<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Futuro lavoro | Page 2 | Il Forum di Quattroruote

Futuro lavoro

Ciao a tutti. Grazie delle informazioni. Purtroppo sono a conoscenza del fatto che le aspettative non sono la realtà. Ovviamente in molti lavorano in concessionaria non per passione ma semplicemente perchè è un lavoro come gli altri. Quando ho precisato di essere un grande appassionato di auto, come un pó tutti qui, è perchè vorrei impiegare la mia vita a contatto con queste. Quello di venditore in concessionaria, ovviamente, è un inizio per accostarsi a questo mondo, i fini sono altri peró mi chiedo come possa arrivare un domani ad avere un autosalone senza alcuna conoscenza. Se potessi eliminare tutti questi "step intermedi" lo farei volentieri, ma davvero non trovo alternative. Non credo, comunque, che tutte le grandi concessionarie/autosaloni siano state tirate su da persone poco competenti e denza esperienza.
Ad ogni modo mi rendo conto peró che lavorare in queste condizioni puó essere frustrante e capace di far passare tutto l'amore che uno prova per queste auto. Il mio discorso non è nemmeno quello di fare un lavoro che mi possa permettere di togliermi qualche soddisfazione poichè altrimenti continuerei per la via della giurisprudenza, ma si tratta di lavorare facendo ció che si ama.
La realtà è triste, non credo peró un'esperienza estera possa essere molto diversa, così come non saprei come poter iniziare senza avere nulla nel mio curriculum.
 
perdonatemi, ma credo che questo ragazzo vada incoraggiato. Il mondo del lavoro è difficile, d'accordo, ma non bisogna drammatizzare: non sono tutti disonesti ed incompetenti per fortuna, anzi ben vengano giovani preparati ed appassionati.
Hai un'occasione che molti non hanno: uno studio legale di famiglia. Questo ti offre un futuro lavorativo pressoché garantito, ma anche la possibilità di conciliare la libera professione con altro. Se vuoi prenderti una pausa di qualche anno, hai sempre uno studio di proprietà che ti aspetta.
Quindi, ripropongo il mio consiglio: studia, termina l'università e valuta un corso post laurea professionalizzante. Per lavorare nel mondo dell'automobile non devi necessariamente fare l'impiegato in un autosalone. Ci sono mille figure che al momento neppure conosci. Ad ogni modo, avrai sempre un piano b, tornare nello studio di famiglia. Non tutti hanno questa opportunità, sfruttala
 
alex.79 ha scritto:
perdonatemi, ma credo che questo ragazzo vada incoraggiato. Il mondo del lavoro è difficile, d'accordo, ma non bisogna drammatizzare: non sono tutti disonesti ed incompetenti per fortuna, anzi ben vengano giovani preparati ed appassionati.
Hai un'occasione che molti non hanno: uno studio legale di famiglia. Questo ti offre un futuro lavorativo pressoché garantito, ma anche la possibilità di conciliare la libera professione con altro. Se vuoi prenderti una pausa di qualche anno, hai sempre uno studio di proprietà che ti aspetta.
Quindi, ripropongo il mio consiglio: studia, termina l'università e valuta un corso post laurea professionalizzante. Per lavorare nel mondo dell'automobile non devi necessariamente fare l'impiegato in un autosalone. Ci sono mille figure che al momento neppure conosci. Ad ogni modo, avrai sempre un piano b, tornare nello studio di famiglia. Non tutti hanno questa opportunità, sfruttala

Ti ringrazio molto. Sono ben consapevole della mia fortuna, anche per questo ho un momento di "sbandamento", perchè so di avere una grande "ruota di scorta" e anche la possibiltà di fare esperienza senza dover necessariamente stare attentissimo ai guadagni avendo dietro le spalle coperte. Peró inseguire un proprio sogno per me vuol dire anche riuscire a fare tutto con le proprie forze senza croggiolarsi troppo.
Speravo di ricevere qualche informazione più confortevole e di incoraggiamento invece sembra che la situazione sia abbastanza brutta. Saró uno dei tanti che sceglierà di seguire il cervello e fare una scelta ponderata e razionale, chissà poi un domani.. Rinnovo i ringraziamenti comunque a tutti voi :D spero di leggere qualcosa anche di più positivo prossimamente.
 
