Non ci conosciamo se non attraverso il forum quindi scusami se non ti riconosci in quello che sto per scrivere ma di solito a pronunciarle sono persone che hanno una situazione economica florida (di solito persone che si sono già ritirate in pensione da anni e ricordano un mercato del lavoro leggermente diverso da quello attuale) e che non mostrano il minimo interesse quando si parla di aziende che chiudono e crisi economica.
Dire se non sono capaci si arrangino e chiudano è un modo molto miope di concepire la società in cui viviamo.
Non si può pensare che il fallimento di qualcuno non incida anche sugli altri.
Bisognerebbe sperare (non dico comprare dove costa di più ma almeno sperare) che tutti riescano a stare aperti nonostante i colpi bassi dei negozi online e dei clienti che entrano,ti fanno perdere 40 minuti e poi vanno comunque a comprare online.
Se poi qualcuno preferisce augurarsi che in futuro i negozi fisici chiudano tutti e restino solo i grandi negozi online contento lui,ma significherà vivere in una sorta di deserto sia dal punto di vista sociale che occupazionale.
Ho 70 anni e sono in pensione da 3 anni.
Mi sono laureato in ingegneria elettronica a 24 anni appena compiuti.
Ho preso un MBA ad Harvard, ma ho cambiato lavoro per dieci volte, perchè dopo un po' alle aziende sei indigesto. Certo ho fatto carriera e non mi sono mai trovato nella situazione di non aver di che mangiare, ma i soldi, quellii veri non li ho mai fatti.
Il declino dell'italia è iniziato dopo il 1968 e si è accentuato in questi ultimi 20 anni. Non ci sono più aziende e lavoro non ce ne è. E' forse lavoro quello che ti paga solo ad incentivi? senza che nessun datore di lavoro accetti il rischio imprenditoriale e decida di tenersi le persone migliori, anche se il risultato di quello che producono è molto inferiore alle sue attese?.
Oggi l'italia è un paese morto e se uno vuole lavorare deve andarsene via dall'italia. Lo shopping continuativo delle nostre migliori aziende è continuato incessante negli ultimi due decenni e qui restano solo briciole.
Un'azienda che fallisce certo che fa del male alla collettività, ma non si tratta solo di fortuna o sfortuna, quanto di incapacità manageriali.
Restando in campo automobilistico ad esempio, cosa posssimo dire della fiat, che solo grazie a Marchionne ha avuto un breve periodo di respiro, ma ormai è condannata all'estinzione dopo, autobianchi, lancia, innocenti, alfa romeo. Che cosa dire quindi dell'accordo con la renault di Tavares che stabilisce che macchine come panda e 500L cesseranno di esistere a favore di pegeout e renault, mentre jeep e renegades torneranno a essere prodotte negli states?
Solamente che avremo molti cassa integrati nelle sedi italiane della vecchia Fiat. Che Lapo ELkann non sia come Giovanni Agnelli è fuori di dubbio, del resto in gioventù non è stato proprio uno stinco di santo, ma cosa pensare del disinteresse continuativo dei nostri politici per le aziende italiane?
Ecco quindi che in un mercato così arido come il nostro, un plauso va certamente a chi ha il coraggio di mettersi in proprio e costruire del lavoro, ma attenzione a tutti i possibili imprevisti, altrimenti è un bagno di sangue non solo per l'imprenditore, ma anche per coloro che da lui dipendono.