<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Impressionante...altro che film di guerra! | Page 6 | Il Forum di Quattroruote

Impressionante...altro che film di guerra!

99octane ha scritto:
acrobat_68 ha scritto:
dexxter ha scritto:
se vi capita, guardate il film "The house of brave"; all'iniìzio, quando su Humvee e blindati gli yankees passano nei villaggi, ti fa capire in che stato sono i soldati.
Stessa cosa nel film The hurt locker.
Troppo comado giudicare stando in poltrona.
Concordo su The Hurt Locker, che ho visto recentemente: la paura si può quasi respirare e per questo l'ho trovato davvero claustrofobico, per quanto fosse inondato dalla luce del sole iraqeno.
Quanto al giudizio, lungi da me: la mia affermazione iniziale non voleva essere una valutazione, morale o di altro tipo, ma solo l'affermazione di quanto la scena mi avesse colpito e di quanto la realtà sia differente da certa finzione cinematografica (in particolare, quando spara i proiettili da 30 mm, non c'è scudo che tenga dietro cui ripararsi).

Gia'... :(
Di filmati ne ho visti diversi, e in generale sono abbastanza agghiaccianti.
Ti assicuro che anche solo esercitarsi con una punizione per chi si fa "ammazzare" alza la posta in gioco di parecchio, e innervosisce assai.
Non voglio nemmeno immaginare cosa sia quando c'e' in gioco davvero la pelle.
Ho parlato a lungo con due veterani, e i racconti mi sono bastati. :(
Per questo me la prendo tanto quando vedo qualcuno sentenziare comodamente e trinciar giudizi.
Mai come in questo caso "non giudicare qualcuno senza aver camminato un miglio nelle sue scarpe"... specie quando in un miglio potresti rischiare di finire ammazzato cento volte in cinquanta modi diversi. :rolleyes:
Si, concordo tristemente con te. Il senso iniziale del 3ead in effetti era proprio questo, ovvero la distanza fra realtà e finzione: qualcosa che forse i tanti film di guerra ci hanno fatto dimenticare.
 
speed64 ha scritto:
Nessuno di noi forumisti e' mai stato in zone di guerra (almeno credo ) e nemmeno competenze tecniche relative a cose militari.Diventa difficile se non impossibile giudicare l'operato di chi ha agito.Comunque da profano penso che girare sopra un agglomerato urbano sapendo che di sotto c'e' qualcuno e potrebbe essere chiunque pronto a spedirmi al Creatore con un RPG renda quasi inevitabili incidenti come quello accaduto.Parlo di incidente in quanto dal video si arguisce che prima di fare fuoco e' stata rispettata una procedura.Ora l'ideale sarebbe che non ci fossero guerre e gli elicotteri servissero solo per turismo... :rolleyes: Ma questo e' un altro discorso.... :(

Qui ti sbagli, io ci sono stato eccome in missione in zona di guerra e ti posso dire una cosa anche se non mi è fortunatamente mai capitata una situazione critica nella quale ho dovuto decidere in pochi secondi se chi avevo di fronte era un nemico o un amico, da noi girava un motto:"meglio un cattivo processo che un buon funerale"
Quando sei sotto costante minaccia e giorno dopo giorno i tuoi commilitoni se ne vanno in tanti sacchi di plastica nera nei casi dubbi si spara, purtroppo questa è la guerra
 
dukeiiktm ha scritto:
speed64 ha scritto:
Nessuno di noi forumisti e' mai stato in zone di guerra (almeno credo ) e nemmeno competenze tecniche relative a cose militari.Diventa difficile se non impossibile giudicare l'operato di chi ha agito.Comunque da profano penso che girare sopra un agglomerato urbano sapendo che di sotto c'e' qualcuno e potrebbe essere chiunque pronto a spedirmi al Creatore con un RPG renda quasi inevitabili incidenti come quello accaduto.Parlo di incidente in quanto dal video si arguisce che prima di fare fuoco e' stata rispettata una procedura.Ora l'ideale sarebbe che non ci fossero guerre e gli elicotteri servissero solo per turismo... :rolleyes: Ma questo e' un altro discorso.... :(

Qui ti sbagli, io ci sono stato eccome in missione in zona di guerra e ti posso dire una cosa anche se non mi è fortunatamente mai capitata una situazione critica nella quale ho dovuto decidere in pochi secondi se chi avevo di fronte era un nemico o un amico, da noi girava un motto:"meglio un cattivo processo che un buon funerale"
Quando sei sotto costante minaccia e giorno dopo giorno i tuoi commilitoni se ne vanno in tanti sacchi di plastica nera nei casi dubbi si spara, purtroppo questa è la guerra
Ne prendo atto e comprendo perfettamente quello che dici.
 
Gunsite ha scritto:
se vogliamo parlarne seriamente partiamo da questa considerazione: verso la fine della seconda WWW tutti e dico TUTTI gli alleati, dai russi agli americani, agli inglesi, hanno bombardato coscentemente molte città tedesche radendole al suolo ben sapendo di sterminare la popolazione civile, ma nessuno ha mai obbiettato niente....
Se la memoria non mi tradisce e' stata infatti la IIGM il primo caso dove la "guerra" e' entrata direttamente nelle varie popolazioni e dove i civili sono stati direttamente esposti al conflitto (non parlo di 'esposti' tipo schiavi del nuovo sovrano, oppure vittime di un assedio medioevale, ecc.)
 
dukeiiktm ha scritto:
speed64 ha scritto:
Nessuno di noi forumisti e' mai stato in zone di guerra (almeno credo ) e nemmeno competenze tecniche relative a cose militari.Diventa difficile se non impossibile giudicare l'operato di chi ha agito.Comunque da profano penso che girare sopra un agglomerato urbano sapendo che di sotto c'e' qualcuno e potrebbe essere chiunque pronto a spedirmi al Creatore con un RPG renda quasi inevitabili incidenti come quello accaduto.Parlo di incidente in quanto dal video si arguisce che prima di fare fuoco e' stata rispettata una procedura.Ora l'ideale sarebbe che non ci fossero guerre e gli elicotteri servissero solo per turismo... :rolleyes: Ma questo e' un altro discorso.... :(

