<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Freelance e campagna di sensibilizzazione | Il Forum di Quattroruote

Freelance e campagna di sensibilizzazione

Dei video abbastanza divertenti come reazione alla svalutazione di queste professionalità anche per colpa di chi accetta di fornire servizi creativi in cambio di visibilità o per inseguire uno status symbol.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/01/13/professioni-il-grido-del-giovane-creativo-freelance-si-coglioneno/841868/
 
economyrunner ha scritto:
Dei video abbastanza divertenti come reazione alla svalutazione di queste professionalità anche per colpa di chi accetta di fornire servizi creativi in cambio di visibilità o per inseguire uno status symbol.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/01/13/professioni-il-grido-del-giovane-creativo-freelance-si-coglioneno/841868/

questo paese e' strano per certi versi si accorge delle cose solo quando gli capitano in casa.....
:D :D :D
 
involontariamente, danno ragione ai committenti parassiti.

dimostrano una bella abilità creativa, una solida tecnica espositiva e anche la capacità di diffondere un messaggio in canali ampi e veloci.

ovvero: si fanno nome e curriculum non pagati e non pagando (mica hanno pagato i media per la diffusione dei filmati).
lo fanno per sé, e ottengono quello avrebbero ottenuto lavorando senza compenso per committenti di livello.
che, per esempio, è esattamente quello che abbiamo fatto almeno da decenni tutti noi avvocati "non figli d'arte"
 
belpietro ha scritto:
involontariamente, danno ragione ai committenti parassiti.

dimostrano una bella abilità creativa, una solida tecnica espositiva e anche la capacità di diffondere un messaggio in canali ampi e veloci.

ovvero: si fanno nome e curriculum non pagati e non pagando (mica hanno pagato i media per la diffusione dei filmati).
lo fanno per sé, e ottengono quello avrebbero ottenuto lavorando senza compenso per committenti di livello.
che, per esempio, è esattamente quello che abbiamo fatto almeno da decenni tutti noi avvocati "non figli d'arte"

Il beneamato praticantato sì, solo che mentre per un artigiano, un professionista esiste anche la possibilità di mettersi in proprio, dopo una certa esperienza, per il giornalista magari è più complicato.
E se dopo dieci anni che fai bene il tuo lavoro credono di ripagarti solo con la gloria, non mi pare tanto corretto.
A me ad esempio è capitato di fare esperienza presso uno studio dopo un anno percepivo una piccola percentuale sulla produzione, dopo 4 anni dovevo cercare il cliente, lavorarlo e curare la riscossione, il tutto a mia responsabilità. Dopo due mesi sono entrato a società con lo stato. ;)
 
belpietro ha scritto:
involontariamente, danno ragione ai committenti parassiti.

dimostrano una bella abilità creativa, una solida tecnica espositiva e anche la capacità di diffondere un messaggio in canali ampi e veloci.

ovvero: si fanno nome e curriculum non pagati e non pagando (mica hanno pagato i media per la diffusione dei filmati).
lo fanno per sé, e ottengono quello avrebbero ottenuto lavorando senza compenso per committenti di livello.
che, per esempio, è esattamente quello che abbiamo fatto almeno da decenni tutti noi avvocati "non figli d'arte"

Un momento: c'e' una bella differenza nel fare un lavoro non pagato per un committente "parassita", che ne trarra' un ingiusto tornaconto, e fare un lavoro esclusivamente per la promozione di se' stessi, o per denunciare uno stato di fatto non accettabile, senza committente. Traendone comunque una giustissima pubblicita': il video e' diventato virale proprio perche' finalmente si denuncia uno stato di fatto che tutti conoscono.

Ognuno puo' scegliere le strategie che vuole per promuovere se' stesso o le proprie idee, anche investendo molto tempo e mezzi, perche' ovviamente si e' padroni del proprio tempo: ma se il lavoro e' commissionato da un cliente, e' tutto un altro discorso, ed e' sacrosanto che sia pagato.

Si tratta di fattispecie completamente diverse, per usare un linguaggio caro agli avvocati.
 
Jambana ha scritto:
belpietro ha scritto:
involontariamente, danno ragione ai committenti parassiti.
Un momento: c'e' una bella differenza nel fare un lavoro non pagato per un committente "parassita"
certamente.
in questo hanno dimostrato molta intelligenza.

l'operazione è decisamente brillante, perché contemporaneamente denuncia una condizione ed ottiene quella "autopromozione" che merita la loro capacità, senza bisogno di appoggiarsi alla notorietà del committente o alla sua capacità di spesa.

