<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> i rom possono noi no | Il Forum di Quattroruote

i rom possono noi no

http://www.lastampa.it/2016/05/09/italia/cronache/crudelt-sugli-animali-assolti-due-macellai-musulmani-xnGpJAN46vAEPz7OcGjUxL/pagina.html

poi parlano di "la legge è uguale per tutti" di integrazione ed altre scemate simili
 
ALGEPA ha scritto:
dove sta scritto che i rom possono e tu no?

Nello stesso posto in cui c'è scritto che non si può vivere in una roulotte parcheggiata in un letamaio, allacciare abusivamente acqua e luce, crescere i figli insieme ai topi e guadagnarsi da vivere rubando e mandando donne e bambini a chiedere l'elemosina.
 
quindi per riassumere , la sentenza sarebbe corretta se riportasse la dicitura che è vietato a credenti mussulmani fare quello che hanno fatto
 
Tanto per dimostrare quanto sia obiettivo e onesto affermare che
"I rom possono noi no", proprio nella stessa pagina linkata, appare un articolo. L'articolo risale a due anni fa circa, era il 15/04/2014

http://www.lastampa.it/2014/04/15/societa/lazampa/le-uccisioni-choc-degli-agnelli-pasquali-ULYSWwASlx5iHKZzGSI0xO/pagina.html

Per comodità ne estraggo una porzione, ma naturalmente sta a voi andare a leggere l'articolo

Le uccisioni choc degli agnelli pasquali
Un video di Animal Equity le prove dei maltrattamenti e della morte degli animali prima di essere storditi

Scene mai viste prima di reali abusi inflitti a cuccioli di agnello e capretti. Uccisi quando hanno appena un mese di vita per essere destinati a diventare cibo ?tradizionale? sulle tavole del periodo pasquale.

A denunciare tutto questo è un video pubblicato da Animal Equity realizzato con telecamere nascoste in alcuni allevamenti e macelli italiani.

Le immagini mostrano una realtà terribile che, sebbene con numeri in costante diminuzione, coinvolge circa tre milioni di agnelli e capretti. Cifra che cresce se si prende in considerazione anche pecore, agnellini e capre, e arriva a superare i 500.000 animali nelle sole settimane precedenti la Pasqua.

Animali separati troppo presto dalle loro madri, stipati in spazi ristretti, senza ripari, in mezzo a rifiuti e rottami. Le loro madri lasciate per ore legate, allontanate dal gregge, senza alcuna cura veterinaria, in attesa della macellazione, spesso affette da mastite e con le mammelle in necrosi. In un allevamento prima del carico sul camion diretto al macello é stata filmata la ?pesatura?, una pratica controversa, cruenta e sulla quale la legge italiana non è molto chiara, durante la quale gli agnelli, terrorizzati, vengono legati, issati per le zampe e pesati in gruppo. Una posizione molto innaturale che produce loro dolore e lesioni come strappi muscolari e dei legamenti.

All?interno dei macelli sono state anche documentate le inadempienze dei lavoratori incapaci di stordire gli animali, ai quali viene recisa la gola in stato di coscienza mentre sono in preda al panico e al dolore.

Alla luce delle testimonianze raccolte, Animal Equality denuncia pubblicamente la crudeltà inflitta agli agnelli e ai capretti. Quest?indagine viene affiancata per il secondo anno consecutivo dalla campagna nazionale ?Salva un Agnello?: già oltre diecimila italiani hanno sottoscritto il loro impegno a non consumare carne di agnello e capretto durante la prossima Pasqua, attraverso l?apposito form sul sito www.SalvaUnAgnello.com. Sul sito è inoltre possibile consultare un prelibato ricettario per un menù pasquale, dall?antipasto al dolce, realizzato dal noto chef Marco Bortolon senza includere alcun ingrediente di origine animale .
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I ROM POSSONO e NOI NO ?
 
«L?ipotesi di crudeltà verso gli animali - scrive quindi il giudice Mauro Amisano - presuppone concettualmente l?assenza di qualsiasi giustificabile motivo, poiché la crudeltà è di per sé caratterizzata dalla mancanza di un motivo adeguato e da una spinta abietta e futile». Però: «Una pratica come il sacrificio rituale musulmano, che è di per sé crudele se parametrata alla sofferenza inflitta, non può essere considerata illecita poiché esplicitamente ammessa per il rispetto dell?altrui libertà religiosa, e quindi non lesiva del comune sentimento di pietà». Soprattutto: «Il limite allo svolgimento di queste pratiche è quello della necessità, nel senso che la macellazione senza stordimento preventivo della vittima è consentita solo ed esclusivamente nel contesto d?un rito religioso, com?è avvenuto nella fattispecie».

E' meglio se sto zitto.
 
bumper morgan ha scritto:
http://www.lastampa.it/2016/05/09/italia/cronache/crudelt-sugli-animali-assolti-due-macellai-musulmani-xnGpJAN46vAEPz7OcGjUxL/pagina.html

poi parlano di "la legge è uguale per tutti" di integrazione ed altre scemate simili

Ma a parte i maltrattamenti sugli animali che sempre uccisi muoiono....sgozzare un capretto in strada non è sanzionato? Cioè si possono macellare animali dove si vuole purché"non si maltrattino"? :shock: :shock:

Possibile che siano stati denunciati solo per i maltrattamenti e non per il rischio sanitario che se permettete è ben più pericoloso di un capretto sgozzato?
 