Qui ti sbagli, io ci sono stato eccome in missione in zona di guerra e ti posso dire una cosa anche se non mi è fortunatamente mai capitata una situazione critica nella quale ho dovuto decidere in pochi secondi se chi avevo di fronte era un nemico o un amico, da noi girava un motto:"meglio un cattivo processo che un buon funerale"
Quando sei sotto costante minaccia e giorno dopo giorno i tuoi commilitoni se ne vanno in tanti sacchi di plastica nera nei casi dubbi si spara, purtroppo questa è la guerra
Sì, io ho capito dei commilitoni portati via in dei sacchi di plastica, ma un comportamento come questo che legittima la possibilità di ammazzare uno che gira per strada per i cavoli suoi come faccio io a Piazza di Spagna, forse è una delle ragioni per la quale tanti se ne vanno nei sacchi stessi.
Mi spiego: se dopo aver fatto nostro il motto del cattivo processo facciamo saltare la testa a un ragazzino con un bastone in mano perché sembra un mitra, mi sembra ovvio che se io fossi il padre qualche simpatico attentato terroristico lo potrei anche mettere in cantiere per il weekend, o no?
Quel che voglio dire è che è proprio questa mentalità a rendere le guerre infinite e inevitabili.
Io rispetto le forze armate, di fronte alle tragedie taccio e porto rispetto, e riconosco i limiti di un pacifismo fine a se stesso.
Ma quello che capisco è che esiste quel pacifismo oltranzista proprio perché esiste la mentalità opposta, quella fatta dall'arroganza del più forte, che si alimenta del fatto che altri lo possano odiare, e non corre il rischio di farsi ammazzare da chi lo odia, ammazzandolo prima lui.
Questo è un problema, non ho la soluzione, ma so che così non se ne esce.
Claudio
 
Claudio b. ha scritto:
dukeiiktm ha scritto:
speed64 ha scritto:
Nessuno di noi forumisti e' mai stato in zone di guerra (almeno credo ) e nemmeno competenze tecniche relative a cose militari.Diventa difficile se non impossibile giudicare l'operato di chi ha agito.Comunque da profano penso che girare sopra un agglomerato urbano sapendo che di sotto c'e' qualcuno e potrebbe essere chiunque pronto a spedirmi al Creatore con un RPG renda quasi inevitabili incidenti come quello accaduto.Parlo di incidente in quanto dal video si arguisce che prima di fare fuoco e' stata rispettata una procedura.Ora l'ideale sarebbe che non ci fossero guerre e gli elicotteri servissero solo per turismo... :rolleyes: Ma questo e' un altro discorso.... :(

Qui ti sbagli, io ci sono stato eccome in missione in zona di guerra e ti posso dire una cosa anche se non mi è fortunatamente mai capitata una situazione critica nella quale ho dovuto decidere in pochi secondi se chi avevo di fronte era un nemico o un amico, da noi girava un motto:"meglio un cattivo processo che un buon funerale"
Quando sei sotto costante minaccia e giorno dopo giorno i tuoi commilitoni se ne vanno in tanti sacchi di plastica nera nei casi dubbi si spara, purtroppo questa è la guerra
Sì, io ho capito dei commilitoni portati via in dei sacchi di plastica, ma un comportamento come questo che legittima la possibilità di ammazzare uno che gira per strada per i cavoli suoi come faccio io a Piazza di Spagna, forse è una delle ragioni per la quale tanti se ne vanno nei sacchi stessi.
Mi spiego: se dopo aver fatto nostro il motto del cattivo processo facciamo saltare la testa a un ragazzino con un bastone in mano perché sembra un mitra, mi sembra ovvio che se io fossi il padre qualche simpatico attentato terroristico lo potrei anche mettere in cantiere per il weekend, o no?
Quel che voglio dire è che è proprio questa mentalità a rendere le guerre infinite e inevitabili.
Io rispetto le forze armate, di fronte alle tragedie taccio e porto rispetto, e riconosco i limiti di un pacifismo fine a se stesso.
Ma quello che capisco è che esiste quel pacifismo oltranzista proprio perché esiste la mentalità opposta, quella fatta dall'arroganza del più forte, che si alimenta del fatto che altri lo possano odiare, e non corre il rischio di farsi ammazzare da chi lo odia, ammazzandolo prima lui.
Questo è un problema, non ho la soluzione, ma so che così non se ne esce.
Claudio
Concordo su molto di quello che scrivi, soprattutto del circolo terribile della violenza. Certo mi rimane difficile comprendere come, passeggiare per Piazza di Spagna sia equiparabile alle strade di Baghdad.. :rolleyes:
 
Claudio b. ha scritto:
dukeiiktm ha scritto:
speed64 ha scritto:
Nessuno di noi forumisti e' mai stato in zone di guerra (almeno credo ) e nemmeno competenze tecniche relative a cose militari.Diventa difficile se non impossibile giudicare l'operato di chi ha agito.Comunque da profano penso che girare sopra un agglomerato urbano sapendo che di sotto c'e' qualcuno e potrebbe essere chiunque pronto a spedirmi al Creatore con un RPG renda quasi inevitabili incidenti come quello accaduto.Parlo di incidente in quanto dal video si arguisce che prima di fare fuoco e' stata rispettata una procedura.Ora l'ideale sarebbe che non ci fossero guerre e gli elicotteri servissero solo per turismo... :rolleyes: Ma questo e' un altro discorso.... :(