"danno ragione" non nel senso che il cliente parassita abbia ragione a non pagarli (ci mancherebbe), ma nel senso che in quel settore il pubblico riconoscimento di paternità di una creazione sia un valore "in sé" per il creativo, che a volte va oltre la misura del compenso.
 
Jambana ha scritto:
belpietro ha scritto:
involontariamente, danno ragione ai committenti parassiti.

dimostrano una bella abilità creativa, una solida tecnica espositiva e anche la capacità di diffondere un messaggio in canali ampi e veloci.

ovvero: si fanno nome e curriculum non pagati e non pagando (mica hanno pagato i media per la diffusione dei filmati).
lo fanno per sé, e ottengono quello avrebbero ottenuto lavorando senza compenso per committenti di livello.
che, per esempio, è esattamente quello che abbiamo fatto almeno da decenni tutti noi avvocati "non figli d'arte"

Un momento: c'e' una bella differenza nel fare un lavoro non pagato per un committente "parassita", che ne trarra' un ingiusto tornaconto, e fare un lavoro esclusivamente per la promozione di se' stessi, o per denunciare uno stato di fatto non accettabile, senza committente. Traendone comunque una giustissima pubblicita': il video e' diventato virale proprio perche' finalmente si denuncia uno stato di fatto che tutti conoscono.

Ognuno puo' scegliere le strategie che vuole per promuovere se' stesso o le proprie idee, anche investendo molto tempo e mezzi, perche' ovviamente si e' padroni del proprio tempo: ma se il lavoro e' commissionato da un cliente, e' tutto un altro discorso, ed e' sacrosanto che sia pagato.

Si tratta di fattispecie completamente diverse, per usare un linguaggio caro agli avvocati.

E' anche vero però che oggi puoi aprire un giornale on liine senza investire miliardi come invece era necessario decenni fà, e lo stesso ad esempio per aprire un agenzia pubblicitaria, ad esempio.
Per cui i freelance potrebbero benissimo, mettersi in affari autonomamente, magari associandosi, se si ritengono sfruttati.
 
economyrunner ha scritto:
Jambana ha scritto:
belpietro ha scritto:
involontariamente, danno ragione ai committenti parassiti.

dimostrano una bella abilità creativa, una solida tecnica espositiva e anche la capacità di diffondere un messaggio in canali ampi e veloci.

ovvero: si fanno nome e curriculum non pagati e non pagando (mica hanno pagato i media per la diffusione dei filmati).
lo fanno per sé, e ottengono quello avrebbero ottenuto lavorando senza compenso per committenti di livello.
che, per esempio, è esattamente quello che abbiamo fatto almeno da decenni tutti noi avvocati "non figli d'arte"

Un momento: c'e' una bella differenza nel fare un lavoro non pagato per un committente "parassita", che ne trarra' un ingiusto tornaconto, e fare un lavoro esclusivamente per la promozione di se' stessi, o per denunciare uno stato di fatto non accettabile, senza committente. Traendone comunque una giustissima pubblicita': il video e' diventato virale proprio perche' finalmente si denuncia uno stato di fatto che tutti conoscono.

Ognuno puo' scegliere le strategie che vuole per promuovere se' stesso o le proprie idee, anche investendo molto tempo e mezzi, perche' ovviamente si e' padroni del proprio tempo: ma se il lavoro e' commissionato da un cliente, e' tutto un altro discorso, ed e' sacrosanto che sia pagato.

Si tratta di fattispecie completamente diverse, per usare un linguaggio caro agli avvocati.

E' anche vero però che oggi puoi aprire un giornale on liine senza investire miliardi come invece era necessario decenni fà, e lo stesso ad esempio per aprire un agenzia pubblicitaria, ad esempio.
Per cui i freelance potrebbero benissimo, mettersi in affari autonomamente, magari associandosi, se si ritengono sfruttati.

I freelance sono liberi professionisti per definizione :!:

E' fuori tema parlare di come procacciarsi il lavoro o come organizzarsi per esercitare una professione, il tema è tutt'altro, e molto semplice, ancorché difficile da assimilare per molti: il lavoro creativo ed intellettuale per un committente deve essere sempre pagato, così come viene pagato qualsiasi altro lavoro, e qualsiasi siano le dimensioni del prestatore d'opera intellettuale e della committenza.

E' una pura e semplice questione di etica professionale, rispetto del lavoro e dignità.
 
