<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> ITALA e OSCA... la storia continua... bis | Page 2 | Il Forum di Quattroruote

ITALA e OSCA... la storia continua... bis

È stato fatto per Mg che credo avesse una storia abbastanza più recente di queste e non credo che se ne sia mai fatto un problema, più che altro a parte la sonorità dei nomi io mi chiedo al grande pubblico questi marchi che rimandi danno, ma è un altro discorso
 
ma sarà ....
gia' e' difficile metter su un impanto gpl italiano su una "cinese" :emoji_blush:

figuriamoci "carrozzeria" "interni ed esterni" con quelle centinaia di sensori che ci mettono un po' tutti....

sempre piu' semplice applicare un "logo" all'auto bell'e pronta e via....
considerando gli investimenti relativamente contenuti, ipotizzo che De Risio abbia preso accordi con qualche produttore cinese per sviluppare una carrozzeria nuova da assemblare in Italia.
Quindi Italdesign sviluppa l'estetica, i cinesi pagano le attrezzature per poi fornire tutta la componentistica, carrozzeria ed interni inclusi (oltre a motori, pianali ecc).
Dr si occupa di sviluppare l'impianto di produzione su cui dovrebbero lavorare i 500 operai di cui parla l'articolo.

Se così fosse lo ritengo bel un passo in avanti dal punto di vista occupazionale rispetto al rebadging che fanno ora
 
considerando gli investimenti relativamente contenuti, ipotizzo che De Risio abbia preso accordi con qualche produttore cinese per sviluppare una carrozzeria nuova da assemblare in Italia.
Quindi Italdesign sviluppa l'estetica, i cinesi pagano le attrezzature per poi fornire tutta la componentistica, carrozzeria ed interni inclusi (oltre a motori, pianali ecc).
Dr si occupa di sviluppare l'impianto di produzione su cui dovrebbero lavorare i 500 operai di cui parla l'articolo.

Se così fosse lo ritengo bel un passo in avanti dal punto di vista occupazionale rispetto al rebadging che fanno ora
condivido
 
copio dall'articolo di Quattroruote:
Prende il via dal Mauto di Torino il progetto Historic Italian Brands (HIB), nato dalla mente di Massimo Di Risio, già fondatore del gruppo DR Automobiles, e che punta alla rinascita e al rilancio di due marchi storici dell'automobilismo italiano, ossia Itala e Osca, anche sui mercati internazionali (e questo spiega la scelta del nome inglese per questo progetto). Il primo modello a firma Itala ad arrivare sui mercati, il prossimo settembre, sarà la SUV media 35, venduta a 35.000 euro.

Il progetto Fabbrica Italia​

A sostenere questa operazione c'è il progetto industriale Fabbrica Italia, neocostituita società che si occuperà di gestire i due nuovi impianti che sorgeranno a Macchia d'Isernia, in Molise, dedicati esclusivamente alla preparazione delle auto firmate Itala e Osca: in questa prima fase sono già previsti sei modelli del marchio torinese e due per quello fondato dai fratelli Maserati. Il piano prevede investimenti per 50 milioni di euro e 500 assunzioni dirette. Il primo stabilimento, in fase di completamento, verrà inaugurato il prossimo settembre: realizzato interamente con il lavoro di aziende italiane, avrà un'alta flessibilità operativa, che permette di riconfigurare le linee in poche ore, così da adattarle in tempo (quasi) reale alla domanda della rete commerciale.

A questo proposito, il primo dealer per Itala e Osca ha sede proprio a Torino, in via Bologna: uno showroom gestito dal Gruppo Biauto nel quale sono esposti attualmente tre prototipi di Itala 35 e una vettura storica della Osca. Entro la fine del 2026 HIB punta ad aprire 50 showroom sul territorio nazionale, per poi dedicarsi ai mercati esteri.

Il look è firmato Italdesign​

Per quanto riguarda il marchio Itala, la base di partenza dei modelli in arrivo - a cominciare dalla Itala 35 - sarà fornita dal gruppo cinese Gac (telaio e powertrain), mentre la parte stilistica è stata assegnata a Italdesign. Internamente saranno invece curati gli interni, l'elettronica, l'infotaiment, le sospensioni e l'impianto frenante, con il coinvolgimento di altre realtà italiane dell'automotive, coordinate da Roberto Fedeli, ex Ferrari, Maserati e Aston Martin.

Itala 35​

Il primo modello del marchio Itala richiama la storica 35/45HP, vincitrice della Parigi-Pechino del 1907, ma è una più tradizionale SUV media, lunga 4.410 mm, larga 1.850, alta 1.600 e con un passo di 2.650 mm. Cinque i posti a sedere, con un bagagliaio che mette a disposizione 341 litri (1.271 con gli schienali della seconda fila abbassati). A muoverlo un 1.5 turbo benzina a iniezione diretta da 170 CV e 270 Nm di coppia, abbinato a un cambio a doppia frizione a sette rapporti e la trazione anteriore. La Itala 35 scatta da ferma a 100 km/h in 7,5 secondi e raggiunge la velocità massima di 190 km/h, con un consumo medio dichiarato di 6,8 l/100km, pari a 14,7 km/l.