Qui ti sbagli, io ci sono stato eccome in missione in zona di guerra e ti posso dire una cosa anche se non mi è fortunatamente mai capitata una situazione critica nella quale ho dovuto decidere in pochi secondi se chi avevo di fronte era un nemico o un amico, da noi girava un motto:"meglio un cattivo processo che un buon funerale"
Quando sei sotto costante minaccia e giorno dopo giorno i tuoi commilitoni se ne vanno in tanti sacchi di plastica nera nei casi dubbi si spara, purtroppo questa è la guerra
Sì, io ho capito dei commilitoni portati via in dei sacchi di plastica, ma un comportamento come questo che legittima la possibilità di ammazzare uno che gira per strada per i cavoli suoi come faccio io a Piazza di Spagna, forse è una delle ragioni per la quale tanti se ne vanno nei sacchi stessi.
Mi spiego: se dopo aver fatto nostro il motto del cattivo processo facciamo saltare la testa a un ragazzino con un bastone in mano perché sembra un mitra, mi sembra ovvio che se io fossi il padre qualche simpatico attentato terroristico lo potrei anche mettere in cantiere per il weekend, o no?
Quel che voglio dire è che è proprio questa mentalità a rendere le guerre infinite e inevitabili.
Io rispetto le forze armate, di fronte alle tragedie taccio e porto rispetto, e riconosco i limiti di un pacifismo fine a se stesso.
Ma quello che capisco è che esiste quel pacifismo oltranzista proprio perché esiste la mentalità opposta, quella fatta dall'arroganza del più forte, che si alimenta del fatto che altri lo possano odiare, e non corre il rischio di farsi ammazzare da chi lo odia, ammazzandolo prima lui.
Questo è un problema, non ho la soluzione, ma so che così non se ne esce.
Claudio

Ciò che scrivi è assolutamente condivisibile se fossimo in un mondo senza minaccie.... ;)
Purtroppo il terrorismo internazionale c'è ed è reale e minaccia seriamente la vita dei nostri soldati ma anche di noi che siamo qui a scrivere sulla tastiera.
C'è tempo per il pacifismo e tempo per l'azione. Ghandi è stato un grande, una persona magnifica e saggia ma aveva a che fare con gli inglesi. Secondo te che fine avrebbe fatto se l'occupazione fosse stata, chessò, di una germania nazista?
E' giusto evitare la guerra, ma a volte diventa necessaria e quando sei in guerra le regole cambiano. Uno può anche non condividere le motivazioni, ma se sei un giornalista che in un teatro di guerra va in giro senza simboli di riconoscimento e con strumenti che possono passare per un'arma se visti da distante, ringrazia il cielo se riesci a portare a casa la pellaccia alla sera. I giornalisti stessi lo sanno benissimo e quel poveretto che è morto è stato imprudente.
Per fare un paragone automobilistico, e come fare un frontale contro un muro senza cinture e senza airbag. Magari per miracolo ti salvi, ma la probabilità di uscire dall'auto con le proprie gambe è nettamente più alta se usi le dovute misure di sicurezza.
 
jaccos ha scritto:
Claudio b. ha scritto:
dukeiiktm ha scritto:
speed64 ha scritto:
Nessuno di noi forumisti e' mai stato in zone di guerra (almeno credo ) e nemmeno competenze tecniche relative a cose militari.Diventa difficile se non impossibile giudicare l'operato di chi ha agito.Comunque da profano penso che girare sopra un agglomerato urbano sapendo che di sotto c'e' qualcuno e potrebbe essere chiunque pronto a spedirmi al Creatore con un RPG renda quasi inevitabili incidenti come quello accaduto.Parlo di incidente in quanto dal video si arguisce che prima di fare fuoco e' stata rispettata una procedura.Ora l'ideale sarebbe che non ci fossero guerre e gli elicotteri servissero solo per turismo... :rolleyes: Ma questo e' un altro discorso.... :(

Qui ti sbagli, io ci sono stato eccome in missione in zona di guerra e ti posso dire una cosa anche se non mi è fortunatamente mai capitata una situazione critica nella quale ho dovuto decidere in pochi secondi se chi avevo di fronte era un nemico o un amico, da noi girava un motto:"meglio un cattivo processo che un buon funerale"
Quando sei sotto costante minaccia e giorno dopo giorno i tuoi commilitoni se ne vanno in tanti sacchi di plastica nera nei casi dubbi si spara, purtroppo questa è la guerra
Sì, io ho capito dei commilitoni portati via in dei sacchi di plastica, ma un comportamento come questo che legittima la possibilità di ammazzare uno che gira per strada per i cavoli suoi come faccio io a Piazza di Spagna, forse è una delle ragioni per la quale tanti se ne vanno nei sacchi stessi.
Mi spiego: se dopo aver fatto nostro il motto del cattivo processo facciamo saltare la testa a un ragazzino con un bastone in mano perché sembra un mitra, mi sembra ovvio che se io fossi il padre qualche simpatico attentato terroristico lo potrei anche mettere in cantiere per il weekend, o no?
Quel che voglio dire è che è proprio questa mentalità a rendere le guerre infinite e inevitabili.
Io rispetto le forze armate, di fronte alle tragedie taccio e porto rispetto, e riconosco i limiti di un pacifismo fine a se stesso.
Ma quello che capisco è che esiste quel pacifismo oltranzista proprio perché esiste la mentalità opposta, quella fatta dall'arroganza del più forte, che si alimenta del fatto che altri lo possano odiare, e non corre il rischio di farsi ammazzare da chi lo odia, ammazzandolo prima lui.
Questo è un problema, non ho la soluzione, ma so che così non se ne esce.
Claudio

