<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> La crisi ci ha insegnato qualcosa? | Page 3 | Il Forum di Quattroruote

La crisi ci ha insegnato qualcosa?

personalmente cambio auto ogni 10 anni,ne abbiamo due, dunque una ogni cinque
e naturalmente soldi permettendo,altrimenti i tempi si allungano :D

per i vulcani vada x il fap,credo sia un ottima soluzione :D
 
juantorena ha scritto:
99octane ha scritto:
juantorena ha scritto:
Da quanto sento concordo con marimasse: non ci si sta rendendo conto che non si tornerà più ai tempi pre-crisi (per fortuna, aggiungo io).
Riguardo all'auto, dipende: la mia attuale non ha molti km ma ha più di 12 anni, se tutto va bene penso di tenerla ancora almeno 3-4 anni.

Per fortuna mica tanto. Sarebbe bene ritornare ai tempi pre-crisi economicamente parlando, ma DANDOSI UNA REGOLATA, perche' se no la prossima botta sara' di quelle da cui non ci si rialza. Invece... :(

Son d'accordo con te, il problema è che, se ritornassero i tempi delle vacche grasse, la regolata sarebbero in pochi a darsela e si continuerebbe a fare tutto come prima (tornerebbero, ad esempio, gli orribili spot del tipo "fai girare l'economia" ...)
Cosa bisognerebbe fare, mettere i denari sotto il materasso? C'abbiamo messo tempo a diventare un Paese moderno, non torniamo ai tempi dei nostri nonni.
 
DareAvere(exTDI89) ha scritto:
...non torniamo ai tempi dei nostri nonni.
Se per "tornare ai tempi dei nostri nonni" si intende "riabilitare una mentalità un po' meno gaudente e infantile", ad esempio rendendosi conto che fare debiti è cosa assai pericolosa e sempre da evitare, che "comprare oggi e pagare tra sei mesi" è semplicemente impossibile perché nulla si compra fino a che non si paga, che il verbo sprecare, per quanto possa far girare la cosiddetta economia, è nostro subdolo nemico, che nessuna garanzia si può avere sul futuro (posto di lavoro, reddito, salute), allora io credo che un "ritorno" del genere non potrebbe farci altro che bene. Anzi, ho la sensazione che esso sia, a questo punto, la sola ed unica via che ci rimane da percorrere se vogliamo arrivare ad una meta non tragica, creando per noi stessi e soprattutto per i nostri successori un futuro potenzialmente sereno.

Fossimo un po' meno ingenui (o ipocriti) non dimenticheremmo infatti che quei nonni, che a differenza di noi avevano sperimentato sulla propria pelle condizioni di vita e di sacrificio che noi possiamo solo vagamente immaginare, con la loro... antiquata e ottusa mentalità che li faceva vivere al di sotto delle proprie possibilità economiche (debito=virus letale, non si compra ciò che non serve veramente, si compra qualcosa solo se si hanno già in tasca tutti i quattrini per pagare e se quei quattrini possono essere spesi senza contraccolpi sulla vita familiare, non si butta ciò che ancora si può usare ecc.), altro non hanno fatto che creare ciò che ha permesso a noi di fare, con esemplare stupidità, l'esatto contrario, con gli entusiasmanti e prevedibilissimi risultati che oggi stiamo assaporando, probabilmente non ancora fino in fondo.

Non si tratta di tornare a vivere come i nonni (cosa oggettivamente impossibile), ma di tornare per certi versi a ragionare come loro, dimostrando di aver imparato da loro qualcosa. Cosa ben diversa e perfettamente fattibile.
 
nulla di nuovo, io non seguo le mode e vado per la mia strada, ede aderisco alla decrescita felice, preferisco investire in beni duraturi e sfruttabili e in cose salutari

unico pro nel cambiare auto è il controllo di stabilità e più airbag, specie per la punto muliebre.
 
