<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> E poi dicono che compriamo troppo su internet | Page 7 | Il Forum di Quattroruote

E poi dicono che compriamo troppo su internet

Diciamo che fare commercio al giorno d'oggi è difficile e lo è anche per colpa di chi ha fatto bello e il cattivo tempo negli anni 80

Certo che in quel modo strategia o non, rubando, perchè di questo si tratta, non pagando le tasse, gli utili si fanno senza alcuna tecnica di vendita. Oggi è difficile, perchè a parte la crisi, le regole comportamentali devono essere rispettate, e non ci si puo' inventare un 'attività, senza essere veramente esperti del ramo. Anche nella vendita di un chiodo c'è del marketing e prima di cimentarsi nell'attività della vendita (intesa in senso generale) è necessario comprendere il mondo circostante, le tendenze, le politiche, il territorio, le necessità, il credito ecc ecc.
 
in fondo mi basta un garage dove stipare la merce e un sito figo che mi fa apparire bello bello, chi lo saprà mai che con 50 euro d'affitto al mese me la cavo anche dentro ad un garage?

Questo è giusto. Tra parentesi dimmi poi dove trovi un garage a 50 euro che a me costa di più per ricoverare la sera l'auto.

In ogni caso devi pero' fare del marketing per la vendita di quel prodotto. senza essere visto il prodotto non lo vendi e se lo fa il produttore, stai pur sicuro che quel costo è inserito nel costo del prodotto che decidi di vendere on line.
 
il negoziante C rischia di trovarsi un prodotto obsoleto nel giro di pochi mesi quindi se non lo vende subito non lo venderà mai più se non sottocosto.
a meno che non abbia sbagliato genere merceologico, se vende diffusori da 100 a 50.000 euro la coppia, evidentemente avrà fatto accordi col proprio fornitore o per avere in conto deposito la merce, o la restituzione del prodotto se non acquistato. E se non si trova in questa condizione, evidentemente è bene che cambi mestiere.
 
Serve strategia e capitali

se per elettronica intendi cellulari o piccoli elettrodomestici e computer un magazzino di mezzo milione di euro può bastare.

Ecco appunto.
Magari il negoziante A e il negoziante B quel mezzo milione di euro non ce l'avevano.
E il negoziante C che ce l'aveva l'ha buttato ne water perchè avere il prodotto in casa non gli è servito a niente,se non a fare il lavoro sporco per il negozio online.

E se non si trova in questa condizione, evidentemente è bene che cambi mestiere.

Queste frasi mi lasciano sempre allibito quando le sento.
Non ci conosciamo se non attraverso il forum quindi scusami se non ti riconosci in quello che sto per scrivere ma di solito a pronunciarle sono persone che hanno una situazione economica florida (di solito persone che si sono già ritirate in pensione da anni e ricordano un mercato del lavoro leggermente diverso da quello attuale) e che non mostrano il minimo interesse quando si parla di aziende che chiudono e crisi economica.
Dire se non sono capaci si arrangino e chiudano è un modo molto miope di concepire la società in cui viviamo.
Non si può pensare che il fallimento di qualcuno non incida anche sugli altri.
Bisognerebbe sperare (non dico comprare dove costa di più ma almeno sperare) che tutti riescano a stare aperti nonostante i colpi bassi dei negozi online e dei clienti che entrano,ti fanno perdere 40 minuti e poi vanno comunque a comprare online.
Se poi qualcuno preferisce augurarsi che in futuro i negozi fisici chiudano tutti e restino solo i grandi negozi online contento lui,ma significherà vivere in una sorta di deserto sia dal punto di vista sociale che occupazionale.
 
In pratica il commercio online ha la fortuna di avere sempre il cliente in negozio

Dipende dagli articoli secondo me.
Se parliamo di elettronica,abbigliamento e in generale beni di consumo nuovi la vendita online è imbattibile.
In ogni momento clienti da ogni angolo del paese o del mondo possono visualizzare i tuoi prodotti quindi l'acquisto è quasi garantito.
Mentre per altri articoli,quelli che la gente non cerca ma acquista solo se li vede,allora è il negozio fisico secondo me ad avere un leggero vantaggio.
Nessuno cerca online "portatovaglioli a forma di ape con le antennine" però se quell'articolo si trova su una bancarella o su uno scaffale a poco prezzo non mancherà mai il cliente,anzi la cliente,che ci passa davanti e non resiste.
Però si tratta in genere di articoli di nicchia,non per forza economici ma comunque nulla con cui si possa campare.
Vale anche per l'antiquariato,il collezionismo e i mobili in parte.
 
