<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> La disoccupazione NON deve scendere sotto il 12%! fonte: il D.E.F. | Page 9 | Il Forum di Quattroruote

La disoccupazione NON deve scendere sotto il 12%! fonte: il D.E.F.

arizona77 ha scritto:
economyrunner ha scritto:
arizona77 ha scritto:
economyrunner ha scritto:
arizona77 ha scritto:
Forse perche' occorre un minimo di capitale
o l' iscrizione a qualche albo

Per il capitale a volte lo stato ti incentiva pure perchè li recupera subito poi ....

Per gli albi, dipende se vuoi fare l'ingegnere con le medie non lo vedo un buon paragone, d'altronde anche nel pubblico "sarebbero" richiesti dei titoli.

La verità è che fà comodo lo stipendio sicuro, senza rischi e senza sbattimenti.

Pensi che ci sia ancora qualcuno che ci crede o meglio ci spera :?: .
( E in attesa della sicurezza si muoion di fame )
P.s.: anche per fare l' agente di commercio o vendere case
bisogna essere iscritti agli Albi di riferimento
in pochi mesi mio fratello e diventato agente immobiliare con tanto di iscrizione e tutto.
Di cosa parliamo?

con ufficio, segrataria, computer.... :?:

si completo di ficus e sedia di pelle di ....
 
arizona77 ha scritto:
con ufficio, segrataria, computer.... :?:
Ari caro,
non cavarmele di bocca :twisted:
Io ho iniziato reinvestendo i magri guadagni da borsista precario, per un computer, una stampante ed una stanza in sub-affitto, avevo giusto sei mesi di ossigeno (cioè di spese pagate) con il piccolo fondo di partenza. La prima segretaria è venuta molti anni dopo ... e così è per moltissimi "mestieri" o "arti" o "professioni". Laddove invece ci vogliano dotazioni materiali più consistenti, si inizia collaborando con qualcuno più avanti di te, che c'è sempre richiesta di prestazioni qualificate.
 
economyrunner ha scritto:
arizona77 ha scritto:
economyrunner ha scritto:
arizona77 ha scritto:
economyrunner ha scritto:
arizona77 ha scritto:
Forse perche' occorre un minimo di capitale
o l' iscrizione a qualche albo

Per il capitale a volte lo stato ti incentiva pure perchè li recupera subito poi ....

Per gli albi, dipende se vuoi fare l'ingegnere con le medie non lo vedo un buon paragone, d'altronde anche nel pubblico "sarebbero" richiesti dei titoli.

La verità è che fà comodo lo stipendio sicuro, senza rischi e senza sbattimenti.

Pensi che ci sia ancora qualcuno che ci crede o meglio ci spera :?: .
( E in attesa della sicurezza si muoion di fame )
P.s.: anche per fare l' agente di commercio o vendere case
bisogna essere iscritti agli Albi di riferimento
in pochi mesi mio fratello e diventato agente immobiliare con tanto di iscrizione e tutto.
Di cosa parliamo?

con ufficio, segrataria, computer.... :?:

si completo di ficus e sedia di pelle di ....

Qualche picciolo l' aveva quindi
 
U2511 ha scritto:
arizona77 ha scritto:
con ufficio, segrataria, computer.... :?:
Ari caro,
non cavarmele di bocca :twisted:
Io ho iniziato reinvestendo i magri guadagni da borsista precario, per un computer, una stampante ed una stanza in sub-affitto, avevo giusto sei mesi di ossigeno (cioè di spese pagate) con il piccolo fondo di partenza. La prima segretaria è venuta molti anni dopo ... e così è per moltissimi "mestieri" o "arti" o "professioni". Laddove invece ci vogliano dotazioni materiali più consistenti, si inizia collaborando con qualcuno più avanti di te, che c'è sempre richiesta di prestazioni qualificate.

Tengo solo ad evidenziare
che non tutti sono uguali, e con:
-zero soldi
-poca iniziativa, ma mica tutti nascono come Mr Apple
-diploma mancato/non superato l' esame di iscrizione all' albo.
E non necessariamente fanigott ( come dicono a MI ),
tutti questi devono, ripeto, morire di fame :?:
 
U2511 ha scritto:
Lo so.
Fonderia, capita a fagiolo il tuo esempio: una mia conoscenza ne possiede una: ha qualche decina di dipendenti, di cui oltre tre quarti extra o neo comunitari. Era andata nelle scuole professionali locali, per cercare ragazzi. Nulla da fare, troppo faticoso. Ah, non è che sia un impianto da terzo mondo, fornisce pezzi tra gli altri a Caterpillar per capirci, quindi qualità top e flussi di incassi puntuali, contratto integrativo e premi ... Chiedilo a lei che ne pensa dei disoccupati nostrani.

