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elenco ospedali che &#34;saltano&#34;

siccome andrà a finire che nn taglieranno nulla, aumenteranno le tasse, l'iva e di conseguenza la benzina.
....e continueremo a mantenere le inefficenze per poi maledire il governo....
 
bumper morgan ha scritto:
siccome andrà a finire che nn taglieranno nulla, aumenteranno le tasse, l'iva e di conseguenza la benzina.
....e continueremo a mantenere le inefficenze per poi maledire il governo....

non proprio aumenteranno i prepensionamenti degli statali.... cosi' assisteremo che nel privato non si puo' andare in pensione , nel pubblico daranno sussidi ed aiuti per andarci con il vecchio sistema non con il nuovo...e si aumenteranno le spese improduttive...
viappiu' gli ex-lavoratori statali novelli pensionati si butteranno nel privato magari lavorando sottocosto in nero.... ( tanto hanno gia' la pensione) e toglieranno il poco lavoro rimasto...

saro' anche pessimista ma dalle mie parti funziona cosi'...
 
vagabond0 ha scritto:
Fermamente contrario alla chiusura dei piccoli ospedali, semmai è giusto una razionalizzazione soprattutto tra due nosocomi vicini (si dividono i reparti). Considerate che buona parte dei piccoli ospedali servono zone isolate o con caratteristiche montane e prive di grandi vie di comunicazione il che potrebbe mettere a serio rischio la salute pubblica. Poi chiudere centri grossi come l'oftalmico di torino o il microcitemico di cagliari (il più importante d'Italia per le anemie) sarebbe davvero troppo. Va bene tagliare ma dove ci sono sprechi e dove è possibile farlo.

fermamente favorevole, i piccoli ospedali non possono sussistere, se non nell'ottica di aumentare a dismisura i direttori sanitari, medici, amministrativi etcetc e gli impiegati non sanitari quali amministrativi, tecnici etcetc, aumentare i costi di gestione delle strutture e decurtare il budget relamente destinato all'ambito assistenziale. Inoltre ospdali vicini ma differenziati per reparti non consentono integrazine multidisciplinare e ammodernamento strutturale, impiantistico e tecnologico

infine nè il microcitemico di cagliari, nè l'oftalmico di torino (che ben conosco in ambo i casi) sono classificabili come grossi centri, ma ad alta specializzazione, il che consente loro di essere integrati come polo in struttura più grande (i piccoli iperspecialistici di cagliar e torino sono tutti ragruppabili in "cittadelle sanitarie" sotto un'unica direzione, come parzialmente già avviene proprio nei due capoluoghi
 
Contrario nel modo più assoluto alla chiusura dei piccoli ospedali. Chi abita in una grande città non si fa problemi perchè ve ne sono diversi ma molti presidi servono centri montani, collinari o anche isole minori che chiudendo possono mettere a serio rischio la salute pubblica. Io mi servo in uno di quei piccoli dell'elenco quasi tutti i giorni: piccolo ed efficiente, se chiuderebbe dovrei recarmi a 50 km di distanza facendo una statale tortuosa e trafficata oltre a mezzora di traghetto. Un vero inferno che non mi darà scampo nel vivere la mia vita di tutti i giorni. Quelli di montagna poi (in Sardegna è il caso di Sorgono) distano anche 70 km dagli ospedali maggiori su strade tortuosissime e pericolose. Sarei favorevole ad una controllata spesa sui dispacci (siringhe etc), ad accorpare gli ospedali vicini (o dividendosi i reparti o unire i dirigenti), insomma se cè da chiudere qualcosa è il parlamento. Sulla salute pubblica mi dispiace, ma non si scherza e chi parla così è perchè abita in grani città dove ha tutto e di più.
 
vagabond0 ha scritto:
chi parla così è perchè abita in grani città dove ha tutto e di più.

ti sbagli di grosso su tutta la linea ma qui ancora di più

io vivo in una cittadina di provincia e di provinca è l'H per cui lavoro (anche se è un policlinico universitario) , però vedo tutti i giorni i prblemi creati ai pazienti dai nosocomi forzatamente meno dotati ed aggiornati ma capillari

se a te va bene così, non è detto che sia un bene per tutti gli altri tuoi concittadini
 
comunque, CVD, invece che gli ospedali piccoli è "saltato" il taglio.

incidentalmente, quello della mia città in elenco è così semplicemente perché è già in corso di chiusura (hanno trasferito ad altra più grande struttura i principali reparti già lo scorso anno, hanno chiuso il PS qualche giorno fa, stanno trasferendo definitivamente gli altri reparti e ora ci sono solo i poliambulatori, che saranno trasferiti a gennaio)
 
Solita farsa di annunci e smentite. Con il finale che conosciamo. Io non sono più manco arrabbiato, sono amareggiato, scoraggiato, profondamente depresso nel vedere che non si vuole assolutamente porre rimedio alle cose e si continua a veleggiare verso l'inevitabile disastro, disastro che pagherò io, ma pagherà soprattutto mio figlio, che non ha ancora 4 anni; non so nemmeno con che occhi guardarlo stasera. L'unica chance è fargli studiare inglese fin dalle elementari, in modo che possa trovarsi un'occupazione in un paese più serio del nostro.
 