Magari il negoziante A e il negoziante B quel mezzo milione di euro non ce l'avevano.
e non gliel'ha prescritto il medico di intraprendere quell'attività.

Tempo addietro ho ragionato su quali mercati c'è maggiore interesse : il cibo e il sesso.
IL sesso almeno in italia non è legale e di imbarcarmi in un'attività che ha molti addentellati con la mafia, è fuori proprio dalla mia natura.
Bene rimane il cibo, quindi apro un ristorante.

Allora io non sono uno chef, ma so gestire aziende. L'ho fatto per conto di altri, gestirò la mia.

Faccio il mio business plan, decido per un franchising e devo solo trovare un locale per iniziare la mia attività.

A distanza di un anno mi son dovuto fermare pur avendo speso per aprire la società 4000 euro dal notaio, 20.000 come fondo perduto alla società di fanchising e altri 4000 euro per chiudere la società stessa, onde evitare di pagare la camera di commercio ogni anno, anche senza aver iniziato alcuna attività.

Quale era il problema? Un locale a Roma in un centro commerciale, veniva 15.000 euro mese più 250.000 euro a fondo perduto. Fatti quattro conti, non c'era margine per sostenere tale attività, a meno che non avessi avuto un locale di mia proprietà e trovare soluzioni di prezzo accettabili, ma ubicate come cattedrali nel deserto, non sarebbe servito a niente.

La domanda che mi pongo è quanti fanno tali ragionamenti e quanti si buttano nella speranza di riuscircie poi dopo due mesi chiudono?
 
prima di aprire un negozio bisogna conoscere il territorio, anche l'urbanistica di quel territorio. Leggo tante belle parole, business plan, marketing, ma quanto alzi una saracinesca devi mettere il miele d'avanti e attrarre quante più persone possibili, ma per esperienza ho visto gente "fallire" (è un termine bruttissimo e non lo augurerei a nessuno) per essersi spostato nella bottega accanto. Strano? no, la gente è come i cani, si affeziona alla persona, al territorio, non è raro che si vuol fare il salto di qualità col negozio figo e ritrovarsi meno clienti di prima, succede.
 
Non ci conosciamo se non attraverso il forum quindi scusami se non ti riconosci in quello che sto per scrivere ma di solito a pronunciarle sono persone che hanno una situazione economica florida (di solito persone che si sono già ritirate in pensione da anni e ricordano un mercato del lavoro leggermente diverso da quello attuale) e che non mostrano il minimo interesse quando si parla di aziende che chiudono e crisi economica.
Dire se non sono capaci si arrangino e chiudano è un modo molto miope di concepire la società in cui viviamo.
Non si può pensare che il fallimento di qualcuno non incida anche sugli altri.
Bisognerebbe sperare (non dico comprare dove costa di più ma almeno sperare) che tutti riescano a stare aperti nonostante i colpi bassi dei negozi online e dei clienti che entrano,ti fanno perdere 40 minuti e poi vanno comunque a comprare online.
Se poi qualcuno preferisce augurarsi che in futuro i negozi fisici chiudano tutti e restino solo i grandi negozi online contento lui,ma significherà vivere in una sorta di deserto sia dal punto di vista sociale che occupazionale.

Ho 70 anni e sono in pensione da 3 anni.
Mi sono laureato in ingegneria elettronica a 24 anni appena compiuti.
Ho preso un MBA ad Harvard, ma ho cambiato lavoro per dieci volte, perchè dopo un po' alle aziende sei indigesto. Certo ho fatto carriera e non mi sono mai trovato nella situazione di non aver di che mangiare, ma i soldi, quellii veri non li ho mai fatti.

