<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> La Grecia non paghera' ( aggiornamento! ) | Page 7 | Il Forum di Quattroruote

La Grecia non paghera' ( aggiornamento! )

La situazione economica della Grecia, dopo un discreto avvio dell'anno, con una certa crescita e un incremento dei posti di lavoro, si è un po' deteriorata, anche se la previsione per fine anno è di uno 0,5% come incremento del PIL. Il debito pubblico sul PIL è intorno al 180% e il deficit a fine anno dovrebbe attestarsi sul 3.5%.

Certo è una situazione grave ma forse ancora salvabile senza andare in default o tornare alla dracma (una eventualità che molti economisti ritengono molto pericolosa e destabilizzante).

Per quanto concerne i "tipi di inflazione", nella dottrina tradizionale ne vengono individuati principalmente 4:

- Da domanda: aumentando la domanda i prezzi crescono
- Da spirale prezzi-salari: ovvero le contrattazioni sui salari con successivi aumenti determinano aumenti dei prezzi
- Monetaria: ovvero quando la banca centrale immette liquidità nel Sistema (ad esempio quello che sta facendo Draghi per scongiurare la deflazione e a medio termine imprimere un'inflazione minima di base)
- Da offerta/costi: avviene quando il costo dei fattori di produzione aumenta, determinando aumento dei prezzi.

Non l'ho letto su Wikipedia :D , ma mi baso sulle mie reminiscenze universitarie di economia aziendale. ;)
Ovviamente due o più variabili possono interagire tra loro come avvenne ad esempio negli anni '70 e '80 dello scorso secolo in Italia, quando l'inflazione fu anche in doppia cifra.....
 
pilota54 ha scritto:
La situazione economica della Grecia, dopo un discreto avvio dell'anno, con una certa crescita e un incremento dei posti di lavoro, si è un po' deteriorata, anche se la previsione per fine anno è di uno 0,5% come incremento del PIL. Il debito pubblico sul PIL è intorno al 180% e il deficit a fine anno dovrebbe attestarsi sul 3.5%.

Certo è una situazione grave ma forse ancora salvabile senza andare in default o tornare alla dracma (una eventualità che molti economisti ritengono ).

Per quanto concerne i "tipi di inflazione", nella dottrina tradizionale ne vengono individuati principalmente 4:

- Da domanda: aumentando la domanda i prezzi crescono
- Da spirale prezzi-salari: ovvero le contrattazioni sui salari con successivi aumenti determinano aumenti dei prezzi
- Monetaria: ovvero quando la banca centrale immette liquidità nel Sistema (ad esempio quello che sta facendo Draghi per scongiurare la deflazione e a medio termine imprimere un'inflazione minima di base)
- Da offerta/costi: avviene quando il costo dei fattori di produzione aumenta, determinando aumento dei prezzi.

Non l'ho letto su Wikipedia :D , ma mi baso sulle mie reminiscenze universitarie di economia aziendale. ;)
Ovviamente due o più variabili possono interagire tra loro come avvenne ad esempio negli anni '70 e '80 dello scorso secolo in Italia.....

Sono d'accordo su tutto anche con i molti economisti i quali ritengono il default della Grecia molto pericolosa e destabilizzante per l'UE. I greci, una larghissima maggioranza di essi, invece non vedono l'ora di chiudere con questa UE.
 
economyrunner ha scritto:
pilota54 ha scritto:
La situazione economica della Grecia, dopo un discreto avvio dell'anno, con una certa crescita e un incremento dei posti di lavoro, si è un po' deteriorata, anche se la previsione per fine anno è di uno 0,5% come incremento del PIL. Il debito pubblico sul PIL è intorno al 180% e il deficit a fine anno dovrebbe attestarsi sul 3.5%.

Certo è una situazione grave ma forse ancora salvabile senza andare in default o tornare alla dracma (una eventualità che molti economisti ritengono ).

Per quanto concerne i "tipi di inflazione", nella dottrina tradizionale ne vengono individuati principalmente 4:

- Da domanda: aumentando la domanda i prezzi crescono
- Da spirale prezzi-salari: ovvero le contrattazioni sui salari con successivi aumenti determinano aumenti dei prezzi
- Monetaria: ovvero quando la banca centrale immette liquidità nel Sistema (ad esempio quello che sta facendo Draghi per scongiurare la deflazione e a medio termine imprimere un'inflazione minima di base)
- Da offerta/costi: avviene quando il costo dei fattori di produzione aumenta, determinando aumento dei prezzi.

