<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> La batteria da 1000 Km | Il Forum di Quattroruote

La batteria da 1000 Km

Non risolve il vero problema (ossia quello della potenza necessaria per la ricarica veloce), anzi lo rende ancora più evidente. E' un problema strutturale dell'accumulo elettrochimico e non esiste un modo per risolverlo.
 
Lo risolve comprandone due....in generale dico...una la carichi e l'altra la usi...e viceversa :) raddoppi anche le vendite :)

E qui ritornerebbe d'attualità l'idea di stazioni di cambio batterie con una pronta e ricaricata.
Lo so è un utopia, ma sarebbe bello che a livello europeo si stabilisse una standardizzazione dei moduli batteria così appunto da creare una rete di stazioni di ricarica e/o scambio pacchi batteria.
Si potrebbe poi fare come il consorzio che gestisce le bombole per il metano, a fronte di una piccola somma versata al cambio pacco batterie, il consorzio controlla e sostituisce i pacchi batteria non più efficienti gestendone anche il riciclo.
Ovviamente mi rendo conto che tutto questo è purtroppo difficilmente realizzabile...
 
ogni volta pubblicano una batteria innovativa, che si carica in un attimo, pesa nulla e sta in una scatola da scarpe.
ovviamente, disponibile tra 2 o 3 anni
peccato che siano notizie che arrivano tutti gli anni.... da 10 anni
e mai una che finisca sulle automobili.
 
ogni volta pubblicano una batteria innovativa, che si carica in un attimo, pesa nulla e sta in una scatola da scarpe.
ovviamente, disponibile tra 2 o 3 anni
peccato che siano notizie che arrivano tutti gli anni.... da 10 anni
e mai una che finisca sulle automobili.

Il problema è che anche se ci arrivano, poi bisogna caricarle.........

Sturmtruppen+2.jpg
 
praticamente una "non notizia", voglio dire è pieno di notizie su batterie miracolose, ma fino a che non le vedo vendute e montate sulle auto io non ci redo ;)
 
Approfitto di questa discussione per proporvi una domanda, e una riflessione.
Secondo voi, cosa ci si aspetta, o ci si dovrebbe aspettare dalla diffusione massiccia della mobilità elettrica? Mi pongo - e condivido - questa domanda perchè, almeno a sentire i discorsi più frequenti anche in ambienti più "generalisti" di quello che può essere un forum come questo, lo scopo primario sarebbe la salvaguardia dell'ambiente, una riduzione drastica dell'inquinamento urbano e via dicendo. Si tratta di intenzioni certamente nobili, che però non mi sembra trovino riscontro nelle soluzioni ad oggi disponibili, o che si possono intravvedere visitando i saloni dell'auto. Ad oggi il top della tecnologia elettrica sembra rappresentato da mezzi come l'Audi e-tron, le cui indiscutibili doti dinamiche e qualitative sono riscontrabili anche nella videoprova del "nostro" bravissimo Paolo Massai su questo sito: prestazioni straordinarie, un esperienza di guida incredibile, comfort e dinamica eccezionali..... poi però i numeri ci descrivono un SUV di taglia abbondante, che costa 113mila euro nell'allestimento provato da QR, pesa 26 quintali, di cui 7 di batterie, che percorre 3 km/kWh e per affrontare un ipotetico viaggio da Milano a Roma deve (DEVE) fermarsi almeno tre volte per almeno tre quarti d'ora (laddove un suo cugino a nafta potrebbe fare quasi andata e ritorno). E qui sorge la domanda: qui non stiamo parlando una Smart, automobilina per fighetti coi risvoltini che passano dall'ape in Montenapo all'happy hour in galleria. Questa ha tutte le specifiche di un'auto per viaggiare su distanze medie e lunghe, obiettivo che nel panorama attuale è appena sfiorato solo dalla concorrente californiana, ma completamente fallito da questa, ma anche dalla collega inglese che ha gli stessi identici limiti. Ora, se la motivazione della spinta verso l'elettrico è quella che dicevamo prima, mi sembra che le migliori soluzioni attuali, per quanto validissime sul piano funzionale, risultino inaccettabilmente limitate per una fruizione più allargata, tanto da diventare, di fatto, auto di nicchia per pochi, o pochissimi in grado di spendere cifre superiori ai 100mila euro per quella che - di fatto - è una seconda auto. E comunque, parliamo di numeri che sono una goccia nel mare rispetto alle dimensioni degli utenti "di massa", che hanno esigenze di mobilità che attualmente sono più lontane del buco nero appena fotografato dall'essere soddisfatte, in primis per via di costi insostenibili per i più.
Di qui la domanda: dal momento che le tecnologie alternative per l'accumulo dell'energia elettrica sono di là da venire, se il top della tecnologia elettrica attuale e prevedibile a medio termine è questa, quale contributo alle questioni ambientali può derivare da veicoli come la e-tron, la Model X, la i-Pace, la prossima Taycan? E dato che la risposta è scontata (ossia, nel ciclo di utilizzo complessivo da zero a niente) torno alla domanda iniziale: cosa ci si aspetta davvero, o quale finalità dobbiamo attribuire alla mobilità elettrica?