Il declino dell'italia è iniziato dopo il 1968 e si è accentuato in questi ultimi 20 anni. Non ci sono più aziende e lavoro non ce ne è. E' forse lavoro quello che ti paga solo ad incentivi? senza che nessun datore di lavoro accetti il rischio imprenditoriale e decida di tenersi le persone migliori, anche se il risultato di quello che producono è molto inferiore alle sue attese?.

Oggi l'italia è un paese morto e se uno vuole lavorare deve andarsene via dall'italia. Lo shopping continuativo delle nostre migliori aziende è continuato incessante negli ultimi due decenni e qui restano solo briciole.

Un'azienda che fallisce certo che fa del male alla collettività, ma non si tratta solo di fortuna o sfortuna, quanto di incapacità manageriali.

Restando in campo automobilistico ad esempio, cosa posssimo dire della fiat, che solo grazie a Marchionne ha avuto un breve periodo di respiro, ma ormai è condannata all'estinzione dopo, autobianchi, lancia, innocenti, alfa romeo. Che cosa dire quindi dell'accordo con la renault di Tavares che stabilisce che macchine come panda e 500L cesseranno di esistere a favore di pegeout e renault, mentre jeep e renegades torneranno a essere prodotte negli states?

Solamente che avremo molti cassa integrati nelle sedi italiane della vecchia Fiat. Che Lapo ELkann non sia come Giovanni Agnelli è fuori di dubbio, del resto in gioventù non è stato proprio uno stinco di santo, ma cosa pensare del disinteresse continuativo dei nostri politici per le aziende italiane?

Ecco quindi che in un mercato così arido come il nostro, un plauso va certamente a chi ha il coraggio di mettersi in proprio e costruire del lavoro, ma attenzione a tutti i possibili imprevisti, altrimenti è un bagno di sangue non solo per l'imprenditore, ma anche per coloro che da lui dipendono.
 
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personalmente gestisco un negozio creato dai miei e lo gestisco tutt'ora alla vecchia maniera, mi darete del folle e in realtà anch'io lo penso, ma ci sono delle dinamiche che resistono nel tempo, altre invece sono cambiate. Dico sempre che il cliente compra noi non il prodotto, e il commerciante i clienti li compra con la pubblicità ma anche con un sorriso. Sapete cosa facevano i miei per far entrare la gente nel negozio? offrivano servizi a poco prezzo, minuterie che però sono utili e servono sempre, s'instaura un rapporto che poi porta a darti fiducia anche per i lavori più grossi, era così 40 anni fa è così adesso, i miei colleghi che hanno fatto il salto di qualità mi guardavano dall'alto ma pian piano li ho visti chiudere, adesso lavorano da casa con un computer e nell'ultimo anno gran parte anche in nero tant'è che mi ritrovo una concorrenza abusiva che prima era di bassa qualità, magari ragazzi che iniziavano i primi passi ma adesso sono colleghi molto bravi di cui conosco le qualità e che offrono un prodotto come il mio e anche meglio ad un prezzo più basso (per inciso sono sia commerciante che artigiano, grazie governo che permetti tutto ciò) ma io continuo ad alzare la mia saracinesca e continuo a vendere minuterie e sorrisi, e vi giuro che vendere sorrisi è difficile, molto difficile!!!
 
Seth Godin dice: dobbiamo risolvere i problemi della gente, dobbiamo vendere quello di cui hanno bisogno (aggiundo nel luogo giusto) mentre spesso creiamo un prodotto e pretendiamo di venderlo
 
e non gliel'ha prescritto il medico di intraprendere quell'attività.

Magari quando l'hanno intrapresa avevano le spalle coperte ma in questo periodo non ce la fanno più a fare assortimento.
Scusa se te lo dico anche grazie a te che sei andato in negozio e poi hai comprato online.

Comunque non ci ero andato tanto lontano.
Mi spiace ma quando sento persone che con leggerezza dicono "ma si che fallisca se non sa fare il suo lavoro" rivolto a qualcuno che di questi tempi resiste e al mattino alza la serranda,dice buongiorno e grazie ai clienti fatico a trattenermi.
 