Mi sento in qualche modo coinvolto e cerco di darti una risposta sensata anche se sbrigativa.
Ormai sono un giovane vecchio (vado verso i 40), sono laureato, ed ho sempre avuto la passione delle auto. Quano mi sono laureato (verso i 26anni, avendo sempre fatto lavoretti di qualche mese in estate), non avendo la possibilitá come la tua di avere uno studio avviato in cui poter fare tirocinio (non avevo poi necessitá di fare l´esame da avvocato avendo una laurea differente), ho avuto la possibilità di lavorare come venditore in una concessionaria. Dopo aver cambiato marchio e datore di lavoro, ho terminato l´esperienza dopo circa 3 anni, avendo colto lo spirito e i segreti del mestiere.
Quello che posso consigliarti é innanzitutto di finire gli studi per avere il paracadute disponibile; in secondo luogo lavorare (possibilimente come dipendente) in una concessionaria vendendo auto, partendo quindi dalla base. Dopo un paio di anni di esperienza, ti accorgerai che il venditore, più che altro, deve saper comprare un´auto, non venderla. Per venderla sono buoni tutti, soprattutto se hai un marchio che tira o un modello azzeccato: la bravura é comprare bene la macchina del cliente, ed evitare le fregature. QUando avrai imparato questo, puoi fare lo step successivo, che ancora non é, a mio avviso, il salone auto. È fare il commerciante: ti devi cercare delle macchina da comprare e rivendere con un utile (ti serve la partita IVA), non ti serve fare un giro di 20 vetture al mese, ti bastano 3/4/5 macchine al mese, ma é un lavoro che può dare soddisfazioni.
Il passo successivo viene da se: se ci sai fare, il periodo storico é quello giusto, e ci sono i presupposti, arrivi ad un certo punto in cui il tuo giro di auto, vuoi per il nome, vuoi perche la gente comincia a conoscerti, etc, non é più gestibile senza un salone da esposizione, perché cominci ad avere 10/15 macchine al mese che girano. A quel punto serve il salone, e puoi cominciare ad inidirzzare la scelta su macchine di un certo tipo, senza dimenticare quelle che ti fanno sopravvivere (utilitarie e da lavoro).
Se poi tutto va bene, in qualche anno potresti realizzare il tuo sogno di avere un salone dedicato ad auto di un certo livello, ma per arrivarci serve un percorso, non si fa dall´oggi al domani, pena il rischio di fare un buco grosso...
In bocca al lupo! 8)
 
Se fai carriera come avvocato puoi stare vicino alle auto... comprandole. :D Tante, sempre nuove, sempre diverse. Molti professionisti del tuo settore o di quelli simili hanno spunti sportivi (anche interessanti come livello) in pista o nei rallyes, per dire.
Qui al paese dove lavoro c'è un notaio che si è comprato tutte le M3, in fila una dopo l'altra dalla E30 fino all'attuale (per lui) V8, man mano che uscivano. E quelle che dava indietro sarebbero state tutte da comprare. Non un graffio, mai tirate, mai incidentate, manutenzione puntuale e in concessionaria ufficiale. Anche questo è partecipare al grande "gioco" dell'auto.
 
Mio figlio è uno studente di giurisprudenza.
Oggi vuole fare l'avvocato, domani il commissario, dopodomani i concorsi...ecc.

I soliti bivi di tutti i giovani, insomma, quelli che abbiamo attraversato pure noi...imboccandoli bene qualche volta, e spesso sbagliando destinazione...ma è questa la vita.

Racconto un fatto:
Un giorno la mia azienda mi interpella e mi dice che potrei ricevere, in onore al mio comportamento affidabile ed irreprensibile (anche se scasso un po' le palle pure di la) una assunzione (la mia azienda è privata, quindi può decidere - e lo fa- l'assunzione di parenti di dipendenti) di un mio familiare.
Mio figlio...è figlio unico; mi dicono : vuoi far fare l'operaio a tuo figlio?

Prospettiva :
operaio su rotazione di turni, stipendio base 1,400? (contratto a termine, rinnovabile) con straordinari e quant'altro...parliamo di poter arrivare fino a 1.900/2.000? al mese...direi ottimi.
Il terzo turno e qualche domenica fa busta paga!

Ne sono lusingato, chiamo mio figlio e gli prospetto il tutto.
Lui...mi dice: "Papà vorrei studiare".

