<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Esportazioni italiane al massimo storico nel 2011. | Il Forum di Quattroruote

Esportazioni italiane al massimo storico nel 2011.

Mentre da dentro viviamo questa atmosfera di disastro succede anche questo.

Come al solito lo ho sentito ieri a Focus Economia di Radio24 mentre ero in macchina e quindi vado a memoria.Alcune cose salienti che ricordo sono:
- su 5500 tipologie di prodotto esaminate l'italia è tra i primi 3 esportatori del mondo in 1500 casi
- la meccanica fa 44 miliardi di ? di avanzo export-import e siamo terzi al mondo dopo Germania e Giappone, non ricordo in quale ordine.

Dicevano che negli ultimi anni le esportazioni si sono spostate, un po' in tutti i prodotti verso la fascia alta del mercato.

In effetti anche, come osservatore, vedo che mediamente, le aziende che esportano, vanno meglio di quelle che si rivolgono prevalentemente al mercato interno sempre stagnante.

Pensate se non si esportasse così tanto come saremmo messi.
 
è veramente incredibìbile; alle volte mi chiedo come sia possibile visto che ogni cosa che compro è made in PRC come il misuratore di pressione che ho comprato ieri.
Pensa te se la Fiat vendesse 2/300.000 auto in più.......( e su tre marchi dovrebbe essere possibile, basta investire)
 
renatom ha scritto:
Mentre da dentro viviamo questa atmosfera di disastro succede anche questo.

Come al solito lo ho sentito ieri a Focus Economia di Radio24 mentre ero in macchina e quindi vado a memoria.Alcune cose salienti che ricordo sono:
- su 5500 tipologie di prodotto esaminate l'italia è tra i primi 3 esportatori del mondo in 1500 casi
- la meccanica fa 44 miliardi di ? di avanzo export-import e siamo terzi al mondo dopo Germania e Giappone, non ricordo in quale ordine.

Dicevano che negli ultimi anni le esportazioni si sono spostate, un po' in tutti i prodotti verso la fascia alta del mercato.

In effetti anche, come osservatore, vedo che mediamente, le aziende che esportano, vanno meglio di quelle che si rivolgono prevalentemente al mercato interno sempre stagnante.

Pensate se non si esportasse così tanto come saremmo messi.
molto interessante, questa discussione può diventare davvero pregevole se si riesce a supportarla da dati certi.
vado così ad intuito però, probabilmente è la media e piccola impresa italiana che tira il carretto, quella piccola azienda italiana che fa del made in italy l'eccellenza indiscutibilmente riconosciuta nel mondo, penso a non so, i vari consorzi di parma, dal parmiggiano ai prosciutto, ai piccoli fabbri o vetrai di murano, ai mobili toscnai e marchigiani, al mondo dei strumenti musicali sempre nelle marche, alle piccole aziende che lavorano per ducati, ferrari ecc, ai laboratori di nanotecnologie, e alla miriade di imprese venete, friulane, lombarde piemontesi ed emiliane.
 
reFORESTERation ha scritto:
renatom ha scritto:
Mentre da dentro viviamo questa atmosfera di disastro succede anche questo.

Come al solito lo ho sentito ieri a Focus Economia di Radio24 mentre ero in macchina e quindi vado a memoria.Alcune cose salienti che ricordo sono:
- su 5500 tipologie di prodotto esaminate l'italia è tra i primi 3 esportatori del mondo in 1500 casi
- la meccanica fa 44 miliardi di ? di avanzo export-import e siamo terzi al mondo dopo Germania e Giappone, non ricordo in quale ordine.

Dicevano che negli ultimi anni le esportazioni si sono spostate, un po' in tutti i prodotti verso la fascia alta del mercato.

In effetti anche, come osservatore, vedo che mediamente, le aziende che esportano, vanno meglio di quelle che si rivolgono prevalentemente al mercato interno sempre stagnante.

Pensate se non si esportasse così tanto come saremmo messi.
molto interessante, questa discussione può diventare davvero pregevole se si riesce a supportarla da dati certi.
vado così ad intuito però, probabilmente è la media e piccola impresa italiana che tira il carretto, quella piccola azienda italiana che fa del made in italy l'eccellenza indiscutibilmente riconosciuta nel mondo, penso a non so, i vari consorzi di parma, dal parmiggiano ai prosciutto, ai piccoli fabbri o vetrai di murano, ai mobili toscnai e marchigiani, al mondo dei strumenti musicali sempre nelle marche, alle piccole aziende che lavorano per ducati, ferrari ecc, ai laboratori di nanotecnologie, e alla miriade di imprese venete, friulane, lombarde piemontesi ed emiliane.

