, è molto più corretto di una "finta" partita IVA...
Edit: aggiungo di più
Se un abilitato architetto stipula un co.co.pro l'Agenzia delel Entrate gli può contestare l'evasione totale Iva. Il possesso di un titolo abilitante inibisce l'esercizio dell'attività di cui al titolo in forma diversa da quella professionale o, eventualmente, imprenditoriale (anche a mezzo di società)
Certo (sic)...allora, per esempio, tutti gli architetti/ingegneri/geometri regolarmente iscritti all'albo e dipendenti (spesso e volentieri a tempo determinato, fra l'altro) di pubbliche amministrazioni sarebbero fuorilegge visto che (ti cito) secondo te Il possesso di un titolo abilitante inibisce l'esercizio dell'attività di cui al titolo in forma diversa da quella professionale o, eventualmente, imprenditoriale?? :lol:
Ma via, non le raccontiamo...