Argomenti come quello della produzione di energia elettrica prevalentemente da fonti fossili, o quello della rete di distribuzione da migliorare, o anche rivoluzionare, mi sembrano molto deboli...
Perché valutano la fattibilità di una soluzione in divenire, che si svilupperà nel medio/lungo periodo, come la propulsione elettrica, col "qui ed ora" della produzione e distribuzione elettrica attuale.
Sarebbe come se agli albori dell'automobilismo ci si fosse lamentati e si fosse ritenuto non fattibile l'uso dell'automobile perché non c'erano autostrade, e persino strade asfaltate, o pochi distributori di benzina e meccanici.
E chiaro che pensare ad una mobilità elettrica di massa senza trasformare profondamente i modi di generare e distribuire energia, sarebbe completamente assurdo.
Ma tutto va in quella direzione: le rinnovabili negli ultimi anni si sono sviluppate enormemente e stanno continuando a svilupparsi; si iniziano a realizzare le smart grid, la generazione diffusa, gli edifici ZNE (zero net building) o addirittura positive energy (cioé che producono e immettono in rete più energia di quanta ne consumino).
Questo è il futuro, non ci vorranno pochi anni, ma questo processo di trasformazione è inevitabile, anche perché la durata delle fonti fossili non è illimitata.
Quindi associare la futura diffusione delle auto elettriche ai paradigmi della generazione di energia otto-novecenteschi, con petrolio e carbone, reti e centrali "stupide" (che magari costringono a fare i pompaggi nei bacini idroelettrici di notte per eccesso di produzione) denota secondo me nessuna visione futura strategica riguardo generazione e distribuzione di energia: secondo me è un grosso atto di miopia (forse un filo interessata).