Mio figlio è uno studente di giurisprudenza.
Oggi vuole fare l'avvocato, domani il commissario, dopodomani i concorsi...ecc.
I soliti bivi di tutti i giovani, insomma, quelli che abbiamo attraversato pure noi...imboccandoli bene qualche volta, e spesso sbagliando destinazione...ma è questa la vita.
Racconto un fatto:
Un giorno la mia azienda mi interpella e mi dice che potrei ricevere, in onore al mio comportamento affidabile ed irreprensibile (anche se scasso un po' le palle pure di la) una assunzione (la mia azienda è privata, quindi può decidere - e lo fa- l'assunzione di parenti di dipendenti) di un mio familiare.
Mio figlio...è figlio unico; mi dicono : vuoi far fare l'operaio a tuo figlio?
Prospettiva :
operaio su rotazione di turni, stipendio base 1,400? (contratto a termine, rinnovabile) con straordinari e quant'altro...parliamo di poter arrivare fino a 1.900/2.000? al mese...direi ottimi.
Il terzo turno e qualche domenica fa busta paga!
Ne sono lusingato, chiamo mio figlio e gli prospetto il tutto.
Lui...mi dice: "Papà vorrei studiare".
Io non ho detto nulla ed ho accettato la sua scelta...non ho voluto spingerlo a quel bivio di quel giorno...perchè la vita è così, fatta di scelte, ma anche di consigli...ma spesso di rimpianti e poi di rinfaccio.
Oggi lui studia, vive del mio stipendio...e un giorno mi ha detto: Papà...appena mi laureo (previsto per il 2017) mi prendo quel posto..che mi avevi detto!
L'ho guardato e gli ho detto: sai queste proposte passano una volta ogni 20 anni, come un treno in corsa che ha le porte aperte...e se non ci sei salito l'anno scorso (era il 2015 e ricevere una proposta di lavoro, di sti tempi, è un miracolo)...caro figlio...non ci salirai mai più.
Oggi quei ragazzi che sono entrati l'anno scorso, hanno compiuto un anno di lavoro...avranno guadagnato circa 24.000 e più o meno...!
Io non ho forzato...e l'ho lasciato sognare mio figlio.
Ma ho anche un concetto che l'esperienza mi fa dire che è questo:
SOGNA CHI DORME, perchè chi è sveglio, non sogna e vive di realtà.
A chi è figlio di un avvocato, al nostro ragazzo quindi, io dico segui la strada di casa, le orme di casa...perchè è sempre questo il ritornello...ognuno rigetta il pane da cui viene...così come mio figlio che ha visto nel mio sacrificio (io mi sveglio alle 03:30 per andare al lavoro...e sono anche pendolare e devo attaccare turno alle 05:30 e la sera vado a dormire alle 21:30/22:00) la repulsione del frutto di un lavoro.
Si..si..si, ok...si sogna un mondo diverso..ma il mondo ci rende diversi.
Si cresce, si crescerà...basta solo mantenere i colpi delle tante delusioni e dei sogni infranti.
Ed io, ho un fratello avvocato...di cui non voglio parlare per rispetto a lui, alla sua privacy, che con due figli maschi (iscritti a giurisprudenza, di cui uno laureato) sarà costretto a chiudere lo studio..perchè nessuno dei suoi figli vuole continuare 'l'attività...;uno vuole vivere a Roma, l'altro preferisce lavori in cui ci sia meno capacità individuale di mettersi in discussione...vuole fare il dipendente.
Morirà uno studio avviato e fatto da un ragazzo (mio fratello) che già sposato e con due bimbi, da impiegato regionale...si licenziò (non appena laureatosi, e già con famiglia) per fare l'avvocato...il libero professionista.
Un avvocato deve vendere se stesso prima di ogni cosa, per essere uno accreditato; molti si laureano ma poi realizzano che sono solo laureati e non uomini tali da potersi mettere in gioco.
I sogni...si ...sono sempre loro...frutto del sonno perenne...!
La passione è un'altra cosa...come rinunciare al matrimonio organizzato con la figlia del dottore...perchè ti sei innamorato -invece- della zingara del quartiere!
Passione...sogni e realtà.
Difficile dare consigli, uno ci deve sbbattere la faccia da solo...e capire... se capisce.
Ma l'intelligenza è invisibile a chi non la possiede e quindi...non fa neppure esperienza....con l'amarezza di quel bivio, dei tanti bivi... a cui ogni tanto ci pensiamo tutti.
PS: oggi non azzecco l'altezza del carattere!