Non l'ho letto su Wikipedia :D , ma mi baso sulle mie reminiscenze universitarie di economia aziendale. ;)
Ovviamente due o più variabili possono interagire tra loro come avvenne ad esempio negli anni '70 e '80 dello scorso secolo in Italia.....

Sono d'accordo su tutto anche con i molti economisti i quali ritengono il default della Grecia molto pericolosa e destabilizzante per l'UE. I greci, una larghissima maggioranza di essi, invece non vedono l'ora di chiudere con questa UE.

con questa UE o con l' Euro :?:
 
U2511 ha scritto:
Perché la questione (una delle questioni) della disparità economica tra queste due macro aree sta non nel differenziale del tasso di inflazione locale (che nel lungo periodo converge sempre, e non potrebbe essere diversamente), ma nei salari reali e nel livello dei prezzi. Inflazione e livello dei prezzi sono fattispecie diverse, ed i salari reali tengono conto del livello dei prezzi, non dell'inflazione.

Una lettura interessante
http://www.rivistapoliticaeconomica.it/2009/apr-giu/Amendola.pdf

uhmmmmm..... non sarei sicurissimo di questo... altrimenti non si spiegherebbe il fatto che tutt'oggi l'inflazione non sia allineata e la questione meridionale persista.
Oggi i tassi d'inflazione sul nostro territorio variano molto: ci sono provincie che tra loro hanno un differenziale d'inflazione anche di 2 p.ti % annui!
Che la questio meridionale sia un problema (anche) di salario reale siamo d'accordo MA:
1)nel momento in cui zone diverse hanno inflazione diverse ma le rivalutazioni salariali avvengono sulla media inflazione nazionale si sta facendo un errore che va ad ampliare gli squilibri tra aree geografiche (questa semplice verità non è stata mai affrontata in Italia ne politicamente ne economicamente).
2) lo studio allegato di Amendola-Vecchi è sicuramente interessante(grazie per averlo segnalato) e individua parte del problema (i salari reali) ma parte, secondo me, dalla fine e non dall'inizio! partendo dal '47 la questio meridionale è già avvenuta!! cioè inizia prima! le guerre le hanno solo posto la definitiva pietra tombale!
la questio meridionale inizia proprio all'Unità! quando si verificò l'aggancio valutario tra 2 zone con diverso livello di produttività!(nord maggiore che al sud). La desertificazione, deindustrializzazione e l'emigrazione tipiche degli agganci valutari si verificarono tra il 1861 e 1915, non dopo!!!
ecco perchè dico sempre che noi italiani le "teoria delle AVO",gli studi sugli "agganci monetari", il "ciclo di Frenkel" (che oggi servono a studiare l'euro-errore) dovremmo conoscerli meglio di tutti! perchè li abbiamo sperimentati tutti sulla nostra pelle BEN PRIMA che diventassero famosi studi accademici.

Scusate l'offtopic ma sarebbe interessante aprirne uno sulla questio meridionale senza pregiudizi magari e allegando saggio come quello sopra.

ritornando in topic sulla grecia.
Ormai è già de facto in default! ha pagato il prestito al FMI con un altro prestito dello stesso FMI!!! senza considerare che stanno chiedendo a tsipras di tagliare ancora la spesa quando la Grecia ha un moltiplicatore di 1.6 ( http://goo.gl/CbVKNj )!!!!!
Per la serie:l'austerità fa male perchè ne fai poca... cioè la droga fa male perchè sei tossicodipendente devi, invece, andare in overdose!
e poi la merkel che vai al TG1 a negare l'evidenza..... sfido io che i sentimenti anti-qualcosa/qualcuno crescano giorno dopo giorno...
 
arizona77 ha scritto:
economyrunner ha scritto:
pilota54 ha scritto:
La situazione economica della Grecia, dopo un discreto avvio dell'anno, con una certa crescita e un incremento dei posti di lavoro, si è un po' deteriorata, anche se la previsione per fine anno è di uno 0,5% come incremento del PIL. Il debito pubblico sul PIL è intorno al 180% e il deficit a fine anno dovrebbe attestarsi sul 3.5%.