Non ci credo, in un forum di appassionati d'auto non ci possono essere ventisei risposte "Penso di tenere la mia auto attuale finche' non mi proibiranno di usarla o non sara' inutilizzabile." :shock:

Quindi non sono l'unico straccione che la pensa così o che non ne ha abbastanza da cambiare auto ogni 5 minuti :XD:
 
GheddoStella ha scritto:
Non ci credo, in un forum di appassionati d'auto non ci possono essere ventisei risposte "Penso di tenere la mia auto attuale finche' non mi proibiranno di usarla o non sara' inutilizzabile." :shock:

Quindi non sono l'unico straccione che la pensa così o che non ne ha abbastanza da cambiare auto ogni 5 minuti :XD:
essere appassionati di auto, ed usarl aprecchio per necessità non implica volere cambiare giocattolone ogni due per tre, a me piace tenerla bene, farla consumare e usurare poco, e non ondannarla a fine precoce, anche questa è passione, e poi non siamo straccioni, caro gheddostella.

"il vero uomo ricco è colui a cui non serve nulla più del necessario"
 
99octane ha scritto:
Il disastro economico e, soprattutto, il disastro dell'industria dell'auto avra' insegnato qualcosa ai cittadini e, soprattutto, agli Stati?
daitegas ha scritto:
certo che ci ha insegnato qualcosa, giocare al superenalotto per realizzare un sogno, e intanto vedo della gente in canna che si va a giocare 20 o 30 euro 3 volte alla settimana, oppure spu...i 150 200 alle sloot nei bar :D :D :D
 
GheddoStella ha scritto:
...in un forum di appassionati d'auto non ci possono essere ventisei risposte "Penso di tenere la mia auto attuale finché non mi proibiranno di usarla o non sarà inutilizzabile."...
Io direi invece il contrario: tanto più numerosi sono i veri appassionati d'auto, tanto più numerose è naturale che siano le risposte di quel tipo, per lo meno per coloro che hanno un'età non giovanissima e che quindi possono essere un po' meno imbevuti di pubblicità ed avere determinati ricordi.
Come presumo sia accaduto a moltissimi maschietti più o meno coetanei, io sono sempre stato appassionato di motori e tecnologia e quindi di automobili e moto e guida e viaggi. A 14anni feci una capoccia tale a mio padre da fargli "comprare" una Fiat 500 rottamata da un suo amico; l'auto, integra ma non funzionante, fu portata nel cortile di casa e lì io trascorsi un'intera estate, dalla mattina alla sera, in tuta da meccanico, a svitare avvitare smontare rimontare...

Per oltre 20anni ho guidato e viaggiato parecchio, in patria e all'estero, a sinistra e a destra, macchina e moto e anche furgone e camioncino, per diletto e per lavoro, in autostrada e nel traffico metropolitano.

Proprio per questo negli ultimi anni sono arrivato gradualmente alla convinzione di non immolare più quattrini sull'altare dell'automobile o, per meglio dire, di non versare più soldi per cercare di comprare qualcosa che semplicemente non esiste più.
Da 12 anni non posseggo più la moto; mi basta pensare a mente fredda a come sarei costretto ad usarla perché all'istante qualunque tentazione di acquisto svanisca.

Se sei un amante della buona e genuina cioccolata e dopo averla gustata per anni cominci a trovare in commercio, oltretutto a prezzi sempre più esosi, soltanto cioccolata in cui è presente una consistente e crescente percentuale di cacca, che fai?
Ti adatti alla cioccolata con cacca, continuando a spenderci sempre più quattrini e cercando di convincerti che in fin dei conti è marrone anche quella?
 
marimasse ha scritto:
DareAvere(exTDI89) ha scritto:
...non torniamo ai tempi dei nostri nonni.
Se per "tornare ai tempi dei nostri nonni" si intende "riabilitare una mentalità un po' meno gaudente e infantile", ad esempio rendendosi conto che fare debiti è cosa assai pericolosa e sempre da evitare, che "comprare oggi e pagare tra sei mesi" è semplicemente impossibile perché nulla si compra fino a che non si paga, che il verbo sprecare, per quanto possa far girare la cosiddetta economia, è nostro subdolo nemico, che nessuna garanzia si può avere sul futuro (posto di lavoro, reddito, salute), allora io credo che un "ritorno" del genere non potrebbe farci altro che bene. Anzi, ho la sensazione che esso sia, a questo punto, la sola ed unica via che ci rimane da percorrere se vogliamo arrivare ad una meta non tragica, creando per noi stessi e soprattutto per i nostri successori un futuro potenzialmente sereno.