Purtroppo a mio parere la media e piccola impresa come dicevi correttamente tu ha tirato la carretta ma la tirerà sempre meno poichè hanno deciso che dovrà essere eliminata piano piano La strada è segnata. :(
Il sig. Monti non è altro che il becchino del sistemaitaliano altro che salvatore come ampliamente pubblicizzato dai media tutti in mano alle banche alle quali Monti sorride felicemte . SVEGLIA !!!!
 
reFORESTERation ha scritto:
renatom ha scritto:
Mentre da dentro viviamo questa atmosfera di disastro succede anche questo.

Come al solito lo ho sentito ieri a Focus Economia di Radio24 mentre ero in macchina e quindi vado a memoria.Alcune cose salienti che ricordo sono:
- su 5500 tipologie di prodotto esaminate l'italia è tra i primi 3 esportatori del mondo in 1500 casi
- la meccanica fa 44 miliardi di ? di avanzo export-import e siamo terzi al mondo dopo Germania e Giappone, non ricordo in quale ordine.

Dicevano che negli ultimi anni le esportazioni si sono spostate, un po' in tutti i prodotti verso la fascia alta del mercato.

In effetti anche, come osservatore, vedo che mediamente, le aziende che esportano, vanno meglio di quelle che si rivolgono prevalentemente al mercato interno sempre stagnante.

Pensate se non si esportasse così tanto come saremmo messi.
molto interessante, questa discussione può diventare davvero pregevole se si riesce a supportarla da dati certi.
vado così ad intuito però, probabilmente è la media e piccola impresa italiana che tira il carretto, quella piccola azienda italiana che fa del made in italy l'eccellenza indiscutibilmente riconosciuta nel mondo, penso a non so, i vari consorzi di parma, dal parmiggiano ai prosciutto, ai piccoli fabbri o vetrai di murano, ai mobili toscnai e marchigiani, al mondo dei strumenti musicali sempre nelle marche, alle piccole aziende che lavorano per ducati, ferrari ecc, ai laboratori di nanotecnologie, e alla miriade di imprese venete, friulane, lombarde piemontesi ed emiliane.

un po' di dati

http://blog.panorama.it/economia/2012/02/17/esportazioni-in-crescita-la-classifica-dei-paesi-che-piu-comprano-da-noi/

non e' questione di faascia alta...
esportano quelle ditte che piu' hanno speso in ricerca ed innovazione,
sul mercato interno soffron piu' o meno tutti, ma li e' solo questione di moneta ;)
 
renatom ha scritto:
....

In effetti anche, come osservatore, vedo che mediamente, le aziende che esportano, vanno meglio di quelle che si rivolgono prevalentemente al mercato interno sempre stagnante.

....

Confermo!

Fra i miei clienti chi lavora con l'estero mantiene ancora volumi abbastanza corposi. Molto meno chi lavora per il mercato interno.
 
concordo, pero' dipende e dipendera' da quanto margine hanno ed avranno le aziende, aziende che sono medio piccole quindi estremamente povere per negoziare con le banche.
noi addirittura siamo piu' fortunati di altri paesi perche' piu' "turistici", concordia a parte...alcuni in pochi mesi di stagione vivono per un anno.
 
Aerei Italiani ha scritto:
concordo, pero' dipende e dipendera' da quanto margine hanno ed avranno le aziende, aziende che sono medio piccole quindi estremamente povere per negoziare con le banche.
noi addirittura siamo piu' fortunati di altri paesi perche' piu' "turistici", concordia a parte...alcuni in pochi mesi di stagione vivono per un anno.

Quello e' il rovescio della medaglia....
Troppi con questa " base " applicano prezzi che uccidono il turista medio
e lo dirottano in localita' " piu' comprensive "
 
arizona77 ha scritto:
Quello e' il rovescio della medaglia....
Troppi con questa " base " applicano prezzi che uccidono il turista medio
e lo dirottano in localita' " piu' comprensive "

Te ne do pienamente ragione, vogliamo far nomi da esempio, gia' citati in questo forum per altri motivi, ? Cortina... da evitare come la peste, ma a pochissimi km da questa ci sono piccoli paesi semideserti che hanno buoni prezzi nella media dell'alta stagione. d'altra parte chi ci vuole guadagnare forte con il turista medio sono anche le amministrazioni statali e le "municipalizzate" proponendo tasse in cambio di niente , biglietti per servizi ( parcheggi, bus,musei, tram,vaporetti) molto piu' alti di qualsiasi paese europeo o mediterraneo. :rolleyes:
 
maunicalex ha scritto:
se si riuscisse anche a non delocalizzare le aziende,secondo me la situazione potrebbe migliorare. :D
Fosse più basso il costo del lavoro e magari un po' meno tasse, non sarebbe per niente un problema.
 
pll66 ha scritto:
renatom ha scritto:
....

