<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Italia in ripresa, ma è tutto merito nostro? | Il Forum di Quattroruote

Italia in ripresa, ma è tutto merito nostro?

pilota54

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Le stime di crescita economica dell'Italia sono state corrette di recente al rialzo: + 0,7 nel 2015 e + 1,5 nel 2016, con una modesta inflazione, abbandonando quindi lo spettro della deflazione.

Però, a ben vedere, questa crescita non deriva da miracolosi interventi legislativi o da reali spinte di crescita interne, bensì da tre fattori che hanno una origine internazionale:

1) Il basso prezzo del petrolio, che potrebbe ancora calare non appena l'Iran avrà riattivato i propri pozzi dopo l'abolizione dell'Embargo. Ciò ha fatto abbassare i costi di materie prime e trasporti.

2) L'apprezzamento del dollaro sull'euro, dato che da un 30% di valore in più dell'euro ora siamo sotto il 10%, con grande vantaggio per le esportazioni e quindi per la produzione europea e anche italiana.

3) La politica monetaria della BCE, che come noto sta immettendo grande liquidità nel Sistema per scongiurare la deflazione e determinare una salutare piccola inflazione di base. Le banche ora hanno meno titoli in portafoglio (acquistati in parte dalla BCE) e più disponibilità monetarie, potendosi quindi dedicare maggiormente alla loro attività tradizionale, i tassi si mantengono bassi e le imprese respirano.

Le condizioni per una ripresa quindi ci sono tutte e un certo rilancio economico è testimoniato (sia in Europa in genere che in Italia) anche dalle vendite di automobili, in crescita costante.

A questo punto occorre verificare fino a quando tali condizioni ci saranno ancora e come la politica, intesa come governi, le imprese e le banche riusciranno ad approfittarne.
Ovviamente bisogna anche considerare quanti punti di PIL sono stati persi negli ultimi 6 anni. Per recuperare tutto ci vorrà molto tempo................
 
approfitto della tua presenza pilota e del tuo post per riportati qui un quesito che pongo da tanto tempo ma a cui nessuno risponde.Premetto che di economia non ne capisco più di tanto, mentre ho avuto la fortuna(o sfortuna) di prestanze consulenza presso alcune grandi realtà imprenditoriale nostrane negli ultimi 20 anni e per questo ho potuto notare che c'è stato nel corso di questi 2 decenni un calo impressionante della capacità imprenditoriali viste come capacità di produrre e soprattutto innovare, e questo in alcuni campi cruciali della società contemporanea, soprattutto in rapporto a realtà estere. Ora, quello che chiedo io,sempre da profano, è che si parla sempre di costo del denaro, di politiche fiscali , di prezzo del petrolio,di austerity e via dicendo ma non si tratta mai la questione se siamo ancora capaci di produrre come facevamo un tempo potendo quindi permetterci quel tenore di vita che aveva tempo fa.
Spero di non essere andato fuori tema con il mio quesito.
 
ALGEPA ha scritto:
approfitto della tua presenza pilota e del tuo post per riportati qui un quesito che pongo da tanto tempo ma a cui nessuno risponde.Premetto che di economia non ne capisco più di tanto, mentre ho avuto la fortuna(o sfortuna) di prestanze consulenza presso alcune grandi realtà imprenditoriale nostrane negli ultimi 20 anni e per questo ho potuto notare che c'è stato nel corso di questi 2 decenni un calo impressionante della capacità imprenditoriali viste come capacità di produrre e soprattutto innovare, e questo in alcuni campi cruciali della società contemporanea, soprattutto in rapporto a realtà estere. Ora, quello che chiedo io,sempre da profano, è che si parla sempre di costo del denaro, di politiche fiscali , di prezzo del petrolio,di austerity e via dicendo ma non si tratta mai la questione se siamo ancora capaci di produrre come facevamo un tempo potendo quindi permetterci quel tenore di vita che aveva tempo fa.
Spero di non essere andato fuori tema con il mio quesito.

