<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Dov'é finito il rapporto qualità/prezzo? | Page 2 | Il Forum di Quattroruote

Dov'é finito il rapporto qualità/prezzo?

Anche;
ma le " complicanze " si pagano....
( Una volta bastava ben poco:
Studi su sicurezza, aerodinamica, optional particolari....Dove erano??)
....Per il semplice fatto che oggi i costi per i costruttori son ben piu' alti per la progettazione di ogni auto
( anche solo per le mille regole, oggi imposte, ma che una volta non esistevano ).
 
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Sulla longevità avrei qualche riserva, non in termini di chilometraggio perchè oggi i 250mila km sono alla portata di qualsiasi motore, quanto sulla tenuta nel tempo (rivestimenti, plastiche ecc). Capitolo ancora da scrivere quello delle elettriche, in teoria eterne, in pratica vedremo quanto incideranno la durata delle batterie e l'obsolescenza più o meno programmata dell'elettronica di controllo.
Quoto.

O meglio mi permetto di precisare. L'affidabilità massima è stata raggiunta fino quando l'elettronica non ha cominciato a farla da padrona. Quindi diciamo fino a una decina di anni fa. Ma le auto, fino agi anni '80 non mi sembra brillassero per affidabilità (parlo in generale naturalmente)
 
La qualità è aumentata...... il prezzo anche...... perciò il rapporto rimane invariato.
La variabile è data dall'obsolescenza dei sistemi di bordo e della componente elettronica...... perchè la meccanica è quasi tutta eterna.
 
Il problema grosso è che se hai un problema a livello di elettronica spesso neanche le concessionarie ufficiali riescono a risolverlo e procedono a tentoni (a spese nostre s'intende).
 
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Il problema grosso è che se hai un problema a livello di elettronica spesso neanche le concessionarie ufficiali riescono a risolverlo e procedono a tentoni (a spese nostre s'intende).

Quando la Zafira cederà le armi, a questo punto spero il più tardi possibile, sto maturando la convinzione di avere solo 2 opzioni:

- La prima è il NLT; non sarà conveniente, ma di sicuro se succede qualcosa all'auto, vivrò la cosa molto ma molto serenamente.

- La seconda opzione è fare una grande passo indietro (downgrade per chi è un amante dei termini anglofoni), e prendere una dacia lodgy a km 0 ed a fine carriera

Questo perché, qualora decidessi di spendere un capitale per un auto nuova, e mi ritrovassi con il classico esemplare sfortunato, la tentazione di risolvere tutto al costo di una tanica di benzina sarebbe troppo forte ...
 
Giapponesi si, tedesche mi pare che siano nella media.
Forse le coreane.

Non ho trovato un articolo di quattroruote corrispondente, riporto quindi un piccolissimo tratto di una rivista concorrente che riporta i risultati TUV 2021:

"AUTO CON MENO PROBLEMI - Delle 8,75 milioni di auto ispezionate fra luglio 2019 e giugno 2020, il 70% ha superato la revisione senza alcun difetto. Il 19,9% ha avuto difetti di media entità, contro il 21,5% del rapporto precedente, mentre i tecnici del TÜV Sud hanno riscontrato difetti lievi nel 9,6% delle auto e difetti pericolosi nello 0,4%. Fra le auto alla prima revisione, dunque fino a 3 anni, la Mercedes GLC è stata quella con meno difetti: ogni 100 esemplari ispezionati, l’1,7 ha avuto problemi. Al secondo posto, con una media del 2,2%, ci sono le Mercedes Classe B, Opel Insignia e Porsche 911, davanti ad un’altra Mercedes: è la SLC, con 2,4 esemplari con difetti ogni 100. È un trionfo delle case automobilistiche tedesche, con otto auto nelle prime dieci posizioni."
 
Per quel che mi riguarda, ormai, le statistiche di difettosità lasciano il tempo che trovano.

Oggi non è molto importante, almeno per me, avere un auto meno soggetta a guasti di un altra. Anche perchè beno o male i guasti sulle nuove sono abbastanza rari in generale.

Sarebbe ancora più importante, se non fondamentale, avere un auto che, se anche dovesse subire un richiamo o avere un problema più o meno grave, sia facile da riparare. Un auto così, probabilmente, oggi non esiste.
 
