Sono combattuto fra due opposti sentimenti:
- il primo é quello campanilistico, il risentimento del cittadino romano che si sente oggetto di critica generalizzata
- il secondo é quello del cittadino indignato dalla storica pluridecennale pessima amministrazione della cosa pubblica.
Per non fare torto a nessuno, cerco di trattare la faccnda sotto entrambi i punti di vista.
Punto primo: la critica generalizzata
Quando i servizi scandalistici (intesi come denuncia di uno scandalo, in effetti una stigmatizzazione di pessimi comportamenti che danno scandalo) affermano che "i turisti a roma sono maltrattati" e vengono mandate in onda immagini dell'anfiteatro Flavio (erroneamente detto "colosseo") mi sembra che ci siano una faciloneria e un pressappochismo abbastanza grossolani.
A Roma vi sono migliaia di monumenti (intesi come fontane, edicole, edifici privati e pubblici, chiese, vestigia, resti all'aperto, parchi e giardini, eccetera eccetera) che sono totalmente disponibili all'accesso e all'osservazione, ("fruibili") per le quali attività non si paga un soldo bucato e non si deve rendere conto a nessuno. Il "colosseo" rispetto alla città di Roma turistica é una frazione molto prossima allo zero.
Punto secondo: la pessima amministrazione
La città di Roma, il comune, il territorio, le infrastrutture e più in generale tutto l'insieme ivi compresa la cittadinanza sono avvezze a mancanze più o meno gravi nell'amministrazione e nella cura della cosa pubblica, non é una novità di questi ultimi anni, non lo é andando a ritroso nel tempo fino al secolo scorso, e neanche andando a ritroso nel tempo nei secoli e nei millenni precedenti.
Gli amministratori birbaccioni e menefreghisti sono una costante.
L'Ignavio Acquatico é solo l'ultimo in ordine di tempo, degno successore di tanti prima di lui.
Fortunatamente per lui e per loro, la cittadinanza di Roma é dotata di buona resistenza e tenacia, grazie alle quali - nonostante tutto - riesce a rialzarsi dopo ogni ondata di nuovi arrivi.
Passano gli amministratori, passano i cialtroni, ma ciò nonostante sono quasi 2800 anni che 'sto paesello gli sopravvive.
C'é caso che riesca a cavarsela anche stavolta.