Lievemente OT.
L'elettrificazione assomiglia sempre più ad una chimera
https://www.automoto.it/news/auto-elettriche-in-svezia-va-in-crisi-il-sistema.html
Grazie al sostanzioso contributo statale, che si accompagna ad una politica chiaramente orientata alla limitazione delle vetture con motore termico (vedi qui), in Svezia le vendite di vetture elettriche si sono impennate di ben il 253% nei primi cinque mesi dell’anno; ma la festa potrebbe essere già finita, ancor prima che sia davvero cominciata.
Tutta colpa dell’accresciuta richiesta di energia elettrica, a Stoccolma e in altre città, che sta mettendo in crisi la capacità di produzione, costringendo i gestori a inventarsi nuove strategie per fronteggiare la domanda in crescita esponenziale, come quella di potersi agganciare alla rete che fornisce energia alle linee della metropolitana.
Per inquadrare la Svezia:
- circa 10 mln di abitanti e quasi 4,9 mln di vetture circolanti;
- di questi 4.900.000 mezzi, a fine 2018 circa 19.700 sono BEV e 49.000 PHEV;
- immatricolazioni totali 2018 circa 363.000, di cui 6,2% BEV+PHEV;
- in Svezia vi sono 8 reattori nucleari con 8.600 Mw di potenza installata (per rendere l'idea, il valore procapite svedese di sola potenza nucleare diponibile è lievemente superiore alla potenza procapite assorbita in Italia durante le ore diurne, ed oltre ai reattori hanno idroelettrico ed eolico e pure qualcosa di fossile come riserva).
Bene, con tutta questa grazia, è bastato un incremento di nemmeno 23.000 ferri a pile (+5.600 BEV e + 17.100 PHEV tra il 2017 ed il 2018) per mandare in crisi il sistema di distribuzione elettrico in un paese asseritamente efficiente come la Svezia e con un surplus produttivo di energia elettrica. Da notare che a differenza nostra, loro sono stati piuttosto accorti nel difendere l'industria nucleare, decidendo inizialmente (dopo Chernobyl) di portare a fine vita utile gli impianti esistenti ed alla fine, rendendosi conto che senza nucleare non vai da nessuna parte se vuoi fare politiche no-fossile, hanno stabilito di mantenere in piena efficienza i tre siti esistenti programmando la sostituzione dei reattori attivi a fine ciclo.