Fossimo un po' meno ingenui (o ipocriti) non dimenticheremmo infatti che quei nonni, che a differenza di noi avevano sperimentato sulla propria pelle condizioni di vita e di sacrificio che noi possiamo solo vagamente immaginare, con la loro... antiquata e ottusa mentalità che li faceva vivere al di sotto delle proprie possibilità economiche (debito=virus letale, non si compra ciò che non serve veramente, si compra qualcosa solo se si hanno già in tasca tutti i quattrini per pagare e se quei quattrini possono essere spesi senza contraccolpi sulla vita familiare, non si butta ciò che ancora si può usare ecc.), altro non hanno fatto che creare ciò che ha permesso a noi di fare, con esemplare stupidità, l'esatto contrario, con gli entusiasmanti e prevedibilissimi risultati che oggi stiamo assaporando, probabilmente non ancora fino in fondo.

Non si tratta di tornare a vivere come i nonni (cosa oggettivamente impossibile), ma di tornare per certi versi a ragionare come loro, dimostrando di aver imparato da loro qualcosa. Cosa ben diversa e perfettamente fattibile.

Condivido ogni singola parola.... :shock:......con una piccola differenza: per certe cose, tornerei proprio a vivere come mio nonno. 8)
 
marimasse ha scritto:
DareAvere(exTDI89) ha scritto:
...non torniamo ai tempi dei nostri nonni.
Se per "tornare ai tempi dei nostri nonni" si intende "riabilitare una mentalità un po' meno gaudente e infantile", ad esempio rendendosi conto che fare debiti è cosa assai pericolosa e sempre da evitare, che "comprare oggi e pagare tra sei mesi" è semplicemente impossibile perché nulla si compra fino a che non si paga, che il verbo sprecare, per quanto possa far girare la cosiddetta economia, è nostro subdolo nemico, che nessuna garanzia si può avere sul futuro (posto di lavoro, reddito, salute), allora io credo che un "ritorno" del genere non potrebbe farci altro che bene. Anzi, ho la sensazione che esso sia, a questo punto, la sola ed unica via che ci rimane da percorrere se vogliamo arrivare ad una meta non tragica, creando per noi stessi e soprattutto per i nostri successori un futuro potenzialmente sereno.

Fossimo un po' meno ingenui (o ipocriti) non dimenticheremmo infatti che quei nonni, che a differenza di noi avevano sperimentato sulla propria pelle condizioni di vita e di sacrificio che noi possiamo solo vagamente immaginare, con la loro... antiquata e ottusa mentalità che li faceva vivere al di sotto delle proprie possibilità economiche (debito=virus letale, non si compra ciò che non serve veramente, si compra qualcosa solo se si hanno già in tasca tutti i quattrini per pagare e se quei quattrini possono essere spesi senza contraccolpi sulla vita familiare, non si butta ciò che ancora si può usare ecc.), altro non hanno fatto che creare ciò che ha permesso a noi di fare, con esemplare stupidità, l'esatto contrario, con gli entusiasmanti e prevedibilissimi risultati che oggi stiamo assaporando, probabilmente non ancora fino in fondo.

Non si tratta di tornare a vivere come i nonni (cosa oggettivamente impossibile), ma di tornare per certi versi a ragionare come loro, dimostrando di aver imparato da loro qualcosa. Cosa ben diversa e perfettamente fattibile.

Non so chi tu sia, un bambino prodigio o un nonno moderno, il punto è che leggendo diversi tuoi interventi dimostri una critica attenta ed intelligente, cavalcando spesso il pensiero "del buon padre di famiglia".

Massima affinità intellettuale.

Quoto ogni pixel.
 