Certo è una situazione grave ma forse ancora salvabile senza andare in default o tornare alla dracma (una eventualità che molti economisti ritengono ).

Per quanto concerne i "tipi di inflazione", nella dottrina tradizionale ne vengono individuati principalmente 4:

- Da domanda: aumentando la domanda i prezzi crescono
- Da spirale prezzi-salari: ovvero le contrattazioni sui salari con successivi aumenti determinano aumenti dei prezzi
- Monetaria: ovvero quando la banca centrale immette liquidità nel Sistema (ad esempio quello che sta facendo Draghi per scongiurare la deflazione e a medio termine imprimere un'inflazione minima di base)
- Da offerta/costi: avviene quando il costo dei fattori di produzione aumenta, determinando aumento dei prezzi.

Non l'ho letto su Wikipedia :D , ma mi baso sulle mie reminiscenze universitarie di economia aziendale. ;)
Ovviamente due o più variabili possono interagire tra loro come avvenne ad esempio negli anni '70 e '80 dello scorso secolo in Italia.....

Sono d'accordo su tutto anche con i molti economisti i quali ritengono il default della Grecia molto pericolosa e destabilizzante per l'UE. I greci, una larghissima maggioranza di essi, invece non vedono l'ora di chiudere con questa UE.

con questa UE o con l' Euro :?:

domanda malposta o altro?
Ti risulta che si può uscire dall'euro senza uscire dall'Unione Europea?
 
vonkrosigk ha scritto:
U2511 ha scritto:
Perché la questione (una delle questioni) della disparità economica tra queste due macro aree sta non nel differenziale del tasso di inflazione locale (che nel lungo periodo converge sempre, e non potrebbe essere diversamente), ma nei salari reali e nel livello dei prezzi. Inflazione e livello dei prezzi sono fattispecie diverse, ed i salari reali tengono conto del livello dei prezzi, non dell'inflazione.

Una lettura interessante
http://www.rivistapoliticaeconomica.it/2009/apr-giu/Amendola.pdf

uhmmmmm..... non sarei sicurissimo di questo... altrimenti non si spiegherebbe il fatto che tutt'oggi l'inflazione non sia allineata e la questione meridionale persista.
Oggi i tassi d'inflazione sul nostro territorio variano molto: ci sono provincie che tra loro hanno un differenziale d'inflazione anche di 2 p.ti % annui!
Che la questio meridionale sia un problema (anche) di salario reale siamo d'accordo MA:
1)nel momento in cui zone diverse hanno inflazione diverse ma le rivalutazioni salariali avvengono sulla media inflazione nazionale si sta facendo un errore che va ad ampliare gli squilibri tra aree geografiche (questa semplice verità non è stata mai affrontata in Italia ne politicamente ne economicamente).
2) lo studio allegato di Amendola-Vecchi è sicuramente interessante(grazie per averlo segnalato) e individua parte del problema (i salari reali) ma parte, secondo me, dalla fine e non dall'inizio! partendo dal '47 la questio meridionale è già avvenuta!! cioè inizia prima! le guerre le hanno solo posto la definitiva pietra tombale!
la questio meridionale inizia proprio all'Unità! quando si verificò l'aggancio valutario tra 2 zone con diverso livello di produttività!(nord maggiore che al sud). La desertificazione, deindustrializzazione e l'emigrazione tipiche degli agganci valutari si verificarono tra il 1861 e 1915, non dopo!!!
ecco perchè dico sempre che noi italiani le "teoria delle AVO",gli studi sugli "agganci monetari", il "ciclo di Frenkel" (che oggi servono a studiare l'euro-errore) dovremmo conoscerli meglio di tutti! perchè li abbiamo sperimentati tutti sulla nostra pelle BEN PRIMA che diventassero famosi studi accademici.