In effetti anche, come osservatore, vedo che mediamente, le aziende che esportano, vanno meglio di quelle che si rivolgono prevalentemente al mercato interno sempre stagnante.

....

Confermo!

Fra i miei clienti chi lavora con l'estero mantiene ancora volumi abbastanza corposi. Molto meno chi lavora per il mercato interno.
Confermo anch'io.
Chi si rivolge solo al mercato italiano ............ stagna.
 
Che l'Italia vada male e sia in recessione sparata credo se ne siano accorti anche i bambini , nè bastano timidi segnali sull'export , peraltro da sempre punto di forza della nostra economia , basata appunto sulla trasformazione ed esportazione a rasserenare la situazione , tanto più che per delocalizzazioni e roba del genere , il beneficio di questi segnali non pare abbia ricadute sul reddito .
Quello di cui non si parla più , dopo aver suscitato diluvi di parole e di critiche non tanto tempo fa , sono le famose misure da adottare per andare in controtendenza rispetto alla crisi globale e stimolare una reazione nell'economia , anzi si parla solo di tasse, monetarismo rigorista e nuove norme depressive rispetto a consumi e investimenti.
A questo proposito , a mio modesto parere e senza intenti polemici ,utile la lettura dell'economista Francesco Forte che invoca per contro interventi pubblici a sostegno del sistema : infrastrutture e grandi opere , misure che dovrebbero esser care a tutt'altra parte politica di quella rappresentata da il Giornale.

http://www.ilgiornale.it/interni/tre_strade_contro_recessione_export_infrastrutture_e_credito/16-02-2012/articolo-id=572338-page=0-comments=1

La Bce, la Banca centrale europea, prima di Mario Draghi ha fatto una politica restrittiva temendo una possibile inflazione, mentre c?erano pericoli opposti. E ciò ha aggravato la situazione. Draghi, da dicembre, ha offerto alle banche, al tasso di interesse dell? 1%, prestiti a tre anni in cambio di garanzie consistenti in crediti di vario genere agli Stati e alla clientela bancaria. Ciò ha migliorato la collocazione del debito pubblico nelle banche, ma sino ad ora la situazione del credito bancario alle imprese è rimasta quella del contagocce.

Una seconda causa della recessione, è il tipo di manovra di finanza pubblica che il governo Monti ha attuato per mettere i nostri conti pubblici in sicurezza, insistendo più sulle imposte che sulle spese (tranne per la riforma delle pensioni, che però riguarda soprattutto i bilanci futuri) e ponendo gran parte del nuovo fardello fiscale sugli immobili,con l?effetto di deprimere l?edilizia abitativa, volano importante per lo sviluppo

Voglio ricordare, ai professori che fanno parte di questo governo, che nel principale libro di Keynes, «Teoria generale dell?occupazione, interesse e moneta», ci sono molti suggerimenti per la politica di crescita e di stimolo all?occupazione diversi dal deficit di bilancio.

La teoria che il rigore di bilancio esige la depressione non regge. Intanto, seguendo Keynes, si deve far arrivare alle imprese il denaro che la Bce dà alle banche all?1%. Non a questo tasso, perché le banche debbono sostenere costi di intermediazione e rischio del credito, e fare utili, ma a tassi decenti in misura abbondante, con particolare riguardo all?export, adottando tutti i metodi possibili di credito agevolato, che un governo con molti banchieri dovrebbe saper escogitare.

Il governo Monti ha scordato il decreto pro crescita, sul quale si era impantanato il governo Berlusconi, a causa dell?opposizione di Giulio Tremonti a interventi per lo sviluppo che i ministri Paolo Romani e Renato Brunetta ritenevano possibili. Si tratta di rilanciare opere pubbliche e spese per infrastrutture in cui lo Stato mette solo crediti agevolati, contributi in conto esercizio per una parte limitata della spesa, garanzie, apporti di beni reali del suo patrimonio, e che in gran parte invece appartengono all?iniziativa privata, e di incentivare con crediti fiscali la ricostruzione dai danni causati dai recenti eventi naturali. Gingillarsi con la liberalizzazione di taxi, farmacie e notai e immaginare che usciamo dalla crisi se gli avvocati aboliscono le tariffe è un perditempo che non fa onore al buon senso.
 
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