<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Il dramma della cecità | Il Forum di Quattroruote

Il dramma della cecità

a_gricolo ha scritto:
Con la piccola differenza che quello della cecità è un dramma vero........
Lo so: ho due conoscenti ciechi (non cèchi) uno diventato cieco da bambino, a seguito di un'infezione oculare, un altro diventato cieco a poco meno di settant'anni, per un grave trauma.
Sono loro stessi i primi a scherzare sulla loro condizione.
 
maddeche! ha scritto:
a_gricolo ha scritto:
Con la piccola differenza che quello della cecità è un dramma vero........
Lo so: ho due conoscenti ciechi (non cèchi) uno diventato cieco da bambino, a seguito di un'infezione oculare, un altro diventato cieco a poco meno di settant'anni, per un grave trauma.
Sono loro stessi i primi a scherzare sulla loro condizione.

Con la differenza che loro possono scherzarci, tu (o meglio: noi) no.
 
Lo sapete che sono pazzo.

Ma questo non lo sapete, ovvero che ogni tanto mi "alleno" a fare il cieco (solo in casa) per provare a capire, ma non solo, anche per affinare altri sensi.

Invero la mia vista sta andando, come sta succedendo a mia madre (pucker maculare), succederà anche a me se e quando invecchierò. Però è interessante frequentare amici ciechi, sono una ricchezza per tutti, e spesso suonano meglio... uno di loro mi dice sempre quando ci incontriamo "è da un po' che non ci vediamo" e poi "arrivederci"... mitico!
 
pi_greco ha scritto:
Ma questo non lo sapete, ovvero che ogni tanto mi "alleno" a fare il cieco (solo in casa) per provare a capire
tutti dovrebbero partecipare, almeno una volta, a una "cena al buio" o (meglio: e) a qualche altro evento finalizzato a cercare di capire le difficoltà quotidiane della disabilità.

e che la diversità può essere per certi aspetti un limite, e per altri aspetti una ricchezza
 
belpietro ha scritto:
pi_greco ha scritto:
Ma questo non lo sapete, ovvero che ogni tanto mi "alleno" a fare il cieco (solo in casa) per provare a capire
tutti dovrebbero partecipare, almeno una volta, a una "cena al buio" o (meglio: e) a qualche altro evento finalizzato a cercare di capire le difficoltà quotidiane della disabilità.

e che la diversità può essere per certi aspetti un limite, e per altri aspetti una ricchezza
Non sapevo di questi "eventi"
 
belpietro ha scritto:
a_gricolo ha scritto:
belpietro ha scritto:
e che la diversità può essere per certi aspetti un limite, e per altri aspetti una ricchezza

Che sia una ricchezza per gli altri, può essere. Per chi la porta, la vedo dura....

Prova una volta.
Tu lo hai fatto? Cosa ci puoi raccontare? Io ci provo da autodidatta, la cosa più stupida che mi capita di fare è cercare istintivamente l'interrutore delle luci, invece la cosa che mi sembra è di sentire meglio, ovvero ora quando ascolto o degusto o palpo o annuso, chiudo gli occhi, mi sembra di acuire le sensazioni... sbaglio?
 
pi_greco ha scritto:
Tu lo hai fatto? Cosa ci puoi raccontare?
solo una volta, una cena.

so che organizzano sia cene che concerti "al buio", anche con un anfitrione non vedente.
l'idea è da un lato di comprendere le difficoltà dei gesti, dall'altro di affidarsi agli altri sensi, non solo per il gusto ma anche per la conversazione non influenzata dall'immagine.

so che ci sono altri eventi di "disabilità al contrario", non solo per la cecità.
ho seguito qualche volta l'organizzazione uno di questi eventi (sport disabili, per ragazzi non disabili delle scuole), e anche visto da fuori è parecchio di insegnamento.
 
pi_greco ha scritto:
Lo sapete che sono pazzo.

Ma questo non lo sapete, ovvero che ogni tanto mi "alleno" a fare il cieco (solo in casa) per provare a capire, ma non solo, anche per affinare altri sensi.

Invero la mia vista sta andando, come sta succedendo a mia madre (pucker maculare), succederà anche a me se e quando invecchierò. Però è interessante frequentare amici ciechi, sono una ricchezza per tutti, e spesso suonano meglio... uno di loro mi dice sempre quando ci incontriamo "è da un po' che non ci vediamo" e poi "arrivederci"... mitico!

Un altro mio conoscente ( é venuto a mancare ormai tanti anni fa, poverino ) era professore di filosofia; insegnava nei licei.
Era diventato cieco da bambino, sicché aveva ricordi di persone e cose, fino ad un certo momento della sua vita.

Spesso usava - sorridendo all'interlocutore - l'espressione "STAREMO A VEDERE"; quando ci davamo appuntamento, per incontrarci, commentava - anche lì sorridendo sornione - "NON VEDO l'ORA".
Fu soprattutto lui ad insegnarmi che con i ciechi si può e si deve scherzare, anche sulla loro condizione, non ci si deve trattenere per una sorta di pudicizia. Quella specie di pudicizia finisce per "isolarli" molto di più. La "pudicizia" finisce per creare una barriera "noi invece di voi", che per "noi vedenti" é una specie di alibi per non preoccuparci e per girare al largo, egoisticamente.
 
belpietro ha scritto:
e anche visto da fuori è parecchio di insegnamento.

E' quello che intendevo dire prima: sicuramente da un disabile c'è molto da imparare su cosa significa dover affrontare la vita con certe limitazioni. In questo senso sì, è una ricchezza, nel senso di esperienza da offrire, ma non sono sicuro che lo sia "da vivere".
 
belpietro ha scritto:
pi_greco ha scritto:
Tu lo hai fatto? Cosa ci puoi raccontare?
solo una volta, una cena.

so che organizzano sia cene che concerti "al buio", anche con un anfitrione non vedente.
l'idea è da un lato di comprendere le difficoltà dei gesti, dall'altro di affidarsi agli altri sensi, non solo per il gusto ma anche per la conversazione non influenzata dall'immagine.

so che ci sono altri eventi di "disabilità al contrario", non solo per la cecità.
ho seguito qualche volta l'organizzazione uno di questi eventi (sport disabili, per ragazzi non disabili delle scuole), e anche visto da fuori è parecchio di insegnamento.
Veramente notevole!
Ignoravo questo tipo di iniziative, mi hai messo addosso curiosità ed interesse. Hai qualche suggerimento per cercare in rete in modo concreto ?
 
maddeche! ha scritto:
belpietro ha scritto:
pi_greco ha scritto:
Tu lo hai fatto? Cosa ci puoi raccontare?
solo una volta, una cena.

so che organizzano sia cene che concerti "al buio", anche con un anfitrione non vedente.
l'idea è da un lato di comprendere le difficoltà dei gesti, dall'altro di affidarsi agli altri sensi, non solo per il gusto ma anche per la conversazione non influenzata dall'immagine.

so che ci sono altri eventi di "disabilità al contrario", non solo per la cecità.
ho seguito qualche volta l'organizzazione uno di questi eventi (sport disabili, per ragazzi non disabili delle scuole), e anche visto da fuori è parecchio di insegnamento.
Veramente notevole!
Ignoravo questo tipo di iniziative, mi hai messo addosso curiosità ed interesse. Hai qualche suggerimento per cercare in rete in modo concreto ?
cibo e musica, anche al buio restano la mia seconda e la terza passione preferite... e la prima? Mi chiederete... beh notoriamente si svolge affidandosi agli "altri sensi"
 
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