Scusate l'offtopic ma sarebbe interessante aprirne uno sulla questio meridionale senza pregiudizi magari e allegando saggio come quello sopra.

ritornando in topic sulla grecia.
Ormai è già de facto in default! ha pagato il prestito al FMI con un altro prestito dello stesso FMI!!! senza considerare che stanno chiedendo a tsipras di tagliare ancora la spesa quando la Grecia ha un moltiplicatore di 1.6 ( http://goo.gl/CbVKNj )!!!!!
Per la serie:l'austerità fa male perchè ne fai poca... cioè la droga fa male perchè sei tossicodipendente devi, invece, andare in overdose!
e poi la merkel che vai al TG1 a negare l'evidenza..... sfido io che i sentimenti anti-qualcosa/qualcuno crescano giorno dopo giorno...

Non vedo molta connessione dal partire dal discorso UE-default Grecia e arrivare a parlare della questione meridionale per spiegare l'inflazione o deflazione dei prezzi.
E allora perchè non parlare del differenziale di prezzo da quartiere a quartiere di una stessa città, nelle zone con più alto tenore di vita i prezzi sono più alti anche perchè la gente non si fà problemi a perdere tempo sugli spiccioli ed i prezzi lievitano.

Nel meridione ci sono molte attività produttive locali, tanti panifici, tanti piccoli agricoltori, da noi la vita è meno caotica, il tempo per andare a fare una spesa più umana ce lo prendiamo eccome. ;)
 
economyrunner ha scritto:
Non vedo molta connessione dal partire dal discorso UE-default Grecia e arrivare a parlare della questione meridionale per spiegare l'inflazione o deflazione dei prezzi.
E allora perchè non parlare del differenziale di prezzo da quartiere a quartiere di una stessa città, nelle zone con più alto tenore di vita i prezzi sono più alti anche perchè la gente non si fà problemi a perdere tempo sugli spiccioli ed i prezzi lievitano.

Nel meridione ci sono molte attività produttive locali, tanti panifici, tanti piccoli agricoltori, da noi la vita è meno caotica, il tempo per andare a fare una spesa più umana ce lo prendiamo eccome. ;)
La connessione tra euro e le due parti dell'Italia è strettissima, come lo è quella tra Germania ovest e Germania est.
Leggete Anschluss di Vladimiro Giacché per farvi un'idea chiarissima dell'unificazione tedesca.
I ragionamenti spiccioli di quartiere non ci porteranno da nessuna parte.
Dire che al sud i prezzi sono più bassi del nord perché abbiamo tempo da buttare - sono meridionale - per fare la spesa è tragicomico.
Se vuoi diffondere un messaggio corretto e chiaro non devi parlare di salari reali, perché è già difficile capire che la moneta fa i prezzi, figurarsi concetti meno intuitivi di ciò.
Al sud la produttività per ovvie ragioni è sempre stata bassa, come lo sono sempre state le retribuzioni. Un operaio che raccoglie arance per 30? (le donne anche 20?) al giorno, lavorando 12 ore, cose credete che possa spendere in un supermercato o per abbigliamento e quant'altro? Un disoccupato non lo menziono proprio, e qui in Calabria trovare gente a zonzo senza un euro in tasca è semplicissimo.
La lira per il meridione è sempre stata una moneta forte, questo ci consentiva di comprare "facilmente" i prodotti del settentrione, dove le aziende garantivano prezzi minori frutto di una produttività maggiore, con ovvie conseguenze sull'economia meridionale. Però c'era uno strumento politico che compensava le cose, i trasferimenti fiscali effettuati tramite la Cassa del Mezzogiorno. Questo ha permesso anche alle aziende del nord di avere mercato al sud Italia.
Il discorso sarebbe molto più vasto, specie su come i trasferimenti potevano essere usati per creare lavoro.
L'operaio del nord Italia sta prendendo il posto dell'operaio meridionale che svende le sue ore di lavoro per concorrere sul mercato europeo.
 
Trotto@81 ha scritto:
economyrunner ha scritto:
Non vedo molta connessione dal partire dal discorso UE-default Grecia e arrivare a parlare della questione meridionale per spiegare l'inflazione o deflazione dei prezzi.
E allora perchè non parlare del differenziale di prezzo da quartiere a quartiere di una stessa città, nelle zone con più alto tenore di vita i prezzi sono più alti anche perchè la gente non si fà problemi a perdere tempo sugli spiccioli ed i prezzi lievitano.