Io non ho detto nulla ed ho accettato la sua scelta...non ho voluto spingerlo a quel bivio di quel giorno...perchè la vita è così, fatta di scelte, ma anche di consigli...ma spesso di rimpianti e poi di rinfaccio.

Oggi lui studia, vive del mio stipendio...e un giorno mi ha detto: Papà...appena mi laureo (previsto per il 2017) mi prendo quel posto..che mi avevi detto!

L'ho guardato e gli ho detto: sai queste proposte passano una volta ogni 20 anni, come un treno in corsa che ha le porte aperte...e se non ci sei salito l'anno scorso (era il 2015 e ricevere una proposta di lavoro, di sti tempi, è un miracolo)...caro figlio...non ci salirai mai più.

Oggi quei ragazzi che sono entrati l'anno scorso, hanno compiuto un anno di lavoro...avranno guadagnato circa 24.000 e più o meno...!
Io non ho forzato...e l'ho lasciato sognare mio figlio.
Ma ho anche un concetto che l'esperienza mi fa dire che è questo:

SOGNA CHI DORME, perchè chi è sveglio, non sogna e vive di realtà.


A chi è figlio di un avvocato, al nostro ragazzo quindi, io dico segui la strada di casa, le orme di casa...perchè è sempre questo il ritornello...ognuno rigetta il pane da cui viene...così come mio figlio che ha visto nel mio sacrificio (io mi sveglio alle 03:30 per andare al lavoro...e sono anche pendolare e devo attaccare turno alle 05:30 e la sera vado a dormire alle 21:30/22:00) la repulsione del frutto di un lavoro.
Si..si..si, ok...si sogna un mondo diverso..ma il mondo ci rende diversi.
Si cresce, si crescerà...basta solo mantenere i colpi delle tante delusioni e dei sogni infranti.

Ed io, ho un fratello avvocato...di cui non voglio parlare per rispetto a lui, alla sua privacy, che con due figli maschi (iscritti a giurisprudenza, di cui uno laureato) sarà costretto a chiudere lo studio..perchè nessuno dei suoi figli vuole continuare 'l'attività...;uno vuole vivere a Roma, l'altro preferisce lavori in cui ci sia meno capacità individuale di mettersi in discussione...vuole fare il dipendente.
Morirà uno studio avviato e fatto da un ragazzo (mio fratello) che già sposato e con due bimbi, da impiegato regionale...si licenziò (non appena laureatosi, e già con famiglia) per fare l'avvocato...il libero professionista.

Un avvocato deve vendere se stesso prima di ogni cosa, per essere uno accreditato; molti si laureano ma poi realizzano che sono solo laureati e non uomini tali da potersi mettere in gioco.

I sogni...si ...sono sempre loro...frutto del sonno perenne...!

La passione è un'altra cosa...come rinunciare al matrimonio organizzato con la figlia del dottore...perchè ti sei innamorato -invece- della zingara del quartiere!

Passione...sogni e realtà.

Difficile dare consigli, uno ci deve sbbattere la faccia da solo...e capire... se capisce.

Ma l'intelligenza è invisibile a chi non la possiede e quindi...non fa neppure esperienza....con l'amarezza di quel bivio, dei tanti bivi... a cui ogni tanto ci pensiamo tutti.

PS: oggi non azzecco l'altezza del carattere!
 
