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Iva +1% prezzi +7%

DareAvere(exTDI89) ha scritto:
Parlare di controlli severi e rinuncia agli acquisti non ha senso. In un regime di libero mercato lo Stato non può fare nulla, i prezzi sono fissati a discrezione di chi fornisce i beni ed eroga i servizi. Sono esclusi solo beni e servizi particolari in regime di prezzo amministrato. La rinuncia agli acquisti del singolo non serve a niente. Per il sistema economico il comportamento del singolo è insignificante. Globalmente i consumi caleranno in maniera automatica. L'aumento dei prezzi riduce il reddito disponibile delle famiglie in termini reali.

Sacrosanto...
ma se ognuno oltre la normale oculatezza aggiunge qualcosa,
io per esempio ho deciso di uscire una sera in meno al mese
 
DareAvere(exTDI89) ha scritto:
Non dovremmo vivere più quindi...
Non mi pare proprio di aver detto questo.

...beni e servizi a cui, per abitudine, gli italiani non rinunceranno. Questo chi ha alzato i prezzi lo sa bene...
Appunto.
Quindi, se io liberamente scelgo, per abitudine (e non per necessità), di non rinunciare nemmeno in parte a quei beni e servizi, di fatto accettando e anche promuovendo le speculazioni, dovrei avere l'onestà di ammettere il mio ruolo attivo nella faccenda e la coerenza di non lamentarmi.

Tutto qua.
 
DareAvere(exTDI89) ha scritto:
...Per il sistema economico il comportamento del singolo è insignificante...
Per la stessa ragione, immagino che tu consigli anche di non andare a votare, perché tanto il voto del singolo è insignificante.
Immagino anche che non ti lamenterai mai di alcun che, perché tanto la lamentela del singolo è insignificante.

Io invece ho a questo proposito un'opinione diametralmente opposta, perché fino a prova contraria la massa è fatta di singoli. Altrimenti, se tutti nulla fanno e nulla dicono (perché tanto come singoli sono insignificanti) e, continuando a farsi gli affari loro, aspettano che "qualcun altro" faccia e dica, campa cavallo...
 
Sacrosanto...
ma se ognuno oltre la normale oculatezza aggiunge qualcosa,
io per esempio ho deciso di uscire una sera in meno al mese

Il problema non riguarda le persone come te. Uscire una sera in meno al mese, presuppone un tenore di vita sopra la media delle famiglie che faticano ad arrivare alla fine del mese. Tu puoi scegliere di andare una volta in meno al ristorante, ma chi stenta a cosa deve rinunciare? Come al solito l'aumento indiscrminato lineare va ad incidere sui soliti noti.
 
marimasse ha scritto:
DareAvere(exTDI89) ha scritto:
...Per il sistema economico il comportamento del singolo è insignificante...
Per la stessa ragione, immagino che tu consigli anche di non andare a votare, perché tanto il voto del singolo è insignificante.
Immagino anche che non ti lamenterai mai di alcun che, perché tanto la lamentela del singolo è insignificante.

Io invece ho a questo proposito un'opinione diametralmente opposta, perché fino a prova contraria la massa è fatta di singoli. Altrimenti, se tutti nulla fanno e nulla dicono (perché tanto come singoli sono insignificanti) e, continuando a farsi gli affari loro, aspettano che "qualcun altro" faccia e dica, campa cavallo...
Io invece mi lamento eccome, e ho tutto il diritto di farlo. Sono convinto che l'aumento dell'IVA, in un periodo in cui i consumi interni sono FERMI, sia stata una cavolata. Non l'unica per carità, l'ennesima. Il reddito disponibile delle famiglie in termini reali scenderà. Scenderanno i consumi e il PIL. E i consumi diminuiranno COMUNQUE, indipendentemente dalla volontà o meno di fare rinunce. Se alla fine dell'anno, a causa dell'aumento generalizzato dei prezzi, un soggetto avrà 300 Euro in meno da spendere non è che abbia una grande scelta. Non li ha, ergo non può spenderli. Tutto questo in un contesto in cui l'inflazione viaggia già verso il 3%, ben al di sopra dell'aumento delle retribuzioni.
 
Fin che ti fanno imparare che l'IVA è un debito/credito nei confronti dello stato...

