<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> In Italia in calo i giovani | Page 2 | Il Forum di Quattroruote

In Italia in calo i giovani

99octane ha scritto:
belpietro ha scritto:
chiunque.

certo che poi bisogna rinunciare alla coupè e al parrucchiere tre volte la settimana, e ai w.e. lunghi con il last minute, e ai rave e alle notti bianche, e ...

Certo, come no. Ma ti rendi conto che in Italia Se scegli l'universita' cominci a lavorare in media a 27 anni, con stipendi assurdi e la casa resta un miraggio?
Hai voglia a dire "fate figli" quando persino per chi e' benestante l'onere economico e' enorme! In svezia e norvegia il bilancio e' in positivo, ma li' lo Stato ti aiuta DAVVERO.
su, non raccontiamoci favole...

già.
infatti la specie umana si è riprodotta per centomila anni non perché culturalmente dava alla discendenza un valore elevato, ma perché lo Stato li aiutava davvero.
è per quello che in Paesi a basso reddito si riempiono di figli: perché lo Stato li aiuta davvero.

proprio delle belle favole.
 
belpietro ha scritto:
99octane ha scritto:
belpietro ha scritto:
chiunque.

certo che poi bisogna rinunciare alla coupè e al parrucchiere tre volte la settimana, e ai w.e. lunghi con il last minute, e ai rave e alle notti bianche, e ...

Certo, come no. Ma ti rendi conto che in Italia Se scegli l'universita' cominci a lavorare in media a 27 anni, con stipendi assurdi e la casa resta un miraggio?
Hai voglia a dire "fate figli" quando persino per chi e' benestante l'onere economico e' enorme! In svezia e norvegia il bilancio e' in positivo, ma li' lo Stato ti aiuta DAVVERO.
su, non raccontiamoci favole...

già.
infatti la specie umana si è riprodotta per centomila anni non perché culturalmente dava alla discendenza un valore elevato, ma perché lo Stato li aiutava davvero.
è per quello che in Paesi a basso reddito si riempiono di figli: perché lo Stato li aiuta davvero.

proprio delle belle favole.

La solita storiella dello Stato assistenzialista, ultimo baluardo per chi vuole trovare alibi e sottrarsi ad una discussione seria.
 
belpietro ha scritto:
99octane ha scritto:
belpietro ha scritto:
chiunque.

certo che poi bisogna rinunciare alla coupè e al parrucchiere tre volte la settimana, e ai w.e. lunghi con il last minute, e ai rave e alle notti bianche, e ...

Certo, come no. Ma ti rendi conto che in Italia Se scegli l'universita' cominci a lavorare in media a 27 anni, con stipendi assurdi e la casa resta un miraggio?
Hai voglia a dire "fate figli" quando persino per chi e' benestante l'onere economico e' enorme! In svezia e norvegia il bilancio e' in positivo, ma li' lo Stato ti aiuta DAVVERO.
su, non raccontiamoci favole...

già.
infatti la specie umana si è riprodotta per centomila anni non perché culturalmente dava alla discendenza un valore elevato, ma perché lo Stato li aiutava davvero.
è per quello che in Paesi a basso reddito si riempiono di figli: perché lo Stato li aiuta davvero.

proprio delle belle favole.
:shock:
 
elancia ha scritto:
belpietro ha scritto:
99octane ha scritto:
belpietro ha scritto:
chiunque.

certo che poi bisogna rinunciare alla coupè e al parrucchiere tre volte la settimana, e ai w.e. lunghi con il last minute, e ai rave e alle notti bianche, e ...

Certo, come no. Ma ti rendi conto che in Italia Se scegli l'universita' cominci a lavorare in media a 27 anni, con stipendi assurdi e la casa resta un miraggio?
Hai voglia a dire "fate figli" quando persino per chi e' benestante l'onere economico e' enorme! In svezia e norvegia il bilancio e' in positivo, ma li' lo Stato ti aiuta DAVVERO.
su, non raccontiamoci favole...

già.
infatti la specie umana si è riprodotta per centomila anni non perché culturalmente dava alla discendenza un valore elevato, ma perché lo Stato li aiutava davvero.
è per quello che in Paesi a basso reddito si riempiono di figli: perché lo Stato li aiuta davvero.

proprio delle belle favole.

La solita storiella dello Stato assistenzialista, ultimo baluardo per chi vuole trovare alibi e sottrarsi ad una discussione seria.

mi pare proprio che l'alibi dell'assistenzialismo mancato non l'abbia trovato io.
 
belpietro ha scritto:
elancia ha scritto:
belpietro ha scritto:
99octane ha scritto:
belpietro ha scritto:
chiunque.

certo che poi bisogna rinunciare alla coupè e al parrucchiere tre volte la settimana, e ai w.e. lunghi con il last minute, e ai rave e alle notti bianche, e ...