Una crossover di carattere​

L'Itala 35 si distingue per uno stile aggressivo, a cominciare dal frontale con gruppi ottici sottili e la firma digitale composta da due elementi triangolari. Grande la calandra, nera con inserti cromati, mentre la fiancata è solcata da numerosi "tagli" che conferiscono dinamicità alla fiancata. Nel terzo montante è presente un inserto nero lucido con il logo Itala, che chiude idealmente le linee dei finestrini, mentre al posteriore gli elaborati fari a LED hanno un disegno trapezoidale. Il tetto nero a contrasto è di serie. Eleganti gli interni, dove spiccano inserti in Alcantara su plancia, pannelli porta e sedili, abbinati a pellami di origine italiana. Davanti al conducente, sotto una piccola palpebra, la strumentazione digitale da 7" affiancata al display da 10,25" dell'infotainment.

Sarà solo full optional​

La dotazione della Itala 35 sarà completa: cerchi da 20" con pneumatici Pirelli Zero, tetto panoramico apribile elettricamente, vetri posteriori oscurati, climatizzatore automatico, connettività wireless per Apple CarPlay e Android Auto, sedile guida regolabile elettricamente e ventilato, luci ambientali, portellone e specchietti elettrici, ricarica wireless per gli smartphone, telecamera a 360°, parcheggio automatico e guida assistita di livello 2. I clienti potranno solo scegliere la tinta della carrozzeria (anche con wrapping su misura) e la combinazione di colori e materiali per gli interni.

I prossimi modelli​

Nel corso dei prossimi mesi Itala presenterà altri cinque modelli, tutti con powertrain elettrificati: plug-in, full hybrid, range-extender e 100% elettrici. Le prime ad arrivare, dopo la Itala 35, saranno altre due SUV: la Itala 56, lunga 4,68 metri, con motore da 170 CV e tecnologia range extender, e la Itala 61, ibrida plug-in da 4,98 metri e 231 CV di potenza. Più avanti sarà poi la volta di una compatta lunga 3,9 metri, "raffinata ed elegante, perfetta per la mobilità urbana".

link: https://www.quattroruote.it/news/nuovi-modelli/2026/05/18/itala_35.html
 
Mi sembra più un "progetto" per drenare finanziamenti pubblici a fondo perduto, che altro.
è sempre una macchina cinese importata in Italia e con un ultima fase di assemblaggio e rifinitura in Italia, si citano Italdesign e Fedeli ma l'atelier di design secondo me si è limitata a fare una consulenza sui dettagli da modificare per camuffare la provenienza originale (la GAC GS3 Emzoom) mentre il Team di Fedeli magari per coordinare il marketing e sistemare un pò il setup delle sospensioni per darle un pò di carattere (magari in cina preferiscono un setup più morbido) Detto ciò c'è del lavoro che viene svolto da manodopera italiana in Italia, più della Ypsilon fatta in spagna e della Junior fatta in polonia.
 
saro' forse un po' grezzo ma, se uno cambia continuamente marchio... io sento puzza di bruciato.
se fai un buon prodotto, il marchio diventa sinonimo di garanzia, come han fatto MB o BMW .
altrimenti, che bisogno c'e' di usare diversi brand, per vendere la stessa cosa?
quanti ne ha adesso?
dr, evo, sportequipe, ich-x , Tiger, Itala, osca... e ne avro' di sicuro mancato qualcuno.
leggevo che con più marchi fraziona le vendite, che se superano una certa cifra comporta non so più beene cosa, forse per limit a emissioni o omologazione più complicata (= più seria). poi non so se voci, ma immagino che già solo fare crash test seri interni costi, e su numeri così piccoli per modello su auto certo non costose...
 
leggevo che con più marchi fraziona le vendite, che se superano una certa cifra comporta non so più beene cosa, forse per limit a emissioni o omologazione più complicata (= più seria). poi non so se voci, ma immagino che già solo fare crash test seri interni costi, e su numeri così piccoli per modello su auto certo non costose...
beh da quel che si legge, appunto, i primi clienti faranno da "beta" tester avanzato....
 
dall'articolo di Quattroruote intendo che si tratta qualcosa di diverso dai soliti rebadging attuali.
Si parla di design Italdesign da cui immagino che si tratti di una carrozzeria inedita sia per esterni che per interni.
Assodato poi che pianale e motori saranno cinesi, si prospetta però una parte della produzione in Italia.
Quindi un netto passo in avanti rispetto a quanto fanno fino ad oggi.

L'aspetto che mi lascia un poco perplesso è come si possa mettere in piedi un progetto di questa portata con "soli" 50 milioni, che sono una cifra piuttosto contenuta per realizzare da nuovo carrozzeria ed interni
Ecco, purtroppo non è così ( per il design).
Questa è la base di partenza;
Trumpchi GS3 Yings
Italdesign quale lavoro avrebbe fatto per farla diventare una Itala?
Poi sull’investimento di 50 milioni, non è una fabbrica ma solo una grande struttura dove aprono i container arrivati dalla Cina e li assemblano.
Per una vera fabbrica quel valore va moltiplicato per 20, almeno.
 
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