P.S. I lavori base, come li chiami, sono destinati a finire. Oggi l'asticella delle competenze minime richieste si è alzata molto

Perdonami, capisco la logica del tuo ragionamento Sostanzialmente equivale alla prospettiva che nega possa esistere la disoccupazione involontaria.
E' un argomento che ritorna di frequente, secondo varie narrazioni: ce l'ha propinato madama Elsa, quando ha parlato di giovani "choosy"; ce lo hanno ricordato sor Brunetta e mastro Poletti, cui piacciono molto le cassette di frutta e i mercati generali...
Peccato che non sia così. E che non sia così nella scienza economica è stato dimostrato da un po'.
Quindi, sarebbe meglio evitare di inquadrare la situazione attuale secondo prospettive che hanno al più una funzione retorica.
Poi, chiariti i termini della questione, ognuno può scegliere dove gli conviene stare.
 
Nick_Name ha scritto:
U2511 ha scritto:
Lo so.
Fonderia, capita a fagiolo il tuo esempio:
++++
P.S. I lavori base, come li chiami, sono destinati a finire. Oggi l'asticella delle competenze minime richieste si è alzata molto
Perdonami, capisco la logica del tuo ragionamento Sostanzialmente equivale alla prospettiva che nega possa esistere la disoccupazione involontaria.++++
Poi, chiariti i termini della questione, ognuno può scegliere dove gli conviene stare.
Nelle discussioni talora mi infervoro e, complice la pigrizia da tastiera, non sempre completo il discorso.
So bene che la disoccupazione involontaria esiste, è attualmente a livelli pesanti, non se ne vede una soluzione né semplice né rapida e, per citare Arizona, non tutti nascono Mr. Apple.

Ci mancherebbe!

Ma che, a tutt'oggi e nonostante il perdurare della recessione (dicono che ne siamo fuori, magari, preferisco fare come San Tommaso), vi sia una quota di disoccupazione "volontaria", questo non me lo cava nessuno dalla testa, se non altro per i fatti che quotidianamente mi passano davanti. Io non ho movimentato le cassette di verdura citate da quel signore che preferisco nemmeno nominare, ma, tanto per fare un esempio, mi son alzato alle quattro del mattino, sotto maturità, per sopperire al ruolo di mio padre, all'epoca malato. Sveglia alle quattro, giro di controllo per impianti termici, magari un bruciatore cui dare una pulita al sensore di fiamma, o un serbatoio da misurare con la vecchia cara asta, e magari ad olio combustibile, quindi decidere se potevo andare direttamente a scuola o se era meglio passare a casa per ripulirsi, quindi scuola, e pomeriggio pianificare studio e secondo giro caldaie.
Te lo dico non certo per lustrarmi la targhetta d'ottone dei meriti, ma per spiegare "il miracolo" che avvenne quando, una decina d'anni dopo, dovetti affrontare una trentina di scaricatori portuali, grossi cazzuti e incazzati neri perché la loro cooperativa stava saltando. Gli dovetti spiegare che quel mese li avere lasciati nudi, il mese dopo forse avrei potuto passare un paio di mutande sporche, due mesi dopo un paio di calzini bucati, ma con un progetto per un futuro migliore, difficilissimo da comprendere per loro. Ci andai senza guardaspalle e senza manco un temperino in tasca, te lo preciso perché non erano pochi, tra i miei uditori, quelli con pregressa sistemazione alloggiativa nelle patrie galere. Sapevo perfettamente di rischiare qualche settimana di prognosi se avessi fatto "il burocrate", ma, e senza alcun calcolo alle spalle, parlai con il linguaggio semplice e chiaro di chi si era sporcato le mani di grasso, cercando di spiegare in parole povere fatti e dati molto complessi. Probabilmente, quegli scaricatori di porto avvertirono l'odore di gasolio ancora presente su di me, e, sia pure in una atmosfera tesa, mi diedero la loro fiducia. Sei mesi dopo erano a posto, ed in pochi anni quella cooperativa quadruplicò i soci. Quell'intervento, ancora oggi, è uno dei migliori e più gratificanti ricordi professionali che ho. Questo per dirti che non ho alcun approccio retorico, nè mi permetto di etichettare come "choosy" gli inoccupati; ma che, per gli stessi identici motivi, posso permettermi il lusso di incavolarmi quando un giovane in cerca di occupazione rifiuta un contratto di sei mesi (picchi produttivi) nella famosa fonderia perché "non è coerente con le mie aspettative, sono diplomato in ragioneria, non ho studiato ragioneria per abbassarmi a fare l'operaio"). Oppure quando una segretaria che ha perso il posto rifiuta un contratto a tempo indeterminato "perché non accetto l'orario spezzato, ho le mie esigenze e posso fare solo il continuato, in fin dei conti ho ancora sei mesi di sussidio disoccupazione e di certo troverò qualcosa di meglio" (con il marito che finisce prima delle 15 e tutto il supporto familiare necessario ... ma vaffa ....). Non sono (per fortuna!) tutti così, ma ce ne sono purtroppo ancora tanti che non hanno davvero "fame". Eliminiamo prima questa "morchia" e poi affrontiamo serenamente il discorso.
Meno diritti e più doveri, che di troppi diritti si muore (mi tocca citare Serghio :evil: )