Quoto il messaggio perché non so se ce ne saranno altri mentre rispondo.
Credo che il tuo quesito non sia "fuori tema", perché le condizioni che ho appena riportato dovrebbero favorire anche la nascita di nuove imprese e quindi consolidare la crescita anche se i tre fattori-chiave non dovessero essere in futuro così favorevoli.
Di sicuro per qualche tempo tali positivi parametri sussisteranno, non vedo ragioni per cui non debbano rimanere almeno per 2 anni.

Indubbiamente oggi la situazione economica e la "tenaglia" fiscale scoraggiano molti dall'intraprendere iniziative imprenditoriali, però come dici tu se si riesce ad essere innovativi e furbi, trovando sotto-settori in crescita, tutto è possibile, anche in Italia.
So che c'è anche un tentativo governativo di far tornare in patria molti giovani "cervelli", emigrati in cerca di lidi più favorevoli, e ci sono anche aiuti economici e bancari per le aziende "start-up".

L'italiano è di solito un individuo creativo, furbo, veloce nella capacità di apprendere, abile nelle pubbliche relazioni. Forse manca oggi un po' di coraggio, perchè ce ne vuole molto..................
 
Dai risultati positivi degli altri paesi UE, già da qualche anno, direi che non potevamo che crescere, per i motivi esposti dall'autore del topic, anche se cresciamo molto meno degli altri.

Sentivo un tizio l'altro giorno che alle notizie di ripresa dell'Italia commentava ... "si la solita ripresa per il .... beep"
 
tempo fa ho iniziato un3D sulle stime di crescita scritte nel DEF... beh... quelle stime si smontavano da sole.... erano attendibili solo per il 2015.....
comunque si.. la crescita stentata è dovuta quasi interamente a fattori esogeni....
stesso discorso vale per i nostri vicini...

ALGEPA ha scritto:
approfitto della tua presenza pilota e del tuo post per riportati qui un quesito che pongo da tanto tempo ma a cui nessuno risponde.Premetto che di economia non ne capisco più di tanto, mentre ho avuto la fortuna(o sfortuna) di prestanze consulenza presso alcune grandi realtà imprenditoriale nostrane negli ultimi 20 anni e per questo ho potuto notare che c'è stato nel corso di questi 2 decenni un calo impressionante della capacità imprenditoriali viste come capacità di produrre e soprattutto innovare, e questo in alcuni campi cruciali della società contemporanea, soprattutto in rapporto a realtà estere. Ora, quello che chiedo io,sempre da profano, è che si parla sempre di costo del denaro, di politiche fiscali , di prezzo del petrolio,di austerity e via dicendo ma non si tratta mai la questione se siamo ancora capaci di produrre come facevamo un tempo potendo quindi permetterci quel tenore di vita che aveva tempo fa.
Spero di non essere andato fuori tema con il mio quesito.

scusami se mi permetto.
e scusami se rifilo sempre una risposta "accademica", da libro stampato.
quello che dici ha effettivamente un riscontro nei dati.. sia in termini di investimenti che di produttività...
negli ultimi 15-20 anni si è(notoriamente) verificato un calo della produttività e contemporaneamente degli investimenti da parte dei soggetti soprattutto privati.
le cause possono essere molteplici ma alcuni studiosi del fenomeno hanno riscontrato che la causa più probabile (o comunque di maggior peso) sia stata un calo della domanda sia estera che interna.
in presenza di bassa domanda le imprese non hanno avuto "la spinta" ad innovare ed investire...
 
Si, ok, però a fronte di una calo della domanda "generale" ci sono settori, mercati e comparti di nicchia che sono in crescita.

E' lì che si può trovare "terreno di conquista". Il discorso è sempre quello: intelligenza, preparazione tecnico-culturale, innovazione, tecnologìa, furbizia, predisposizione verso l'attività in proprio, analisi accurata dei mercati (con internet è molto + facile). E, come ho detto, non certo in ultimo, coraggio.