Certo, come no. Ma ti rendi conto che in Italia Se scegli l'universita' cominci a lavorare in media a 27 anni, con stipendi assurdi e la casa resta un miraggio?
Hai voglia a dire "fate figli" quando persino per chi e' benestante l'onere economico e' enorme! In svezia e norvegia il bilancio e' in positivo, ma li' lo Stato ti aiuta DAVVERO.
su, non raccontiamoci favole...

già.
infatti la specie umana si è riprodotta per centomila anni non perché culturalmente dava alla discendenza un valore elevato, ma perché lo Stato li aiutava davvero.
è per quello che in Paesi a basso reddito si riempiono di figli: perché lo Stato li aiuta davvero.

proprio delle belle favole.

La solita storiella dello Stato assistenzialista, ultimo baluardo per chi vuole trovare alibi e sottrarsi ad una discussione seria.

mi pare proprio che l'alibi dell'assistenzialismo mancato non l'abbia trovato io.

E' vero, ma quello dei paesi Scandinavi non è assistenzialismo, è PRESENZA dello Stato nella vita delle persone (che pagano le tasse).
Là forse si sono resi conto che la qualità della vita può essere un fattore importante per la crescita del Paese.
I sorrisi elettorali e gli incitamenti a spendere non bastano più... ...l'acqua è alla gola e la gente sta dando dei segnali inequivocabili.
 
Se non siamo ancora con il culo per terra è merito della storica propensione al risparmio della vecchia generazione. Le nuove sono orientate in senso opposto e preferiscono non avere figli e farsi la settimana bianca, farsi la macchina da 30mila euro, farsi la settimana al mar rosso ecc ecc.
Vedo anche i miei amici che lavorano (operai eh, mica direttori di banca): entra 100 e spendono 80.
 
elancia ha scritto:
belpietro ha scritto:
chiunque.

certo che poi bisogna rinunciare alla coupè e al parrucchiere tre volte la settimana, e ai w.e. lunghi con il last minute, e ai rave e alle notti bianche, e ...

Penso che un precario altro che alla coupè pensi.

Parlo di gente che gira in motorino e divide l'affitto. Gente che se va bene prende 800 euro al mese senza alcun tipo di assunzione e, a volte, neppure di contratto. Pedine intercambiabili che lavorano sotto ricatto. La tua visione è, forse inconsapevolmente, sintomatica di una frattura generazionale tra il mondo del minimo possibile e quello in cui il minimo non esiste più.
La verità è che per i giovani d'oggi, in Italia, non introdotti nè con entrate fisse, l'unico, ultimo espediente a cui ricorrere per progettare il futuro sono le rendite, le pensioni e la disponibilità dei genitori.
Il passato come base per il futuro, che bello, soprattutto quanto è giusto!

I giovani sono meno? Meglio forse.

E non tirate fuori la storiella che il lavoro c'è sempre e l'idraulico fa il signore, per favore.

Se ti fa piacere non la tiriamo fuori però, un paio di mesi fa se non ricordo male, in un TG fecero un servizio dove per certi mestieri la richiesta di "braccia" era di gran lunga superiore a quante ce ne fossero disponibili.

Pacifico che non servono avvocati, medici, architetti ed ancora di meno psicologi e filosofi ..... insomma c'è da fare un po' di fatica, sporcarsi le mani.
 
ilSagittario ha scritto:
elancia ha scritto:
belpietro ha scritto:
chiunque.

certo che poi bisogna rinunciare alla coupè e al parrucchiere tre volte la settimana, e ai w.e. lunghi con il last minute, e ai rave e alle notti bianche, e ...

Penso che un precario altro che alla coupè pensi.

Parlo di gente che gira in motorino e divide l'affitto. Gente che se va bene prende 800 euro al mese senza alcun tipo di assunzione e, a volte, neppure di contratto. Pedine intercambiabili che lavorano sotto ricatto. La tua visione è, forse inconsapevolmente, sintomatica di una frattura generazionale tra il mondo del minimo possibile e quello in cui il minimo non esiste più.
La verità è che per i giovani d'oggi, in Italia, non introdotti nè con entrate fisse, l'unico, ultimo espediente a cui ricorrere per progettare il futuro sono le rendite, le pensioni e la disponibilità dei genitori.
Il passato come base per il futuro, che bello, soprattutto quanto è giusto!

I giovani sono meno? Meglio forse.

E non tirate fuori la storiella che il lavoro c'è sempre e l'idraulico fa il signore, per favore.

Se ti fa piacere non la tiriamo fuori però, un paio di mesi fa se non ricordo male, in un TG fecero un servizio dove per certi mestieri la richiesta di "braccia" era di gran lunga superiore a quante ce ne fossero disponibili.

