<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Ecco, altro esempio di integrazione... | Page 2 | Il Forum di Quattroruote

Ecco, altro esempio di integrazione...

belpietro ha scritto:
uno può anche pensare di adattare alcuni percorsi scolastici, quando sono adattabili, a esigenze di natura generale di una qualche comunità.
ma non certo alle paturnie di un singolo genitore ignorante e ottuso.

squallida la scuola che per quieto vivere lascia una ragazzina fuori dal programma scolastico.

Ciao, vorrei ciò che dici, per principio è legittimo ed equo.
Tuttavia, se la scuola avesse preso di petto la cosa e l'avesse imposta alla ragazzina, ne sarebbe venuto fuori un caso nazionale, da prima pagina e plastico della struttura con l'aula incriminata da Vespa.
Ritengo che, per quanto l'azione abbia denotato una bassa dignità, la scuola abbia agito bene assecondando il genitore.
La poca dignità, tuttavia, non è della scuola che "cala le braghe", ma di una società alle volte assurda che "impone" queste scelte a delle istituzioni, polizia, carabinieri, ecc.

Io sinceramente sono contro solo al burqua, in quanto non rende riconoscibili.

Nel merito di questa cosa, sarebbe stato forse più utile, anzichè isolare l'alunno, farlo partecipare ad attività di altre sezioni (laboratorio, per dire) con tanto di voto finale. Ricordo un mio ex compagno, che non faceva religione, e quell'ora faceva chimica, per dire.
L'integrazione, è molto difficile. Io sono nativo di parma e da 6 anni sono in provincia di mantova.
Salame mantovano???pfui, gli dò di naso e non lo mangio...vuoi mettere il felino??
Parmigiano reggiano??? quello che trovi in 'ste zone è una spanna sotto a quelli prodotti nelle prov di parma e reggio.
La schiacciata (torta salata)?? Mi fà schifo, rispetto alla "mia"

E queste sono cazzate, in confronto...e soprattutto ad una distanza che in rapporto è la casa di fianco.

E' un tema molto complesso, e il rischio è sempre che si faccia di tutta un'erba un fascio...sia da parte nostra, che da parte loro
 
tanocaimano ha scritto:
belpietro ha scritto:
uno può anche pensare di adattare alcuni percorsi scolastici, quando sono adattabili, a esigenze di natura generale di una qualche comunità.
ma non certo alle paturnie di un singolo genitore ignorante e ottuso.

squallida la scuola che per quieto vivere lascia una ragazzina fuori dal programma scolastico.

Ciao, vorrei ciò che dici, per principio è legittimo ed equo.
Tuttavia, se la scuola avesse preso di petto la cosa e l'avesse imposta alla ragazzina, ne sarebbe venuto fuori un caso nazionale, da prima pagina e plastico della struttura con l'aula incriminata da Vespa.
Ritengo che, per quanto l'azione abbia denotato una bassa dignità, la scuola abbia agito bene assecondando il genitore.
La poca dignità, tuttavia, non è della scuola che "cala le braghe", ma di una società alle volte assurda che "impone" queste scelte a delle istituzioni, polizia, carabinieri, ecc.

mica doveva impuntarsi la scuola sulla ragazzina.
dovevano chiamare i servizi sociali e fare intervenire la procura dei minori.
se io domani decido di impedire a mio figlio di andare a scuola, o pretendo che non segua la lezione di geografia, cosa credi che succeda?
 
a_gricolo ha scritto:
http://corrierefiorentino.corriere.it/firenze/notizie/cronaca/2010/9-dicembre-2010/cuffia-islamica-nell-ora-musica--18139347948.shtml

Senza alcuna vena polemica chiedo: finchè si tollerano queste posizioni, si può davvero accusare di xenofobia chi li vorrebbe "föra dei bal"? O non faremmo un favore a tutti - stranieri volenterosi di integrarsi e figli di immigrati in testa - se mostrassimo gli attributi e a fronte di pretese come questa mostrassimo loro la porta?

meglio che non commento una notizia simile :?
 
Se lo fai tu, sei l'italiano scemo che non si attiene alle regole.
Se lo fanno loro, poverini, sono da aiutare e mettersi piegato a 90 con la sabbia fra le kiappe.

Ripeto, non è colpa delle istituzioni, se la società pensa che loro sia tutto concesso e dovuto.
Penso che questi siano la minoranza, ma fanno casino per 6....