Tre esempi a caso? Brembo, Luxottica, Geox. Anche se, ovviamente, non sono certo di "primo pelo".
Chi ci impedisce di pensare che esperienze simili non siano ripetibili? Tra l'altro oggi ci sono tante nuove professioni e tanti nuovi profili imprenditoriali. Inutile fare esempi.
 
pilota54 ha scritto:
Si, ok, però a fronte di una calo della domanda "generale" ci sono settori, mercati e comparti di nicchia che sono in crescita.

E' lì che si può trovare "terreno di conquista". Il discorso è sempre quello: intelligenza, preparazione tecnico-culturale, innovazione, tecnologìa, furbizia, predisposizione verso l'attività in proprio, analisi accurata dei mercati (con internet è molto + facile). E, come ho detto, non certo in ultimo, coraggio.

Tre esempi a caso? Brembo, Luxottica, Geox. Anche se, ovviamente, non sono certo di "primo pelo".
Chi ci impedisce di pensare che esperienze simili non siano ripetibili? Tra l'altro oggi ci sono tante nuove professioni e tanti nuovi profili imprenditoriali. Inutile fare esempi.

Fare secchi di plastica non conviene,
fare macchinari haitech ( per dirne una ) si....tutto qua.
 
pilota54 ha scritto:
Si, ok, però a fronte di una calo della domanda "generale" ci sono settori, mercati e comparti di nicchia che sono in crescita.

E' lì che si può trovare "terreno di conquista". Il discorso è sempre quello: intelligenza, preparazione tecnico-culturale, innovazione, tecnologìa, furbizia, predisposizione verso l'attività in proprio, analisi accurata dei mercati (con internet è molto + facile). E, come ho detto, non certo in ultimo, coraggio.

Tre esempi a caso? Brembo, Luxottica, Geox. Anche se, ovviamente, non sono certo di "primo pelo".
Chi ci impedisce di pensare che esperienze simili non siano ripetibili? Tra l'altro oggi ci sono tante nuove professioni e tanti nuovi profili imprenditoriali. Inutile fare esempi.

si ok.....ma con i mercati di nicchia non si fanno volumi... senza la produzione di massa non si batte la disoccupazione... e la domanda va ad incidere soprattutto sulle produzioni di massa... non si può creare un intero sistema industriale su produzioni di nicchia come ferrari o gucci e lusso in genere...
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quelle sono multinazionali.............................
 
pilota54 ha scritto:
1) Il basso prezzo del petrolio, che potrebbe ancora calare non appena l'Iran avrà riattivato i propri pozzi dopo l'abolizione dell'Embargo. Ciò ha fatto abbassare i costi di materie prime e trasporti.

2) L'apprezzamento del dollaro sull'euro, dato che da un 30% di valore in più dell'euro ora siamo sotto il 10%, con grande vantaggio per le esportazioni e quindi per la produzione europea e anche italiana.

3) La politica monetaria della BCE, che come noto sta immettendo grande liquidità nel Sistema per scongiurare la deflazione e determinare una salutare piccola inflazione di base. Le banche ora hanno meno titoli in portafoglio (acquistati in parte dalla BCE) e più disponibilità monetarie, potendosi quindi dedicare maggiormente alla loro attività tradizionale, i tassi si mantengono bassi e le imprese respirano.

non sono un tecnico quindi rispondo da "uomo della strada"...

1) bello peccato che io alla pompa non compro petrolio ma benzina diesel o metano..quindi il prezzo del barile puo' scendere ma accise e cartelli dei petrolieri nel nostro paese la fanno da padrone.

2) occorre avere una azienda concorrenziale nel mercato internazionale e le uniche sono quelle che producono anche all'estero, tantissimi prodotti poi ci sono stati copiati e non dico che siano ai nostri livelli ma un parmesan od un asiago fatto in canada ha piu' mercato dei nostri.

3) abbiamo gia' visto in questi giorni con la grecia come la politica della bce sia solo preservare se stessa e le 4 banche germaniche amiche....

principalmente non abbiamo/siamo piu' una societa' socio-produttiva adatta a rivaleggiare con i paesi sviluppati o emergenti....