Non credevo ma sono al secondo posto. Ad una certa eta', dopo gli anta, sistemato tutto, perche' non togliersi qualche sfizio senza follie nel settore che piu' mi affascina. Ciao
 
migliazziblu ha scritto:
...Ad una certa età, dopo gli anta, sistemato tutto, perché non togliersi qualche sfizio senza follie...
Ci mancherebbe.
Non solo sono pienamente d'accordo, ma agisco in tal senso.
Ad esempio, ho appena sostituito per la seconda volta in 22 anni il televisore (comprando quindi il terzo) e questa volta, a differenza dell'altra, non l'ho fatto a causa di guasto irreversibile ma per capriccio, anche se a dire il vero l'apparecchio dismesso emetteva da 5 anni, sempre più spesso, un fischio (vibrazione ad alta frequenza) davvero fastidioso.

Non solo; ho in mente di cambiare anche il computer, nonostante quello che sto usando (annata 2003) funzioni ancora egregiamente.

Credo che il punto focale stia nel significato, teorico e soprattutto pratico, che si attribuisce alle due espressioni più sostanziose della tua frase, ovvero "sistemato tutto" e "senza follie".
 
marimasse ha scritto:
migliazziblu ha scritto:
...Ad una certa età, dopo gli anta, sistemato tutto, perché non togliersi qualche sfizio senza follie...
Ci mancherebbe.
Non solo sono pienamente d'accordo, ma agisco in tal senso.
Ad esempio, ho appena sostituito per la seconda volta in 22 anni il televisore (comprando quindi il terzo) e questa volta, a differenza dell'altra, non l'ho fatto a causa di guasto irreversibile ma per capriccio, anche se a dire il vero l'apparecchio dismesso emetteva da 5 anni, sempre più spesso, un fischio (vibrazione ad alta frequenza) davvero fastidioso.

Non solo; ho in mente di cambiare anche il computer, nonostante quello che sto usando (annata 2003) funzioni ancora egregiamente.

Credo che il punto focale stia nel significato, teorico e soprattutto pratico, che si attribuisce alle due espressioni più sostanziose della tua frase, ovvero "sistemato tutto" e "senza follie".
mi stai diventando uno scialacquone :D
scherzi a parte: è sempre una questione di misura. indebitarsi per acquistare prodotti superflui è una mossa poco avveduta, ma accumulare più o meno ricchezza evitando di spendere perchè tanto i jeans di 15 anni non sono ancora rotti e comunque la moda li vuole lacerati e dunque utilizzabili ad oltranza non contribuisce ad arricchire un paese. e se negli anni 60 tutti avessero ragionato in quel modo oggi non staremmo come stiamo ora. ricordo che stiamo parlando di crisi perchè magari possiamo uscire a cena fuori solo una volta a settimana: i miei genitori nei primi anni 50 cercavano di ripulire le pentole di nascosto perchè affamati. per colazione non c'erano certo cappuccio e brioches ma latte e polenta!!!!
 
skamorza ha scritto:
marimasse ha scritto:
migliazziblu ha scritto:
...Ad una certa età, dopo gli anta, sistemato tutto, perché non togliersi qualche sfizio senza follie...
Ci mancherebbe.
Non solo sono pienamente d'accordo, ma agisco in tal senso.
Ad esempio, ho appena sostituito per la seconda volta in 22 anni il televisore (comprando quindi il terzo) e questa volta, a differenza dell'altra, non l'ho fatto a causa di guasto irreversibile ma per capriccio, anche se a dire il vero l'apparecchio dismesso emetteva da 5 anni, sempre più spesso, un fischio (vibrazione ad alta frequenza) davvero fastidioso.

Non solo; ho in mente di cambiare anche il computer, nonostante quello che sto usando (annata 2003) funzioni ancora egregiamente.

Credo che il punto focale stia nel significato, teorico e soprattutto pratico, che si attribuisce alle due espressioni più sostanziose della tua frase, ovvero "sistemato tutto" e "senza follie".
mi stai diventando uno scialacquone :D
scherzi a parte: è sempre una questione di misura. indebitarsi per acquistare prodotti superflui è una mossa poco avveduta, ma accumulare più o meno ricchezza evitando di spendere perchè tanto i jeans di 15 anni non sono ancora rotti e comunque la moda li vuole lacerati e dunque utilizzabili ad oltranza non contribuisce ad arricchire un paese. e se negli anni 60 tutti avessero ragionato in quel modo oggi non staremmo come stiamo ora. ricordo che stiamo parlando di crisi perchè magari possiamo uscire a cena fuori solo una volta a settimana: i miei genitori nei primi anni 50 cercavano di ripulire le pentole di nascosto perchè affamati. per colazione non c'erano certo cappuccio e brioches ma latte e polenta!!!!