Poi mette l'iva chi raccoglie il grano, chi lo trasorta, chi lo raffina... chi lo vende al pubblico, il pubblico viene incaprettato a dovere.
 
DareAvere(exTDI89) ha scritto:
...Io invece mi lamento eccome, e ho tutto il diritto di farlo. Sono convinto che l'aumento dell'IVA...
Niente da dire, ci mancherebbe, ma non vedo cosa ciò abbia a che fare con le domande che avevo fatto io.

Il discorso sull'opportunità o meno dell'aumento dell'iva rispetto ad altri possibili provvedimenti è ben diverso da quello relativo al fatto che all'aumento dell'iva di un punto percentuale seguano aumenti dei prezzi di entità maggiore e quindi non giustificata.

Inoltre, lo stesso discorso nulla ha a che vedere neanche con l'altra questione che avevi tirato in ballo, circa la "significanza" o meno del comportamento del singolo individuo.

Forse hai risposto riferendoti al messaggio sbagliato. Nel qual caso faccio notare che io NON sostengo che non ci si debba lamentare in generale, MA dico e ribadisco, piuttosto, che non è coerente lamentarsi per degli aumenti esagerati mentre nello stesso tempo si continuano a comprare le merci (non necessarie) che hanno subito quegli aumenti, in tal modo di fatto dimostrando agli speculatori l'efficacia e la convenienza delle loro... strategie.
 
La regola di non comprare il prodotto che aumenta di prezzo è giusta... ma non è applicabile in questo caso, cioè quando aumenta tutto.

Se aumentassero solo i peperoni, potrei comprare le zucchine... o le melanzane... ma quando aumenta tutta la verdura che faccio?
 
Paolo_ ha scritto:
La regola di non comprare il prodotto che aumenta di prezzo è giusta... ma non è applicabile in questo caso, cioè quando aumenta tutto.

Se aumentassero solo i peperoni, potrei comprare le zucchine... o le melanzane... ma quando aumenta tutta la verdura che faccio?

quando aumenta tutto si compra un articolo in meno o un etto in meno,
un segnale bisogna darlo.
 
Paolo_ ha scritto:
La regola di non comprare il prodotto che aumenta di prezzo è giusta... ma non è applicabile in questo caso, cioè quando aumenta tutto.

Se aumentassero solo i peperoni, potrei comprare le zucchine... o le melanzane... ma quando aumenta tutta la verdura che faccio?

Compra quello che aumenta del 2% e non quello che aumenta del 7%.

Gli speculatori ci sono e si fregano le mani.
 
Paolo_ ha scritto:
...ma quando aumenta tutta la verdura che faccio?
Beh, visto e considerato che uno dei problemi via via più diffusi in questi anni è il sovrappeso, praticamente nessuno di noi rischierebbe gran che se per un paio di settimane azzerasse o riducesse gli acquisti di verdura, comprando magari da produttori locali.

Come già altri hanno giustamente osservato, fare gli integralisti serve a poco, specie quando dietro l'atteggiamento drastico si nascondono, più o meno consapevolmente, la pigrizia o la non disponibilità a fare qualsivoglia "rinuncia" o "sacrificio" (tra virgolette per rispetto nei confronti di tutti coloro che nella vita sono costretti a sacrifici veri).

Non esistono solo due opposte, categoriche, alternative, ossia "continuo a comprare le stesse cose dove le compravo prima e nelle stesse quantità" oppure "smetto totalmente di comprare".
Smettere di comprare si può, almeno per un certo periodo, nei casi in cui il prodotto non è indispensabile (cosa che peraltro è vera, se vogliamo essere onesti, per la maggior parte delle cose che compriamo).
In quasi tutti i casi in cui non si può smettere di comprare si possono ridurre le quantità acquistate.
Nei casi, davvero rari, in cui non si può smettere di comprare e nemmeno ridurre le quantità, si può scegliere di comprare dal venditore che specula meno.

Sempre che davvero vogliamo fare qualcosa di concreto.
In caso contrario nulla di illegittimo, per carità; dovremmo però avere la sincerità di ammetterlo e la coerenza di non lamentarci per le "speculazioni" che noi stessi, aprendo il portafoglio, dimostriamo di accettare e quindi di premiare e incoraggiare.
 
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