Ciò che scrivi è assolutamente condivisibile se fossimo in un mondo senza minaccie.... ;)
Purtroppo il terrorismo internazionale c'è ed è reale e minaccia seriamente la vita dei nostri soldati ma anche di noi che siamo qui a scrivere sulla tastiera.
C'è tempo per il pacifismo e tempo per l'azione. Ghandi è stato un grande, una persona magnifica e saggia ma aveva a che fare con gli inglesi. Secondo te che fine avrebbe fatto se l'occupazione fosse stata, chessò, di una germania nazista?
E' giusto evitare la guerra, ma a volte diventa necessaria e quando sei in guerra le regole cambiano. Uno può anche non condividere le motivazioni, ma se sei un giornalista che in un teatro di guerra va in giro senza simboli di riconoscimento e con strumenti che possono passare per un'arma se visti da distante, ringrazia il cielo se riesci a portare a casa la pellaccia alla sera. I giornalisti stessi lo sanno benissimo e quel poveretto che è morto è stato imprudente.
Per fare un paragone automobilistico, e come fare un frontale contro un muro senza cinture e senza airbag. Magari per miracolo ti salvi, ma la probabilità di uscire dall'auto con le proprie gambe è nettamente più alta se usi le dovute misure di sicurezza.
Giusto a mo' di esempio (la testata non è delle più credibili..):
http://quotidianonet.ilsole24ore.com/esteri/2010/04/09/315970-qaeda_colpiremo.shtml
 
Swift1988 ha scritto:
Claudio b. ha scritto:
Swift1988 ha scritto:
l'ingaggio è stato fatto in maniera da manuale...hanno aspettato motli minuti prima di fare fuoco...

purtroppo erano nel momento sbagliato e i soldiati non sapevano che ci fossero giornalisti nell'area...

poi secondo me si sono spaventti quando si sono messi all'angolo e hanno insisto che erano in pericolo...

chi non avrebbe sparato?

è un rischio purtroppo... se loro non facevano fuoco, poteva rischiare di essere tirati giu se fossero stati terroristi...
Scusa ma non hai capito.
Non c'era nessuno armato.
Quelli che credevano armati erano i giornalisti.
Hanno scambiato un RGP con un teleobiettivo.
Io non so chi non avrebbe sparato, certo è che se le regole d'ingaggio prevedono di sparare a chiunque abbia un oggetto in mano che potrebbe sembrare un'arma mentre se ne va a spasso per gli affaracci suoi, sono un tantinello troppo elastiche.
Claudio

allora i teleobbiettivi nelle immagini erano a tracolla, sembravano delle armi... anche a me a fatto quelle effetto...

e lungo coso che sembrava un RPG era il microfono che usano per le riprese... in effetti durante la guerra vestiti da civili in una zona di combattimento non è molto saggio andare in giro con un tubo sulla spalla...

posso capire te che non hai mai visto un rpg e lo puoi scambiare per un microfono per quello e dei tele obiettivi per armi poi che armi?? un ak-47?? ma del personale addestrato che con una telecamera riprende delle persone alla visuale di 10 metri e non sa vedere queste differenze ne dubito fortemente , poi minacciati da cosa da un rpg?? quell'elicottero come minimo sarà stato ad un km di distanza avrebbero avuto difficoltà pure a prenderlo con un stinger o un javeling che sono missili teleguidati .. quelli loi purtroppo hanno giocato troppo a call of duty e pensavano tanto se li amazziamo nessuno sapra mai niente anche perchè di certo non finiranno mai in galera!!
 
acrobat_68 ha scritto:
Claudio b. ha scritto:
dukeiiktm ha scritto:
speed64 ha scritto:
Nessuno di noi forumisti e' mai stato in zone di guerra (almeno credo ) e nemmeno competenze tecniche relative a cose militari.Diventa difficile se non impossibile giudicare l'operato di chi ha agito.Comunque da profano penso che girare sopra un agglomerato urbano sapendo che di sotto c'e' qualcuno e potrebbe essere chiunque pronto a spedirmi al Creatore con un RPG renda quasi inevitabili incidenti come quello accaduto.Parlo di incidente in quanto dal video si arguisce che prima di fare fuoco e' stata rispettata una procedura.Ora l'ideale sarebbe che non ci fossero guerre e gli elicotteri servissero solo per turismo... :rolleyes: Ma questo e' un altro discorso.... :(

Qui ti sbagli, io ci sono stato eccome in missione in zona di guerra e ti posso dire una cosa anche se non mi è fortunatamente mai capitata una situazione critica nella quale ho dovuto decidere in pochi secondi se chi avevo di fronte era un nemico o un amico, da noi girava un motto:"meglio un cattivo processo che un buon funerale"
Quando sei sotto costante minaccia e giorno dopo giorno i tuoi commilitoni se ne vanno in tanti sacchi di plastica nera nei casi dubbi si spara, purtroppo questa è la guerra
Sì, io ho capito dei commilitoni portati via in dei sacchi di plastica, ma un comportamento come questo che legittima la possibilità di ammazzare uno che gira per strada per i cavoli suoi come faccio io a Piazza di Spagna, forse è una delle ragioni per la quale tanti se ne vanno nei sacchi stessi.
Mi spiego: se dopo aver fatto nostro il motto del cattivo processo facciamo saltare la testa a un ragazzino con un bastone in mano perché sembra un mitra, mi sembra ovvio che se io fossi il padre qualche simpatico attentato terroristico lo potrei anche mettere in cantiere per il weekend, o no?
Quel che voglio dire è che è proprio questa mentalità a rendere le guerre infinite e inevitabili.
Io rispetto le forze armate, di fronte alle tragedie taccio e porto rispetto, e riconosco i limiti di un pacifismo fine a se stesso.
Ma quello che capisco è che esiste quel pacifismo oltranzista proprio perché esiste la mentalità opposta, quella fatta dall'arroganza del più forte, che si alimenta del fatto che altri lo possano odiare, e non corre il rischio di farsi ammazzare da chi lo odia, ammazzandolo prima lui.
Questo è un problema, non ho la soluzione, ma so che così non se ne esce.
Claudio
Concordo su molto di quello che scrivi, soprattutto del circolo terribile della violenza. Certo mi rimane difficile comprendere come, passeggiare per Piazza di Spagna sia equiparabile alle strade di Baghdad.. :rolleyes:
E' un'estremizzazione, lo ammetto, ma permettimi di giustificarla.
Nessun dubbio che tra Baghdad e Piazza di Spagna c'è una bella differenza.
Ma ai nostri occhi, e a quelli dei soldati.
Colpire un innocente, accettare consapevolmente l'ipotesi di sbagliare in cambio della certezza di rimanere vivi, rende l'innocente la stessa persona, a Roma e a Baghdad.
Quello lì è nato, e lì cammina, per essere più innocente di quanto è può solo cambiare città, e recarsi in un posto dove è più facile che uno con un'arma in mano decida di non spararti ritenendo decentemente basse le possibilità che lo voglia fare tu.
Ciao
Claudio
 