Il problema grosso è che se hai un problema a livello di elettronica spesso neanche le concessionarie ufficiali riescono a risolverlo e procedono a tentoni (a spese nostre s'intende).

imho questo è IL problema...ormai che i meccanici possano trovare una soluzione ad un problema che non è scritto nel manuale è pura utopia...
...ma non solo per incapacità, anche perché molti non vogliono prendersi la responsabilità di andare oltre il manuale fornito dalla casa, soprattutto per le auto in garanzia
 
In generale, le auto oggi sono molto migliori e piu' affidabili rispetto a tanti decenni fa, non c'e' dubbio ed anche le finiture sono piu' appaganti, plastica o non plastica.
Come qualcuno diceva, ormai grazie a internet ci arrivano facilmente informazioni su difettosita' e problemi che tanti anni fa c'erano pure ma magari si sapeva meno.
Consideriamo che le auto sono anche molto piu' complesse con tutta l'elettronica ed i gadget di bordo.
 
Sarà una mia sensazione, ma ho girato un paio di concessionarie (Ford, Renault, Peugeot, Fiat, Hyundai, opel, Kia) e in tutte, tranne Hyundai, il venditore mi ha fatto sedere davanti al pc per parlare di optional e finanziamento senza farmi vedere la macchina dal vivo.

Solo Hyundai mi ha fatto prima salire, descrivendomi l'auto per poi parlarmi di prezzi.

Questo atteggiamento l'avete riscontrato anche voi o è un problema delle concessionarie nella mia zona?

Questo atteggiamento in aggiunta al servizio clienti scarso o assente di alcuni gruppi, può essere un segnale di poca attenzione verso il prodotto finale?

Nel senso, interessa più la vendita del finanziamento, quindi abbelliscono la macchina con optional superflui per attirare clienti, limando poi su parti magari più importanti?

è cambiata anche l'esperienza d'acquisto e il concetto di proprietà, oggi anche quando fai un semplice acquisto di fatto in rarissimi casi riesci a estinguere definitivamente il finanziamento e diventare davvero proprietario, con le nuove formule cambi l'auto ancor prima di finire tutto il ciclo finanziario. Negli anni 60-70-80 l'auto era un componente famigliare, la comprava il papà per tutti, la domenica si lavava la macchina assieme ai figli, gli si passava la cera, gli si compravano le foderine, l'autoradio, il rapporto era diverso insomma.

Concordo, mi hai fatto tornare alla mente il lavaggio auto domenicale con mio padre.
Era anche il periodo in cui c'era una sola auto per famiglia, adesso una a testa.
Meglio? Peggio? Non saprei, ma secondo me l'andazzo è di tornare ad una auto per nucleo familiare se continuano su questa strada
 
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Guardiamo tutti ad un rapporto "obsoleto" perché prezzo qualità, oggi da solo non dice nulla. Ti faccio un quadriciclo indistruttibile con un motore eterno, ma non ha altro e costa due soldi. Quanti lo comprerebbero.? Non so, sicuramente non molti. Il rapporto oggi si estende a qualità prezzo e prestazioni. Un prodotto con molte dotazioni di serie, che sia di qualità e con un prezzo appetibile, trova ampio consenso. Questo vuole la gente, questo vuole il mercato. La lotta del nostro tempo è questa. Produrre qualità, con più prestazioni possibili ma a basso costo (basso costo intendo un po' meno dell'altro a pari merito) in sintesi ci si scanna per poco.
 