Io, in linea di massima, concordo col fatto che una scuola non debba piegarsi per il volere di 1 persona; ma penso sia ingiusto imporre una cosa che vada contro la religione di appartenenza, imponendogliela, quando si può creare un alternativa senza aumentare i costi e accrescendo comunque l'alunno senza fargli perdere un ora (o più) tutte le settimane guardando i solfeggi dei compagni.
I musulmani reputano la musica dissacrante?? fanno 1 ora in + di matematica in un altra aula
Non mangiano maiale?? mangiano pollo
Portano il velo in testa (che non copra il viso)? e chissenefrega (tantopiù che era pratica fino a pochi decenni fà anche nel sud.

Sò, che se vado nelle loro nazioni vengo condannato a morte per essermi fatto solo il segno della croce per strada; ma se loro sbagliano, non vedo il motivo per il quale farlo anch'io.

Poi, è giustissimo che non vengano a fare i padroni a casa nostra, e sbagliatissimo questo eccesso di antirazzismo che nel corso di quest'ultimo ventennio si è venuto a creare; ma se posso dare la "loro libertà" mantenendo inalterata la mia, credo si possano avere solo dei benefici da ambo le parti
 
belpietro ha scritto:
G5 ha scritto:
Ben inteso. I cristiani docg intendono la musica allo stesso modo dei musulmani, quindi, di che stupirsi?

scusa, da quando?

non so se sai, ma esiste un detto "qui cantat bis orat".

Qualcosa si legge anche qui. http://digilander.libero.it/gruppocredi/il_credente_e_la_musica.htm
 
tanocaimano ha scritto:
Se lo fai tu, sei l'italiano scemo che non si attiene alle regole.
Se lo fanno loro, poverini, sono da aiutare e mettersi piegato a 90 con la sabbia fra le kiappe.

Ripeto, non è colpa delle istituzioni, se la società pensa che loro sia tutto concesso e dovuto.
Penso che questi siano la minoranza, ma fanno casino per 6....

Io, in linea di massima, concordo col fatto che una scuola non debba piegarsi per il volere di 1 persona; ma penso sia ingiusto imporre una cosa che vada contro la religione di appartenenza, imponendogliela, quando si può creare un alternativa senza aumentare i costi e accrescendo comunque l'alunno senza fargli perdere un ora (o più) tutte le settimane guardando i solfeggi dei compagni.
I musulmani reputano la musica dissacrante?? fanno 1 ora in + di matematica in un altra aula
Non mangiano maiale?? mangiano pollo
Portano il velo in testa (che non copra il viso)? e chissenefrega (tantopiù che era pratica fino a pochi decenni fà anche nel sud.

Sò, che se vado nelle loro nazioni vengo condannato a morte per essermi fatto solo il segno della croce per strada; ma se loro sbagliano, non vedo il motivo per il quale farlo anch'io.

Poi, è giustissimo che non vengano a fare i padroni a casa nostra, e sbagliatissimo questo eccesso di antirazzismo che nel corso di quest'ultimo ventennio si è venuto a creare; ma se posso dare la "loro libertà" mantenendo inalterata la mia, credo si possano avere solo dei benefici da ambo le parti
Quando frequentavo la scuola io, l'ora di religione non era un'imposizione, e l'alternativa era educazione civica.
Ma qua si sta parlando di una normale attività didattica, come potrebbe essere educazione fisica. E non vedo perchè si debbano creare delle alternative.

E per rispondere ai tuoi esempi, io bevo vino rosso a cena, ma quando sono andata negli Emirati Arabi, nei quartieri dove era proibito l'alcool il vino non me lo hanno servito, anche se io sono italiana e a cena è mia abitudine berlo.

A me sta storia dell'integrazione ha rotto veramente le balle, ma perchè volerla a tutti i costi? Non si diceva "paese che vai, usanze che trovi"?!
Senza considerare che alle moltissime etnie che si insediano nel nostro paese non gliene frega un'emerita mazza di integrarsi con noi, partono col presupposto che loro determinata cose non le contemplano (vedi il lavoro onesto per i Rom ad esempio).
 
Deb81 ha scritto:
Quando frequentavo la scuola io, l'ora di religione non era un'imposizione, e l'alternativa era educazione civica.
Ma qua si sta parlando di una normale attività didattica, come potrebbe essere educazione fisica. E non vedo perchè si debbano creare delle alternative.