Claudio b. ha scritto:
acrobat_68 ha scritto:
Claudio b. ha scritto:
dukeiiktm ha scritto:
speed64 ha scritto:
Nessuno di noi forumisti e' mai stato in zone di guerra (almeno credo ) e nemmeno competenze tecniche relative a cose militari.Diventa difficile se non impossibile giudicare l'operato di chi ha agito.Comunque da profano penso che girare sopra un agglomerato urbano sapendo che di sotto c'e' qualcuno e potrebbe essere chiunque pronto a spedirmi al Creatore con un RPG renda quasi inevitabili incidenti come quello accaduto.Parlo di incidente in quanto dal video si arguisce che prima di fare fuoco e' stata rispettata una procedura.Ora l'ideale sarebbe che non ci fossero guerre e gli elicotteri servissero solo per turismo... :rolleyes: Ma questo e' un altro discorso.... :(

Qui ti sbagli, io ci sono stato eccome in missione in zona di guerra e ti posso dire una cosa anche se non mi è fortunatamente mai capitata una situazione critica nella quale ho dovuto decidere in pochi secondi se chi avevo di fronte era un nemico o un amico, da noi girava un motto:"meglio un cattivo processo che un buon funerale"
Quando sei sotto costante minaccia e giorno dopo giorno i tuoi commilitoni se ne vanno in tanti sacchi di plastica nera nei casi dubbi si spara, purtroppo questa è la guerra
Sì, io ho capito dei commilitoni portati via in dei sacchi di plastica, ma un comportamento come questo che legittima la possibilità di ammazzare uno che gira per strada per i cavoli suoi come faccio io a Piazza di Spagna, forse è una delle ragioni per la quale tanti se ne vanno nei sacchi stessi.
Mi spiego: se dopo aver fatto nostro il motto del cattivo processo facciamo saltare la testa a un ragazzino con un bastone in mano perché sembra un mitra, mi sembra ovvio che se io fossi il padre qualche simpatico attentato terroristico lo potrei anche mettere in cantiere per il weekend, o no?
Quel che voglio dire è che è proprio questa mentalità a rendere le guerre infinite e inevitabili.
Io rispetto le forze armate, di fronte alle tragedie taccio e porto rispetto, e riconosco i limiti di un pacifismo fine a se stesso.
Ma quello che capisco è che esiste quel pacifismo oltranzista proprio perché esiste la mentalità opposta, quella fatta dall'arroganza del più forte, che si alimenta del fatto che altri lo possano odiare, e non corre il rischio di farsi ammazzare da chi lo odia, ammazzandolo prima lui.
Questo è un problema, non ho la soluzione, ma so che così non se ne esce.
Claudio
Concordo su molto di quello che scrivi, soprattutto del circolo terribile della violenza. Certo mi rimane difficile comprendere come, passeggiare per Piazza di Spagna sia equiparabile alle strade di Baghdad.. :rolleyes:
E' un'estremizzazione, lo ammetto, ma permettimi di giustificarla.
Nessun dubbio che tra Baghdad e Piazza di Spagna c'è una bella differenza.
Ma ai nostri occhi, e a quelli dei soldati.
Colpire un innocente, accettare consapevolmente l'ipotesi di sbagliare in cambio della certezza di rimanere vivi, rende l'innocente la stessa persona, a Roma e a Baghdad.
Quello lì è nato, e lì cammina, per essere più innocente di quanto è può solo cambiare città, e recarsi in un posto dove è più facile che uno con un'arma in mano decida di non spararti ritenendo decentemente basse le possibilità che lo voglia fare tu.
Ciao
Claudio
Avevo capito l'estremizzazione del concetto ma permetti anche a me di estremizzare: non è la città che fa la differenza ma la condizione di guerra oppure no. Ne sapeva qualcosa il povero Capa (forse il miglire fotografo di guerra) che, sopravvissuto alla guerra civile spagnola ed al II° conflitto mondiale, se ne era andato a saltare su una mina in Indocina..
 
jaccos ha scritto:
Claudio b. ha scritto:
dukeiiktm ha scritto:
speed64 ha scritto:
Nessuno di noi forumisti e' mai stato in zone di guerra (almeno credo ) e nemmeno competenze tecniche relative a cose militari.Diventa difficile se non impossibile giudicare l'operato di chi ha agito.Comunque da profano penso che girare sopra un agglomerato urbano sapendo che di sotto c'e' qualcuno e potrebbe essere chiunque pronto a spedirmi al Creatore con un RPG renda quasi inevitabili incidenti come quello accaduto.Parlo di incidente in quanto dal video si arguisce che prima di fare fuoco e' stata rispettata una procedura.Ora l'ideale sarebbe che non ci fossero guerre e gli elicotteri servissero solo per turismo... :rolleyes: Ma questo e' un altro discorso.... :(

