<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> La caduta di un mito | Page 2 | Il Forum di Quattroruote

La caduta di un mito

I costruttori europei stanno cinesizzando anche l'esperienza utente. Sono spariti manometri, termometri, lancette e tasti in favore di schermi, inutili assistenti vocali, software simil-smartphone che non funzionano mai bene, strisce a led multicolore e plastica ovunque. Guardavo oggi una BMW targata GW (nuovissima) di magnifico colore Vapour Grey (come le ultime Volvo, un colore bellissimo per me). Mi dava letteralmente la sensazione di un giocattolo. Almeno lato qualità percepita le P. ancora si salvano (fuori almeno).
 
Il nostro business non funziona più”, aveva detto pochi giorni fa il CEO, Oliver Blume. La Porsche sta attraversando una delle fasi più complesse della sua storia recente, alle prese con una transizione elettrica che si sta rivelando ben più ardua del previsto. I numeri parlano chiaro: nei primi sei mesi del 2025, le vendite auto della casa di Zuffenhausen hanno subito una flessione del 6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, attestandosi a 146.391 unità consegnate. Una battuta d’arresto che mette in discussione non solo le strategie di prodotto, ma anche la stessa visione futura del marchio tedesco..

Il dato più allarmante arriva dal mercato cinese, da sempre termometro fondamentale per i marchi premium: in Cina, le consegne sono precipitate del 28%, fermandosi a sole 21.302 unità. Anche il Vecchio Continente non fa eccezione: in Europa il calo è stato dell’8%, mentre la Germania, patria storica di Porsche, ha visto una contrazione addirittura del 23%. Questi numeri sottolineano quanto il percorso verso la mobilità a batteria sia tutt’altro che lineare, anche per i costruttori più iconici..

Ora, in una email interna, visionata da Bloomberg, il CEO Oliver Blume ha ammesso che il modello di business “che ci ha servito bene per decenni non funziona più nella sua forma attuale”. Sarebbero quindi in arrivo ulteriori misure di contenimento, dovute al calo delle vendite in Cina e all’aumento dei costi provocato dalle tariffe imposte dall’amministrazione Trump.

"Tutto questo ci sta colpendo duramente, più di quanto stia accadendo a molti altri costruttori", ha scritto il CEO.

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Il nostro business non funziona più”, aveva detto pochi giorni fa il CEO, Oliver Blume. La Porsche sta attraversando una delle fasi più complesse della sua storia recente, alle prese con una transizione elettrica che si sta rivelando ben più ardua del previsto. I numeri parlano chiaro: nei primi sei mesi del 2025, le vendite auto della casa di Zuffenhausen hanno subito una flessione del 6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, attestandosi a 146.391 unità consegnate. Una battuta d’arresto che mette in discussione non solo le strategie di prodotto, ma anche la stessa visione futura del marchio tedesco..

Il dato più allarmante arriva dal mercato cinese, da sempre termometro fondamentale per i marchi premium: in Cina, le consegne sono precipitate del 28%, fermandosi a sole 21.302 unità. Anche il Vecchio Continente non fa eccezione: in Europa il calo è stato dell’8%, mentre la Germania, patria storica di Porsche, ha visto una contrazione addirittura del 23%. Questi numeri sottolineano quanto il percorso verso la mobilità a batteria sia tutt’altro che lineare, anche per i costruttori più iconici..

Ora, in una email interna, visionata da Bloomberg, il CEO Oliver Blume ha ammesso che il modello di business “che ci ha servito bene per decenni non funziona più nella sua forma attuale”. Sarebbero quindi in arrivo ulteriori misure di contenimento, dovute al calo delle vendite in Cina e all’aumento dei costi provocato dalle tariffe imposte dall’amministrazione Trump.

"Tutto questo ci sta colpendo duramente, più di quanto stia accadendo a molti altri costruttori", ha scritto il CEO.

