<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> KEYLESS per il TCS svizzero .... NON SICURO ! | Il Forum di Quattroruote

KEYLESS per il TCS svizzero .... NON SICURO !

IL SISTEMA KEYLESS NON SICURO !


Un anno fa il TCS, assieme all’ADAC, ha svolto un test su 24 auto dotate di “keyless” (ossia senza chiave) dimostrando che questo sistema è alquanto vulnerabile. Nello spazio di pochi secondi, infatti, le auto chiuse correttamente sono state aperte e messe in moto. Il TCS ha esaminato altri 76 modelli e, come prima, è stato facile aprire le auto e farle partire. La SPF di Zurigo ha sviluppato una tecnica, pronta per la commercializzazione, che evita questi inconvenienti.

Il TCS invita i costruttori a migliorare la protezione antifurto delle auto munite di “Keyless”, aggiungendo all’origine, per esempio, una pulce elettronica con temporizzatore. Il sistema sviluppato dalla SPF, grazie a una programmazione intelligente, permette al veicolo di riconosce l’eventuale deviazione del segnale della chiave, bloccandone l’apertura. Secondo il TCS, altre soluzioni non professionali proposte attualmente, quali: portachiavi schermati o avvolgere la chiave in un foglio di alluminio, sono inaffidabili o impraticabili.

"Rinunciate a usare questo marchingenio"

Fino a quando le auto, dotate di un sistema “keyless”, saranno esposte ad un elevato rischio di furto, il TCS raccomanda di rinunciare a questo accessorio. Meglio non rischiare utilizzando questo marchingegno della tecnica e continuare a schiacciare il più sicuro pulsante del telecomando della chiave di contatto. Anche se certi modelli di “keyless” possono essere disattivati, è poco giudizioso pagare alcune centinaia di franchi supplementari per questo accessorio, per poi disinserirlo.

Risultati del test 2016

I sistemi di chiusura keyless (senza chiave) sono ora molto diffusi e sono proposti in opzione anche per piccole vetture. Il proprietario dell’auto tiene sempre la chiave in tasca. Non appena si avvicina alla sua automobile, quest’ultima riconosce la chiave, via radio, e sfiorando la portiera, questa si sblocca subito. Sovente, è possibile avviare il motore senza chiave, schiacciando semplicemente un tasto. Sicuramente un bel sistema, comodo, ma facile da manomettere.

Per i ladri è un gioco da ragazzi

Nel corso del test svolto dal TCS e dall’ADAC, le automobili equipaggiate di un sistema keyless sono state aperte e messe in moto in pochi secondi, grazie a un amplificatore d’emissione fai-da-te. Per compiere il furto bastano due persone: la prima, munita di un piccolo ricevitore, si avvicina al proprietario o al luogo dov’è depositata la chiave dell’auto presa di mira, la seconda, con un piccolo trasmettitore, si piazza vicino alla portiera dell’auto. In questo modo si “prolunga” di oltre 100 metri il segnale radio per l’apertura e l’avviamento dell’auto.

Durante il test è stato constatato che la ritrasmissione del segnale funziona anche se la persona con il ricevitore si trova a oltre 100 metri dalla chiave. Ciò significa che l’auto che si vuol rubare può essere aperta e messa in moto, anche se la chiave si trova in casa o nella tasca del proprietario, magari ancora intento a pagare alla cassa i propri acquisti! Una volta avviato il motore, il veicolo può viaggiare fino a quando il serbatoio del carburante è vuoto o fino al prossimo spegnimento del motore. A seconda del modello, l’automobile può viaggiare per alcune centinaia di chilometri, addirittura mille.


http://www.gdp.ch/scienza-e-tecnologia/il-sistema-keyless-non-e-sicuro-id160708.html


articolo di 1 anno fa' ora avranno sistemato, sperem !!!!
 
