Nick_Name ha scritto:
U2511 ha scritto:
Lo so.
Fonderia, capita a fagiolo il tuo esempio:
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P.S. I lavori base, come li chiami, sono destinati a finire. Oggi l'asticella delle competenze minime richieste si è alzata molto
Perdonami, capisco la logica del tuo ragionamento Sostanzialmente equivale alla prospettiva che nega possa esistere la disoccupazione involontaria.++++
Poi, chiariti i termini della questione, ognuno può scegliere dove gli conviene stare.
Nelle discussioni talora mi infervoro e, complice la pigrizia da tastiera, non sempre completo il discorso.
So bene che la disoccupazione involontaria esiste, è attualmente a livelli pesanti, non se ne vede una soluzione né semplice né rapida e, per citare Arizona, non tutti nascono Mr. Apple.
Ci mancherebbe!
Ma che, a tutt'oggi e nonostante il perdurare della recessione (dicono che ne siamo fuori, magari, preferisco fare come San Tommaso), vi sia una quota di disoccupazione "volontaria", questo non me lo cava nessuno dalla testa, se non altro per i fatti che quotidianamente mi passano davanti. Io non ho movimentato le cassette di verdura citate da quel signore che preferisco nemmeno nominare, ma, tanto per fare un esempio, mi son alzato alle quattro del mattino, sotto maturità, per sopperire al ruolo di mio padre, all'epoca malato. Sveglia alle quattro, giro di controllo per impianti termici, magari un bruciatore cui dare una pulita al sensore di fiamma, o un serbatoio da misurare con la vecchia cara asta, e magari ad olio combustibile, quindi decidere se potevo andare direttamente a scuola o se era meglio passare a casa per ripulirsi, quindi scuola, e pomeriggio pianificare studio e secondo giro caldaie.
Te lo dico non certo per lustrarmi la targhetta d'ottone dei meriti, ma per spiegare "il miracolo" che avvenne quando, una decina d'anni dopo, dovetti affrontare una trentina di scaricatori portuali, grossi cazzuti e incazzati neri perché la loro cooperativa stava saltando. Gli dovetti spiegare che quel mese li avere lasciati nudi, il mese dopo forse avrei potuto passare un paio di mutande sporche, due mesi dopo un paio di calzini bucati, ma con un progetto per un futuro migliore, difficilissimo da comprendere per loro. Ci andai senza guardaspalle e senza manco un temperino in tasca, te lo preciso perché non erano pochi, tra i miei uditori, quelli con pregressa sistemazione alloggiativa nelle patrie galere. Sapevo perfettamente di rischiare qualche settimana di prognosi se avessi fatto "il burocrate", ma, e senza alcun calcolo alle spalle, parlai con il linguaggio semplice e chiaro di chi si era sporcato le mani di grasso, cercando di spiegare in parole povere fatti e dati molto complessi. Probabilmente, quegli scaricatori di porto avvertirono l'odore di gasolio ancora presente su di me, e, sia pure in una atmosfera tesa, mi diedero la loro fiducia. Sei mesi dopo erano a posto, ed in pochi anni quella cooperativa quadruplicò i soci. Quell'intervento, ancora oggi, è uno dei migliori e più gratificanti ricordi professionali che ho. Questo per dirti che non ho alcun approccio retorico, nè mi permetto di etichettare come "choosy" gli inoccupati; ma che, per gli stessi identici motivi, posso permettermi il lusso di incavolarmi quando un giovane in cerca di occupazione rifiuta un contratto di sei mesi (picchi produttivi) nella famosa fonderia perché "non è coerente con le mie aspettative, sono diplomato in ragioneria, non ho studiato ragioneria per abbassarmi a fare l'operaio"). Oppure quando una segretaria che ha perso il posto rifiuta un contratto a tempo indeterminato "perché non accetto l'orario spezzato, ho le mie esigenze e posso fare solo il continuato, in fin dei conti ho ancora sei mesi di sussidio disoccupazione e di certo troverò qualcosa di meglio" (con il marito che finisce prima delle 15 e tutto il supporto familiare necessario ... ma vaffa ....). Non sono (per fortuna!) tutti così, ma ce ne sono purtroppo ancora tanti che non hanno davvero "fame". Eliminiamo prima questa "morchia" e poi affrontiamo serenamente il discorso.
Meno diritti e più doveri, che di troppi diritti si muore (mi tocca citare Serghio :evil: )
Ah, quegli scaricatori di porto (anzi, per lo più ex-scaricatori), la cui occupazione sembrerebbe essere basica-basica (inquadrati come "braccianti") in realtà sono sopravvissuti alla crisi in essere proprio grazie alla loro professionalità. Sembra strano parlare di professionalità per un "bracciante", e non posso/voglio ora entrare in troppi, eccessivi ed inutili dettagli, ma, diciamola in altro modo, anche per lavar scale ci vuole testa: le puoi fare bene, le puoi fare male. Al netto di "padroni banditi" (e ce ne sono, purtroppo), quando deve saltare un posto, secondo te salta prima quella che si vede che è passata o quella che manco te ne accorgi che sia passata?
Quello che, concludendo, posso dirti, è che in questa crisi molto seria, così come in quella del '92-'93 (meno grave), ho visto tanta brava gente tirare la cinghia ed essere in gravi difficoltà, ma, sia pure dopo un periodo più o meno breve più o meno lungo, sono tutti riusciti in qualche modo a ricollocarsi, magari in peggio rispetto a prima, questo purtoppo è un prezzo pagato da molti (incluso il sottoscritto), ma nessuno è rimasto a spasso. Al contrario, per altri c'è stato e ci sarà ancora l'effetto scopa della crisi. Mi rendo conto di essere molto, forse troppo cattivo, e sicuramente ed assolutamente non esaustivo delle mille mila sfaccettature del mercato del lavoro.