Sapete cosa facevano i miei per far entrare la gente nel negozio? offrivano servizi a poco prezzo, minuterie che però sono utili e servono sempre, s'instaura un rapporto che poi porta a darti fiducia anche per i lavori più grossi, era così 40 anni fa è così adesso

Io vedo l'attività dei miei e devo dire che la clientela è diventata molto meno fidelizzata e passami il termine anche ingrata in certi casi.
L'ho scritto tante volte cosa fanno i miei genitori per vivere e modestia a parte ci sanno fare,soprattutto mia madre che è il generale che dirige le operazioni.
Ci credi se ti dico che molti clienti storici vanno da lei quando hanno il problema da risolvere (tipo la camicia di seta pagata 400 euro con la patacca davanti) ma poi portano la giacca a vento o il piumone (cioè i capi sui quali c'è un margine decente) dove lavorano male e fanno pagare 3 euro in meno?
Sicuramente prima coccolare il cliente pagava ma oggi molto meno.
La gente ti dice grazie mille come avrei fatto senza di lei e poi volta l'angolo e va dalla concorrenza.
O ancora peggio vanno dalla concorrenza e poi tornano con la coda tra le gambe : "Signora mi hanno rovinato la giacca nuova guardi com'è ridotta,ci tenevo tanto".
E mia madre risolve,o almeno ci prova.
Però ogni tanto vorrebbe dire loro "Ma se la giacca è nuova e ci tieni tanto perchè l'hai portata dove costa 2 euro in meno ma non sai come lavorano invece che qui dove costa qualcosa in più ma sai che ti puoi fidare?".
E' brutto da dire ma oltre alla crisi,alle spese,ai margini che si riducono è vedere che il cliente non da alcun valore alla professionalità e alla fiducia che fa male.
 
Zanzibar lo capisco benissimo e purtroppo è anche causa di quest'allontanamento allo scambo interpersonale, la socialità, poi non parliamo dei giovani e dell'imbarazzo ogni volta che devono chiedermi qualcosa...prima o poi farò dei moduli prestampati da compilare :D Paradossalmente parte di questi disagi li sto risolvendo con whatsapp.
P.S. ho un fotonegozio e proprio la diversità dai colleghi che si occupano solo di cerimonie mi sta garantendo quantomeno la spesa. Ho la possibilità di scegliere cosa spingere, ho lasciato aperte tutte le porte al contrario di chi le ha chiuse quasi tutte
 
A me spiace quando capita di sentire dare addosso al negoziante perchè non ha offerto al cliente il prodotto che voleva pronto da portare via subito.
Ma quanto costerà fare l'assortimento di un negozio di elettronica di un certo livello?
La butto li ma si parlerà di migliaia di euro o decine di migliaia?
Magari non è cattiveria o incapacità ma semplicemente non sempre uno si può permettere di ordinare prodotti,soprattutto se si parla di prodotti di un certo livello,senza avere alcuna garanzia sull'effettiva riuscita della vendita.
Sarà anche vero il motto chi più spende meno spende (o in questo caso se hai li il prodotto hai più possibilità di venderlo) però i soldi da spendere in anticipo devi averli.
vero però...
Se ti compro su ordinazione midovresti fare un pelo di sconto.. Magari sono le grandi catene ma da unieuro avevo lista nozze... Frigo mi serviva per questioni di ingombro un modello specifico, e me l'han fatto pagare uno sproposito a prezzo pieno..

Avevo portato della rba in vetro ben care con piccole righe, son pignolo ma se pago caro pretendo, il secondo difettoso pure, non me l'han più potuto cambiare perchè ne avevano già 2 in casa.. Peccato ch erano i 2 difettosi. Non li restituivano, aspettavano il cliente che non si lamentasse.
E anche a chiedere consigli sull'elettronica ci ho rinunciato...
Forse è più facile che per le catene per il piccolo negozio, magari ha meno assortimento ma ti sa consigliare..
Anche a me piacerebbe aiutare i negozi fisici, ma spesso è difficile..
Prendiamo il solito amazon.. Spesso i prezzi non sono i migliori, ma compri lì per l'assistenza e la certezza di non avere grane. Se hai un problema lo risolvono. E in fretta.
Non certo magari mesi per avere indietro un prodotto in garanzia (se non ti fanno storie)..
 
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