<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Gruppo Stellantis | Page 385 | Il Forum di Quattroruote

Gruppo Stellantis

Su questo si puo' discutere.
Le macchine le fanno tutte uguali, con eventuale motore 1.5 a benzina, HEV, PHEV oppure BEV, e poi interni full optional con nessun tasto e solo display enorme che può ruotare.
Personalmente non ce nè una che mi piaccia.
Però quello che fanno ha prezzi molto concorrenziali, grazie al basso costo della manodopera, al basso costo dell'energia e al fatto che non devono rispettare tutte le norme a cui invece sono soggetti i costruttori europei.
Per me e' una concorrenza non regolare.
Va poi detto che sulle batterie detengono la tecnologia, le materie prime e le fabbriche per la produzione e su questo non riusciamo minimamente a reggere il confronto.
Parlano i numeri, e per adesso parlano chiaro. Se il mercato evolverà come quello dei telefoni (e dei televisori ecc ecc ecc) lo vedremo nei prossimi anni. Di certo, oggi uno non compra cinese solo per brand, per l'affidabilità ancora da dimostrare (ma la cosa è realtiva, Volvo è un esempio) e per i potenziali problemi di assistenza; per il resto, le loro macchine non sono affatto peggiori delle mostre, anzi. Fra l'altro, all'ascesa incontestabile della qualità cinese, gli occidentali hanno risposto abbassando la loro nel tentativo disperato di contenere i costi.
Nel lungo termine vedo una situazione non dissimile a quella degli orologi o dell'abbigliamento: alcuni marchi boutique sotto pochi grandi gruppi e una massa "fast fashion" standardizzata e del tutto intercambiabile, in cui contano solo prezzo e il trend del momento. Chissà se ci ho azzeccato
 
Ultima modifica:
La "nuova" gestione invece non ha tenuto nulla in casa anzi....e dal 22 Maggio raserà a zero......prevedo......una sola cosa ha tenuto in continuità con la vecchia gestione ....i prezzi......
la "nuova" gestione e' da "decenni" che' e' cosi'.
d'altra parte i grandi gruppi "internazionali", oramai progettano, costruiscono e vendono dove "conviene" stop.

lo fanno anche i "piccoli" nazionali....per cui....

la mia sorpresa e' che comunque una parte seppur piccola della produzione e' "rimasta" fin'ora.
 
Su questo si puo' discutere.
Le macchine le fanno tutte uguali, con eventuale motore 1.5 a benzina, HEV, PHEV oppure BEV, e poi interni full optional con nessun tasto e solo display enorme che può ruotare.
Personalmente non ce nè una che mi piaccia.
Però quello che fanno ha prezzi molto concorrenziali, grazie al basso costo della manodopera, al basso costo dell'energia e al fatto che non devono rispettare tutte le norme a cui invece sono soggetti i costruttori europei.
Per me e' una concorrenza non regolare.
Va poi detto che sulle batterie detengono la tecnologia, le materie prime e le fabbriche per la produzione e su questo non riusciamo minimamente a reggere il confronto.
han fatto le stesse cose che facevamo noi ( dumping salariale e di energia) negli anni '50 e '60, percio' non me la sento di dare le colpe.
(parlare di "eticità" di fronte all'economia lascia il tempo che trova).

con alcune varianti:

piani di sviluppo di 5 o 10 anni,
miliardi e miliardi di Yuan in investimenti, in ogni campo.
e mediamente ad innalzare la qualità della vita media "loro" o percepita dagli "altri" paesi satellitari....

cio' ha portato in alcuni mercati ad avere quasi il monopolio.....di fatto....dalla materia prima al prodotto finito.
 
han fatto le stesse cose che facevamo noi ( dumping salariale e di energia) negli anni '50 e '60, percio' non me la sento di dare le colpe.
(parlare di "eticità" di fronte all'economia lascia il tempo che trova).

con alcune varianti:

piani di sviluppo di 5 o 10 anni,
miliardi e miliardi di Yuan in investimenti, in ogni campo.
e mediamente ad innalzare la qualità della vita media "loro" o percepita dagli "altri" paesi satellitari....

cio' ha portato in alcuni mercati ad avere quasi il monopolio.....di fatto....dalla materia prima al prodotto finito.
Si ma negli anni 50 e 60 non si erano ancora evidenziate le problematiche ambientali di oggi.