E per rispondere ai tuoi esempi, io bevo vino rosso a cena, ma quando sono andata negli Emirati Arabi, nei quartieri dove era proibito l'alcool il vino non me lo hanno servito, anche se io sono italiana e a cena è mia abitudine berlo.

A me sta storia dell'integrazione ha rotto veramente le balle, ma perchè volerla a tutti i costi? Non si diceva "paese che vai, usanze che trovi"?!
Senza considerare che alle moltissime etnie che si insediano nel nostro paese non gliene frega un'emerita mazza di integrarsi con noi, partono col presupposto che loro determinata cose non le contemplano (vedi il lavoro onesto per i Rom ad esempio).

Cut, scusa...

L'ora di religione me la ricordo impositiva (almeno fino alla 3° media); alle elementari veniva il prete 1 volta/settimana, alle medie la prof per 2 ore/settimana. E di alternative, nessuna. Se uno era ateo o altro (ma non cristiano), gli veniva imposto.
Alle superiori era facoltativa; o meglio, c'era chimica per chi non volesse fare religione.

Per il discorso degli esempi, come il tuo per il vino rosso, penso che anche loro quì non trovino magari prodotti che là sono di largo consumo (io il kebab lo mangio dolo da qualche anno, prima nn sapevo nemmeno che esistesse).

Sul discorso dell'integrazione, come ho detto anche in un post precedente

E' un tema molto complesso, e il rischio è sempre che si faccia di tutta un'erba un fascio...sia da parte nostra, che da parte loro

Sò che ci sono persone che non vogliono integrarsi, ma ne conosco invece parecchie che lo fanno faticosamente tutti i giorni. Ne ho conosciuti parecchi, jugoslavi,albanesi,tunisini, congolesi...Tutte persone brave (coi loro difetti come tutti, ovvio), che han sempre fatto di tutto per integrarsi nel nostro sistema, in alcuni casi molto differente dal loro. Non si può, però, pretendere che le persone cambino la loro cultura e tradizioni "sputangli sopra" per vivere in un altra comunità. A maggior ragione, se per mantenere le loro tradizioni e la loro cultura, a noi non venga "rubata" la nostra o la nostra libertà.

Ripeto, secondo me la scuola ha fatto bene a permettere che la bimba non seguisse le lezioni di musica, che tra l'altro non mi sembra una materia in cui se sei e rimani ignorante peserà sulla tua vita per il resto dei tuoi giorni, ma ha fatto malissimo a non "tramutarla" in un ora da fare con altri alunni di un altra sezione (matematica, italiano, o altro).

Il problema, aggiungo e ripeto, stà in quei liberali bempensanti che nel momento si fà una negazione a qualsiasi extracomunitario, gridano "AL RAZZISTA"...Supportato dai mass media che ci marciano dentro a più non posso.

Guarda la cronaca....scompare Sarah Scazzi, 100 carabinieri la cercano
Scompare Yara non sò il cognome, 1000 carabinieri + unità cinofile + volontari la cercano....

Guardo chi la visto abbastanza spesso (piace a mia moglie), e ogni tanto sparisce qualche extracomunitario....
Hai visto la notizia sui giornali??Quanti carabinieri la cercano??e i cinofili???volontari???

Quanto ai rom....dalle mie parti si dice "non confondere la merda con la cioccolata" (ovviamente il dolce NON sono i rom)
 
tanocaimano ha scritto:
Deb81 ha scritto:
Quando frequentavo la scuola io, l'ora di religione non era un'imposizione, e l'alternativa era educazione civica.
Ma qua si sta parlando di una normale attività didattica, come potrebbe essere educazione fisica. E non vedo perchè si debbano creare delle alternative.

E per rispondere ai tuoi esempi, io bevo vino rosso a cena, ma quando sono andata negli Emirati Arabi, nei quartieri dove era proibito l'alcool il vino non me lo hanno servito, anche se io sono italiana e a cena è mia abitudine berlo.

A me sta storia dell'integrazione ha rotto veramente le balle, ma perchè volerla a tutti i costi? Non si diceva "paese che vai, usanze che trovi"?!
Senza considerare che alle moltissime etnie che si insediano nel nostro paese non gliene frega un'emerita mazza di integrarsi con noi, partono col presupposto che loro determinata cose non le contemplano (vedi il lavoro onesto per i Rom ad esempio).

Cut, scusa...