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D'altronde avendo rimosso macan e boxster benzina le vendite in numeri non potevano che calare, e con le elettriche che sono un buco nero di soldi è chiaro che il modello di business non può più essere quello del pre 2020
 
Anche l'addio alla Cayman, procrastinato a ottobre (come per la Boxster), a parte la GT4, penso che darà una mazzata alle vendite.
 
Anche l'addio alla Cayman, procrastinato a ottobre (come per la Boxster), a parte la GT4, penso che darà una mazzata alle vendite.
Io resto curioso di vedere quando (e se) ci sarà questa famosa Cayman / Boxster elettrica, annunciata ma sinora, mi pare, un po' fantasma...... e poi, naturalmente ed ammesso che arrivi davvero, se venderà.
 
Il nostro business non funziona più”, aveva detto pochi giorni fa il CEO, Oliver Blume. La Porsche sta attraversando una delle fasi più complesse della sua storia recente, alle prese con una transizione elettrica che si sta rivelando ben più ardua del previsto. I numeri parlano chiaro: nei primi sei mesi del 2025, le vendite auto della casa di Zuffenhausen hanno subito una flessione del 6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, attestandosi a 146.391 unità consegnate. Una battuta d’arresto che mette in discussione non solo le strategie di prodotto, ma anche la stessa visione futura del marchio tedesco..

Il dato più allarmante arriva dal mercato cinese, da sempre termometro fondamentale per i marchi premium: in Cina, le consegne sono precipitate del 28%, fermandosi a sole 21.302 unità. Anche il Vecchio Continente non fa eccezione: in Europa il calo è stato dell’8%, mentre la Germania, patria storica di Porsche, ha visto una contrazione addirittura del 23%. Questi numeri sottolineano quanto il percorso verso la mobilità a batteria sia tutt’altro che lineare, anche per i costruttori più iconici..

Ora, in una email interna, visionata da Bloomberg, il CEO Oliver Blume ha ammesso che il modello di business “che ci ha servito bene per decenni non funziona più nella sua forma attuale”. Sarebbero quindi in arrivo ulteriori misure di contenimento, dovute al calo delle vendite in Cina e all’aumento dei costi provocato dalle tariffe imposte dall’amministrazione Trump.

"Tutto questo ci sta colpendo duramente, più di quanto stia accadendo a molti altri costruttori", ha scritto il CEO.

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"Tutto questo ci sta colpendo duramente, più di quanto stia accadendo a molti altri costruttori", ha scritto il CEO. <> Perchè sono gli unici lux-sport che si sono bevuti le bubbane investendo pesantemente nell'elettrico. E con l'elettrico non serve una Porsche, basta ed avanza una Byd od una Omoda o come si chiamano le Chine di lusso, tanto le EV fanno tutte la stessa cosa: accelerano tutte uguale a fionda, schermi&digitale a gogo ed i Cinesi sono piú avanti, batterie&ricarica come sopra, Cinesi padroni della tecno. Costando la metà od 1/3. Forse credevano di essere la Ferrari e di spacciare lusso e azioni in borsa, ma non é cosí.
 
Io resto curioso di vedere quando (e se) ci sarà questa famosa Cayman / Boxster elettrica, annunciata ma sinora, mi pare, un po' fantasma...... e poi, naturalmente ed ammesso che arrivi davvero, se venderà.
Sulla seconda curiosità c'è poco da essere curiosi. Saranno spese milionate a volontà per realizzare questa boxster che in fase di commercializzazione sarà comunque in perdita.
 
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In realtà io credo che siano colpiti più duramente perchè sono l'unico marchio di lusso che vende quanto un marchio premium, quindi fanno auto con specifiche "fuorilegge" per la fetta di mercato che hanno raggiunto.
Vittime della propria stessa efficacia.
Quando si cambia paradigma, secondo la teoria dell'evoluzione, chi è iper-specializzato tende a scomparire velocemente... ma io non dubito che troveranno la strada giusta per rifiorire, come hanno fatto altre volte.
 
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