Poi loro hanno i grandi capitali, principalmente forniti dallo Stato, e un mercato interno enorme che vale quasi 3 volte quello europeo (35 milioni contro 13).
Ma anche il loro mercato evolvera' verso prezzi sempre piu' alti, e noi dobbiamo stare attenti a proteggere le nostre industrie altrimenti ci troveremo senza fabbriche e a pagare prezzi a livello dei nostri europei, ma perdendo molto potere d'acquisto.
 
la "nuova" gestione e' da "decenni" che' e' cosi'.
d'altra parte i grandi gruppi "internazionali", oramai progettano, costruiscono e vendono dove "conviene" stop.

lo fanno anche i "piccoli" nazionali....per cui....

la mia sorpresa e' che comunque una parte seppur piccola della produzione e' "rimasta" fin'ora.
La nuova gestione è dalla morte del dott. Umberto
 
Si ma negli anni 50 e 60 non si erano ancora evidenziate le problematiche ambientali di oggi.

Poi loro hanno i grandi capitali, principalmente forniti dallo Stato, e un mercato interno enorme che vale quasi 3 volte quello europeo (35 milioni contro 13).
Ma anche il loro mercato evolvera' verso prezzi sempre piu' alti, e noi dobbiamo stare attenti a proteggere le nostre industrie altrimenti ci troveremo senza fabbriche e a pagare prezzi a livello dei nostri europei, ma perdendo molto potere d'acquisto.
Torno a dire loro stanno facendo piu' in grande e meglio quello che noi a suo tempo abbiamo fatto e ci siamo fermati, tenendo presente che una parte ampia delle loro produzioni le stanno sub-affidando ad altri paesi che sono legati da una politica "incisiva" e si fanno 0 probmei quando qualche miliaia di persone muore per la "problematiche ambientali".
abbiamo pochi dati per confermare le nostre ipotesi sul loro mercato interno, e buondio un mercato di tipo "sovietico" per certi aspetti puo' essere in mille modi "falsato" in bene e male.
la nostra industria ( come del resto il commercio) oramai tranne pochi casi si e' specializzata come sub-fornitori di industrie ed entità straniere, o a "rimarchiare" prodotti fatti nelle succursali estere ed importarli.
abbiamo puntato tutto sulla compressione dei salari escludendo produttività e controllo di altri costi che oramai non dipendono piu' da noi.
percio' e riprendo il topic non mi meraviglia se domani Stellantis chiude tutto nel nostro paese, ne ha tutte le ragioni "economiche" per farlo.
 
La nuova gestione è dalla morte del dott. Umberto
sinceramente non mi sento "ferrato" per rispondere alla domanda.
ad un certo punto il patto tra "galantuomini" tra Fiat - Stato Italiano - Maestranze - Cliente" e' saltato (ed a questo punto mi sembra irrilevante scoprire chi e' stato a far cosa prima o dopo).... e non e' stato ricucito.
il salto a "Stellantis" ha sugellato lo stato di cose.....
 
sinceramente non mi sento "ferrato" per rispondere alla domanda.
ad un certo punto il patto tra "galantuomini" tra Fiat - Stato Italiano - Maestranze - Cliente" e' saltato (ed a questo punto mi sembra irrilevante scoprire chi e' stato a far cosa prima o dopo).... e non e' stato ricucito.
il salto a "Stellantis" ha sugellato lo stato di cose.....
Io a memoria penso invece di aver espresso le cose correttamente.

Il "patto" tra politica-stato e Fiat risale agli anni sessanta laddove l'autoctono e fiorente Nord rinunciava a qualcosa per costruire al Sud in zone disagiate socioeconomicamente.

Ho fatto l'esempio della Punto II auto che ebbi proprio per validare la mia tesi riporto dal web

La Fiat Punto del 1999 (seconda serie, progetto 188) veniva prodotta principalmente nello stabilimento Fiat di Melfi (PZ), cuore produttivo del modello. Altri siti produttivi inclusi nella produzione e assemblaggio furono lo stabilimento di Mirafiori a Torino e Termini Imerese (PA).

Si sarebbe potuto già allora per motivi economici ma anche e non lo nego qualitativi delocalizzare altrove ma non lo si fece.

Una persona che conobbi disse che dal 2000 le cose in Fiat erano cambiate (era il 2002....)....
 
Io a memoria penso invece di aver espresso le cose correttamente.

Il "patto" tra politica-stato e Fiat risale agli anni sessanta laddove l'autoctono e fiorente Nord rinunciava a qualcosa per costruire al Sud in zone disagiate socioeconomicamente.