Jambana ha scritto:
il lavoro creativo ed intellettuale per un committente deve essere sempre pagato, così come viene pagato qualsiasi altro lavoro, e qualsiasi siano le dimensioni del prestatore d'opera intellettuale e della committenza.

in fondo, è anche conveniente per il sistema, perché permette la crescita delle professionalità che è un valore anche per la committenza (in generale).

il mondo è pieno di furbastri, il tema sarebbe come impedire ai furbastri di profittare della debolezza contrattuale di alcuni.
però in tempi in cui ci si scaglia contro le tariffe, la vedo dura.
 
belpietro ha scritto:
.

"danno ragione" non nel senso che il cliente parassita abbia ragione a non pagarli (ci mancherebbe), ma nel senso che in quel settore il pubblico riconoscimento di paternità di una creazione sia un valore "in sé" per il creativo, che a volte va oltre la misura del compenso.

Quando è così (campagna di successo) e c'è un committente, la creazione ha ancora più valore per il cliente rispetto al creativo: proprio il committente può ricavarne utili solitamente molto più elevati in termini di ritorno economico pubblicitario. Quindi a maggior ragione il lavoro deve essere pagato - ancor più - dal committente...
 
belpietro ha scritto:
Jambana ha scritto:
il lavoro creativo ed intellettuale per un committente deve essere sempre pagato, così come viene pagato qualsiasi altro lavoro, e qualsiasi siano le dimensioni del prestatore d'opera intellettuale e della committenza.

in fondo, è anche conveniente per il sistema, perché permette la crescita delle professionalità che è un valore anche per la committenza (in generale).

il mondo è pieno di furbastri, il tema sarebbe come impedire ai furbastri di profittare della debolezza contrattuale di alcuni.
però in tempi in cui ci si scaglia contro le tariffe, la vedo dura.

Quoto: viviamo in un momento in cui si fa tutto per portare al ribasso le professioni intellettuali; in più c'è un'incertezza pazzesca in termini di regole contrattuali, che inizia già dalla formazione universitaria, che è praticamente nulla nel dare al futuro professionista indicazioni su come far valere i suoi diritti nei confronti della committenza.
Aggiungo che ciò probabilmente fa piacere a qualche docente, che probabilmente preferisce avere meno concorrenza preparata e consapevole sul mercato del lavoro, magari per sfruttarla pure con i tirocini
 
Un'innovazione positiva comunque c'è stata: l'obbligo di redigere un preventivo (oltre all'obbligo di assicurazione professionale) per i professionisti, vantaggioso sia per il professionista che per il cliente: come si dice, patti chiari, amicizia lunga. Inoltre obbliga chi si affaccia agli inizi sul mercato del lavoro ad essere più professionale nella stesura dei disciplinari d'incarico. Non è che un bene.
 
Jambana ha scritto:
economyrunner ha scritto:
Jambana ha scritto:
belpietro ha scritto:
involontariamente, danno ragione ai committenti parassiti.

dimostrano una bella abilità creativa, una solida tecnica espositiva e anche la capacità di diffondere un messaggio in canali ampi e veloci.

ovvero: si fanno nome e curriculum non pagati e non pagando (mica hanno pagato i media per la diffusione dei filmati).
lo fanno per sé, e ottengono quello avrebbero ottenuto lavorando senza compenso per committenti di livello.
che, per esempio, è esattamente quello che abbiamo fatto almeno da decenni tutti noi avvocati "non figli d'arte"

Un momento: c'e' una bella differenza nel fare un lavoro non pagato per un committente "parassita", che ne trarra' un ingiusto tornaconto, e fare un lavoro esclusivamente per la promozione di se' stessi, o per denunciare uno stato di fatto non accettabile, senza committente. Traendone comunque una giustissima pubblicita': il video e' diventato virale proprio perche' finalmente si denuncia uno stato di fatto che tutti conoscono.

Ognuno puo' scegliere le strategie che vuole per promuovere se' stesso o le proprie idee, anche investendo molto tempo e mezzi, perche' ovviamente si e' padroni del proprio tempo: ma se il lavoro e' commissionato da un cliente, e' tutto un altro discorso, ed e' sacrosanto che sia pagato.

Si tratta di fattispecie completamente diverse, per usare un linguaggio caro agli avvocati.

E' anche vero però che oggi puoi aprire un giornale on liine senza investire miliardi come invece era necessario decenni fà, e lo stesso ad esempio per aprire un agenzia pubblicitaria, ad esempio.
Per cui i freelance potrebbero benissimo, mettersi in affari autonomamente, magari associandosi, se si ritengono sfruttati.