Alosqualo ha scritto:
Mi sento in qualche modo coinvolto e cerco di darti una risposta sensata anche se sbrigativa.
Ormai sono un giovane vecchio (vado verso i 40), sono laureato, ed ho sempre avuto la passione delle auto. Quano mi sono laureato (verso i 26anni, avendo sempre fatto lavoretti di qualche mese in estate), non avendo la possibilitá come la tua di avere uno studio avviato in cui poter fare tirocinio (non avevo poi necessitá di fare l´esame da avvocato avendo una laurea differente), ho avuto la possibilità di lavorare come venditore in una concessionaria. Dopo aver cambiato marchio e datore di lavoro, ho terminato l´esperienza dopo circa 3 anni, avendo colto lo spirito e i segreti del mestiere.
Quello che posso consigliarti é innanzitutto di finire gli studi per avere il paracadute disponibile; in secondo luogo lavorare (possibilimente come dipendente) in una concessionaria vendendo auto, partendo quindi dalla base. Dopo un paio di anni di esperienza, ti accorgerai che il venditore, più che altro, deve saper comprare un´auto, non venderla. Per venderla sono buoni tutti, soprattutto se hai un marchio che tira o un modello azzeccato: la bravura é comprare bene la macchina del cliente, ed evitare le fregature. QUando avrai imparato questo, puoi fare lo step successivo, che ancora non é, a mio avviso, il salone auto. È fare il commerciante: ti devi cercare delle macchina da comprare e rivendere con un utile (ti serve la partita IVA), non ti serve fare un giro di 20 vetture al mese, ti bastano 3/4/5 macchine al mese, ma é un lavoro che può dare soddisfazioni.
Il passo successivo viene da se: se ci sai fare, il periodo storico é quello giusto, e ci sono i presupposti, arrivi ad un certo punto in cui il tuo giro di auto, vuoi per il nome, vuoi perche la gente comincia a conoscerti, etc, non é più gestibile senza un salone da esposizione, perché cominci ad avere 10/15 macchine al mese che girano. A quel punto serve il salone, e puoi cominciare ad inidirzzare la scelta su macchine di un certo tipo, senza dimenticare quelle che ti fanno sopravvivere (utilitarie e da lavoro).
Se poi tutto va bene, in qualche anno potresti realizzare il tuo sogno di avere un salone dedicato ad auto di un certo livello, ma per arrivarci serve un percorso, non si fa dall´oggi al domani, pena il rischio di fare un buco grosso...
In bocca al lupo! 8)

Ciao e grazie mille per aver riportato qui la tua esperienza.
Ovviamente sono a conoscenza del fatto che la cosa debba avvenire attraverso vari step e una mezza idea di come arrivarci me la sono fatta. Ovviamente tutto si ferma alla teoria, l'immaginazione e anche alla poca conoscenza del settore. Probabilmente se ci fossi dentro sarebbe un pò più difficile sognare avendo tutti i reali problemi a portata di mano.
Quello che ci tenevo a dire, altrimenti non avrei postato nulla, è che la decisione vorrei prenderla nell'immediato (diciamo che vorrei concludere la sessione estiva e iniziare, eventualmente, a settembre).
Vorrei prendere una strada ben precisa ora perchè sono convinto e so bene che portando a termine gli studi non avrei la forza di mollare tutto e iniziare una nuova esperienza, avendo il lavoro a portata di mano e già ben avviato. Diciamo che non posso aspettare molto a prendere una decisione, è questo il reale problema.
 
Grattaballe ha scritto:
Se fai carriera come avvocato puoi stare vicino alle auto... comprandole. :D Tante, sempre nuove, sempre diverse. Molti professionisti del tuo settore o di quelli simili hanno spunti sportivi (anche interessanti come livello) in pista o nei rallyes, per dire.
Qui al paese dove lavoro c'è un notaio che si è comprato tutte le M3, in fila una dopo l'altra dalla E30 fino all'attuale (per lui) V8, man mano che uscivano. E quelle che dava indietro sarebbero state tutte da comprare. Non un graffio, mai tirate, mai incidentate, manutenzione puntuale e in concessionaria ufficiale. Anche questo è partecipare al grande "gioco" dell'auto.

Ciao e grazie della risposta.
Ci tenevo a precisare che per me si tratta di fare un lavoro che amo (anche se, ovviamente, non mi accontenterei di fare il dipendente) e non di vedere dove guadagno di più, anche se anche quest'aspetto è importante.
Probabilmente rimanendo su questa strada guadagnerei anche di più ma potrei risentirne sull'aspetto della felicità. Non mi sveglierei la mattina con la voglia di andare a lavorare.
Per il resto posso dirti che mio padre è il titolare di uno studio, in famiglia abbiamo tre auto (una sportiva, un SUV e un'utilitaria) affiancate a tre moto.. Quindi la scelta per me non si basa su quale lavoro mi possa permettere di avere di più, semplicemente quale avrei più piacere a fare.
 
ilopan ha scritto:
Mio figlio è uno studente di giurisprudenza.
Oggi vuole fare l'avvocato, domani il commissario, dopodomani i concorsi...ecc.

I soliti bivi di tutti i giovani, insomma, quelli che abbiamo attraversato pure noi...imboccandoli bene qualche volta, e spesso sbagliando destinazione...ma è questa la vita.