Io onestamente sono piuttosto scettico sugli accessori che,secondo me,non hanno una vera utilità.
Se poi rendono anche l'auto più vulnerabile non ne parliamo.
Che io sappia nessuno è mai morto per la fatica di dover estrarre la chiave dalla tasca e inserirla nel quadro,come nessuno ha le stigmati sulle mani per tutte le volte che ha dovuto premere un pulsante e aprire manualmente il bagagliaio.
Se di un accessorio posso fare a meno io preferisco non averlo,specie se averlo significa un prezzo della vettura più alto e altro peso da portarsi in giro.
Tempo fa' si parlava anche della possibilità da parte dei ladri di disturbare il segnale del telecomando non facendo chiudere le portiere quando il proprietario preme il pulsante mentre si allontana dall'auto.
Io anche col telecomando di solito chiudo l'auto quando sono ancora accanto alla portiera,così vedo e sento che si chiude,non mentre mi allontano e sono già a 10 metri dall'auto girato di spalle.
Il keyless mi sembra un sistema per pigri e sbadati che dimenticano di chiudere l'auto o non sanno trovare le chiavi nella borsa,lo reputo poco utile anzi dannoso,non solo perchè vulnerabile agli attacchi,ma anche perchè rende ancora meno presenti e responsabili gli automobilisti.
 
Purtroppo tutto ciò che dipende da onde radio, segnali elettronici ecc... Si può intercettare con il giusto dispositivo. Concordo con zinzanbr.
 
Che il sistema keyless sia vulnerabile posso crederlo, ma non credo più di un comune telecomando. Ricordo un articolo sui rischi dei telecomandi le cui emissioni radio potevano venir disturbate, intercettate e copiate per riaprire l'auto non appena il proprietario si allontana. A rischio soprattutto le aree di sosta in autostrada.
Il consiglio allora era di chiudere con la chiave e non col telecomando.
Peccato che con la mia auto l'apertura con la chiave è solo per una emergenza nel caso il telecomando non funzioni. Dovrei togliere una placchetta sulla maniglia, aprire il telecomando per estrarre la chiave ed infine aprire. Assurdo.
Mi pare più sicuro il keyless sulla macchina di mia moglie; scendo, sfioro la maniglia e sento chiudersi la macchina e vado via con la chiave. Penso che due persone che d'un tratto si separano, una mi segue e l'altra si posiziona vicino alla mia macchina a mio parere sono più sospette di qualcuno che decodifica o disturba il segnale del mio telecomando magari al chiuso della sua auto.
 
Bisognerà aggiornare il famoso aforisma di Henry Ford, "quello che non c'è non si rompe" aggiungendo "e neppure vulnerabile".
Less is more?
Alla fine l'auto è un mezzo di trasporto per persone, trasformato dal marketing in una fiera dell'elettronica. E delle vanità.
 
Che il sistema keyless sia vulnerabile posso crederlo, ma non credo più di un comune telecomando. Ricordo un articolo sui rischi dei telecomandi le cui emissioni radio potevano venir disturbate, intercettate e copiate per riaprire l'auto non appena il proprietario si allontana. A rischio soprattutto le aree di sosta in autostrada.
Il consiglio allora era di chiudere con la chiave e non col telecomando.
Peccato che con la mia auto l'apertura con la chiave è solo per una emergenza nel caso il telecomando non funzioni. Dovrei togliere una placchetta sulla maniglia, aprire il telecomando per estrarre la chiave ed infine aprire. Assurdo.
Mi pare più sicuro il keyless sulla macchina di mia moglie; scendo, sfioro la maniglia e sento chiudersi la macchina e vado via con la chiave. Penso che due persone che d'un tratto si separano, una mi segue e l'altra si posiziona vicino alla mia macchina a mio parere sono più sospette di qualcuno che decodifica o disturba il segnale del mio telecomando magari al chiuso della sua auto.
È da una vita che le onde non possono essere "ricopiate" nei telecomandi tradizionali. Anche perché ora un pulsante chiude l'altro apre e inoltre i codici cambiano continuamente. Quello che eventualmente fanno è usare il jammer che disturba il segnale è impedisce all'auto di chiudersi... Ma solo se tu non ascolti o guardi il lampeggio di chiusura.
 
