Per restare nel merito, 'to destroy domestic demand', come ha esplicitamente dichiarato il Prof. Monti qui:
https://www.google.it/url?sa=t&rct=j&q=&esrc="s&source=web&cd=1&cad=rja&uact=8&ved=0CCIQtwIwAA&url=http%3A%2F%2Fwww.youtube.com%2Fwatch%3Fv%3DA02A4Kk48nQ&ei=p7ZYVcW_G4TwUOiagKAL&usg=AFQjCNFhIIRgzaVP-TjBWowcg1QHZn9ZNw&sig2=wZmcitJ50MJou_VeOoeX8w&bvm=bv.93564037,d.d24"
in una situazione di debito estero privato (cioè di aziende e famiglie) importante e crescente, vuol dire far crescere lentamente le esportazioni (attraverso salari e pensioni più bassi, produttività - momentaneamnete - più alta..facile, no? Lo fa anche la Germania!) e far diminuire abbastanza drasticamente le importazioni (più ovviamente comprensibile, se hai meno soldi in tasca compri meno). Aggiungete il taglio della spesa pubblica, la cosiddetta 'austerity' e vediamo che momentaneamente i conti pubblici tornano a posto, ovvero i creditori esteri vengono soddisfatti in maniera più efficiente nel pagamento degli interessi sul debito.
Ma..c'è una variabile macroeconomica chiamata sinteticamente il 'moltiplicatore' che misura l'effetto degli investimenti pubblici sulla crescita economica (PIL) di un paese in determinate condizioni. Più intuitivamente, se sommate meno soldi in tasca = meno consumi e meno introiti fiscali, insieme alla comparsa del moltiplicatore negativo per ciò che riguarda il taglio agli investimenti statali (spesa pubblica = reddito privato), il combinato disposto conduce alla lunga a un peggioramento dei conti pubblici. E così è stato con Monti, come certificato da Bankitalia dopo un anno di governo Monti:
https://www.google.it/url?sa=t&rct=j&q=&esrc="s&source=web&cd=1&cad=rja&uact=8&ved=0CCIQtwIwAA&url=http%3A%2F%2Fwww.youtube.com%2Fwatch%3Fv%3DA02A4Kk48nQ&ei=p7ZYVcW_G4TwUOiagKAL&usg=AFQjCNFhIIRgzaVP-TjBWowcg1QHZn9ZNw&sig2=wZmcitJ50MJou_VeOoeX8w&bvm=bv.93564037,d.d24"
Al netto delle mie imprecisioni, questo è quello che dicono da 40 anni tutti i più grandi economisti sia keynesiani che liberali, in quasi tutti gli studi teorici ed empirici. Consultare le fonti fornite, per favore.
Se dobbiamo discutere, facciamolo con un minimo di base scientifica. Solo una base scientifica ci può dare qualche terreno solido. Siamo andati sulla luna con la fisica newtoniana?
Le auto che guidiamo tutti i giorni si basano su studi fisici e ingegneristici condivisi da tutti e ci permettono quindi di non schiantarci ad ogni curva?
Allora se centinaia di studi scientifici dicono la stessa cosa e vengono comprovati dalla realtà empirica e storica, ci sarà un motivo. Tutto il resto è 'inesattezza' o propaganda e non so cosa sia peggio tra le due. Per favore, sul merito, sul merito. Controbattete queste analisi, che non sono le mie, ma di tanti autorevoli studiosi, che, guarda caso, da noi non vengono quasi mai citati sui media. Ma studiati in università, sì. Chiedete a qualche laureando in economia se conosce quei nomi.