Quando ero suo coetaneo, forse qualcosa più piccolo, avevo lo stesso problema. Un giorno, il ripetente di classe, classico bulletto, mi rubò dalla cartella il tema da fare per casa durante la ricreazione e lo lesse nell'ora successiva spacciandolo per suo. Ovviamente, io ero senza compiti e suggerii al professore di controllare la grafia del tema letto dal tipo. Non l'avessi mai fatto. Lui e la sua "banda" mi hanno tormentato per mesi, ogni mattina dovevo cambiare strada per andare a scuola e tornare a casa perchè questi facevano gli appostamenti apposta per minacciarmi. Quante ne ho prese! Non volevo aiuto dai miei genitori, avrebbe solo peggiorato le cose. Alla fine, con un po' di testa, e capendo come vanno le cose nei "branchi", decisi di dare appuntamento a questo ragazzotto per menarci "da soli", senza l'aiuto del suo gruppo. Accettò, forte del fatto che era ben più grosso di me. Ma non sapeva che io, pur da sempre contrario alla violenza, le mani le sapevo menare (ero cintura blu di judo). Pur senza fargli male, lo misi a terra con un seoi e lo immobilizzai con una leva al braccio. Lo umiliai davanti al "branco". Da quel giorno le parti si sono invertite, lui da quello che "menava" è diventato quello che "le ha prese da Maria" (è il mio secondo nome), mi ha sempre portato rispetto così come la sua combricola. Ora siamo amici, lui si è messo in riga e gioca a rugby da professionista.