<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Gasolio finito? | Page 2 | Il Forum di Quattroruote

Gasolio finito?

Se io metto talmente tanti vincoli ambientali agli impianti di raffinazione da renderli antieconomici, costringo la filiera dei carburanti ad approvvigionarsi all'estero dove nel complesso costa meno. Mi pare lapalissiano. Ma è come mettere la polvere sotto al tappeto, arricchendo le raffinerie estere.
 
Se io metto talmente tanti vincoli ambientali agli impianti di raffinazione da renderli antieconomici, costringo la filiera dei carburanti ad approvvigionarsi all'estero dove nel complesso costa meno. Mi pare lapalissiano. Ma è come mettere la polvere sotto al tappeto, arricchendo le raffinerie estere.
E' questa la fonte?
Perché con la presunta scarsità di gasolio (non trovo notizie in merito se non in questo thread) i vincoli ambientali tra prima della guerra in Iran e dopo non è cambiato nulla.
Diversamente ci sono altri paesi come India ed Australia che stanno avendo problemi a causa della scarsità di gas che è bloccato nel golfo, ma con la capacità di raffinazione non c'azzecca nulla.
 
Citi la fonte per entrambe le affermazioni?
Grazie
Gruppo API-IP (adesso SOCAR), amministratore delegato. Ma se non ti fidi delle conoscenze personali (e ci posso credere), vado sul professionale:
 
Il discorso del gasolio importato è saltato fuori con l'invasione dell'Ucraina perché prima di allora, il problema era praticamente sconosciuto, dato che il costo del gasolio import era addirittura inferiore a quello ormai (pochissimo) raffinato in UE. E' una cosa che è partita da diverso tempo, solo che qualcuno crede di vivere in una bolla verde che termina più o meno dalle parti di Varsavia.
 
MOD : Per comodità di tutti questo topic dovrebbe vertere solo sulla carenza di gasolio, tutti gli altri temi inerenti ai costi vanno sotto il topic principale, altrimenti non ha senso averne 2 e li uniamo
 
Gruppo API-IP (adesso SOCAR), amministratore delegato. Ma se non ti fidi delle conoscenze personali (e ci posso credere), vado sul professionale:
Grazie del link. Però l'articolo parla principalmente del prezzo del gasolio, che è infatti aumentato come forbice tra benzina e diesel.
E cito questa parte:

Una vulnerabilità strutturale

L’Italia consuma circa 23-24 milioni di tonnellate di gasolio l’anno. La produzione nazionale copre 18-19 milioni di tonnellate. Il deficit – circa 5 milioni – viene colmato con importazioni.

E il greggio non passando da Hormuz ha trovato una parziale (non totale) via alternativa nell'oleodotto che sbuca nel mar rosso.
Ripeto il mio punto di vista, notizie di scarsità di gasolio non se ne leggono, anzi il caldo inverno ha portato a scorte più alte del normale di gasolio, e l'inverno è finito.
Di petrolio ne gira di meno, la capacità di raffinazione italiana è elevata e non è di certo alla portata massima.
 
Personalmente ho fatto il pieno ad auto, trattore e due taniche il primo giorno che hanno limato le accise.
La moto consuma talmente poco che non mi sono curato di rifornirla.
Dove mi sono rifornito era a 1,89, mentre il mio vicino (simpatico come un calcio nei cosiddetti) era fermo a 2,15. Entrambi distributori di grandi gruppi, dalle pompe bianche non sono passato.
Uno aveva la coda, l'altro no.

Il mio capo non ha avuto problemi a farsi portare 18k litri in due giorni.

Immagino che i distributori "presi d'assalto" abbiano seccato le cisterne in un paio di giorni invece del solito mese. i depositi sono stati sommersi dalle richieste mentre le autobotti sono sempre quelle.
 
Il nucleo della questione non è se è scarso o meno a livello planetario, ma da dove arriva. Se arriva in misura maggiore dall'estero, esso sarà sottoposto non solo al vincolo del prezzo domanda-offerta, ma anche da problemi di natura logistica, politica o strategica, che possono diventare vincolanti. Se aspetto una nave carica di gasolio ma non arriva, magari ho in porto altre petroliere cariche di greggio o un oleodotto a regime. Attualmente il problema non è (e non lo sarà per diversi millenni) la scarsità né di petrolio né di gasolio a livello globale, ma la difficoltà di spostamento. Se il petrolio in un modo o nell'altro si può spostare, i semilavorati o i prodotti finiti no. Giusto per citare tutto, e non solo cosa fa comodo dall'articolo precedente:

"Oggi i principali poli di approvvigionamento sono:
  • Arabia Saudita
  • Kuwait
  • Emirati Arabi Uniti
  • Iraq
Negli ultimi anni questi Paesi hanno investito massicciamente in raffinerie orientate all’export, mentre in Europa diversi impianti sono stati chiusi o convertiti, anche nel quadro delle politiche climatiche (Green Deal) promosse dalla Commissione Europea.

Il risultato è una maggiore dipendenza non solo dal greggio estero, ma dalla capacità di raffinazione estera."
 
Ultima modifica:
Rasoio di Occam: il gasolio muove tutto il traffico produttivo e commerciale, quindi se ne consuma di più e la sua domanda è meno elastica rispetto alla benzina.
Il discorso viene esasperato dal fatto che la maggiorparte viene consumato da operatori commerciali di un certo peso, non dal cittadino che mette 30 litri per volta.
Trasporto pubblico, trasporto merci, agricoli, movimento terra etc. sono tutti soggetti con almeno una cisterna da 9mc di gasolio, e cubo da 1000 di adblue.
Appena annusano che forse potrebbe esserci carenza fanno il pieno, salvo avere i danari.
Tutti insieme, e di corsa.

Per la benzina a parte fdo e poste non mi vengono in mente "grandi utenti". e comunque vanno dai distributori convenzionati, non hanno cisterne interne.
 
Grazie del link. Però l'articolo parla principalmente del prezzo del gasolio, che è infatti aumentato come forbice tra benzina e diesel.
E cito questa parte:

Una vulnerabilità strutturale

L’Italia consuma circa 23-24 milioni di tonnellate di gasolio l’anno. La produzione nazionale copre 18-19 milioni di tonnellate. Il deficit – circa 5 milioni – viene colmato con importazioni.

E il greggio non passando da Hormuz ha trovato una parziale (non totale) via alternativa nell'oleodotto che sbuca nel mar rosso.
Ripeto il mio punto di vista, notizie di scarsità di gasolio non se ne leggono, anzi il caldo inverno ha portato a scorte più alte del normale di gasolio, e l'inverno è finito.
Di petrolio ne gira di meno, la capacità di raffinazione italiana è elevata e non è di certo alla portata massima.
Ho letto l'articolo e lo trovo molto interesante. Il tema sollevato mi sembra quello decisivo: l'Europa, ed in modo particolare l'Italia, è molto dipendente dal gasolio, che è il combustibile del trasporto pesante su gomma, ma se ne raffina molto meno rispetto al passato e quindi se ne importa sempre di più. Venendo a mancare il gasolio proveniente dall'area geografica interessata dalla crisi, l'offerta si riduce con conseguenti problemi di approvvigionamento, salgono i prezzi e a cascata ne risente il sistema economico.
Bisognerebbe chiedersi quali sarebbero le misure adatte per evitare questo problema nel lungo periodo. Incrementare la capacità di raffinazione? Ridurre la dipendenza dal gasolio? Chi lo sa
 
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