Racconto un fatto:
Un giorno la mia azienda mi interpella e mi dice che potrei ricevere, in onore al mio comportamento affidabile ed irreprensibile (anche se scasso un po' le palle pure di la) una assunzione (la mia azienda è privata, quindi può decidere - e lo fa- l'assunzione di parenti di dipendenti) di un mio familiare.
Mio figlio...è figlio unico; mi dicono : vuoi far fare l'operaio a tuo figlio?

Prospettiva :
operaio su rotazione di turni, stipendio base 1,400? (contratto a termine, rinnovabile) con straordinari e quant'altro...parliamo di poter arrivare fino a 1.900/2.000? al mese...direi ottimi.
Il terzo turno e qualche domenica fa busta paga!

Ne sono lusingato, chiamo mio figlio e gli prospetto il tutto.
Lui...mi dice: "Papà vorrei studiare".

Io non ho detto nulla ed ho accettato la sua scelta...non ho voluto spingerlo a quel bivio di quel giorno...perchè la vita è così, fatta di scelte, ma anche di consigli...ma spesso di rimpianti e poi di rinfaccio.

Oggi lui studia, vive del mio stipendio...e un giorno mi ha detto: Papà...appena mi laureo (previsto per il 2017) mi prendo quel posto..che mi avevi detto!

L'ho guardato e gli ho detto: sai queste proposte passano una volta ogni 20 anni, come un treno in corsa che ha le porte aperte...e se non ci sei salito l'anno scorso (era il 2015 e ricevere una proposta di lavoro, di sti tempi, è un miracolo)...caro figlio...non ci salirai mai più.

Oggi quei ragazzi che sono entrati l'anno scorso, hanno compiuto un anno di lavoro...avranno guadagnato circa 24.000 e più o meno...!
Io non ho forzato...e l'ho lasciato sognare mio figlio.
Ma ho anche un concetto che l'esperienza mi fa dire che è questo:

SOGNA CHI DORME, perchè chi è sveglio, non sogna e vive di realtà.


A chi è figlio di un avvocato, al nostro ragazzo quindi, io dico segui la strada di casa, le orme di casa...perchè è sempre questo il ritornello...ognuno rigetta il pane da cui viene...così come mio figlio che ha visto nel mio sacrificio (io mi sveglio alle 03:30 per andare al lavoro...e sono anche pendolare e devo attaccare turno alle 05:30 e la sera vado a dormire alle 21:30/22:00) la repulsione del frutto di un lavoro.
Si..si..si, ok...si sogna un mondo diverso..ma il mondo ci rende diversi.
Si cresce, si crescerà...basta solo mantenere i colpi delle tante delusioni e dei sogni infranti.

Ed io, ho un fratello avvocato...di cui non voglio parlare per rispetto a lui, alla sua privacy, che con due figli maschi (iscritti a giurisprudenza, di cui uno laureato) sarà costretto a chiudere lo studio..perchè nessuno dei suoi figli vuole continuare 'l'attività...;uno vuole vivere a Roma, l'altro preferisce lavori in cui ci sia meno capacità individuale di mettersi in discussione...vuole fare il dipendente.
Morirà uno studio avviato e fatto da un ragazzo (mio fratello) che già sposato e con due bimbi, da impiegato regionale...si licenziò (non appena laureatosi, e già con famiglia) per fare l'avvocato...il libero professionista.

Un avvocato deve vendere se stesso prima di ogni cosa, per essere uno accreditato; molti si laureano ma poi realizzano che sono solo laureati e non uomini tali da potersi mettere in gioco.

I sogni...si ...sono sempre loro...frutto del sonno perenne...!

La passione è un'altra cosa...come rinunciare al matrimonio organizzato con la figlia del dottore...perchè ti sei innamorato -invece- della zingara del quartiere!

Passione...sogni e realtà.

Difficile dare consigli, uno ci deve sbbattere la faccia da solo...e capire... se capisce.

Ma l'intelligenza è invisibile a chi non la possiede e quindi...non fa neppure esperienza....con l'amarezza di quel bivio, dei tanti bivi... a cui ogni tanto ci pensiamo tutti.

PS: oggi non azzecco l'altezza del carattere!