Nel meridione ci sono molte attività produttive locali, tanti panifici, tanti piccoli agricoltori, da noi la vita è meno caotica, il tempo per andare a fare una spesa più umana ce lo prendiamo eccome. ;)
La connessione tra euro e le due parti dell'Italia è strettissima, come lo è quella tra Germania ovest e Germania est.
Leggete Anschluss di Vladimiro Giacché per farvi un'idea chiarissima dell'unificazione tedesca.
I ragionamenti spiccioli di quartiere non ci porteranno da nessuna parte.
Dire che al sud i prezzi sono più bassi del nord perché abbiamo tempo da buttare - sono meridionale - per fare la spesa è tragicomico.
Se vuoi diffondere un messaggio corretto e chiaro non devi parlare di salari reali, perché è già difficile capire che la moneta fa i prezzi, figurarsi concetti meno intuitivi di ciò.
Al sud la produttività per ovvie ragioni è sempre stata bassa, come lo sono sempre state le retribuzioni. Un operaio che raccoglie arance per 30? (le donne anche 20?) al giorno, lavorando 12 ore, cose credete che possa spendere in un supermercato o per abbigliamento e quant'altro? Un disoccupato non lo menziono proprio, e qui in Calabria trovare gente a zonzo senza un euro in tasca è semplicissimo.
La lira per il meridione è sempre stata una moneta forte, questo ci consentiva di comprare "facilmente" i prodotti del settentrione, dove le aziende garantivano prezzi minori frutto di una produttività maggiore, con ovvie conseguenze sull'economia meridionale. Però c'era uno strumento politico che compensava le cose, i trasferimenti fiscali effettuati tramite la Cassa del Mezzogiorno. Questo ha permesso anche alle aziende del nord di avere mercato al sud Italia.
Il discorso sarebbe molto più vasto, specie su come i trasferimenti potevano essere usati per creare lavoro.
L'operaio del nord Italia sta prendendo il posto dell'operaio meridionale che svende le sue ore di lavoro per concorrere sul mercato europeo.

dovresti leggere con più attenzione e meno foga per correre a etichettare i commenti altrui ....

io ho scritto ..."nelle zone con più alto tenore di vita i prezzi sono più alti anche perchè la gente non si fà problemi a perdere tempo sugli spiccioli ed i prezzi lievitano"
 
Trotto@81 ha scritto:
economyrunner ha scritto:
Non vedo molta connessione dal partire dal discorso UE-default Grecia e arrivare a parlare della questione meridionale per spiegare l'inflazione o deflazione dei prezzi.
E allora perchè non parlare del differenziale di prezzo da quartiere a quartiere di una stessa città, nelle zone con più alto tenore di vita i prezzi sono più alti anche perchè la gente non si fà problemi a perdere tempo sugli spiccioli ed i prezzi lievitano.

Nel meridione ci sono molte attività produttive locali, tanti panifici, tanti piccoli agricoltori, da noi la vita è meno caotica, il tempo per andare a fare una spesa più umana ce lo prendiamo eccome. ;)
La connessione tra euro e le due parti dell'Italia è strettissima, come lo è quella tra Germania ovest e Germania est.
Leggete Anschluss di Vladimiro Giacché per farvi un'idea chiarissima dell'unificazione tedesca.
I ragionamenti spiccioli di quartiere non ci porteranno da nessuna parte.
Dire che al sud i prezzi sono più bassi del nord perché abbiamo tempo da buttare - sono meridionale - per fare la spesa è tragicomico.
Se vuoi diffondere un messaggio corretto e chiaro non devi parlare di salari reali, perché è già difficile capire che la moneta fa i prezzi, figurarsi concetti meno intuitivi di ciò.
Al sud la produttività per ovvie ragioni è sempre stata bassa, come lo sono sempre state le retribuzioni. Un operaio che raccoglie arance per 30? (le donne anche 20?) al giorno, lavorando 12 ore, cose credete che possa spendere in un supermercato o per abbigliamento e quant'altro? Un disoccupato non lo menziono proprio, e qui in Calabria trovare gente a zonzo senza un euro in tasca è semplicissimo.
La lira per il meridione è sempre stata una moneta forte, questo ci consentiva di comprare "facilmente" i prodotti del settentrione, dove le aziende garantivano prezzi minori frutto di una produttività maggiore, con ovvie conseguenze sull'economia meridionale. Però c'era uno strumento politico che compensava le cose, i trasferimenti fiscali effettuati tramite la Cassa del Mezzogiorno. Questo ha permesso anche alle aziende del nord di avere mercato al sud Italia.
Il discorso sarebbe molto più vasto, specie su come i trasferimenti potevano essere usati per creare lavoro.
L'operaio del nord Italia sta prendendo il posto dell'operaio meridionale che svende le sue ore di lavoro per concorrere sul mercato europeo.