Sempre per la serie "quanto é onesto e veritiero affermare che"

I ROM POSSONO E NOI NO

Nella stessa pagina linkata, appare un articolo del 27/10/2015
http://www.lastampa.it/2015/10/27/edizioni/aosta/sevizie-sulle-capre-due-allevatori-di-nus-a-processo-Hqqaa0qKBV6XJKpxkpdI4I/pagina.html

?Sevizie sulle capre?, due allevatori di Nus a processo
Padre e figlia sono accusati di aver ucciso le bestie senza rispettare le modalità di legge.
Capre sgozzate e non uccise secondo le modalità previste dalla legge, senza cioè il colpo di pistola che le stordisce prima del coltello, poi ancora «sevizie incompatibili con le caratteristiche» degli animali e, ancora, scarti della macellazione delle bestie gettati vicino alla stalla, alla vista di tutti e, infine, macellazione di capre in luoghi non autorizzati.

Sono le imputazioni a carico di due allevatori di Nus, Guido Chaussod, 61 anni e la figlia Rita, 33. Il processo a carico dei due è iniziato questa mattina davanti al giudice Marco Tornatore. Le indagini sono state condotte dalla Forestale che nell'autunno dell'anno scorso ha ricevuto una segnalazione. Oggi Guido Chaussod ha chiesto un patteggiamento a due mesi e 20 giorni di reclusione, da passare in libertà controllata. La figlia Rita ha chiesto il rito abbreviato, l'udienza è quindi stata rinviata. L?accusa è rappresentata dal pm Cinzia Virota. Le accuse nei confronti dei due sono di uccisione di animali, maltrattamento di animali, getto pericoloso di cose e violazione della normativa sulla sicurezza alimentare.
 
Caro Maddechè, è inutile cercare di far rilevare le contraddizioni; i pregiudizi e le verità preconcette si autoalimentano all'infinito e guai a far rilevare incongruenze, si rischia solo di venir tacciati da "buonisti", parola che detesto in quanto tesa a svilire qualsiasi opinione improntata a principi etici per non dire cristiani.
 
maddeche! ha scritto:
Sempre per la serie "quanto é onesto e veritiero affermare che"

I ROM POSSONO E NOI NO

Nella stessa pagina linkata, appare un articolo del 27/10/2015
http://www.lastampa.it/2015/10/27/edizioni/aosta/sevizie-sulle-capre-due-allevatori-di-nus-a-processo-Hqqaa0qKBV6XJKpxkpdI4I/pagina.html

?Sevizie sulle capre?, due allevatori di Nus a processo
Padre e figlia sono accusati di aver ucciso le bestie senza rispettare le modalità di legge.
Capre sgozzate e non uccise secondo le modalità previste dalla legge, senza cioè il colpo di pistola che le stordisce prima del coltello, poi ancora «sevizie incompatibili con le caratteristiche» degli animali e, ancora, scarti della macellazione delle bestie gettati vicino alla stalla, alla vista di tutti e, infine, macellazione di capre in luoghi non autorizzati.

Sono le imputazioni a carico di due allevatori di Nus, Guido Chaussod, 61 anni e la figlia Rita, 33. Il processo a carico dei due è iniziato questa mattina davanti al giudice Marco Tornatore. Le indagini sono state condotte dalla Forestale che nell'autunno dell'anno scorso ha ricevuto una segnalazione. Oggi Guido Chaussod ha chiesto un patteggiamento a due mesi e 20 giorni di reclusione, da passare in libertà controllata. La figlia Rita ha chiesto il rito abbreviato, l'udienza è quindi stata rinviata. L?accusa è rappresentata dal pm Cinzia Virota. Le accuse nei confronti dei due sono di uccisione di animali, maltrattamento di animali, getto pericoloso di cose e violazione della normativa sulla sicurezza alimentare.

Allora effettivamente loro possono e noi no.
 
Bombazza95 ha scritto:
Possibile che siano stati denunciati solo per i maltrattamenti e non per il rischio sanitario che se permettete è ben più pericoloso di un capretto sgozzato?

Sicuramente non per il capretto.

Scusami, ma non ne ho potuto fare a meno. Davvero.
 
Bombazza95 ha scritto:
Allora effettivamente loro possono e noi no.
Lo hai letto il primo dei due articoli sulla stesa pagina ?

Questo ? http://www.lastampa.it/2014/04/15/societa/lazampa/le-uccisioni-choc-degli-agnelli-pasquali-ULYSWwASlx5iHKZzGSI0xO/pagina.html

Sono due casi lampanti del fatto che le abitudini alimentari inducono migliaia di civilissimi allevatori a compiere le stesse "esecuzioni" nella nostra civilissima nazione per accontentare civilissimi cittadini italiani....
 
il problema è un altro...
a me questa pratica fa schifo, e vorrei che fosse debellata a prescindere dai motivi che ci sono dietro...
ora centrare il problema sulla religione di chi la pratica vuol dire in realtà non risolvere il problema ...
 
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