Qui ti sbagli, io ci sono stato eccome in missione in zona di guerra e ti posso dire una cosa anche se non mi è fortunatamente mai capitata una situazione critica nella quale ho dovuto decidere in pochi secondi se chi avevo di fronte era un nemico o un amico, da noi girava un motto:"meglio un cattivo processo che un buon funerale"
Quando sei sotto costante minaccia e giorno dopo giorno i tuoi commilitoni se ne vanno in tanti sacchi di plastica nera nei casi dubbi si spara, purtroppo questa è la guerra
Sì, io ho capito dei commilitoni portati via in dei sacchi di plastica, ma un comportamento come questo che legittima la possibilità di ammazzare uno che gira per strada per i cavoli suoi come faccio io a Piazza di Spagna, forse è una delle ragioni per la quale tanti se ne vanno nei sacchi stessi.
Mi spiego: se dopo aver fatto nostro il motto del cattivo processo facciamo saltare la testa a un ragazzino con un bastone in mano perché sembra un mitra, mi sembra ovvio che se io fossi il padre qualche simpatico attentato terroristico lo potrei anche mettere in cantiere per il weekend, o no?
Quel che voglio dire è che è proprio questa mentalità a rendere le guerre infinite e inevitabili.
Io rispetto le forze armate, di fronte alle tragedie taccio e porto rispetto, e riconosco i limiti di un pacifismo fine a se stesso.
Ma quello che capisco è che esiste quel pacifismo oltranzista proprio perché esiste la mentalità opposta, quella fatta dall'arroganza del più forte, che si alimenta del fatto che altri lo possano odiare, e non corre il rischio di farsi ammazzare da chi lo odia, ammazzandolo prima lui.
Questo è un problema, non ho la soluzione, ma so che così non se ne esce.
Claudio

Ciò che scrivi è assolutamente condivisibile se fossimo in un mondo senza minaccie.... ;)
Purtroppo il terrorismo internazionale c'è ed è reale e minaccia seriamente la vita dei nostri soldati ma anche di noi che siamo qui a scrivere sulla tastiera.
C'è tempo per il pacifismo e tempo per l'azione. Ghandi è stato un grande, una persona magnifica e saggia ma aveva a che fare con gli inglesi. Secondo te che fine avrebbe fatto se l'occupazione fosse stata, chessò, di una germania nazista?
E' giusto evitare la guerra, ma a volte diventa necessaria e quando sei in guerra le regole cambiano. Uno può anche non condividere le motivazioni, ma se sei un giornalista che in un teatro di guerra va in giro senza simboli di riconoscimento e con strumenti che possono passare per un'arma se visti da distante, ringrazia il cielo se riesci a portare a casa la pellaccia alla sera. I giornalisti stessi lo sanno benissimo e quel poveretto che è morto è stato imprudente.
Per fare un paragone automobilistico, e come fare un frontale contro un muro senza cinture e senza airbag. Magari per miracolo ti salvi, ma la probabilità di uscire dall'auto con le proprie gambe è nettamente più alta se usi le dovute misure di sicurezza.
Condivido il tuo pensiero, la critica per un pacifismo sterile, o meglio la constatazione che alle volte non basta e la necessità di contrapporre la forza alla forza.
Non apro la questione sula legittimità internazionale che dovrebbe possedere il ricorso alla forza, né il delicato tema sul momento in cui un ribelle si trasforma in un terrorista, o un esercito di liberazione in invasore.
Il mio intento era quello di constatare, nelle parole di chi è attore e non puro osservatore, che la guerra tende sempre all'affermazione della prepotenza dell'uomo, e c'è solo da sperare che quell'uomo la pensi come te e decide che tu la pensi come lui.
Essere consapevoli del rischio di uccidere un innocente a me fa evitare di imbracciare un fucile, ad altri no.
Non dico di avere ragione, e dico che c'è gente che con le armi ha difeso la libertà, ma è secondo me importante segnalare il terribile prezzo da pagare, che io non giustifico ed altri sì, ognuno con le sue ragioni.
Ciao
Claudio
 
acrobat_68 ha scritto:
Claudio b. ha scritto:
acrobat_68 ha scritto:
Claudio b. ha scritto:
dukeiiktm ha scritto:
speed64 ha scritto:
Nessuno di noi forumisti e' mai stato in zone di guerra (almeno credo ) e nemmeno competenze tecniche relative a cose militari.Diventa difficile se non impossibile giudicare l'operato di chi ha agito.Comunque da profano penso che girare sopra un agglomerato urbano sapendo che di sotto c'e' qualcuno e potrebbe essere chiunque pronto a spedirmi al Creatore con un RPG renda quasi inevitabili incidenti come quello accaduto.Parlo di incidente in quanto dal video si arguisce che prima di fare fuoco e' stata rispettata una procedura.Ora l'ideale sarebbe che non ci fossero guerre e gli elicotteri servissero solo per turismo... :rolleyes: Ma questo e' un altro discorso.... :(

Qui ti sbagli, io ci sono stato eccome in missione in zona di guerra e ti posso dire una cosa anche se non mi è fortunatamente mai capitata una situazione critica nella quale ho dovuto decidere in pochi secondi se chi avevo di fronte era un nemico o un amico, da noi girava un motto:"meglio un cattivo processo che un buon funerale"
Quando sei sotto costante minaccia e giorno dopo giorno i tuoi commilitoni se ne vanno in tanti sacchi di plastica nera nei casi dubbi si spara, purtroppo questa è la guerra
Sì, io ho capito dei commilitoni portati via in dei sacchi di plastica, ma un comportamento come questo che legittima la possibilità di ammazzare uno che gira per strada per i cavoli suoi come faccio io a Piazza di Spagna, forse è una delle ragioni per la quale tanti se ne vanno nei sacchi stessi.
Mi spiego: se dopo aver fatto nostro il motto del cattivo processo facciamo saltare la testa a un ragazzino con un bastone in mano perché sembra un mitra, mi sembra ovvio che se io fossi il padre qualche simpatico attentato terroristico lo potrei anche mettere in cantiere per il weekend, o no?
Quel che voglio dire è che è proprio questa mentalità a rendere le guerre infinite e inevitabili.
Io rispetto le forze armate, di fronte alle tragedie taccio e porto rispetto, e riconosco i limiti di un pacifismo fine a se stesso.
Ma quello che capisco è che esiste quel pacifismo oltranzista proprio perché esiste la mentalità opposta, quella fatta dall'arroganza del più forte, che si alimenta del fatto che altri lo possano odiare, e non corre il rischio di farsi ammazzare da chi lo odia, ammazzandolo prima lui.
Questo è un problema, non ho la soluzione, ma so che così non se ne esce.
Claudio
Concordo su molto di quello che scrivi, soprattutto del circolo terribile della violenza. Certo mi rimane difficile comprendere come, passeggiare per Piazza di Spagna sia equiparabile alle strade di Baghdad.. :rolleyes:
E' un'estremizzazione, lo ammetto, ma permettimi di giustificarla.
Nessun dubbio che tra Baghdad e Piazza di Spagna c'è una bella differenza.
Ma ai nostri occhi, e a quelli dei soldati.
Colpire un innocente, accettare consapevolmente l'ipotesi di sbagliare in cambio della certezza di rimanere vivi, rende l'innocente la stessa persona, a Roma e a Baghdad.
Quello lì è nato, e lì cammina, per essere più innocente di quanto è può solo cambiare città, e recarsi in un posto dove è più facile che uno con un'arma in mano decida di non spararti ritenendo decentemente basse le possibilità che lo voglia fare tu.
Ciao
Claudio
Avevo capito l'estremizzazione del concetto ma permetti anche a me di estremizzare: non è la città che fa la differenza ma la condizione di guerra oppure no. Ne sapeva qualcosa il povero Capa (forse il miglire fotografo di guerra) che, sopravvissuto alla guerra civile spagnola ed al II° conflitto mondiale, se ne era andato a saltare su una mina in Indocina..
Se la tua vita dipende da uno che hai di fronte armato, concordo che il contesto sia rilevante, ma rimane il fatto che tutto dipende da cosa ha quello in capoccia.
Tu non conti più niente, indipendentemente se sei un francescano a Bassora City o un terribile figlio di mignotta a Beverly Hills.
Decide lui.
E' questo che mi terrorizza.
 