dovresti leggere con più attenzione e meno foga per correre a etichettare i commenti altrui ....

io ho scritto ..."nelle zone con più alto tenore di vita i prezzi sono più alti anche perchè la gente non si fà problemi a perdere tempo sugli spiccioli ed i prezzi lievitano"
 
economyrunner ha scritto:
dovresti leggere con più attenzione e meno foga per correre a etichettare i commenti altrui ....

io ho scritto ..."nelle zone con più alto tenore di vita i prezzi sono più alti anche perchè la gente non si fà problemi a perdere tempo sugli spiccioli ed i prezzi lievitano"
Ora che hai puntualizzato la sostanza cambia radicalmente...
Non metto nessuna foga nello scrivere, sono sempre molto calmo e rilassato, anzi, sorrido anche.
Tra l'altro, il pronome noi era implicito nel mio discorso.
 
economyrunner ha scritto:
arizona77 ha scritto:
economyrunner ha scritto:
pilota54 ha scritto:
La situazione economica della Grecia, dopo un discreto avvio dell'anno, con una certa crescita e un incremento dei posti di lavoro, si è un po' deteriorata, anche se la previsione per fine anno è di uno 0,5% come incremento del PIL. Il debito pubblico sul PIL è intorno al 180% e il deficit a fine anno dovrebbe attestarsi sul 3.5%.

Certo è una situazione grave ma forse ancora salvabile senza andare in default o tornare alla dracma (una eventualità che molti economisti ritengono ).

Per quanto concerne i "tipi di inflazione", nella dottrina tradizionale ne vengono individuati principalmente 4:

- Da domanda: aumentando la domanda i prezzi crescono
- Da spirale prezzi-salari: ovvero le contrattazioni sui salari con successivi aumenti determinano aumenti dei prezzi
- Monetaria: ovvero quando la banca centrale immette liquidità nel Sistema (ad esempio quello che sta facendo Draghi per scongiurare la deflazione e a medio termine imprimere un'inflazione minima di base)
- Da offerta/costi: avviene quando il costo dei fattori di produzione aumenta, determinando aumento dei prezzi.

Non l'ho letto su Wikipedia :D , ma mi baso sulle mie reminiscenze universitarie di economia aziendale. ;)
Ovviamente due o più variabili possono interagire tra loro come avvenne ad esempio negli anni '70 e '80 dello scorso secolo in Italia.....

Sono d'accordo su tutto anche con i molti economisti i quali ritengono il default della Grecia molto pericolosa e destabilizzante per l'UE. I greci, una larghissima maggioranza di essi, invece non vedono l'ora di chiudere con questa UE.

con questa UE o con l' Euro :?:

domanda malposta o altro?
Ti risulta che si può uscire dall'euro senza uscire dall'Unione Europea?

" questa UE...."
questa e' l' origine della mia domanda
Da' l' idea che ne esista un' altra
 
vonkrosigk ha scritto:
uhmmmmm..... non sarei sicurissimo di questo... altrimenti non si spiegherebbe il fatto che tutt'oggi l'inflazione non sia allineata e la questione meridionale persista.
Oggi i tassi d'inflazione sul nostro territorio variano molto: ci sono provincie che tra loro hanno un differenziale d'inflazione anche di 2 p.ti % annui!
2 punti percentuali di divergenza sull'inflazione equivarrebbe ad una divergenza di circa il 22% in un decennio, e questo provocherebbe riallocazione delle risorse sul territorio (banalmente: se i prezzi degli immobili in città aumentano più velocemente di quelli nei paesi vicini, molti potenziali acquirenti iniziano a spostarsi nelle zone in cui il differenziale di prezzo è via via superiore, ma ciò comporta la migrazione del punto di equilibrio in quel menrcato perfiferico). Per questo sostengo che nel lungo periodo il tasso di infazione (non il livello dei prezzi, che è altro) converge.

