<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Expo i collaudi delle opere ? autocertificati .... | Il Forum di Quattroruote

Expo i collaudi delle opere ? autocertificati ....

belpietro ha scritto:
qual'è il problema?
Esatto è solo una questione burocratica.
L'affermazione scritta dal quotidiano linkato "Bisognerà insomma fidarsi delle dichiarazioni dei progettisti, i quali dovranno certificare che il loro lavoro è fatto bene: come chiedere all?oste se il vino è buono." è una sciocchezza galattica.

EDIT Faccio notare che, ancora una volta, per mettere una pezza alla disorganizzazione di altri, la categoria dei Professionisti si assume delle responsabilità che non gli toccherebberro :hunf: :evil:
 
Il problema si pone quando, come nel caso recente, crolla il ponte e si rischia la tragedia
A prescindere dalle condanne a me interessano controlli seri
 
e aggiungo che l'autocertificazione di tecnici in campo edile è ormai consolidata da alcuni decenni (dal 1994 circa) epoca in cui venne introdotto il concetto della DIA (Dichiarazione Inizio Attività) con relativa autocertificazione a fine lavori della corrispondenza dei lavori al progetto presentato (Assunzione di responsabilità come Pubblico Ufficiale in atto pubblico).
Questo nuovo regime autorizzativo venne introdotto per eliminare le lungaggini degli uffici comunali.
Con la DIA il progettista presentava il progetto affermando che le opere erano conformi alla normativa vigente (cosa che avrebbero dovuto fare i tecnici comunali una volta esaminato il progetto) e il giorno dopo potava iniziare i lavori.
Alla fine dei lavori Autocertificazione e via...

Es. per rifare una facciata bisognava chiedere l'Autorizzazione Edilizia al Comune che dopo 60 gg (se era un comune vistuoso) giorni autorizzava i lavori. Con la DIA il giorno dopo il protocollo si poteva iniziare..
 
economyrunner ha scritto:
Il problema si pone quando, come nel caso recente, crolla il ponte e si rischia la tragedia
A prescindere dalle condanne a me interessano controlli seri
Si ma li sono i tecnici che hanno firmato che ne rispondo in prima persona. Il fatto che un ponte cada è un fatto gravissimo ma alla fine c'è un responsabile (progettista? Direttore dei Lavori? Impresa?) alla fine c'è il colpevole e nel caso specifico c'è anche stato un Collaudatore statico....
Ci penserà la magistratura a verificare se nel processo si è introdotta anche la malavita organizzata...
 
Ex Batri ha scritto:
e aggiungo che l'autocertificazione di tecnici in campo edile è ormai consolidata da alcuni decenni (dal 1994 circa) epoca in cui venne introdotto il concetto della DIA (Dichiarazione Inizio Attività) con relativa autocertificazione a fine lavori della corrispondenza dei lavori al progetto presentato (Assunzione di responsabilità come Pubblico Ufficiale in atto pubblico).
Questo nuovo regime autorizzativo venne introdotto per eliminare le lungaggini degli uffici comunali.
Con la DIA il progettista presentava il progetto affermando che le opere erano condformi alla normativa vigente (cosa avrebbero dovuto fare i tecnici comunali una volta esaminato il progetto) e il giorno dopo potava iniziare i lavori.
Alla fine dei lavori Autocertificazione e via...

Es per rifare una facciata bisognava chiedere l'Autorizzazione Edilizia al Comune che dopo 60 gg (se era un comune vistuoso) giorni autorizzava i lavori. Con la DIA il giorno dopo il protocollo..

Scusa la Dia si fà fintanto non si và ad incidere sulle strutture.
Diversamente bisogna presentare i calcoli al genio civile.
 
