bumper morgan ha scritto:
Chi va al'estero lo fa spesso perchè costretto, viceversa starebbe vicino a casa.
Sono d'accordo con te al 100%. Stando a Milano non sarei andato volentieri a lavorare in un'altra città.
Mi sono trasferito in Svizzera perché non avrei potuto portare una bernese a Milano (sarebbe impazzita). A Milano non mancava nulla (si parla di Milano città). Lugano è talmente vicina che parrebbe nemmeno d'esser in un altro stato (con la piccola differenza che qui, in due, guadagnamo come un notaio in Italia).
La flessibilità qui è un concetto conosciuto da decenni (si consideri che il Ticino era una terra povera all'inizio del secolo, e lo è tutt'ora in alcune sue zone). Non esiste l'articolo 18 della costituzione italiana, senza valida ragione, entro 1, 2 o 3 mesi (a seconda della situazione) si può allontanare qualcuno dal posto di lavoro. Quindi l'idea di posto "fisso" è un concetto molto particolare.
La differenza la fanno appunto gli ammortizzatori sociali, se resti senza lavoro hai (con figli) l'80% del tuo salario per due anni, corsi pagati per reintrodurti in altri contesti, una ricerca costante di una nuova situazione professionale, e, se guadagnerai meno, compenserà l'assicurazione disoccupazione (che paghiamo vedendo decurtato dal salaro un punto e mezzo percentuale).
Oltre, se non trovi un lavoro, c'è l'assistenza. Affitto pagato, assicurazione sanitaria pagata, e minimo vitale. Il tutto ammonta a circa il doppio dello stipendio di un impiegato amministrativo in Italia. Praticamente nessuno dorme per strada come il signore per il quale è stata aperta questa discussione.
Ciò nonostante, il tasso di suicidi è elevatissimo, da queste parti.
Non so chi stia meglio...