Ciao e grazie mille per la risposta.
Purtroppo la vita è fatta di sogni, il più delle volte irrealizzabili o che comunque non si realizzeranno perchè uno decidere di lasciarli come tali. Sono in pochi ad aver il coraggio di inseguirli e io più che mai so bene quanto possa essere difficile perchè la razionalità quasi sempre prevale, soprattutto nella mia posizione che, oggi come oggi, è una benedizione.
Quasi tutte le persone con un minimo di esperienza mi hanno consigliato di continuare per la via universitaria, così come i miei genitori, che' nel contesto in cui vivo, non sono felici delle mie perplessità.
Le nostre storie (la mia e la sua/di suo figlio) sono molto simili ma anche opposte. Credo che il finale però sarà uguale: continuerò gli studi lasciando comunque uno spazio d'interesse al settore. Un domani tutto può accadere, lasciamoci con questa magra consolazione che allevia i dolori di molti. Un saluto.
 
ilopan ha scritto:
Mio figlio è uno studente di giurisprudenza.
Oggi vuole fare l'avvocato, domani il commissario, dopodomani i concorsi...ecc.

I soliti bivi di tutti i giovani, insomma, quelli che abbiamo attraversato pure noi...imboccandoli bene qualche volta, e spesso sbagliando destinazione...ma è questa la vita.

Racconto un fatto:
Un giorno la mia azienda mi interpella e mi dice che potrei ricevere, in onore al mio comportamento affidabile ed irreprensibile (anche se scasso un po' le palle pure di la) una assunzione (la mia azienda è privata, quindi può decidere - e lo fa- l'assunzione di parenti di dipendenti) di un mio familiare.
Mio figlio...è figlio unico; mi dicono : vuoi far fare l'operaio a tuo figlio?

Prospettiva :
operaio su rotazione di turni, stipendio base 1,400? (contratto a termine, rinnovabile) con straordinari e quant'altro...parliamo di poter arrivare fino a 1.900/2.000? al mese...direi ottimi.
Il terzo turno e qualche domenica fa busta paga!

Ne sono lusingato, chiamo mio figlio e gli prospetto il tutto.
Lui...mi dice: "Papà vorrei studiare".

Io non ho detto nulla ed ho accettato la sua scelta...non ho voluto spingerlo a quel bivio di quel giorno...perchè la vita è così, fatta di scelte, ma anche di consigli...ma spesso di rimpianti e poi di rinfaccio.

Oggi lui studia, vive del mio stipendio...e un giorno mi ha detto: Papà...appena mi laureo (previsto per il 2017) mi prendo quel posto..che mi avevi detto!

L'ho guardato e gli ho detto: sai queste proposte passano una volta ogni 20 anni, come un treno in corsa che ha le porte aperte...e se non ci sei salito l'anno scorso (era il 2015 e ricevere una proposta di lavoro, di sti tempi, è un miracolo)...caro figlio...non ci salirai mai più.

Oggi quei ragazzi che sono entrati l'anno scorso, hanno compiuto un anno di lavoro...avranno guadagnato circa 24.000 e più o meno...!
Io non ho forzato...e l'ho lasciato sognare mio figlio.
Ma ho anche un concetto che l'esperienza mi fa dire che è questo:

SOGNA CHI DORME, perchè chi è sveglio, non sogna e vive di realtà.


A chi è figlio di un avvocato, al nostro ragazzo quindi, io dico segui la strada di casa, le orme di casa...perchè è sempre questo il ritornello...ognuno rigetta il pane da cui viene...così come mio figlio che ha visto nel mio sacrificio (io mi sveglio alle 03:30 per andare al lavoro...e sono anche pendolare e devo attaccare turno alle 05:30 e la sera vado a dormire alle 21:30/22:00) la repulsione del frutto di un lavoro.
Si..si..si, ok...si sogna un mondo diverso..ma il mondo ci rende diversi.
Si cresce, si crescerà...basta solo mantenere i colpi delle tante delusioni e dei sogni infranti.

Ed io, ho un fratello avvocato...di cui non voglio parlare per rispetto a lui, alla sua privacy, che con due figli maschi (iscritti a giurisprudenza, di cui uno laureato) sarà costretto a chiudere lo studio..perchè nessuno dei suoi figli vuole continuare 'l'attività...;uno vuole vivere a Roma, l'altro preferisce lavori in cui ci sia meno capacità individuale di mettersi in discussione...vuole fare il dipendente.
Morirà uno studio avviato e fatto da un ragazzo (mio fratello) che già sposato e con due bimbi, da impiegato regionale...si licenziò (non appena laureatosi, e già con famiglia) per fare l'avvocato...il libero professionista.