Non sono uno strutturista, però se non erro il progettista presenta il progetto statico in comune assumendosi le sue responsabilità, alla fine dei lavori c'è un altro tecnico (sempre libero professionista) che collauda le strutture prendendosi la sua dose di responsabilità.
EDIT per la tua domanda ti allego un estratto di una SCIA (oggi un variante della della DIA si chiama così) esemplificativa...

il tecnico dichiara che e le opere non interessano la statica complessiva dell?edificio, ma, intervenendo su parti strutturali si allega, in duplice copia, una relazione di calcolo redatta da uno strutturista abilitato
Oppure il tecnico dichiara che essendo prevista l?esecuzione di opere in C.A. e/o di manufatti strutturali essi sono stati progettati da tecnici abilitati, nel rispetto delle norme vigenti in materia (in proposito ci si impegna a presentare, prima dell?inizio delle opere struttura li, la denuncia prevista dall?art.65 del DPR 380/2001, presentando altresì copia dell?avvenuto deposito presso l?Ufficio protocollo del Servizio) e che le opere richiamata la D.G.R. 11 luglio 2014 ... bla bla bla.....


Fai conto che il tecnico presentanto una SCIA o DIA o CIA si assume una serie di responsabilità non da ridere.
se vuoi toccare con mando vai a vedere qui da pagina 8 a pagina 16
http://allegati.comune.milano.it/SUE/SCIA%20MINORI%2003.03.2015.pdf
 
belpietro ha scritto:
qual'è il problema?

Parzialità e conflitti d'interesse incoraggerebbe a chiudere un occhio se non due.

In questi casi in francese si usa il termine "être juge et partie"

ovvero:avere potere decisionale in un caso in cui si ha un interesse personale
 
Ex Batri ha scritto:
Non sono uno strutturista, però se non erro il progettista presenta il progetto statico in comune assumendosi le sue responsabilità, alla fine dei lavori c'è un altro tecnico (sempre libero professionista) che collauda le strutture prendendosi la sua dose di responsabilità.

Sara' per quello che alla fine e' sempre un problema trovare
un VERO responsabile quando succedono i disastri :?:
 
trinacrio ha scritto:
belpietro ha scritto:
qual'è il problema?

Parzialità e conflitti d'interesse incoraggerebbe a chiudere un occhio se non due.

In questi casi in francese si usa il termine "être juge et partie"

ovvero:avere potere decisionale in un caso in cui si ha un interesse personale

controllore e controllato
 
arizona77 ha scritto:
trinacrio ha scritto:
belpietro ha scritto:
qual'è il problema?

Parzialità e conflitti d'interesse incoraggerebbe a chiudere un occhio se non due.

In questi casi in francese si usa il termine "être juge et partie"

ovvero:avere potere decisionale in un caso in cui si ha un interesse personale

controllore e controllato

Direi piuttosto controllore e "autocontrollato"

e l'imparzialità va a quel paese
 
trinacrio ha scritto:
arizona77 ha scritto:
trinacrio ha scritto:
belpietro ha scritto:
qual'è il problema?

Parzialità e conflitti d'interesse incoraggerebbe a chiudere un occhio se non due.

In questi casi in francese si usa il termine "être juge et partie"

ovvero:avere potere decisionale in un caso in cui si ha un interesse personale

controllore e controllato

Direi piuttosto controllore e "autocontrollato"

e l'imparzialità va a quel paese

scusa Triny.....
quando si scrive controllore e controllato
( un classico )
In italia non c'e' bisogno di dirlo....si intende che sono la stessa persona. ;)
 
arizona77 ha scritto:
Ex Batri ha scritto:
Non sono uno strutturista, però se non erro il progettista presenta il progetto statico in comune assumendosi le sue responsabilità, alla fine dei lavori c'è un altro tecnico (sempre libero professionista) che collauda le strutture prendendosi la sua dose di responsabilità.

Sara' per quello che alla fine e' sempre un problema trovare
un VERO responsabile quando succedono i disastri :?:
No se è un problema di progetto è responsabilità del progettista che ha sbagliato progetto, poi del Direttore dei Lavori che non si è accorto che il progetto era sbaglaito e del collaudatore statico che non si è accorto dell'errore.
Se è un problema di esecuzione è un problema del Direttore dei lavori che non ha seguito il progetto e verificato che l'impresa usasse i materiali corretti e poi del collaudatore che non si è accorto degli errori di esecuzione e non ha fatto le prove corrette sui campioni di Calcestruzzo. Il processo arriva a uno o più responsabili.
 
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