Chiarisco in quanto non vorrei che pensaste di avere a che fare con un novello Onassis. Sistemato tutto vuol dire figlio con un buon lavoro anche se da pendolare, e appartamentino di proprieta' , il sottoscritto e signora in condizioni simili. In quanto a senza follie significa cambiare l' auto dopo 4/5 anni con 40/50.000 km ma stando in ambito 2.000 NO PREMIUM. Ciao
P.S. Ho acquistato il primo Tv nel 78, il secondo nell' 89, il terzo me l'ho ha regalato mio figlio nel 2003 alla conferma del suo impiego. Dopo alcune riparazioni andavano benissimo.
 
skamorza ha scritto:
...se negli anni 60 tutti avessero ragionato in quel modo oggi non staremmo come stiamo ora...
É una frase che può essere intesa in due maniere diametralmente opposte; non avrai mica in mente di... scendere in campo? ... :- ))

A quanto mi risulta, negli anni '60, guarda caso proprio assieme al grande "boom" che oggi è diventato un mito e che come tutti miti viene visto in maniera tutt'altro che obiettiva, ebbe enorme sviluppo anche quel grave debito pubblico che ancora oggi pesantemente grava su tutta la nostra società. Sempre in quegli anni ci fu l'esplosione dell'edilizia più selvaggia e orrenda; qualche tempo fa lessi un'intervista ad un anziano e famoso e ricchissimo industriale il quale ricordava con nostalgia i tempi in cui "se avevi bisogno di un capannone non si perdeva tempo in burocrazia, si andava sul posto e lo si costruiva"... (adesso ci si scandalizza perché i cinesi inquinano spudoratamente il loro ambiente, allegramente dimenticando ciò che in quegli anni noi facemmo al nostro).
Sempre in quegli anni, come non pochi libri e film raccontano, ci fu anche un altro boom: quello della corruzione, del clientelismo politico e in generale di tutte quelle "abitudini" che tanto bene fecero e continuano a fare alle nostre cosiddette strutture pubbliche (politica, amministrazioni statali e locali, sanità, scuola, ferrovie, aerovie).
Abitudini che si sono assai radicate a tutti i livelli, non solo nel costume ma anche nella mentalità di milioni di individui e grazie anche alle quali oggi molte persone sono profondamente convinte che si possano pretendere da terzi (la mamma, il preside, il parroco, il maresciallo, il sindaco, il governo, il papa, il padre eterno) delle garanzie e delle certezze sul futuro (reddito, lavoro, salute, sicurezza) sulle quali basare un tenore di vita più agiato e privo di pericoli contro i quali adeguatamente premunirsi in prima persona.

...stiamo parlando di crisi perché magari possiamo uscire a cena fuori solo una volta a settimana...
Appunto.

Per queste ragioni io credo, senza scivolare nel fondamentalismo (cui da sempre sono ostile), che se negli anni '60 si fosse ragionato un po' di più "a quel modo" oggi effettivamente "non staremmo come stiamo" ma staremmo sostanzialmente meglio. Magari avremmo meno macchine nuove, cambieremmo il televisore ogni 10anni e non ne avremmo in casa due o tre, non avremmo più di un cellulare a testa e riusciremmo ad usarlo senza sofferenza anche se manchevole della più recente suoneria, però avremmo anche meno debiti (personali e pubblici), meno territorio devastato da costruzioni inutili, meno abusi di ogni sorta, meno inquinamento (dell'ambiente e delle menti) e anche, con ogni probabilità, molte meno persone interessate a trasferirsi qui dall'estero attratte da una società il cui benessere è fatto di molto fumo e sempre meno arrosto.
 
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