Pacifico che non servono avvocati, medici, architetti ed ancora di meno psicologi e filosofi ..... insomma c'è da fare un po' di fatica, sporcarsi le mani.
Anche questa è una bella leggenda metropolitana, perlomeno dalle mie parti.
Ho un paio di amici idraulici, uno è in proprio e fa una fatica boia a tirare avanti, la'ltro ha dovuto mollare ed andare a lavorare come dipendente...
Un amico cuoco e pasticcere dopo aver lavorato al quadri di piazza san marco questa stagione è lavora al paesello a cucinare per le cresime in una cooperativa... il fratello di mia cognata ha provato come panettiere, ha smesso dopo 2 anni, si spaccava la schiena e non prendeva una mazza....
 
elancia ha scritto:
E' vero, ma quello dei paesi Scandinavi non è assistenzialismo, è PRESENZA dello Stato nella vita delle persone (che pagano le tasse).
Là forse si sono resi conto che la qualità della vita può essere un fattore importante per la crescita del Paese.
I sorrisi elettorali e gli incitamenti a spendere non bastano più... ...l'acqua è alla gola e la gente sta dando dei segnali inequivocabili.

l'altro Paese con un grave calo di giovani è la Germania.
che non mi pare arretrata né come redditi né come presenza dello Stato.

ribadisco: che ci siano anche molti casi personali in cui si presentano delle oggettive difficoltà è verissimo, mancherebbe altro di metterlo in discussione.
ciò non toglie che le oggettive difficoltà le hanno anche in altri Paesi e le hanno sempre avute TUTTI fino a poche decine d'anni fa

fuori dai casi personali, dal punto di vista statistico dei grandi numeri la faccenda è prettamente culturale, non materiale: il Censis sostiene che dei 30/35enni che vivono in famiglia una quota minoritaria lo faccia per necessità (40%) e il resto per comodità.
fino a 30 anni l'ho fatto anche io; io facevo parte del 60% per comodità.

sempre dal punto di vista statistico, non è solo una questione di non avere bambini ma anche della diffusione del figlio unico, che ovviamente diminuisce la popolazione; personalmente rinuncio a citare l'occhiometro, ma osservo che dal punto di vista economico dove ne tiri su uno ne tiri su due o tre senza tanta differenza.
il figlio unico è questione di scelta (legittima, ribadisco) non di particolare difficoltà di avere il secondo.
 
jaccos ha scritto:
ilSagittario ha scritto:
elancia ha scritto:
belpietro ha scritto:
chiunque.

certo che poi bisogna rinunciare alla coupè e al parrucchiere tre volte la settimana, e ai w.e. lunghi con il last minute, e ai rave e alle notti bianche, e ...

Penso che un precario altro che alla coupè pensi.

Parlo di gente che gira in motorino e divide l'affitto. Gente che se va bene prende 800 euro al mese senza alcun tipo di assunzione e, a volte, neppure di contratto. Pedine intercambiabili che lavorano sotto ricatto. La tua visione è, forse inconsapevolmente, sintomatica di una frattura generazionale tra il mondo del minimo possibile e quello in cui il minimo non esiste più.
La verità è che per i giovani d'oggi, in Italia, non introdotti nè con entrate fisse, l'unico, ultimo espediente a cui ricorrere per progettare il futuro sono le rendite, le pensioni e la disponibilità dei genitori.
Il passato come base per il futuro, che bello, soprattutto quanto è giusto!

I giovani sono meno? Meglio forse.

E non tirate fuori la storiella che il lavoro c'è sempre e l'idraulico fa il signore, per favore.

Se ti fa piacere non la tiriamo fuori però, un paio di mesi fa se non ricordo male, in un TG fecero un servizio dove per certi mestieri la richiesta di "braccia" era di gran lunga superiore a quante ce ne fossero disponibili.

Pacifico che non servono avvocati, medici, architetti ed ancora di meno psicologi e filosofi ..... insomma c'è da fare un po' di fatica, sporcarsi le mani.
Anche questa è una bella leggenda metropolitana, perlomeno dalle mie parti.
Ho un paio di amici idraulici, uno è in proprio e fa una fatica boia a tirare avanti, la'ltro ha dovuto mollare ed andare a lavorare come dipendente...
Un amico cuoco e pasticcere dopo aver lavorato al quadri di piazza san marco questa stagione è lavora al paesello a cucinare per le cresime in una cooperativa... il fratello di mia cognata ha provato come panettiere, ha smesso dopo 2 anni, si spaccava la schiena e non prendeva una mazza....