Ogni innovazione ha un periodo di evoluzione. All'inizio tutto è violabile ma poi, chi costruisce, prende le adeguate contro misure. Pensate, ad esempio, al WiFi: Inizialmente quasi nessuno si proteggeva con password, ora a trovarlo un WiFi libero... Sicuramente, nel tempo, migliorerà anche il dispositivo in discussione.
 
Che il sistema keyless sia vulnerabile posso crederlo, ma non credo più di un comune telecomando.

In teoria dovrebbe esserlo di più perchè col classico telecomano apri e chiudi l'auto,il sistema keyless invece permette di avviare anche il motore.
Disturbando il segnale del telecomando mal che vada un ladro riesce a non far chiudere la tua auto e saccheggiarla,mentre invece col sistema di amplificazione del segnale i ladri possono proprio portarsi via l'auto volendo.
 
Cercando in rete ho trovato un articolo di chi posto in estratto.

  • "Cinque minuti. Basta il tempo di una sigaretta, minuto più o minuto meno, per rubare un'autovettura di grossa cilindrata da reimmettere sul mercato clandestino, bypassando o neutralizzando i sistemi di sicurezza elettronici. Un tempo bassissimo, ma relativo a una condizione particolare: stiamo parlando di malviventi super tecnologici, in possesso di arnesi che sono tutt'altro che comuni e che, soprattutto, possono essere utilizzati soltanto da specialisti. Nessuna manna dal cielo per ladri d'auto, ma una ennesima tecnica che le forze dell'ordine stanno tenendo d'occhio cercando fare luce sul tipo di organizzazione che si nasconde dietro il preziosissimo kit da scasso rinvenuto nel garage di una palazzina popolare.

Un affare capace di fruttare anche oltre ventimila euro per ogni automobile rubata e che, anche su questo aspetto si farà chiarezza, con ogni probabilità vede lo zampino indiretto della malavita locale, a cui pagare una fetta dei guadagni in cambio del supporto logistico e soprattutto del placet. Chi poteva contare su quel kit aveva bisogno di un tempo molto esiguo per portare via un'automobile e senza danneggiarla. Punto di partenza un jammer, per impedire che il segnale dal telecomando arrivi alle chiusure centralizzate. Una volta dentro, si collega il sistema elettronico a un notebook, su cui è stato caricato un software, in questo caso quello ufficiale del gruppo Volkswagen probabilmente rubato, e il programma fa il resto: la centralina viene decodificata e il ladro è in possesso del codice su cui modellare la chiave. Siamo nell'ambito dei computer crimes, i crimini informatici che fanno parte dei reati di recente introduzione. A questo punto la parte più difficile, che solo mani esperte riescono a portare a termine in tempi brevi: tramite rondelle e ingranaggi si modifica il passepartout usando il codice come mappa e ottenendo una chiave codificata con cui mettere in moto la vettura e allontanarsi.

Non è il solito modus operandi che viene utilizzato comunemente e solitamente per i furti delle utilitarie o delle vetture più commerciali, in cui l'azione sulla centralina si limita a un reset per poi utilizzare una chiave già a disposizione: in questo caso viene creato un doppione funzionale e il sistema elettrico della vettura non viene danneggiato. Un lavoro da esperti, che al fronte di un consistente investimento iniziale, pari a diverse migliaia di euro, e con i giusti contatti nell'ambito della ricettazione, può portare ai malviventi un guadagno notevole rivendendo le vetture rubate. Si tratta, ritengono i militari, presumibilmente di furti su commissione o finalizzati alla vendita all'estero, poco probabile che venga usato un sistema del genere per un «cavallo di ritorno»: troppo basso il guadagno, molti di più i rischi.

Non è il caso di fare allarmismi, vista la peculiarità della tecnica e della maestria necessaria per utilizzarla, ma gli antifurti elettronici, che pure sono essenziali e sventano molti raid, possono rivelarsi insufficienti di fronte a un ladro adeguatamente attrezzato."
 
Cercando in rete ho trovato un articolo di chi posto in estratto.