I freelance sono liberi professionisti per definizione :!:

E' fuori tema parlare di come procacciarsi il lavoro o come organizzarsi per esercitare una professione, il tema è tutt'altro, e molto semplice, ancorché difficile da assimilare per molti: il lavoro creativo ed intellettuale per un committente deve essere sempre pagato, così come viene pagato qualsiasi altro lavoro, e qualsiasi siano le dimensioni del prestatore d'opera intellettuale e della committenza.

E' una pura e semplice questione di etica professionale, rispetto del lavoro e dignità.

Stai calmo, il lavoro freelance è un lavoro parasubordinato. in cui si crea un rapporto di dipendenza del lavoratore nei confronti del datore di lavoro: il lavoratore si impegna ad offrire una prestazione professionale in cambio di una retribuzione concordata con l'azienda. Le modalità e la durata del contratto sono stabilite tra le parti.(Tipo un co.co.pro.)
Diversamente da libero professionista semplicemente ognuno è libero di farsi la concorrenza che crede, come avviene in tutti i settori scartellati. Ciao.
 
economyrunner ha scritto:
Jambana ha scritto:
economyrunner ha scritto:
Jambana ha scritto:
belpietro ha scritto:
involontariamente, danno ragione ai committenti parassiti.

dimostrano una bella abilità creativa, una solida tecnica espositiva e anche la capacità di diffondere un messaggio in canali ampi e veloci.

ovvero: si fanno nome e curriculum non pagati e non pagando (mica hanno pagato i media per la diffusione dei filmati).
lo fanno per sé, e ottengono quello avrebbero ottenuto lavorando senza compenso per committenti di livello.
che, per esempio, è esattamente quello che abbiamo fatto almeno da decenni tutti noi avvocati "non figli d'arte"

Un momento: c'e' una bella differenza nel fare un lavoro non pagato per un committente "parassita", che ne trarra' un ingiusto tornaconto, e fare un lavoro esclusivamente per la promozione di se' stessi, o per denunciare uno stato di fatto non accettabile, senza committente. Traendone comunque una giustissima pubblicita': il video e' diventato virale proprio perche' finalmente si denuncia uno stato di fatto che tutti conoscono.

Ognuno puo' scegliere le strategie che vuole per promuovere se' stesso o le proprie idee, anche investendo molto tempo e mezzi, perche' ovviamente si e' padroni del proprio tempo: ma se il lavoro e' commissionato da un cliente, e' tutto un altro discorso, ed e' sacrosanto che sia pagato.

Si tratta di fattispecie completamente diverse, per usare un linguaggio caro agli avvocati.

E' anche vero però che oggi puoi aprire un giornale on liine senza investire miliardi come invece era necessario decenni fà, e lo stesso ad esempio per aprire un agenzia pubblicitaria, ad esempio.
Per cui i freelance potrebbero benissimo, mettersi in affari autonomamente, magari associandosi, se si ritengono sfruttati.

I freelance sono liberi professionisti per definizione :!:

E' fuori tema parlare di come procacciarsi il lavoro o come organizzarsi per esercitare una professione, il tema è tutt'altro, e molto semplice, ancorché difficile da assimilare per molti: il lavoro creativo ed intellettuale per un committente deve essere sempre pagato, così come viene pagato qualsiasi altro lavoro, e qualsiasi siano le dimensioni del prestatore d'opera intellettuale e della committenza.

E' una pura e semplice questione di etica professionale, rispetto del lavoro e dignità.

Stai calmo, il lavoro freelance è un lavoro parasubordinato. in cui si crea un rapporto di dipendenza del lavoratore nei confronti del datore di lavoro: il lavoratore si impegna ad offrire una prestazione professionale in cambio di una retribuzione concordata con l'azienda. Le modalità e la durata del contratto sono stabilite tra le parti.(Tipo un co.co.pro.)
Diversamente da libero professionista semplicemente ognuno è libero di farsi la concorrenza che crede, come avviene in tutti i settori scartellati. Ciao.

Sono calmissimo. :)

Mi spiace confermarti che non hai capito niente di cosa si intende per freelance. Che, ripeto, nel mondo è sinonimo di libero professionista.

http://it.wikipedia.org/wiki/Libero_professionista

Il freelance

Freelance (dall'inglese freelance worker) è un termine della lingua inglese per indicare un libero professionista, usato anche nella lingua italiana; il termine è usato in generale, indipendentemente dal settore specifico di attività.