Claudio b. ha scritto:
acrobat_68 ha scritto:
Claudio b. ha scritto:
acrobat_68 ha scritto:
Claudio b. ha scritto:
dukeiiktm ha scritto:
speed64 ha scritto:
Nessuno di noi forumisti e' mai stato in zone di guerra (almeno credo ) e nemmeno competenze tecniche relative a cose militari.Diventa difficile se non impossibile giudicare l'operato di chi ha agito.Comunque da profano penso che girare sopra un agglomerato urbano sapendo che di sotto c'e' qualcuno e potrebbe essere chiunque pronto a spedirmi al Creatore con un RPG renda quasi inevitabili incidenti come quello accaduto.Parlo di incidente in quanto dal video si arguisce che prima di fare fuoco e' stata rispettata una procedura.Ora l'ideale sarebbe che non ci fossero guerre e gli elicotteri servissero solo per turismo... :rolleyes: Ma questo e' un altro discorso.... :(

Qui ti sbagli, io ci sono stato eccome in missione in zona di guerra e ti posso dire una cosa anche se non mi è fortunatamente mai capitata una situazione critica nella quale ho dovuto decidere in pochi secondi se chi avevo di fronte era un nemico o un amico, da noi girava un motto:"meglio un cattivo processo che un buon funerale"
Quando sei sotto costante minaccia e giorno dopo giorno i tuoi commilitoni se ne vanno in tanti sacchi di plastica nera nei casi dubbi si spara, purtroppo questa è la guerra
Sì, io ho capito dei commilitoni portati via in dei sacchi di plastica, ma un comportamento come questo che legittima la possibilità di ammazzare uno che gira per strada per i cavoli suoi come faccio io a Piazza di Spagna, forse è una delle ragioni per la quale tanti se ne vanno nei sacchi stessi.
Mi spiego: se dopo aver fatto nostro il motto del cattivo processo facciamo saltare la testa a un ragazzino con un bastone in mano perché sembra un mitra, mi sembra ovvio che se io fossi il padre qualche simpatico attentato terroristico lo potrei anche mettere in cantiere per il weekend, o no?
Quel che voglio dire è che è proprio questa mentalità a rendere le guerre infinite e inevitabili.
Io rispetto le forze armate, di fronte alle tragedie taccio e porto rispetto, e riconosco i limiti di un pacifismo fine a se stesso.
Ma quello che capisco è che esiste quel pacifismo oltranzista proprio perché esiste la mentalità opposta, quella fatta dall'arroganza del più forte, che si alimenta del fatto che altri lo possano odiare, e non corre il rischio di farsi ammazzare da chi lo odia, ammazzandolo prima lui.
Questo è un problema, non ho la soluzione, ma so che così non se ne esce.
Claudio
Concordo su molto di quello che scrivi, soprattutto del circolo terribile della violenza. Certo mi rimane difficile comprendere come, passeggiare per Piazza di Spagna sia equiparabile alle strade di Baghdad.. :rolleyes:
E' un'estremizzazione, lo ammetto, ma permettimi di giustificarla.
Nessun dubbio che tra Baghdad e Piazza di Spagna c'è una bella differenza.
Ma ai nostri occhi, e a quelli dei soldati.
Colpire un innocente, accettare consapevolmente l'ipotesi di sbagliare in cambio della certezza di rimanere vivi, rende l'innocente la stessa persona, a Roma e a Baghdad.
Quello lì è nato, e lì cammina, per essere più innocente di quanto è può solo cambiare città, e recarsi in un posto dove è più facile che uno con un'arma in mano decida di non spararti ritenendo decentemente basse le possibilità che lo voglia fare tu.
Ciao
Claudio
Avevo capito l'estremizzazione del concetto ma permetti anche a me di estremizzare: non è la città che fa la differenza ma la condizione di guerra oppure no. Ne sapeva qualcosa il povero Capa (forse il miglire fotografo di guerra) che, sopravvissuto alla guerra civile spagnola ed al II° conflitto mondiale, se ne era andato a saltare su una mina in Indocina..
Se la tua vita dipende da uno che hai di fronte armato, concordo che il contesto sia rilevante, ma rimane il fatto che tutto dipende da cosa ha quello in capoccia.
Tu non conti più niente, indipendentemente se sei un francescano a Bassora City o un terribile figlio di mignotta a Beverly Hills.
Decide lui.
E' questo che mi terrorizza.
Quello che tu dici vale in molti contesti differenti e, non necessariamente, con armi convenzionali. Lo puoi infatti estendere:
1) a quello che passa con il rosso perchè ubriaco, fatto, distratto, etc (accettate anche le varianti: stop bucato, sorpasso in curva, controsenso, etc).
2) a quello che tira pietre da un cavalcavia per vedere l'effetto che fa oppure colloca massi sui binari di una ferrovia.
3) a quello che ti scambia per un extracomunitario, un fascista, un comunista, un pedofilo o tutto quello che non dovresti essere in quel momento ed in quel posto.
4) a quello che ruba sui materiali con cui è costruita casa tua, a quello che te la progetta male, al comune che fa costruire su aree golenali oppure su frane attive.
5) etc etc....
 