  • "Cinque minuti. Basta il tempo di una sigaretta, minuto più o minuto meno, per rubare un'autovettura di grossa cilindrata da reimmettere sul mercato clandestino, bypassando o neutralizzando i sistemi di sicurezza elettronici. Un tempo bassissimo, ma relativo a una condizione particolare: stiamo parlando di malviventi super tecnologici, in possesso di arnesi che sono tutt'altro che comuni e che, soprattutto, possono essere utilizzati soltanto da specialisti. Nessuna manna dal cielo per ladri d'auto, ma una ennesima tecnica che le forze dell'ordine stanno tenendo d'occhio cercando fare luce sul tipo di organizzazione che si nasconde dietro il preziosissimo kit da scasso rinvenuto nel garage di una palazzina popolare.

Un affare capace di fruttare anche oltre ventimila euro per ogni automobile rubata e che, anche su questo aspetto si farà chiarezza, con ogni probabilità vede lo zampino indiretto della malavita locale, a cui pagare una fetta dei guadagni in cambio del supporto logistico e soprattutto del placet. Chi poteva contare su quel kit aveva bisogno di un tempo molto esiguo per portare via un'automobile e senza danneggiarla. Punto di partenza un jammer, per impedire che il segnale dal telecomando arrivi alle chiusure centralizzate. Una volta dentro, si collega il sistema elettronico a un notebook, su cui è stato caricato un software, in questo caso quello ufficiale del gruppo Volkswagen probabilmente rubato, e il programma fa il resto: la centralina viene decodificata e il ladro è in possesso del codice su cui modellare la chiave. Siamo nell'ambito dei computer crimes, i crimini informatici che fanno parte dei reati di recente introduzione. A questo punto la parte più difficile, che solo mani esperte riescono a portare a termine in tempi brevi: tramite rondelle e ingranaggi si modifica il passepartout usando il codice come mappa e ottenendo una chiave codificata con cui mettere in moto la vettura e allontanarsi.

Non è il solito modus operandi che viene utilizzato comunemente e solitamente per i furti delle utilitarie o delle vetture più commerciali, in cui l'azione sulla centralina si limita a un reset per poi utilizzare una chiave già a disposizione: in questo caso viene creato un doppione funzionale e il sistema elettrico della vettura non viene danneggiato. Un lavoro da esperti, che al fronte di un consistente investimento iniziale, pari a diverse migliaia di euro, e con i giusti contatti nell'ambito della ricettazione, può portare ai malviventi un guadagno notevole rivendendo le vetture rubate. Si tratta, ritengono i militari, presumibilmente di furti su commissione o finalizzati alla vendita all'estero, poco probabile che venga usato un sistema del genere per un «cavallo di ritorno»: troppo basso il guadagno, molti di più i rischi.

Non è il caso di fare allarmismi, vista la peculiarità della tecnica e della maestria necessaria per utilizzarla, ma gli antifurti elettronici, che pure sono essenziali e sventano molti raid, possono rivelarsi insufficienti di fronte a un ladro adeguatamente attrezzato."
A me pare facciano anche prima. Aprono il cofano scollegano la centralina e ne ricollegano una già priva di blocco immobilzer. A quel punto basta riuscire a far partire l'auto (non so come facciano per la chiave). Tutto senza dover avere il software è collegare il pc
 
Bisognerà aggiornare il famoso aforisma di Henry Ford, "quello che non c'è non si rompe" aggiungendo "e neppure vulnerabile".
Less is more?
Alla fine l'auto è un mezzo di trasporto per persone, trasformato dal marketing in una fiera dell'elettronica. E delle vanità.

io rifiuto tutto ció che non mi serve o é poco utile. Lo scorso anno ho cambiato moto e auto e come extra ho rifiutato ( se non era compreso nel prezzo ovviamente) tutto ció che aveva a che fare con l’elettronica. E anche sulla Stelvio ho rinuciato a molte cose.
Si...less is more? surely better:emoji_blush:
 
io mio sistema come lo posso definire? per aprire e chiudere devo premere i pulsanti ma poi, per mettere in moto l’auto devo averlo con me. Vicerversa non parte.
 
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