<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Hanno infranto un mito ........ | Page 2 | Il Forum di Quattroruote

Hanno infranto un mito ........

EdoMC ha scritto:
Se non altro sono riusciti a far l'unico film comico che fa piangere!

"Amici Miei" non era esattamente un film comico.
Come diversi film dell'epoca riprendeva la spensieratezza della commedia anni '50 e '69, ma si venava di una tristezza e melanconia per la perdita, appunto, di quella stessa spensieratezza. Gli anni '70, con la crisi del petrolio, il terrorismo, la politica incerta e l'economia ancora piu' incerta (ci ricorda qualcosa?) s'eran portati via l'ottimismo della rinascita e del boom economico.
Un film con tanti livelli d'interpretazione, iconico della sua epoca, splendidamente diretto e recitato.
Monicelli regista, nomi del calibro di Ugo Tognazzi, Philippe Noiret, Adolfo Celi...

E cosa abbiamo oggi? Un cinepanettone.
Questa si' che e' una vera tragedia.
Certe cose dovrebbero essere lasciate come sono. :(
 
99octane ha scritto:
EdoMC ha scritto:
Se non altro sono riusciti a far l'unico film comico che fa piangere!

"Amici Miei" non era esattamente un film comico.
Come diversi film dell'epoca riprendeva la spensieratezza della commedia anni '50 e '69, ma si venava di una tristezza e melanconia per la perdita, appunto, di quella stessa spensieratezza. Gli anni '70, con la crisi del petrolio, il terrorismo, la politica incerta e l'economia ancora piu' incerta (ci ricorda qualcosa?) s'eran portati via l'ottimismo della rinascita e del boom economico.
Un film con tanti livelli d'interpretazione, iconico della sua epoca, splendidamente diretto e recitato.
Monicelli regista, nomi del calibro di Ugo Tognazzi, Philippe Noiret, Adolfo Celi...

E cosa abbiamo oggi? Un cinepanettone.
Questa si' che e' una vera tragedia.
Certe cose dovrebbero essere lasciate come sono. :(

Tutto vero. Poi c'era la costante della paura della morte, l'esorcismo dell'incombente vecchiaia. Nel primo la morte colpisce noiret, ma i protagonisti ci scherzano egualmente sopra. Nel secondo una grave malattia colpisce il Mascetti, eppure riescono a schernire anche quella, iscrivendo il Conte alle olimpiadi per disabli! E nel terzo, quando l'età avanza e i protagonisti non sono più in grado di schiaffeggiare i passeggeri del treno, ecco che Tognazzi "suggerisce" agli altri di usare un oliatore! E' vero che c'è sempre un tocco di amarezza e malinconia, però io ci vedo anche molto ottimismo, o almeno una certa voglia di reagire. E tutto questo riesce comunque a far ridere, pur tenendo presente gli altri significati. Come giustamente dici, questo di Neri Parenti altro non è che un cinepanettone che si fregia di un titolo che richiama un mostro sacro: facendo un paragone automobilistico sarebbe come dire che la Delta 1.6 MJT sia anche lontanamente parente della Delta HF Integrale Evoluzione!
 
EdoMC ha scritto:
99octane ha scritto:
EdoMC ha scritto:
Se non altro sono riusciti a far l'unico film comico che fa piangere!

"Amici Miei" non era esattamente un film comico.
Come diversi film dell'epoca riprendeva la spensieratezza della commedia anni '50 e '69, ma si venava di una tristezza e melanconia per la perdita, appunto, di quella stessa spensieratezza. Gli anni '70, con la crisi del petrolio, il terrorismo, la politica incerta e l'economia ancora piu' incerta (ci ricorda qualcosa?) s'eran portati via l'ottimismo della rinascita e del boom economico.
Un film con tanti livelli d'interpretazione, iconico della sua epoca, splendidamente diretto e recitato.
Monicelli regista, nomi del calibro di Ugo Tognazzi, Philippe Noiret, Adolfo Celi...