L'ora di religione me la ricordo impositiva (almeno fino alla 3° media); alle elementari veniva il prete 1 volta/settimana, alle medie la prof per 2 ore/settimana. E di alternative, nessuna. Se uno era ateo o altro (ma non cristiano), gli veniva imposto.
Alle superiori era facoltativa; o meglio, c'era chimica per chi non volesse fare religione.

scusa, a che periodo ti riferisci?

io ho quasi 50 anni, alle medie sono assolutamente certo che non era obbligatoria perché avevo un compagno che era Testimone di Geova e, quando arrivava il prete di religione, salutava e usciva e si aggregava a un'altra sezione (nella scuola c'era solo lui, non c'era probabilmente modo per dargli una ora alternativa)
 
belpietro ha scritto:
tanocaimano ha scritto:
Deb81 ha scritto:
Quando frequentavo la scuola io, l'ora di religione non era un'imposizione, e l'alternativa era educazione civica.
Ma qua si sta parlando di una normale attività didattica, come potrebbe essere educazione fisica. E non vedo perchè si debbano creare delle alternative.

E per rispondere ai tuoi esempi, io bevo vino rosso a cena, ma quando sono andata negli Emirati Arabi, nei quartieri dove era proibito l'alcool il vino non me lo hanno servito, anche se io sono italiana e a cena è mia abitudine berlo.

A me sta storia dell'integrazione ha rotto veramente le balle, ma perchè volerla a tutti i costi? Non si diceva "paese che vai, usanze che trovi"?!
Senza considerare che alle moltissime etnie che si insediano nel nostro paese non gliene frega un'emerita mazza di integrarsi con noi, partono col presupposto che loro determinata cose non le contemplano (vedi il lavoro onesto per i Rom ad esempio).

Cut, scusa...

L'ora di religione me la ricordo impositiva (almeno fino alla 3° media); alle elementari veniva il prete 1 volta/settimana, alle medie la prof per 2 ore/settimana. E di alternative, nessuna. Se uno era ateo o altro (ma non cristiano), gli veniva imposto.
Alle superiori era facoltativa; o meglio, c'era chimica per chi non volesse fare religione.

scusa, a che periodo ti riferisci?

io ho quasi 50 anni, alle medie sono assolutamente certo che non era obbligatoria perché avevo un compagno che era Testimone di Geova e, quando arrivava il prete di religione, salutava e usciva e si aggregava a un'altra sezione (nella scuola c'era solo lui, non c'era probabilmente modo per dargli una ora alternativa)

Sono un '74, quindi quando frequentavo io avrebbe dovuto essere già come dici tu.
Da quello che ricordo, non c'era possibilità di "schivarla", ma forse mi sbaglio. Oppure la Regione Lombardia (sei di brescia,se non erro), nell'educazione scolastica, era differente all'Emilia Romagna e nella mia regione non era prevista l'alternativa.
Non sò....mi hai messo un bel dubbio
 
tanocaimano ha scritto:
Deb81 ha scritto:
Quando frequentavo la scuola io, l'ora di religione non era un'imposizione, e l'alternativa era educazione civica.
Ma qua si sta parlando di una normale attività didattica, come potrebbe essere educazione fisica. E non vedo perchè si debbano creare delle alternative.

E per rispondere ai tuoi esempi, io bevo vino rosso a cena, ma quando sono andata negli Emirati Arabi, nei quartieri dove era proibito l'alcool il vino non me lo hanno servito, anche se io sono italiana e a cena è mia abitudine berlo.

A me sta storia dell'integrazione ha rotto veramente le balle, ma perchè volerla a tutti i costi? Non si diceva "paese che vai, usanze che trovi"?!
Senza considerare che alle moltissime etnie che si insediano nel nostro paese non gliene frega un'emerita mazza di integrarsi con noi, partono col presupposto che loro determinata cose non le contemplano (vedi il lavoro onesto per i Rom ad esempio).

Cut, scusa...

L'ora di religione me la ricordo impositiva (almeno fino alla 3° media); alle elementari veniva il prete 1 volta/settimana, alle medie la prof per 2 ore/settimana. E di alternative, nessuna. Se uno era ateo o altro (ma non cristiano), gli veniva imposto.
Alle superiori era facoltativa; o meglio, c'era chimica per chi non volesse fare religione.