Il termine "free-lance" fu coniato da Sir Walter Scott (1771-1832) nel suo famoso romanzo storico Ivanhoe per descrivere un "mercenario Guerriero medievale". La frase in inglese iniziò con la transizione di un sostantivo figurativo intorno al 1860, e fu riconosciuto come verbo nel 1903 da varie autorità linguistiche, come il Dizionario Oxford di lingua inglese.

Esso la libertà del rapporto lavorativo, connotando una indipendenza particolarmente utile in certe professioni in cui è necessario essere "al di sopra delle parti".

Alcuni esempi sono le professioni di giornalista, commercialista, avvocato, medico, veterinario, dove i fruitori del servizio fanno affidamento sull'autonomia intellettuale e sulle capacità professionali del freelance. Nel mondo giornalistico, chi fornisce con frequenza servizi o foto a un'agenzia di stampa ed è pagato per ogni pezzo pubblicato è chiamato «stringer». La cadenza con cui i servizi vengono offerti all'agenzia può variare, spesso gli stringer vengono utilizzati per le notizie dell'ultim'ora, quando è difficile raggiungere rapidamente il luogo dell'evento. In comunicazione, il termine freelance identifica più spesso figure di collaboratori esterni di agenzie di pubblicità, come possono essere un copywriter o un art director non direttamente assunti, ma incaricati di svolgere un particolare lavoro per conto dell'agenzia stessa.

Il settore privato della formazione e dell'istruzione fa molto uso di istruttori e insegnanti non dipendenti o assimilabili in quanto svolgono l'attività per più soggetti e/o esercitano una libera professione.

Anche il mondo della consulenza privata vede un ricorso massiccio di consulenti free-lance oltre a quelli "interni" (cocopro, dipendenti, associati, soci). Si tratta di collaboratori, titolari di partita IVA, che prestano la loro opera per diverse società di consulenza e/o per committenti propri (clienti diretti). Soprattutto per le realtà più strutturate che devono fornire un numero elevato di servizi complessi e specialistici o hanno molte commesse attive, l'utilizzo dei free-lance è pressoché scontato, specie quando il committente necessita di un team di progetto articolato. Tale situazione è tipica dell'area della consulenza direzionale.

Pure nel settore dell'agricoltura esistono da sempre i freelance: nel mondo vitinicolo, ad esempio, vi sono degli enologi o degli agronomi che lavorano per consorzi o società di consulenza-laboratori di analisi e contemporaneamente hanno clienti propri.

Il mondo finanziario e assicurativo è un altro dove tipicamente si utilizzano prevalentemente lavoratori fissi a partita iva e free lance: il promotore finanziario o l'agente o subagente assicurativo sono due tipici esempi di professioni svolte da personale non dipendente o assimilabile. Il vasto settore dell'intermediazione finanziaria fa ricorso massiccio a queste forme di collaborazione (a parte il personale direttivo e di staff) ma è, in generale, l'intermediazione in sé (immobiliare, commerciale, d'affari, ecc.) che si presta per sua natura a questa peculiarità.

Ad oggi, facendo riferimento alla legislazione italiana vigente, diremmo che il freelance svolge lavori 'a contratto', con ciò avvicinandoci all'origine etimologica del termine: il contratto che il 'soldato di ventura' stipulava di volta in volta con il suo capitano o signore.

Oggi spesso free-lance è spesso accostato alla figura del "precario", anche se ciò non è sempre vero, dato che molti non hanno alcun interesse economico o personale a legarsi ad un solo committente oppure a essere dipendente (o anche socio o associato) di una sola impresa. Questo avviene soprattutto nei casi in cui il professionista è estremamente competente e ha numerose opportunità di lavoro, e di conseguenza, vuole sfruttare il suo potere contrattuale. Ovviamente, all'altro estremo, molti free-lance lo sono solo sulla carta essendo titolari di partita IVA ma dipendenti di fatto (vengono a volte denominati "collaboratori a partita iva fissi"): questo, in generale, è contro i loro interessi (situazione tipica del mondo degli studi professionali per i post abilitati che non siano "elevati" poi ad associati o soci ma la stessa cosa accade anche nelle libere professioni non ordinistiche).

C'è da notare, infine, che è nella natura del settore dei servizi nel "privato"[7] (che ha peculiarità ben distinte dalla manifattura o dall'agricoltura), e del suo crescente sviluppo degli ultimi decenni, che rende, di fatto, normale l'utilizzo di free lance o di lavoratori a partita iva fissi.


Ciao.

Attached files /attachments/1744161=33155-freelance.jpg
 
Back
Alto