.
 
ALGEPA ha scritto:
Spero di non essere andato fuori tema con il mio quesito.

no condivido, principalmente i piccoli medi imprenditori sono stati spazzati via per molteplici ragioni , chi ha salvato parte del capitale investito dubito che si fidi ancora dello stato e delle banche che abbiamo nel nostro paese.

interi settori semplicemente non esistono piu' e non esistono ne le figure intermedie ne' quelle di base per ricreare cicli produttivi che all'estero semplicemente sono piu' veloci e costano infinitamente meno.
 
pilota54 ha scritto:
Tre esempi a caso? Brembo, Luxottica, Geox. Anche se, ovviamente, non sono certo di "primo pelo".

luxottica produce anche all'estero e si deve al "grande vecchio" onore al merito se non ha chiuso le fabbriche italiane come avebbero voluto i suoi manager...

i piccoli nel settore han tutti chiuso o quasi ....

geox, a detta dagli addetti del settore, produce solo all'estero ...
 
Aerei Italiani ha scritto:
pilota54 ha scritto:
1) Il basso prezzo del petrolio, che potrebbe ancora calare non appena l'Iran avrà riattivato i propri pozzi dopo l'abolizione dell'Embargo. Ciò ha fatto abbassare i costi di materie prime e trasporti.

2) L'apprezzamento del dollaro sull'euro, dato che da un 30% di valore in più dell'euro ora siamo sotto il 10%, con grande vantaggio per le esportazioni e quindi per la produzione europea e anche italiana.

3) La politica monetaria della BCE, che come noto sta immettendo grande liquidità nel Sistema per scongiurare la deflazione e determinare una salutare piccola inflazione di base. Le banche ora hanno meno titoli in portafoglio (acquistati in parte dalla BCE) e più disponibilità monetarie, potendosi quindi dedicare maggiormente alla loro attività tradizionale, i tassi si mantengono bassi e le imprese respirano.

non sono un tecnico quindi rispondo da "uomo della strada"...

1) bello peccato che io alla pompa non compro petrolio ma benzina diesel o metano..quindi il prezzo del barile puo' scendere ma accise e cartelli dei petrolieri nel nostro paese la fanno da padrone.

2) occorre avere una azienda concorrenziale nel mercato internazionale e le uniche sono quelle che producono anche all'estero, tantissimi prodotti poi ci sono stati copiati e non dico che siano ai nostri livelli ma un parmesan od un asiago fatto in canada ha piu' mercato dei nostri.

3) abbiamo gia' visto in questi giorni con la grecia come la politica della bce sia solo preservare se stessa e le 4 banche germaniche amiche....

principalmente non abbiamo/siamo piu' una societa' socio-produttiva adatta a rivaleggiare con i paesi sviluppati o emergenti....

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Posso dire di essere un tecnico, ma cerco di risponderti da "uomo della strada 2.0". :D

1) E' vero che benzina e gasolio calano in misura inferiore rispetto ad altri prodotti petroliferi, ciò perché ad eccezione dell'IVA, che è in percentuale, le altre accise sono quasi tutte a importo fisso! 1 euro circa va comunque allo Stato, mentre la parte eccedente oscilla in base ai costi. Comunque in 2 anni si è scesi per la benzina verde da circa 1.85 a 1.55 euro/litro, il che è un bel risparmio per il nostro "uomo della strada". ;)

2) Premesso che esportare nell'area euro non comporta ovviamente vantaggi data la moneta unica in vigore, le esportazioni europee in USA sono sensibilmente aumentate. Un piccolo esempio:
http://www.industriavicentina.it/idv.nsf/codici/3411
Ma non solo: per un americano ora è molto più appetibile venire in vacanza in Italia, perché se prima, faccio un esempio, spendeva 130 dollari per una camera d'albergo da 100 euro, ora ne spende 106. Inoltre è più propenso a fare acquisti...... Gli effetti di ciò si vedranno però più a medio termine che subito.
Infine il petrolio si paga ancora in dollari, e qui torniamo al punto 1.