Un avvocato deve vendere se stesso prima di ogni cosa, per essere uno accreditato; molti si laureano ma poi realizzano che sono solo laureati e non uomini tali da potersi mettere in gioco.

I sogni...si ...sono sempre loro...frutto del sonno perenne...!

La passione è un'altra cosa...come rinunciare al matrimonio organizzato con la figlia del dottore...perchè ti sei innamorato -invece- della zingara del quartiere!

Passione...sogni e realtà.

Difficile dare consigli, uno ci deve sbbattere la faccia da solo...e capire... se capisce.

Ma l'intelligenza è invisibile a chi non la possiede e quindi...non fa neppure esperienza....con l'amarezza di quel bivio, dei tanti bivi... a cui ogni tanto ci pensiamo tutti.

PS: oggi non azzecco l'altezza del carattere!

Sei un bravo papà... :thumbup:
 
MrSab ha scritto:
ilopan ha scritto:
Mio figlio è uno studente di giurisprudenza.
Oggi vuole fare l'avvocato, domani il commissario, dopodomani i concorsi...ecc.

I soliti bivi di tutti i giovani, insomma, quelli che abbiamo attraversato pure noi...imboccandoli bene qualche volta, e spesso sbagliando destinazione...ma è questa la vita.

Racconto un fatto:
Un giorno la mia azienda mi interpella e mi dice che potrei ricevere, in onore al mio comportamento affidabile ed irreprensibile (anche se scasso un po' le palle pure di la) una assunzione (la mia azienda è privata, quindi può decidere - e lo fa- l'assunzione di parenti di dipendenti) di un mio familiare.
Mio figlio...è figlio unico; mi dicono : vuoi far fare l'operaio a tuo figlio?

Prospettiva :
operaio su rotazione di turni, stipendio base 1,400? (contratto a termine, rinnovabile) con straordinari e quant'altro...parliamo di poter arrivare fino a 1.900/2.000? al mese...direi ottimi.
Il terzo turno e qualche domenica fa busta paga!

Ne sono lusingato, chiamo mio figlio e gli prospetto il tutto.
Lui...mi dice: "Papà vorrei studiare".

Io non ho detto nulla ed ho accettato la sua scelta...non ho voluto spingerlo a quel bivio di quel giorno...perchè la vita è così, fatta di scelte, ma anche di consigli...ma spesso di rimpianti e poi di rinfaccio.

Oggi lui studia, vive del mio stipendio...e un giorno mi ha detto: Papà...appena mi laureo (previsto per il 2017) mi prendo quel posto..che mi avevi detto!

L'ho guardato e gli ho detto: sai queste proposte passano una volta ogni 20 anni, come un treno in corsa che ha le porte aperte...e se non ci sei salito l'anno scorso (era il 2015 e ricevere una proposta di lavoro, di sti tempi, è un miracolo)...caro figlio...non ci salirai mai più.

Oggi quei ragazzi che sono entrati l'anno scorso, hanno compiuto un anno di lavoro...avranno guadagnato circa 24.000 e più o meno...!
Io non ho forzato...e l'ho lasciato sognare mio figlio.
Ma ho anche un concetto che l'esperienza mi fa dire che è questo:

SOGNA CHI DORME, perchè chi è sveglio, non sogna e vive di realtà.


A chi è figlio di un avvocato, al nostro ragazzo quindi, io dico segui la strada di casa, le orme di casa...perchè è sempre questo il ritornello...ognuno rigetta il pane da cui viene...così come mio figlio che ha visto nel mio sacrificio (io mi sveglio alle 03:30 per andare al lavoro...e sono anche pendolare e devo attaccare turno alle 05:30 e la sera vado a dormire alle 21:30/22:00) la repulsione del frutto di un lavoro.
Si..si..si, ok...si sogna un mondo diverso..ma il mondo ci rende diversi.
Si cresce, si crescerà...basta solo mantenere i colpi delle tante delusioni e dei sogni infranti.