Per il discorso degli esempi, come il tuo per il vino rosso, penso che anche loro quì non trovino magari prodotti che là sono di largo consumo (io il kebab lo mangio dolo da qualche anno, prima nn sapevo nemmeno che esistesse).

Sul discorso dell'integrazione, come ho detto anche in un post precedente

E' un tema molto complesso, e il rischio è sempre che si faccia di tutta un'erba un fascio...sia da parte nostra, che da parte loro

Sò che ci sono persone che non vogliono integrarsi, ma ne conosco invece parecchie che lo fanno faticosamente tutti i giorni. Ne ho conosciuti parecchi, jugoslavi,albanesi,tunisini, congolesi...Tutte persone brave (coi loro difetti come tutti, ovvio), che han sempre fatto di tutto per integrarsi nel nostro sistema, in alcuni casi molto differente dal loro. Non si può, però, pretendere che le persone cambino la loro cultura e tradizioni "sputangli sopra" per vivere in un altra comunità. A maggior ragione, se per mantenere le loro tradizioni e la loro cultura, a noi non venga "rubata" la nostra o la nostra libertà.

Ripeto, secondo me la scuola ha fatto bene a permettere che la bimba non seguisse le lezioni di musica, che tra l'altro non mi sembra una materia in cui se sei e rimani ignorante peserà sulla tua vita per il resto dei tuoi giorni, ma ha fatto malissimo a non "tramutarla" in un ora da fare con altri alunni di un altra sezione (matematica, italiano, o altro).

Il problema, aggiungo e ripeto, stà in quei liberali bempensanti che nel momento si fà una negazione a qualsiasi extracomunitario, gridano "AL RAZZISTA"...Supportato dai mass media che ci marciano dentro a più non posso.

Guarda la cronaca....scompare Sarah Scazzi, 100 carabinieri la cercano
Scompare Yara non sò il cognome, 1000 carabinieri + unità cinofile + volontari la cercano....

Guardo chi la visto abbastanza spesso (piace a mia moglie), e ogni tanto sparisce qualche extracomunitario....
Hai visto la notizia sui giornali??Quanti carabinieri la cercano??e i cinofili???volontari???

Quanto ai rom....dalle mie parti si dice "non confondere la merda con la cioccolata" (ovviamente il dolce NON sono i rom)
O hai frequentato scuole molto "conservatrici", oppure siamo andati a scuola in epoche differenti, perchè per me alle medie e alle superiori l'ora di religione non era obbligatoria, per le elementari invece confesso di non ricordare.

Per quanto riguarda il vino invece, non stiamo parlando di un prodotto di importazione e quindi poco diffuso (cosa che potrei anche comprendere), ma di una legge che vieta l'uso di alcoolici. Avrei potuto farti lo stesso esempio con la birra. E nei pochi quartieri dove gli alcoolici sono consentiti, vengono somministrati col misurino.
Se io vado lì non pretendo di bere birra o vino a tutti i costi, semplicemente mi adeguo alla legge.
Quando mi hanno detto che non potevo indossare canotte o pantaloncini/minigonne per uscire, ho evitato di farlo, e mi sono coperta come una cretina anche se c'erano 50° (CINQUANTA GRADI). Eppure, in un paese civile e moderno, chi penserebbe mai che qualcuno possa importi come vestirti?!

Non metto in dubbio che sia difficile ambientarsi in un paese che non è il proprio, ma questo vale per tutti. Bisogna prendere atto però, che dal momento in cui si cambia città, stato, nazione, ci si deve adeguare alle leggi e talvolta anche alle usanze del posto.

Non ti piace che tua figlia faccia educazione musicale? Stai a casa tua!!!
Come lo spieghi ad altri 20 bambini che uno può fare un'ora di matematica in più perchè la nostra musica non piace alla religione del padre? E se altri volessero fare ore di matematica, italiano, storia, anzichè musica? Oppure vale solo per gli islamici? Come la mettiamo?
Ma per quale motivo sconvolgere un già precario sistema scolastico???

Quando dici che i rom non sono cioccolato, non pensi di fare di una discriminazione? Cosa sono una categoria a parte?
 
Alle medie occorreva la richiesta esplicita del genitore che esonerava dall'ora di religione. Molte scuole non erano (e credo non lo siano nemmeno ora) in grado di rispondere a quell'esigenza.
Alle superiori era più semplice, mi sembra tuttavia che occorresse ancora la firma dei genitori sino al compimento della maggiore età.
 
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