Che la questione meridionale sia un problema (anche) di salario reale siamo d'accordo MA:
+++
la questio meridionale inizia proprio all'Unità!
+++
Scusa se ti ho tagliato (per migliore lettura), ma sfondi porte aperte. Il vulnus dell'occupazione sabauda non fu mai realmente sanato, e concordo che l'analisi dovrebbe essere non meramente economica, ma socio-economica. Per quanto politicamente molto scorretto, rimango dell'opinione che l'unico che aveva almeno inizialmente tentato un approccio valido fu il mascellone volitivo (e resto dall'idea che, se non si fosse fatto irretire dal baffetto, se gli albionici fossero stati meno ipocritamente maldestri -le sanzioni- e se, soprattutto, non avesse allontanato la Sarfatti, avrebbe potuto davvero dare un senso all'unità nazionale. Penso che ancora oggi ne paghiamo le conseguenze (intendo della svolta rispetto agli inizi). Comunque siamo davvero molto o.t.
 
arizona77 ha scritto:
economyrunner ha scritto:
arizona77 ha scritto:
economyrunner ha scritto:
pilota54 ha scritto:
La situazione economica della Grecia, dopo un discreto avvio dell'anno, con una certa crescita e un incremento dei posti di lavoro, si è un po' deteriorata, anche se la previsione per fine anno è di uno 0,5% come incremento del PIL. Il debito pubblico sul PIL è intorno al 180% e il deficit a fine anno dovrebbe attestarsi sul 3.5%.

Certo è una situazione grave ma forse ancora salvabile senza andare in default o tornare alla dracma (una eventualità che molti economisti ritengono ).

Per quanto concerne i "tipi di inflazione", nella dottrina tradizionale ne vengono individuati principalmente 4:

- Da domanda: aumentando la domanda i prezzi crescono
- Da spirale prezzi-salari: ovvero le contrattazioni sui salari con successivi aumenti determinano aumenti dei prezzi
- Monetaria: ovvero quando la banca centrale immette liquidità nel Sistema (ad esempio quello che sta facendo Draghi per scongiurare la deflazione e a medio termine imprimere un'inflazione minima di base)
- Da offerta/costi: avviene quando il costo dei fattori di produzione aumenta, determinando aumento dei prezzi.

Non l'ho letto su Wikipedia :D , ma mi baso sulle mie reminiscenze universitarie di economia aziendale. ;)
Ovviamente due o più variabili possono interagire tra loro come avvenne ad esempio negli anni '70 e '80 dello scorso secolo in Italia.....

Sono d'accordo su tutto anche con i molti economisti i quali ritengono il default della Grecia molto pericolosa e destabilizzante per l'UE. I greci, una larghissima maggioranza di essi, invece non vedono l'ora di chiudere con questa UE.

con questa UE o con l' Euro :?:

domanda malposta o altro?
Ti risulta che si può uscire dall'euro senza uscire dall'Unione Europea?

" questa UE...."
questa e' l' origine della mia domanda
Da' l' idea che ne esista un' altra

L'Inghilterra fa parte dell'UE ma non ha l'euro. Però l'Inghilterra non aderì già in origine alla moneta unica. Sembra che oggi costituisca solo una eventualità teorica il fatto di poter uscire dall'euro senza uscire anche dall'UE.

Per la Grecia tornare alla dracma e uscire dall'UE potrebbe avere sull'immediato effetti devastanti in termini di inflazione, isolamento economico, povertà dilagante (anche se il debito si svaluterebbe). Senza contare l'eventuale, possibile effetto-domino............
 
pilota54 ha scritto:
L'Inghilterra fa parte dell'UE ma non ha l'euro.

Io lascerei fuori da questo discorso le discutibilissime eccezioni alle regole. Gli inglesi hanno voluto -e ottenuto- la moglie piena e la botte ubr... ehm, no... la botte piena :D e la moglie ubriaca. Fosse stato per me, rimanevano fuori, col loro pollice, la loro sterlina, la guida a destra, il principe Carlo e le once. :twisted:

Ne hanno, di scheletri negli armadi... ne hanno armadi pieni.
 
Era solo un esempio tecnico-statistico-oggettivo, senza alcun coinvolgimento emozionale, politico o tanto meno elogiativo. ;)
 
Back
Alto