Ah, quegli scaricatori di porto (anzi, per lo più ex-scaricatori), la cui occupazione sembrerebbe essere basica-basica (inquadrati come "braccianti") in realtà sono sopravvissuti alla crisi in essere proprio grazie alla loro professionalità. Sembra strano parlare di professionalità per un "bracciante", e non posso/voglio ora entrare in troppi, eccessivi ed inutili dettagli, ma, diciamola in altro modo, anche per lavar scale ci vuole testa: le puoi fare bene, le puoi fare male. Al netto di "padroni banditi" (e ce ne sono, purtroppo), quando deve saltare un posto, secondo te salta prima quella che si vede che è passata o quella che manco te ne accorgi che sia passata?

Quello che, concludendo, posso dirti, è che in questa crisi molto seria, così come in quella del '92-'93 (meno grave), ho visto tanta brava gente tirare la cinghia ed essere in gravi difficoltà, ma, sia pure dopo un periodo più o meno breve più o meno lungo, sono tutti riusciti in qualche modo a ricollocarsi, magari in peggio rispetto a prima, questo purtoppo è un prezzo pagato da molti (incluso il sottoscritto), ma nessuno è rimasto a spasso. Al contrario, per altri c'è stato e ci sarà ancora l'effetto scopa della crisi. Mi rendo conto di essere molto, forse troppo cattivo, e sicuramente ed assolutamente non esaustivo delle mille mila sfaccettature del mercato del lavoro.
 
economyrunner ha scritto:
Uahauhuahhuahau :lol: :lol: :lol: :lol: uahuhauhahuuahhuauhahuh :lol: :lol: :lol: uahuahahuhah :lol: :lol: :lol: :lol:

perdonami ma mi viene da ridere ...
Fin quando ridi di ciò che scrivo mi sta bene, la cosa mi inorgoglisce.
Basta che non vi cimentiate seriamente nei vostri soliti discorsi autorazzisti, li mi viene da piangere.
Tra l'altro non è nemmeno farina del vostro sacco. Se dovete ripetere a cantilena fatelo con gli argomenti di gente seria e non quelli che scrivono "cultura umanista" e vogliono cambiare la scuola. Questo si che fa ridere. :lol: :lol: :lol:
 
arizona77 ha scritto:
economyrunner ha scritto:
arizona77 ha scritto:
economyrunner ha scritto:
arizona77 ha scritto:
economyrunner ha scritto:
arizona77 ha scritto:
Forse perche' occorre un minimo di capitale
o l' iscrizione a qualche albo

Per il capitale a volte lo stato ti incentiva pure perchè li recupera subito poi ....

Per gli albi, dipende se vuoi fare l'ingegnere con le medie non lo vedo un buon paragone, d'altronde anche nel pubblico "sarebbero" richiesti dei titoli.

La verità è che fà comodo lo stipendio sicuro, senza rischi e senza sbattimenti.

Pensi che ci sia ancora qualcuno che ci crede o meglio ci spera :?: .
( E in attesa della sicurezza si muoion di fame )
P.s.: anche per fare l' agente di commercio o vendere case
bisogna essere iscritti agli Albi di riferimento
in pochi mesi mio fratello e diventato agente immobiliare con tanto di iscrizione e tutto.
Di cosa parliamo?

con ufficio, segrataria, computer.... :?:

si completo di ficus e sedia di pelle di ....

Qualche picciolo l' aveva quindi

ah se è per quello potremmo dire che quella è una delle attività con minor RISCHIO di impresa, di cui sopra.
Immagina attività in cui devi investire in macchinari e merce ....
 