E cosa abbiamo oggi? Un cinepanettone.
Questa si' che e' una vera tragedia.
Certe cose dovrebbero essere lasciate come sono. :(

Tutto vero. Poi c'era la costante della paura della morte, l'esorcismo dell'incombente vecchiaia. Nel primo la morte colpisce noiret, ma i protagonisti ci scherzano egualmente sopra. Nel secondo una grave malattia colpisce il Mascetti, eppure riescono a schernire anche quella, iscrivendo il Conte alle olimpiadi per disabli! E nel terzo, quando l'età avanza e i protagonisti non sono più in grado di schiaffeggiare i passeggeri del treno, ecco che Tognazzi "suggerisce" agli altri di usare un oliatore! E' vero che c'è sempre un tocco di amarezza e malinconia, però io ci vedo anche molto ottimismo, o almeno una certa voglia di reagire. E tutto questo riesce comunque a far ridere, pur tenendo presente gli altri significati. Come giustamente dici, questo di Neri Parenti altro non è che un cinepanettone che si fregia di un titolo che richiama un mostro sacro: facendo un paragone automobilistico sarebbe come dire che la Delta 1.6 MJT sia anche lontanamente parente della Delta HF Integrale Evoluzione!

basta dire grottesco
ovvero fa ridere ma non e' divertente.....
questa e' la forza di " Amici miei "
lo squallore della vita reale,
spirito giusto di affrontarla, a parte :cry:
 
spartacodaitri ha scritto:
EdoMC ha scritto:
99octane ha scritto:
EdoMC ha scritto:
Se non altro sono riusciti a far l'unico film comico che fa piangere!

"Amici Miei" non era esattamente un film comico.
Come diversi film dell'epoca riprendeva la spensieratezza della commedia anni '50 e '69, ma si venava di una tristezza e melanconia per la perdita, appunto, di quella stessa spensieratezza. Gli anni '70, con la crisi del petrolio, il terrorismo, la politica incerta e l'economia ancora piu' incerta (ci ricorda qualcosa?) s'eran portati via l'ottimismo della rinascita e del boom economico.
Un film con tanti livelli d'interpretazione, iconico della sua epoca, splendidamente diretto e recitato.
Monicelli regista, nomi del calibro di Ugo Tognazzi, Philippe Noiret, Adolfo Celi...

E cosa abbiamo oggi? Un cinepanettone.
Questa si' che e' una vera tragedia.
Certe cose dovrebbero essere lasciate come sono. :(

Tutto vero. Poi c'era la costante della paura della morte, l'esorcismo dell'incombente vecchiaia. Nel primo la morte colpisce noiret, ma i protagonisti ci scherzano egualmente sopra. Nel secondo una grave malattia colpisce il Mascetti, eppure riescono a schernire anche quella, iscrivendo il Conte alle olimpiadi per disabli! E nel terzo, quando l'età avanza e i protagonisti non sono più in grado di schiaffeggiare i passeggeri del treno, ecco che Tognazzi "suggerisce" agli altri di usare un oliatore! E' vero che c'è sempre un tocco di amarezza e malinconia, però io ci vedo anche molto ottimismo, o almeno una certa voglia di reagire. E tutto questo riesce comunque a far ridere, pur tenendo presente gli altri significati. Come giustamente dici, questo di Neri Parenti altro non è che un cinepanettone che si fregia di un titolo che richiama un mostro sacro: facendo un paragone automobilistico sarebbe come dire che la Delta 1.6 MJT sia anche lontanamente parente della Delta HF Integrale Evoluzione!

basta dire grottesco
ovvero fa ridere ma non e' divertente.....
questa e' la forza di " Amici miei "
lo squallore della vita reale,
spirito giusto di affrontarla, a parte :cry:

Sul falsetto del cult Fantozziano, che però vedeva la siocietà dal punto di vista dell'eterno perdente, Amici miei è la radiografia del tessuto sociale con tutte le suè debolezze e virtù ma con una sapiente dose di umanità, ironia e pensa te anche poesia.

Era un cinema che faceva ridere e riflettere.
Certo Amici Miei e almeno due spanne sopra e le emozioni sono trasversali e più intense, dal tema dell'amicizia al tema della malattia, della vecchiaia.

Poi con Monicelli secondo me abbiamo la perla assoluta di tutto questo.
 
rema007 ha scritto:
spartacodaitri ha scritto:
EdoMC ha scritto:
99octane ha scritto:
EdoMC ha scritto:
Se non altro sono riusciti a far l'unico film comico che fa piangere!