Quando si lavora in proprio conta molto anche la capcità, la serietà e la voglia si sacrifcarsi.
Nessuno dice che una volta che sei falegname diventi ricco però è un dato di fatto che di falegnami ce ne siano pochi e non è detto che si debba avere partita IVA ma si può anche lavoarare come dipendenti. 1000 euro in tasca sono una cosa .... niente è molto di meno.
 
BARON SAMEDI X ha scritto:
ilSagittario ha scritto:
Se ti fa piacere non la tiriamo fuori però, un paio di mesi fa se non ricordo male, in un TG fecero un servizio dove per certi mestieri la richiesta di "braccia" era di gran lunga superiore a quante ce ne fossero disponibili.

Pacifico che non servono avvocati, medici, architetti ed ancora di meno psicologi e filosofi ..... insomma c'è da fare un po' di fatica, sporcarsi le mani.

In quale, nel TG4 ??

Ho cose più intelligenti da fare che risponderti.
 
ilSagittario ha scritto:
jaccos ha scritto:
ilSagittario ha scritto:
elancia ha scritto:
belpietro ha scritto:
chiunque.

certo che poi bisogna rinunciare alla coupè e al parrucchiere tre volte la settimana, e ai w.e. lunghi con il last minute, e ai rave e alle notti bianche, e ...

Penso che un precario altro che alla coupè pensi.

Parlo di gente che gira in motorino e divide l'affitto. Gente che se va bene prende 800 euro al mese senza alcun tipo di assunzione e, a volte, neppure di contratto. Pedine intercambiabili che lavorano sotto ricatto. La tua visione è, forse inconsapevolmente, sintomatica di una frattura generazionale tra il mondo del minimo possibile e quello in cui il minimo non esiste più.
La verità è che per i giovani d'oggi, in Italia, non introdotti nè con entrate fisse, l'unico, ultimo espediente a cui ricorrere per progettare il futuro sono le rendite, le pensioni e la disponibilità dei genitori.
Il passato come base per il futuro, che bello, soprattutto quanto è giusto!

I giovani sono meno? Meglio forse.

E non tirate fuori la storiella che il lavoro c'è sempre e l'idraulico fa il signore, per favore.

Se ti fa piacere non la tiriamo fuori però, un paio di mesi fa se non ricordo male, in un TG fecero un servizio dove per certi mestieri la richiesta di "braccia" era di gran lunga superiore a quante ce ne fossero disponibili.

Pacifico che non servono avvocati, medici, architetti ed ancora di meno psicologi e filosofi ..... insomma c'è da fare un po' di fatica, sporcarsi le mani.
Anche questa è una bella leggenda metropolitana, perlomeno dalle mie parti.
Ho un paio di amici idraulici, uno è in proprio e fa una fatica boia a tirare avanti, la'ltro ha dovuto mollare ed andare a lavorare come dipendente...
Un amico cuoco e pasticcere dopo aver lavorato al quadri di piazza san marco questa stagione è lavora al paesello a cucinare per le cresime in una cooperativa... il fratello di mia cognata ha provato come panettiere, ha smesso dopo 2 anni, si spaccava la schiena e non prendeva una mazza....

Quando si lavora in proprio conta molto anche la capcità, la serietà e la voglia si sacrifcarsi.
Nessuno dice che una volta che sei falegname diventi ricco però è un dato di fatto che di falegnami ce ne siano pochi e non è detto che si debba avere partita IVA ma si può anche lavoarare come dipendenti. 1000 euro in tasca sono una cosa .... niente è molto di meno.
Certo, ma nessuno calcola che per 1 che ce la fa 10 ci lasciano le penne... e chi fa il dipendente prende meno di quel che si pensa...
 
99octane ha scritto:
Si e' passati dal 28% al 23% di popolazione under 30 (se non ricordo male il dato appena trasmesso).
Motivo?
Non si fanno abbastanza bambini. E quale italiano responsabile puo' permettersi oggi di fare bambini? :rolleyes:

Forse dipende anche dal fatto che per fare i bambini (nonostante il parere di Arcigay) ci vuole la cooperazione fra un uomo e una donna, e di questi tempi le donne sembrano un pochettìn più interessate alla carriera che alla maternità.
 
maddeche! ha scritto:
99octane ha scritto:
Si e' passati dal 28% al 23% di popolazione under 30 (se non ricordo male il dato appena trasmesso).
Motivo?
Non si fanno abbastanza bambini. E quale italiano responsabile puo' permettersi oggi di fare bambini? :rolleyes:

Forse dipende anche dal fatto che per fare i bambini (nonostante il parere di Arcigay) ci vuole la cooperazione fra un uomo e una donna, e di questi tempi le donne sembrano un pochettìn più interessate alla carriera che alla maternità.
O forse dipende dal fatto che fare il padre non significa fare il soprammobile e quindi si è genitori in 2.... cosa che molti, moltissimi maschi italiani continuano ad ignorare....
 
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