Trotto@81 ha scritto:
economyrunner ha scritto:
Uahauhuahhuahau :lol: :lol: :lol: :lol: uahuhauhahuuahhuauhahuh :lol: :lol: :lol: uahuahahuhah :lol: :lol: :lol: :lol:

perdonami ma mi viene da ridere ...
Fin quando ridi di ciò che scrivo mi sta bene, la cosa mi inorgoglisce.
Basta che non vi cimentiate seriamente nei vostri soliti discorsi autorazzisti, li mi viene da piangere.
Tra l'altro non è nemmeno farina del vostro sacco. Se dovete ripetere a cantilena fatelo con gli argomenti di gente seria e non quelli che scrivono "cultura umanista" e vogliono cambiare la scuola. Questo si che fa ridere. :lol: :lol: :lol:

quello che tu scrivi è serio nella teoria, nella realtà, la nostra, invece assume tratti tragicomici

mi spiace aver urtato la tua (facile) suscettibilità ....
 
Non mi hai affatto offeso.
Cultura umanista non ha senso, eppure il sindaco d'Italia l'ha scritto in diretta nazionale su una lavagna.
Umanista è sostantivo maschile e non aggettivo. Avrebbe dovuto scrivere cultura umanistica.
 
Trotto@81 ha scritto:
Non mi hai affatto offeso.
Cultura umanista non ha senso, eppure il sindaco d'Italia l'ha scritto in diretta nazionale su una lavagna.
Umanista è sostantivo maschile e non aggettivo. Avrebbe dovuto scrivere cultura umanistica.

sempre ne sapesse il significato....
Lui, si intende piu' di lavoro :evil: e di annunci....doppio :evil:
 
Trotto@81 ha scritto:
Non mi hai affatto offeso.
Cultura umanista non ha senso, eppure il sindaco d'Italia l'ha scritto in diretta nazionale su una lavagna.
Umanista è sostantivo maschile e non aggettivo. Avrebbe dovuto scrivere cultura umanistica.

ma come anche tu lo dileggi? Ma allora chi cappero li ha votati alle europee?

ma non è che molti hanno votato a loro insaputa? :D
 
economyrunner ha scritto:
ma come anche tu lo dileggi? Ma allora chi cappero li ha votati alle europee?

ma non è che molti hanno votato a loro insaputa? :D
Se mi dici così vuol dire che ho dato l'idea di essere un idiota.
Questo si che è offensivo! :lol:
 
U2511 ha scritto:
Nick_Name ha scritto:
U2511 ha scritto:
Lo so.
Fonderia, capita a fagiolo il tuo esempio:
++++
P.S. I lavori base, come li chiami, sono destinati a finire. Oggi l'asticella delle competenze minime richieste si è alzata molto
Perdonami, capisco la logica del tuo ragionamento Sostanzialmente equivale alla prospettiva che nega possa esistere la disoccupazione involontaria.++++
Poi, chiariti i termini della questione, ognuno può scegliere dove gli conviene stare.
Nelle discussioni talora mi infervoro e, complice la pigrizia da tastiera, non sempre completo il discorso.
So bene che la disoccupazione involontaria esiste, è attualmente a livelli pesanti, non se ne vede una soluzione né semplice né rapida e, per citare Arizona, non tutti nascono Mr. Apple.

Ci mancherebbe!

