Le stime di crescita economica dell'Italia sono state corrette di recente al rialzo: + 0,7 nel 2015 e + 1,5 nel 2016, con una modesta inflazione, abbandonando quindi lo spettro della deflazione.
Però, a ben vedere, questa crescita non deriva da miracolosi interventi legislativi o da reali spinte di crescita interne, bensì da tre fattori che hanno una origine internazionale:
1) Il basso prezzo del petrolio, che potrebbe ancora calare non appena l'Iran avrà riattivato i propri pozzi dopo l'abolizione dell'Embargo. Ciò ha fatto abbassare i costi di materie prime e trasporti.
2) L'apprezzamento del dollaro sull'euro, dato che da un 30% di valore in più dell'euro ora siamo sotto il 10%, con grande vantaggio per le esportazioni e quindi per la produzione europea e anche italiana.
3) La politica monetaria della BCE, che come noto sta immettendo grande liquidità nel Sistema per scongiurare la deflazione e determinare una salutare piccola inflazione di base. Le banche ora hanno meno titoli in portafoglio (acquistati in parte dalla BCE) e più disponibilità monetarie, potendosi quindi dedicare maggiormente alla loro attività tradizionale, i tassi si mantengono bassi e le imprese respirano.
Le condizioni per una ripresa quindi ci sono tutte e un certo rilancio economico è testimoniato (sia in Europa in genere che in Italia) anche dalle vendite di automobili, in crescita costante.
A questo punto occorre verificare fino a quando tali condizioni ci saranno ancora e come la politica, intesa come governi, le imprese e le banche riusciranno ad approfittarne.
Ovviamente bisogna anche considerare quanti punti di PIL sono stati persi negli ultimi 6 anni. Per recuperare tutto ci vorrà molto tempo................
Però, a ben vedere, questa crescita non deriva da miracolosi interventi legislativi o da reali spinte di crescita interne, bensì da tre fattori che hanno una origine internazionale:
1) Il basso prezzo del petrolio, che potrebbe ancora calare non appena l'Iran avrà riattivato i propri pozzi dopo l'abolizione dell'Embargo. Ciò ha fatto abbassare i costi di materie prime e trasporti.
2) L'apprezzamento del dollaro sull'euro, dato che da un 30% di valore in più dell'euro ora siamo sotto il 10%, con grande vantaggio per le esportazioni e quindi per la produzione europea e anche italiana.
3) La politica monetaria della BCE, che come noto sta immettendo grande liquidità nel Sistema per scongiurare la deflazione e determinare una salutare piccola inflazione di base. Le banche ora hanno meno titoli in portafoglio (acquistati in parte dalla BCE) e più disponibilità monetarie, potendosi quindi dedicare maggiormente alla loro attività tradizionale, i tassi si mantengono bassi e le imprese respirano.
Le condizioni per una ripresa quindi ci sono tutte e un certo rilancio economico è testimoniato (sia in Europa in genere che in Italia) anche dalle vendite di automobili, in crescita costante.
A questo punto occorre verificare fino a quando tali condizioni ci saranno ancora e come la politica, intesa come governi, le imprese e le banche riusciranno ad approfittarne.
Ovviamente bisogna anche considerare quanti punti di PIL sono stati persi negli ultimi 6 anni. Per recuperare tutto ci vorrà molto tempo................