"Amici Miei" non era esattamente un film comico.
Come diversi film dell'epoca riprendeva la spensieratezza della commedia anni '50 e '69, ma si venava di una tristezza e melanconia per la perdita, appunto, di quella stessa spensieratezza. Gli anni '70, con la crisi del petrolio, il terrorismo, la politica incerta e l'economia ancora piu' incerta (ci ricorda qualcosa?) s'eran portati via l'ottimismo della rinascita e del boom economico.
Un film con tanti livelli d'interpretazione, iconico della sua epoca, splendidamente diretto e recitato.
Monicelli regista, nomi del calibro di Ugo Tognazzi, Philippe Noiret, Adolfo Celi...

E cosa abbiamo oggi? Un cinepanettone.
Questa si' che e' una vera tragedia.
Certe cose dovrebbero essere lasciate come sono. :(

Tutto vero. Poi c'era la costante della paura della morte, l'esorcismo dell'incombente vecchiaia. Nel primo la morte colpisce noiret, ma i protagonisti ci scherzano egualmente sopra. Nel secondo una grave malattia colpisce il Mascetti, eppure riescono a schernire anche quella, iscrivendo il Conte alle olimpiadi per disabli! E nel terzo, quando l'età avanza e i protagonisti non sono più in grado di schiaffeggiare i passeggeri del treno, ecco che Tognazzi "suggerisce" agli altri di usare un oliatore! E' vero che c'è sempre un tocco di amarezza e malinconia, però io ci vedo anche molto ottimismo, o almeno una certa voglia di reagire. E tutto questo riesce comunque a far ridere, pur tenendo presente gli altri significati. Come giustamente dici, questo di Neri Parenti altro non è che un cinepanettone che si fregia di un titolo che richiama un mostro sacro: facendo un paragone automobilistico sarebbe come dire che la Delta 1.6 MJT sia anche lontanamente parente della Delta HF Integrale Evoluzione!

basta dire grottesco
ovvero fa ridere ma non e' divertente.....
questa e' la forza di " Amici miei "
lo squallore della vita reale,
spirito giusto di affrontarla, a parte :cry:

Sul falsetto del cult Fantozziano, che però vedeva la siocietà dal punto di vista dell'eterno perdente, Amici miei è la radiografia del tessuto sociale con tutte le suè debolezze e virtù ma con una sapiente dose di umanità, ironia e pensa te anche poesia.

Era un cinema che faceva ridere e riflettere.
Certo Amici Miei e almeno due spanne sopra e le emozioni sono trasversali e più intense, dal tema dell'amicizia al tema della malattia, della vecchiaia.

Poi con Monicelli secondo me abbiamo la perla assoluta di tutto questo.

Basta sennò mi commuovo! C'è da dire che, seppur con minor efficacia, Nanni Loy, nel Terzo Atto, è riuscito comunque a rendere il film, come dice giustamente Spartaco, grottesco, è riuscito comunque a creare una sorta di continuità coi capitoli precedenti e riprenderne lo spirito. Mentre Neri Parenti non ha capito proprio niente dello spirito originario del film. L'unica cosa di cui posso complimentarmi con l'autore del cinepanettone è quella di averlo distanziato nel tempo, e aver avuto l'umiltà (o la decenza, punti di vista) di non creare un seguito, ma un film per certi versi distaccato.
 
EdoMC ha scritto:
rema007 ha scritto:
spartacodaitri ha scritto:
EdoMC ha scritto:
99octane ha scritto:
EdoMC ha scritto:
Se non altro sono riusciti a far l'unico film comico che fa piangere!

"Amici Miei" non era esattamente un film comico.
Come diversi film dell'epoca riprendeva la spensieratezza della commedia anni '50 e '69, ma si venava di una tristezza e melanconia per la perdita, appunto, di quella stessa spensieratezza. Gli anni '70, con la crisi del petrolio, il terrorismo, la politica incerta e l'economia ancora piu' incerta (ci ricorda qualcosa?) s'eran portati via l'ottimismo della rinascita e del boom economico.
Un film con tanti livelli d'interpretazione, iconico della sua epoca, splendidamente diretto e recitato.
Monicelli regista, nomi del calibro di Ugo Tognazzi, Philippe Noiret, Adolfo Celi...