Ho fatto l'esempio della Punto II auto che ebbi proprio per validare la mia tesi riporto dal web

La Fiat Punto del 1999 (seconda serie, progetto 188) veniva prodotta principalmente nello stabilimento Fiat di Melfi (PZ), cuore produttivo del modello. Altri siti produttivi inclusi nella produzione e assemblaggio furono lo stabilimento di Mirafiori a Torino e Termini Imerese (PA).

Si sarebbe potuto già allora per motivi economici ma anche e non lo nego qualitativi delocalizzare altrove ma non lo si fece.

Una persona che conobbi disse che dal 2000 le cose in Fiat erano cambiate (era il 2002....)....
Melfi e Termini Imerese si occupavano anche della produzione di Y e Ypsilon.
 
percio' e riprendo il topic non mi meraviglia se domani Stellantis chiude tutto nel nostro paese, ne ha tutte le ragioni "economiche" per farlo.
Questo è quello che gli analisti dicono, esperti di economia e di finanza non chattari da blog forum o social.....si farà un sonoro spezzatino di tutto un pò quel che riguarda questo marchio galassia mantenendo in piedi i siti "strategici" e vulcanizzando quelli improduttivi e infecondi, deteriori e obsoleti.

Parole loro, non me ne vogliate quando si parla di strategico si intende un qualcosa che è lì per un multiinteresse stato-azienda, non un qualcosa che è lì da cento anni e ci giocavano nel cortile da bambini ii bisnipoti Peugiot quando erano piccoli.....
 
Questo è quello che gli analisti dicono, esperti di economia e di finanza non chattari da blog forum o social.....si farà un sonoro spezzatino di tutto un pò quel che riguarda questo marchio galassia mantenendo in piedi i siti "strategici" e vulcanizzando quelli improduttivi e infecondi, deteriori e obsoleti.

Parole loro, non me ne vogliate quando si parla di strategico si intende un qualcosa che è lì per un multiinteresse stato-azienda, non un qualcosa che è lì da cento anni e ci giocavano nel cortile da bambini ii bisnipoti Peugiot quando erano piccoli.....


Gia'....

Quello di DOVER fare un qualcosa, e a breve,
se non finisce tutto in Maghreb, e' poco ma sicuro
Poi,
il famoso spezzatino,
e' piu' conveniente rispetto vendere tutto assieme....
??
IMO col rischio di vendere quel poco che puo' avere un risconto nel futuro,
e tutto il resto si getta
??

Vedremo
 
Grande aumento di produzione nello stabilimento Stellantis di Melfi nel primo trimestre 2026.

Ok, direte che si partiva da un valore molto basso, ma comunque si legge in vari articoli web e si è visto pure in un titolo di giornale che nel primo trimestre 2026 la produzione di auto nello stabilimento di Melfi è quasi raddoppiata rispetto allo stesso periodo del 2025: +92%, con 17.110 unità. Ciò grazie all'avvio della produzione della nuova Jeep Compass. Dal 10 febbraio 2026 si è passati a un assetto a 2 turni, portando la produzione giornaliera a circa 590 vetture (rispetto alle precedenti 185 per turno). Questo potenziamento ha coinvolto circa 371 lavoratori.
Fonte, tra le altre, Rai news.

Ma tutta la produzione di vetture in Italia è aumentata, dopo 2 anni di calo. E lo si legge anche in questo articolo di Quattroruote web:

Stellantis-Mirafiori%20(1)%20(1)%20(1).jpeg


<La Fim-Cisl, con il suo ormai tradizionale report trimestrale sui volumi produttivi degli impianti italiani del gruppo, fornisce nuove conferme sul rilancio di ialcune fabbriche emerso già tra la fine dell'anno scorso e l'inizio del 2026. In particolare, tra gennaio e marzo, i diversi siti di assemblaggio del gruppo nel nostro Paese hanno sfornato 120.366 veicoli (autovetture e commerciali leggeri), il 9,5% in più rispetto al pari periodo del 2025.

A trainare la “ripresa dopo un anno nero”, che ha visto i volumi tornare indietro di sette decenni, sono stati soprattutto Mirafiori e Melfi grazie all'assegnazione di novità di prodotto come la 500 ibrida a Torino e la Jeep Compass in Basilicata. Non a caso, la produzione delle sole autovetture è balzata del 22% a 73.841 unità, mentre quella dei veicoli commerciali leggeri segna un calo del 5,8% a 46.525 unità a causa di temporanee criticità presso l'impianto abruzzese di Atessa...................>
 
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