99octane ha scritto:Il relativismo e' la base di uno stato laico, equo e democratico.
Sara' per quello che non gli garba?![]()
Beh, certe vole si, altre volte è pericoloso se dato in mano a persone poco ragionevoli (leggi, politici).
99octane ha scritto:Il relativismo e' la base di uno stato laico, equo e democratico.
Sara' per quello che non gli garba?![]()
renatom ha scritto:Secondo me bisogna distinguere un po' di più tra etica e religione, cosa che, per ovvi motivi, le religioni tendono a non fare.
Ritengo che in campo etico esistano dei valori assoluti, tipo non uccidere, non rubare, rispettare il prossimo etc.
Diverso il discorso quando si entra in campo più strettamente religioso, dove invece, visto che, per me, fino a prova contraria, non esiste nulla di assoluto e quindi le religioni hanno tutte la stessa dignità.
Come ho scritto prima, le religioni tendono troppo spesso a confondere la religione stessa con l'etica e, quindi, a volere imporre comportamenti etici in funzione di dogmi religiosi; mi viene ad esempio in mente l'atteggiamento della chiesa cattolica rispetto alla tematica del fine vita.
belpietro ha scritto:99octane ha scritto:belpietro ha scritto:sono due cose completamente diverse.
il relativismo è negare che esistano e possano esistere valori assoluti.
la tolleranza (che è una brutta parola) consiste nel riconoscere che i valori degli altri possono essere ugualmente rispettabili dei propri.
La seconda deriva necessariamente dal primo.
Se ritengo che i miei valori siano assoluti, automaticamente mi sentiro' in dovere di imporli a chiunque.
non so tu, ma io che ritengo decisamente assoluti i miei valori non mi sono mai fatto nemmeno una pallida idea di imporli a chicchessia.
nemmeno ai miei figli, ai quali cerco di farli comprendere e vivere poco a poco man mano che crescono, sperando che li condividano ma guardandomi bene dall'imporli.
figuriamoci al mio prossimo...
BelliCapelli3 ha scritto:Indubbio, c'è troppa confusione, involontaria o strumentale che sia.
Il fatto è che le domande etiche sono alla base di tutte le culture, anche della nostra. Le religioni ovviamente dicono la loro in merito.
Talvolta può capitare che in alcune culture le domande etiche diventino un po' desuete, che vadano un po' fuori moda, la gente in sostanza smette di farsele.
BelliCapelli3 ha scritto:Ma le due cose si contraddicono. Può essere che un Papa invochi la libertà di religione - e quindi di coscienza - in tutto il mondo, con una mano, e poi intenda operare il lavaggio di cervelli in scala industriale con l'altra? Mi pare strano.
99octane ha scritto:E' un ragionamento che ha molta presa perche' ha il vantaggio di tracciare una strada etica ben determinata, che basta seguire senza farsi domande. Non ci sono dilemmi etici (il relativista invece di dilemmi ne ha a iosa), solo dogmi da seguire. Questo naturalmente non vuol dire che quel che viene proclamato sia vero ne' tantomeno che sia giusto.
Una Chiesa che proclama di avere la Verita' Assoluta e Universale non puo' ovviamente accettare in alcun modo il ragionamento che la validita' di qualcosa sia correlato a un dato contesto, e non assoluta, perche' e' la negazione stessa delle sue pretese.
key-one ha scritto:C'è qualcosa come "lo stato reale" di un sistema fisico che esiste obiettivamente, indipendentemente .....
Detto dallo scopritore della relatività , indica soprendentemente che "il reale" esiste in sè , ma muta a seconda del punto di osservazione , nel tempo e nello spazio e o di sperimentazione . Insomma l'antico panta rei , insieme alla relatività einsteiiniana rende inutile e falsifica a priori come sciocchezza il relativismo filosofico in quanto negazione assoluta della realtà.
Gae1955 - 1 ora fa
Carloantonio70 - 3 giorni fa
quicktake - 3 anni fa
Suby01 - 11 mesi fa