E cosa abbiamo oggi? Un cinepanettone.
Questa si' che e' una vera tragedia.
Certe cose dovrebbero essere lasciate come sono. :(

Tutto vero. Poi c'era la costante della paura della morte, l'esorcismo dell'incombente vecchiaia. Nel primo la morte colpisce noiret, ma i protagonisti ci scherzano egualmente sopra. Nel secondo una grave malattia colpisce il Mascetti, eppure riescono a schernire anche quella, iscrivendo il Conte alle olimpiadi per disabli! E nel terzo, quando l'età avanza e i protagonisti non sono più in grado di schiaffeggiare i passeggeri del treno, ecco che Tognazzi "suggerisce" agli altri di usare un oliatore! E' vero che c'è sempre un tocco di amarezza e malinconia, però io ci vedo anche molto ottimismo, o almeno una certa voglia di reagire. E tutto questo riesce comunque a far ridere, pur tenendo presente gli altri significati. Come giustamente dici, questo di Neri Parenti altro non è che un cinepanettone che si fregia di un titolo che richiama un mostro sacro: facendo un paragone automobilistico sarebbe come dire che la Delta 1.6 MJT sia anche lontanamente parente della Delta HF Integrale Evoluzione!

basta dire grottesco
ovvero fa ridere ma non e' divertente.....
questa e' la forza di " Amici miei "
lo squallore della vita reale,
spirito giusto di affrontarla, a parte :cry:

Sul falsetto del cult Fantozziano, che però vedeva la siocietà dal punto di vista dell'eterno perdente, Amici miei è la radiografia del tessuto sociale con tutte le suè debolezze e virtù ma con una sapiente dose di umanità, ironia e pensa te anche poesia.

Era un cinema che faceva ridere e riflettere.
Certo Amici Miei e almeno due spanne sopra e le emozioni sono trasversali e più intense, dal tema dell'amicizia al tema della malattia, della vecchiaia.

Poi con Monicelli secondo me abbiamo la perla assoluta di tutto questo.

Basta sennò mi commuovo! C'è da dire che, seppur con minor efficacia, Nanni Loy, nel Terzo Atto, è riuscito comunque a rendere il film, come dice giustamente Spartaco, grottesco, è riuscito comunque a creare una sorta di continuità coi capitoli precedenti e riprenderne lo spirito. Mentre Neri Parenti non ha capito proprio niente dello spirito originario del film. L'unica cosa di cui posso complimentarmi con l'autore del cinepanettone è quella di averlo distanziato nel tempo, e aver avuto l'umiltà (o la decenza, punti di vista) di non creare un seguito, ma un film per certi versi distaccato.

esatto questo è l'animo giusto con cui considerare questo film ..... distaccato .... ;)
 
99octane ha scritto:
EdoMC ha scritto:
Se non altro sono riusciti a far l'unico film comico che fa piangere!

"Amici Miei" non era esattamente un film comico.
Come diversi film dell'epoca riprendeva la spensieratezza della commedia anni '50 e '69, ma si venava di una tristezza e melanconia per la perdita, appunto, di quella stessa spensieratezza. Gli anni '70, con la crisi del petrolio, il terrorismo, la politica incerta e l'economia ancora piu' incerta (ci ricorda qualcosa?) s'eran portati via l'ottimismo della rinascita e del boom economico.
Un film con tanti livelli d'interpretazione, iconico della sua epoca, splendidamente diretto e recitato.
Monicelli regista, nomi del calibro di Ugo Tognazzi, Philippe Noiret, Adolfo Celi...

E cosa abbiamo oggi? Un cinepanettone.
Questa si' che e' una vera tragedia.
Certe cose dovrebbero essere lasciate come sono. :(

az non avrei mai immaginato di decorarti, ma come critico del cinema mi vai a genio.
 
duke79 ha scritto:
rema007 ha scritto:
La ganzissima saga di Amici Miei ... scimmiottata dai protagonisti dei cinepanettoni, .................è come bere caffè a Londra oppure mangiare na pizza a Lugano ... insomma na ciofeca.

raffaello mascetti
alfeo sassaroli
rambaldo melandri
guido necchi
giorgio perozzi.

e basta.

gli altri....nun sò un cazzo!!! ;)

Concordo.
 

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