acrobat_68 ha scritto:
Claudio b. ha scritto:
acrobat_68 ha scritto:
Claudio b. ha scritto:
acrobat_68 ha scritto:
Claudio b. ha scritto:
dukeiiktm ha scritto:
speed64 ha scritto:
Nessuno di noi forumisti e' mai stato in zone di guerra (almeno credo ) e nemmeno competenze tecniche relative a cose militari.Diventa difficile se non impossibile giudicare l'operato di chi ha agito.Comunque da profano penso che girare sopra un agglomerato urbano sapendo che di sotto c'e' qualcuno e potrebbe essere chiunque pronto a spedirmi al Creatore con un RPG renda quasi inevitabili incidenti come quello accaduto.Parlo di incidente in quanto dal video si arguisce che prima di fare fuoco e' stata rispettata una procedura.Ora l'ideale sarebbe che non ci fossero guerre e gli elicotteri servissero solo per turismo... :rolleyes: Ma questo e' un altro discorso.... :(

Qui ti sbagli, io ci sono stato eccome in missione in zona di guerra e ti posso dire una cosa anche se non mi è fortunatamente mai capitata una situazione critica nella quale ho dovuto decidere in pochi secondi se chi avevo di fronte era un nemico o un amico, da noi girava un motto:"meglio un cattivo processo che un buon funerale"
Quando sei sotto costante minaccia e giorno dopo giorno i tuoi commilitoni se ne vanno in tanti sacchi di plastica nera nei casi dubbi si spara, purtroppo questa è la guerra
Sì, io ho capito dei commilitoni portati via in dei sacchi di plastica, ma un comportamento come questo che legittima la possibilità di ammazzare uno che gira per strada per i cavoli suoi come faccio io a Piazza di Spagna, forse è una delle ragioni per la quale tanti se ne vanno nei sacchi stessi.
Mi spiego: se dopo aver fatto nostro il motto del cattivo processo facciamo saltare la testa a un ragazzino con un bastone in mano perché sembra un mitra, mi sembra ovvio che se io fossi il padre qualche simpatico attentato terroristico lo potrei anche mettere in cantiere per il weekend, o no?
Quel che voglio dire è che è proprio questa mentalità a rendere le guerre infinite e inevitabili.
Io rispetto le forze armate, di fronte alle tragedie taccio e porto rispetto, e riconosco i limiti di un pacifismo fine a se stesso.
Ma quello che capisco è che esiste quel pacifismo oltranzista proprio perché esiste la mentalità opposta, quella fatta dall'arroganza del più forte, che si alimenta del fatto che altri lo possano odiare, e non corre il rischio di farsi ammazzare da chi lo odia, ammazzandolo prima lui.
Questo è un problema, non ho la soluzione, ma so che così non se ne esce.
Claudio
Concordo su molto di quello che scrivi, soprattutto del circolo terribile della violenza. Certo mi rimane difficile comprendere come, passeggiare per Piazza di Spagna sia equiparabile alle strade di Baghdad.. :rolleyes:
E' un'estremizzazione, lo ammetto, ma permettimi di giustificarla.
Nessun dubbio che tra Baghdad e Piazza di Spagna c'è una bella differenza.
Ma ai nostri occhi, e a quelli dei soldati.
Colpire un innocente, accettare consapevolmente l'ipotesi di sbagliare in cambio della certezza di rimanere vivi, rende l'innocente la stessa persona, a Roma e a Baghdad.
Quello lì è nato, e lì cammina, per essere più innocente di quanto è può solo cambiare città, e recarsi in un posto dove è più facile che uno con un'arma in mano decida di non spararti ritenendo decentemente basse le possibilità che lo voglia fare tu.
Ciao
Claudio
Avevo capito l'estremizzazione del concetto ma permetti anche a me di estremizzare: non è la città che fa la differenza ma la condizione di guerra oppure no. Ne sapeva qualcosa il povero Capa (forse il miglire fotografo di guerra) che, sopravvissuto alla guerra civile spagnola ed al II° conflitto mondiale, se ne era andato a saltare su una mina in Indocina..
Se la tua vita dipende da uno che hai di fronte armato, concordo che il contesto sia rilevante, ma rimane il fatto che tutto dipende da cosa ha quello in capoccia.
Tu non conti più niente, indipendentemente se sei un francescano a Bassora City o un terribile figlio di mignotta a Beverly Hills.
Decide lui.
E' questo che mi terrorizza.
Quello che tu dici vale in molti contesti differenti e, non necessariamente, con armi convenzionali. Lo puoi infatti estendere:
1) a quello che passa con il rosso perchè ubriaco, fatto, distratto, etc (accettate anche le varianti: stop bucato, sorpasso in curva, controsenso, etc).
2) a quello che tira pietre da un cavalcavia per vedere l'effetto che fa oppure colloca massi sui binari di una ferrovia.
3) a quello che ti scambia per un extracomunitario, un fascista, un comunista, un pedofilo o tutto quello che non dovresti essere in quel momento ed in quel posto.
4) a quello che ruba sui materiali con cui è costruita casa tua, a quello che te la progetta male, al comune che fa costruire su aree golenali oppure su frane attive.
5) etc etc....
Assolutamente d'accordo, giusta la tua osservazione che l'uomo è questo, e che non è una divisa a farlo migliore o peggiore.
Ciao
Claudio
 
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