PS: scusate il papiro, mi sa che sto "frequentando" troppo Zinzan....
 
Approfitto di questa discussione per proporvi una domanda, e una riflessione.
Secondo voi, cosa ci si aspetta, o ci si dovrebbe aspettare dalla diffusione massiccia della mobilità elettrica? Mi pongo - e condivido - questa domanda perchè, almeno a sentire i discorsi più frequenti anche in ambienti più "generalisti" di quello che può essere un forum come questo, lo scopo primario sarebbe la salvaguardia dell'ambiente, una riduzione drastica dell'inquinamento urbano e via dicendo. Si tratta di intenzioni certamente nobili, che però non mi sembra trovino riscontro nelle soluzioni ad oggi disponibili, o che si possono intravvedere visitando i saloni dell'auto. Ad oggi il top della tecnologia elettrica sembra rappresentato da mezzi come l'Audi e-tron, le cui indiscutibili doti dinamiche e qualitative sono riscontrabili anche nella videoprova del "nostro" bravissimo Paolo Massai su questo sito: prestazioni straordinarie, un esperienza di guida incredibile, comfort e dinamica eccezionali..... poi però i numeri ci descrivono un SUV di taglia abbondante, che costa 113mila euro nell'allestimento provato da QR, pesa 26 quintali, di cui 7 di batterie, che percorre 3 km/kWh e per affrontare un ipotetico viaggio da Milano a Roma deve (DEVE) fermarsi almeno tre volte per almeno tre quarti d'ora (laddove un suo cugino a nafta potrebbe fare quasi andata e ritorno). E qui sorge la domanda: qui non stiamo parlando una Smart, automobilina per fighetti coi risvoltini che passano dall'ape in Montenapo all'happy hour in galleria. Questa ha tutte le specifiche di un'auto per viaggiare su distanze medie e lunghe, obiettivo che nel panorama attuale è appena sfiorato solo dalla concorrente californiana, ma completamente fallito da questa, ma anche dalla collega inglese che ha gli stessi identici limiti. Ora, se la motivazione della spinta verso l'elettrico è quella che dicevamo prima, mi sembra che le migliori soluzioni attuali, per quanto validissime sul piano funzionale, risultino inaccettabilmente limitate per una fruizione più allargata, tanto da diventare, di fatto, auto di nicchia per pochi, o pochissimi in grado di spendere cifre superiori ai 100mila euro per quella che - di fatto - è una seconda auto. E comunque, parliamo di numeri che sono una goccia nel mare rispetto alle dimensioni degli utenti "di massa", che hanno esigenze di mobilità che attualmente sono più lontane del buco nero appena fotografato dall'essere soddisfatte, in primis per via di costi insostenibili per i più.
Di qui la domanda: dal momento che le tecnologie alternative per l'accumulo dell'energia elettrica sono di là da venire, se il top della tecnologia elettrica attuale e prevedibile a medio termine è questa, quale contributo alle questioni ambientali può derivare da veicoli come la e-tron, la Model X, la i-Pace, la prossima Taycan? E dato che la risposta è scontata (ossia, nel ciclo di utilizzo complessivo da zero a niente) torno alla domanda iniziale: cosa ci si aspetta davvero, o quale finalità dobbiamo attribuire alla mobilità elettrica?

PS: scusate il papiro, mi sa che sto "frequentando" troppo Zinzan....

Come hai giustamente detto, sull'alto di gamma.stiamo parlando di "esercizi" tecnici, sostanzialmente privi di utilità pratica.
Bisogna vedere, piuttosto, cosa riusciranno a fare sul basso.
Se riusciranno a fare delle utilitarie che grazie a numeri produttivi maggiorie affinamento delle tecniche produttive riescano ad avere dei prezzi vicini a quelli di un'auto a motore termico , con un'autonomia ragionevole; magari per molti, per un'utilitaria, 400 km possono pure bastare e mi pare che non siamo lontani, qualche utilità in funzione di una diminuzione della concentrazione di inquinanti in ambito urbano, la possono avere.
Al momento, l'auto elettrica ha un incremento di costo che è più accettabile per un'auto di gamma medio-alta che per un'utilitaria.
Quindi, ripeto, probabilmente, si riuscirà ad ottenere qualche risultato reale solo se si riesce a produrre utilitarie a costi simili alle auto tradizionale, altrimenti rimarrà una nicchia.
 
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