Ed io, ho un fratello avvocato...di cui non voglio parlare per rispetto a lui, alla sua privacy, che con due figli maschi (iscritti a giurisprudenza, di cui uno laureato) sarà costretto a chiudere lo studio..perchè nessuno dei suoi figli vuole continuare 'l'attività...;uno vuole vivere a Roma, l'altro preferisce lavori in cui ci sia meno capacità individuale di mettersi in discussione...vuole fare il dipendente.
Morirà uno studio avviato e fatto da un ragazzo (mio fratello) che già sposato e con due bimbi, da impiegato regionale...si licenziò (non appena laureatosi, e già con famiglia) per fare l'avvocato...il libero professionista.

Un avvocato deve vendere se stesso prima di ogni cosa, per essere uno accreditato; molti si laureano ma poi realizzano che sono solo laureati e non uomini tali da potersi mettere in gioco.

I sogni...si ...sono sempre loro...frutto del sonno perenne...!

La passione è un'altra cosa...come rinunciare al matrimonio organizzato con la figlia del dottore...perchè ti sei innamorato -invece- della zingara del quartiere!

Passione...sogni e realtà.

Difficile dare consigli, uno ci deve sbbattere la faccia da solo...e capire... se capisce.

Ma l'intelligenza è invisibile a chi non la possiede e quindi...non fa neppure esperienza....con l'amarezza di quel bivio, dei tanti bivi... a cui ogni tanto ci pensiamo tutti.

PS: oggi non azzecco l'altezza del carattere!

Ciao e grazie mille per la risposta.
Purtroppo la vita è fatta di sogni, il più delle volte irrealizzabili o che comunque non si realizzeranno perchè uno decidere di lasciarli come tali. Sono in pochi ad aver il coraggio di inseguirli e io più che mai so bene quanto possa essere difficile perchè la razionalità quasi sempre prevale, soprattutto nella mia posizione che, oggi come oggi, è una benedizione.
Quasi tutte le persone con un minimo di esperienza mi hanno consigliato di continuare per la via universitaria, così come i miei genitori, che' nel contesto in cui vivo, non sono felici delle mie perplessità.
Le nostre storie (la mia e la sua/di suo figlio) sono molto simili ma anche opposte. Credo che il finale però sarà uguale: continuerò gli studi lasciando comunque uno spazio d'interesse al settore. Un domani tutto può accadere, lasciamoci con questa magra consolazione che allevia i dolori di molti. Un saluto.

Tu hai una passione (un sogno...) da inseguire..che è poi quello che piace pure a me...l'auto ed il commercio di auto.
Mio figlio al momento non dichiara alcuna passione..studia senza meta..fa un gradino alla volta e non si chiede quando arriverà (e se vuole mai arrivare in cima) alla scala.
E cosa spera di trovare?

Quindi apprezzo molto più te, (scelte simili? Non è vero, mio figlio non ha ancora scelto cosa fare...ha detto -forse- cosa NON vuole fare) come fatto di essertele poste queste domande, di averlo raccontato qui e di affrontarlo anche con i tuoi.

E' importante dare segni di vita e di scelta, e pure di carattere.
Molto direi, un padre ne è felice...anche se può rimanere dispiaciuto dalle scelte, ma è l'eterno divario tra padre-figlio sulle scelte di vita.
Non sareste nè i primi nè gli ultimi.

Ma io mi chiedo: e se il mondo dell'auto, del venditore a stipendio (passione, gioia e pure tanta...ma conto corrente scarso) poi ti delude?
E' un mondo difficile, diffida della apparente gioia che mostrano i venditori, quello è marketing, spesso di se stessi, apparire credibili, soddisfatti, che non hanno bisogno di vendere ecc..sono strategie non certezze. Molti fanno la fame....o vivono dignitosamente.
E poi il mondo dell'auto è cambiato, se vivi in una grande città, potrai verificare che molti concessionari (storici) si sono estinti...le certezze sono adesso incertezze (si vende a provvigione, premi sui finanziamenti e altro da racimolare per campare).

Fai come ti hanno detto (io ho cambiato più di 36 auto per la passione e non mi importa di quanti soldi ho speso, se ci ho rimesso, dei mille finanziamenti e rifinanziamenti...e non me ne frega)...puoi vivere di auto e di passione comprandole...non solo vendendole.

E qui secondo te, quanti venditori ci sono?
Ma quanti appassionati?

Scusa la franchezza ma hai chiesto consigli e ognuno li da per quello che può.
 
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