B U F F O N I
Dovevano essere sacrificate le strutture con meno di 120 posti letto. Ma alla fine il provvedimento è stato tolto dal decreto legge
Oggi, giovedì 5 luglio, è la giornata decisiva per la bozza di spending review. E il premier Mario Monti, un po' come fece ai tempi del piano di liberalizzazioni, incontra le prime resistenze e cala subito le braghe: dal testo è uscita la norma che prevedeva la chiusura dei piccoli ospedali, quelli con meno di 120 o 80 posti letto. La norma prevedeva che al taglio provvedessero le Regioni entro ottobre, pena il commissariamento. Secondo quanto si è appreso, però, il ministro della Sanità, Renato Balduzzi, ha vinto la sua battaglia all'interno del governo: della disposizione all'interno del testo (che dovrebbe essere approvato dal CdM convocato per le 17). Balduzzi, alla vigilia, aveva espresso tutto il suo disappunto per la norma taglia-ospedali: "Non può essere lo Stato centrale a dire cosa tagliare nelle varie regioni, dove le situazioni sono diverse", aveva spiegato. E quindi indietro tutta sulle 257 strutture che hanno meno di 80 posti letto. La spending review, si apprende, mantiene comunque l'obiettivo generale di una riduzione dei posti letto ospedalieri, che oggi sono circa 4 ogni mille abitanti, e in futuro dovrebbero calare a 3,6 (l'Europa pone un limite ancora più basso, pari a 3,3, posti letto ogni mille abitanti). La riduzione della proporzione dovrebbe essere ottenuta intervenendo sui grossi ospeadli, magari accorpando le strutture doppione per risparmiare non solo spazi di degenza, ma primarie e, in generale, del personale. Di seguito la lista degli ospedali "graziati", quelli che avrebbero dovuto essere tagliati ma che, all'ultimo, si sono salvati.
 
bumper morgan ha scritto:
http://www.corriere.it/Primo_Piano/Salute/2012/07/05/pop_ospedali-a-rischio.shtml

o salterebero
Noto con sommo gaudio che nell'elenco c'è anche Maniago (PN). Sono anni che auspico la chiusura di quella struttura inefficiente e costosa mettendomi contro praticamente tutta la popolazione residente.
Un giorno o l'altro qualcuno mi picchierà.
Quello che mi meraviglia è che in Friuli si chiuda solo quello...
 
io dono delle marche, e praticamente dalla tabella li chiudono quasi tutti gli ospedali!
cioè ne chiudono più nelle marche che in sicilia?

http://www.lindipendenza.com/stipendi-sacco-nord/
 
Una retromarcia sulla chiusura dei piccoli ospedali da disporre centralmente da Roma sarebbe sbagliata. E' l'unico modo per piegare le resistenze da parte di certe regioni, che continuano a mantenere aperti ospedali del tutto inutili solo per evitare le proteste della cittadinanza. Invece pare che non chiuderanno nulla, tagliando però i trasferimenti alle regioni, sulla stessa riga di quelli che c'erano prima. Spero non sia così perché vorrebbe dire che la revisione della spesa è servita a poco, se poi si taglia in maniera lineare. Stesso discorso vale per le università.
 
L'ospedale capillare garantisce la salute a tutti quelli che non possono permettersi di recarsi nei grandi centri distanti decine di km. Io ripeto sono contrario alla chiusura, al limite va bene qualche accorpamento in particolare nei centri vicini, e poi non è detto che piccolo vuol dire inefficiente anzi posso tranquillamente dire che dopo 30 anni di continue esperienze ospedaliere il piccolo ospedale dove mi servo è meglio organizzato delle grandi strutture con minori disagi ai pazienti. Che poi ovviamente nei piccoli ospedali sono presenti in gran parte un'unità operative semplici e non complesse fa si che i casi più gravi vengano passati all'ospedale maggiore meglio dotato in quanto a specializzazioni. Saluti.
 
vagabond0 ha scritto:
L'ospedale capillare garantisce la salute a tutti quelli che non possono permettersi di recarsi nei grandi centri distanti decine di km. Io ripeto sono contrario alla chiusura, al limite va bene qualche accorpamento in particolare nei centri vicini, e poi non è detto che piccolo vuol dire inefficiente anzi posso tranquillamente dire che dopo 30 anni di continue esperienze ospedaliere il piccolo ospedale dove mi servo è meglio organizzato delle grandi strutture con minori disagi ai pazienti. Che poi ovviamente nei piccoli ospedali sono presenti in gran parte un'unità operative semplici e non complesse fa si che i casi più gravi vengano passati all'ospedale maggiore meglio dotato in quanto a specializzazioni. Saluti.
Non dubito di quello che dici nel caso specifico, ma io ne conosco almeno un paio in Abruzzo dove abitano i miei che sono utili solo per il Pronto Soccorso se succede qualcosa e per qualche analisi semplice, senza alcuna peculiarità e molto poco efficienti. A quel punto, meglio lasciare aperto solo il Pronto Soccorso e trasferire risorse sull'ospedale più grande. Tanto alla fine questi piccoli ospedali, dopo un ricovero di qualche giorno, quasi sempre spostano i pazienti verso quello più grande alla minima complicazione.
 
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