3) Qui il discorso è più complesso, un po' da iniziati, ma con la massima semplicità si può dire che più moneta in giro (messa in circolo in Europa dalla BCE) comporta sempre come conseguenza un certo sviluppo ed evita una pericolosissima china deflazionistica.
Stai tranquillo che Draghi è molto migliore di chi lo ha preceduto. :D
 
Aerei Italiani ha scritto:
pilota54 ha scritto:
Tre esempi a caso? Brembo, Luxottica, Geox. Anche se, ovviamente, non sono certo di "primo pelo".

luxottica produce anche all'estero e si deve al "grande vecchio" onore al merito se non ha chiuso le fabbriche italiane come avebbero voluto i suoi manager...

i piccoli nel settore han tutti chiuso o quasi ....

geox, a detta dagli addetti del settore, produce solo all'estero ...

Tutte le grandi aziende italiane producono sia in Italia che all'estero, è un dato di fatto cui non sono esenti nemmeno le grandi aziende estere. E' ovvio che se produrre nel Paese X mi costa il 50% che qui vado a produrre là.
Anche la Tod's, che di solito promuove con orgoglio il proprio "made in Italy", fa le Hogan anche in Romania e le vende allo stesso prezzo di quelle fatte in Italia...............

Comunque si potrebbero fare tanti altri esempi di imprenditoria italiana di successo, dai vini veneti e siciliani agli orafi del vicentino, dalle aziende tessili del comasco ai pellami fiorentini, fino alle multinazionali estere che comunque danno lavoro, in Italia, a migliaia di operai e impiegati italiani.
Anche FCA, per restare nel comparto automobilistico, sta rafforzando le produzioni in Italia, da Melfi a Grugliasco, da Cassino a Termoli.

E poi c'è il turismo, "industria" sempre sottovalutata. L?Italia è la quinta destinazione turistica mondiale per numero di visitatori e per spesa dei turisti internazionali. Nel 2013 (dati certi) hanno visitato l'Italia 48 milioni di turisti spendendo 33 miliardi di euro (tutto PIL che cola.........).
E quest'anno c'è l'apporto dell'EXPO. E' un settore comunque che andrebbe sviluppato con più convinzione.

Cerchiamo di non essere sempre disfattisti e di vedere a volte il nostro caro bicchiere d'acqua mezzo pieno. :D E proviamo a fare in modo che la crescita non sia solo merito delle circostanze internazionali favorevoli, ma anche nostro, e quanto ho scritto qui sopra dice che forse è merito anche nostro.
 
Chi ha un azienda oggi deve difendersi da tutto dalla delinquenza, dalla crisi e dallo stato. Con queste premesse molti ancora arrancano, non chiudono, per raggiungere i contributi pensione, a malapena arrivano a racimolare un mezzo stipendio.
Poche aziende fanno ancora grandi volumi di cui più della metà li mangia lo stato.
Investire in un azienda oggi in Italia è da pazzi, anche nei progetti a valore aggiunto e tutto quel che si vuole bisogna andare con i piedi di piombo, basta un ritardato pagamento su una grande commessa e le banche ti divorano.

Discorso diverso invece nel sociale associato allo stato, settore che tira alla grande, gli agganci giusti un pò di fantasia e vai palanche facili, detassate e alla fine anche il premio e la lode.
 
Aerei Italiani ha scritto:
pilota54 ha scritto:
Tre esempi a caso? Brembo, Luxottica, Geox. Anche se, ovviamente, non sono certo di "primo pelo".

luxottica produce anche all'estero e si deve al "grande vecchio" onore al merito se non ha chiuso le fabbriche italiane come avebbero voluto i suoi manager...

i piccoli nel settore han tutti chiuso o quasi ....

geox, a detta dagli addetti del settore, produce solo all'estero ...

luxottica produce molto in italia a differenza di geox che produce quasi tutto all'estero. Divo quasi tutto perché ho una paio di movassini made in italy. Non ci volevo credere.... :D
 
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