Ma che, a tutt'oggi e nonostante il perdurare della recessione (dicono che ne siamo fuori, magari, preferisco fare come San Tommaso), vi sia una quota di disoccupazione "volontaria", questo non me lo cava nessuno dalla testa, se non altro per i fatti che quotidianamente mi passano davanti. Io non ho movimentato le cassette di verdura citate da quel signore che preferisco nemmeno nominare, ma, tanto per fare un esempio, mi son alzato alle quattro del mattino, sotto maturità, per sopperire al ruolo di mio padre, all'epoca malato. Sveglia alle quattro, giro di controllo per impianti termici, magari un bruciatore cui dare una pulita al sensore di fiamma, o un serbatoio da misurare con la vecchia cara asta, e magari ad olio combustibile, quindi decidere se potevo andare direttamente a scuola o se era meglio passare a casa per ripulirsi, quindi scuola, e pomeriggio pianificare studio e secondo giro caldaie.
Te lo dico non certo per lustrarmi la targhetta d'ottone dei meriti, ma per spiegare "il miracolo" che avvenne quando, una decina d'anni dopo, dovetti affrontare una trentina di scaricatori portuali, grossi cazzuti e incazzati neri perché la loro cooperativa stava saltando. Gli dovetti spiegare che quel mese li avere lasciati nudi, il mese dopo forse avrei potuto passare un paio di mutande sporche, due mesi dopo un paio di calzini bucati, ma con un progetto per un futuro migliore, difficilissimo da comprendere per loro. Ci andai senza guardaspalle e senza manco un temperino in tasca, te lo preciso perché non erano pochi, tra i miei uditori, quelli con pregressa sistemazione alloggiativa nelle patrie galere. Sapevo perfettamente di rischiare qualche settimana di prognosi se avessi fatto "il burocrate", ma, e senza alcun calcolo alle spalle, parlai con il linguaggio semplice e chiaro di chi si era sporcato le mani di grasso, cercando di spiegare in parole povere fatti e dati molto complessi. Probabilmente, quegli scaricatori di porto avvertirono l'odore di gasolio ancora presente su di me, e, sia pure in una atmosfera tesa, mi diedero la loro fiducia. Sei mesi dopo erano a posto, ed in pochi anni quella cooperativa quadruplicò i soci. Quell'intervento, ancora oggi, è uno dei migliori e più gratificanti ricordi professionali che ho. Questo per dirti che non ho alcun approccio retorico, nè mi permetto di etichettare come "choosy" gli inoccupati; ma che, per gli stessi identici motivi, posso permettermi il lusso di incavolarmi quando un giovane in cerca di occupazione rifiuta un contratto di sei mesi (picchi produttivi) nella famosa fonderia perché "non è coerente con le mie aspettative, sono diplomato in ragioneria, non ho studiato ragioneria per abbassarmi a fare l'operaio"). Oppure quando una segretaria che ha perso il posto rifiuta un contratto a tempo indeterminato "perché non accetto l'orario spezzato, ho le mie esigenze e posso fare solo il continuato, in fin dei conti ho ancora sei mesi di sussidio disoccupazione e di certo troverò qualcosa di meglio" (con il marito che finisce prima delle 15 e tutto il supporto familiare necessario ... ma vaffa ....). Non sono (per fortuna!) tutti così, ma ce ne sono purtroppo ancora tanti che non hanno davvero "fame". Eliminiamo prima questa "morchia" e poi affrontiamo serenamente il discorso.
Meno diritti e più doveri, che di troppi diritti si muore (mi tocca citare Serghio :evil: )

Ah, quegli scaricatori di porto (anzi, per lo più ex-scaricatori), la cui occupazione sembrerebbe essere basica-basica (inquadrati come "braccianti") in realtà sono sopravvissuti alla crisi in essere proprio grazie alla loro professionalità. Sembra strano parlare di professionalità per un "bracciante", e non posso/voglio ora entrare in troppi, eccessivi ed inutili dettagli, ma, diciamola in altro modo, anche per lavar scale ci vuole testa: le puoi fare bene, le puoi fare male. Al netto di "padroni banditi" (e ce ne sono, purtroppo), quando deve saltare un posto, secondo te salta prima quella che si vede che è passata o quella che manco te ne accorgi che sia passata?

Quello che, concludendo, posso dirti, è che in questa crisi molto seria, così come in quella del '92-'93 (meno grave), ho visto tanta brava gente tirare la cinghia ed essere in gravi difficoltà, ma, sia pure dopo un periodo più o meno breve più o meno lungo, sono tutti riusciti in qualche modo a ricollocarsi, magari in peggio rispetto a prima, questo purtoppo è un prezzo pagato da molti (incluso il sottoscritto), ma nessuno è rimasto a spasso. Al contrario, per altri c'è stato e ci sarà ancora l'effetto scopa della crisi. Mi rendo conto di essere molto, forse troppo cattivo, e sicuramente ed assolutamente non esaustivo delle mille mila sfaccettature del mercato del lavoro.

Non faccio fatica a credere a quello che racconti (l'impressione che ho di te l'ho scritta nel thread sulla "Giulia"), e ti fa onore.
E tuttavia occorre mettere le cose nella giusta prospettiva: il comportamento che descrivi tu è esemplare in una prospettiva micro. Ma se siamo nella recessione più lunga della storia dell'Italia unita (e fai bene a non fidarti dei proclami), se ti trovi di fronte ad aziende che in settant'anni di storia non avevano fatto un giorno di mobilità o cig e ora chiudono, allora è evidente che la prospettiva micro non basta più.
Se ricordi il 1992, ricorderai anche come è andata a finire. Sull'interpretazione del decennio precedente ho già indicato un'analisi molto interessante rispondendo ad Arizona, decisamente lontana dai luoghi comuni sull'esplosione del debito pubblico italiano. Il punto infatti è capire il problema: diversamente è difficile trovare la cura giusta (a meno che la cura tecnicamente sbagliata non convenga a qualcuno. E allora torniamo al senso di quello che ho risposto ad Arizona, quando gli facevo notare che non ci sono scelte giuste o sbagliate in assoluto: dipende da dove sei tu e da qual è il tuo interesse).
 

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