Piú che chiedersi dove sia finito il rapporto qualità prezzo, meglio partire dalla considerazione che il rapporto qualità prezzo inteso in senso generale (anzi generico) sia finito, e che forse non é mai esistito veramente, almeno non in modalità oggettive e scientifiche condivise (come modo di valutarlo), e sia sempre stato non piú di un fatto soggettivo (forse un feticcio) variabile in funzione della sequenza percezione/desiderio/possibilità economiche, che é personale e diversa in ognuno di noi, legata al relativo background culturale, sociale e, ca va sans dire, economico.
Anche perché nel concetto stesso di qualità é presente questa ambivalenza, dato che per qualità intendiamo l' insieme delle caratteristiche intrinseche ed estrinseche di un prodotto e relativi livelli: siamo in grado oggettivamente di valutare con metodo le prime e slegare dai propri gusti e desideri le seconde? Se già in questa fase si apre un mondo assai variegato comunque, una volta ci riuscissimo, sorgerebbe il secondo dilemma, quello di valutarle in funzione del prezzo dell'oggetto. Tutte assieme rispetto al prezzo globale oppure ognuna col globale, oppure una ad una col prezzo di riferimento per la rispettiva categoria di appartenenza?
E non dimentichiamo che pure il concetto di prezzo é tutto da chiarire e tanto per iniziare bisogna vedere da che parte stiamo: se siamo i clienti sarà ad esempio quello di listino o (oggi sempre di piú) l'importo della rata mensile, ma se siamo i costruttori non possiamo non parlare
di costi (dei materiali, industriali), tutto un altro mondo. Entrambi tenteranno di massimizzarne i rendimenti, ovvero spendere meno per avere (o ottenere) di più, e qui entra in scena pure l'eterna contrapposizione tra qualità e quantità. E non é detto che questo meccanismo, simile nella logica, persegua gli stessi obbiettivi, anzi. Oggi l' appiattimento della produzione su determinate categorie (vedi suvvini, suvvetti e suvvoni) e prestazioni fornite (praticamente le stesse per tutti, diciamo quindi un generico pari qualità) livella da un lato i costi industriali sostenuti dai costruttori stessi, e lo fa al ribasso (grandi numeri=bassi costi), e dal lato del mercato (complice un marketing astuto e subdolo) mischia le carte permettendo alla case automobilistiche di sfruttare a proprio vantaggio tutti quegli aspetti ambigui di cui scrivevo in apertura sul concetto di rapporto qualità/prezzo.
Diciamo che il mondo degli "specchietti per allodole" si é assai evoluto e perfezionato, per non dire abbia raggiunto livelli quasi lirici, essendo riuscito (a vantaggio ovvio di chi vende) nell' intento di far credere di comprare chissà cosa a chissà quale elevato rapporto qualità/prezzo, ma in realtà di elevato c'é solo il prezzo a fronte certamente di tanta pseudogratificante quantità (magari di funzioni/accessori inutili) ma (e qui sta il trucco) scarso valore intrinseco.
 
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Piú che chiedersi dove sia finito il rapporto qualità prezzo, meglio partire dalla considerazione che il rapporto qualità prezzo inteso in senso generale (anzi generico) sia finito, e che forse non é mai esistito veramente, almeno non in modalità oggettive e scientifiche condivise (come modo di valutarlo), e sia sempre stato non piú di un fatto soggettivo (forse un feticcio) variabile in funzione della sequenza percezione/desiderio/possibilità economiche, che é personale e diversa in ognuno di noi, legata al relativo background culturale, sociale e, ca va sans dire, economico.
Anche perché nel concetto stesso di qualità é presente questa ambivalenza, dato che per qualità intendiamo l' insieme delle caratteristiche intrinseche ed estrinseche di un prodotto: siamo in grado oggettivamente di valutare con metodo le prime e slegare dai propri gusti e desideri le seconde? Se già in questa fase si apre un mondo assai variegato comunque, una volta ci riuscissimo, sorgerebbe il secondo dilemma, quello di valutarle in funzione del prezzo dell'oggetto. Tutte assieme rispetto al prezzo globale oppure ognuna col globale, oppure una ad una col prezzo di riferimento per la rispettiva categoria di appartenenza?
E non dimentichiamo che pure il concetto di prezzo é tutto da chiarire e tanto per iniziare bisogna vedere da che parte stiamo: se siamo i clienti sarà ad esempio quello di listino o (oggi sempre di piú) l'importo della rata mensile, ma se siamo i costruttori non possiamo non parlare
di costi (dei materiali, industriali), tutto un altro mondo. Entrambi tenteranno di massimizzarne i rendimenti, ovvero spendere meno per avere (o ottenere) di più, e qui entra in scena pure l'eterna contrapposizione tra qualità e quantità. E non é detto che questo meccanismo, simile nella logica, persegua gli stessi obbiettivi, anzi. Oggi l' appiattimento della produzione su determinate categorie (vedi suvvini, suvvetti e suvvoni) e prestazioni fornite (praticamente le stesse per tutti, diciamo quindi un generico pari qualità) livella da un lato i costi industriali sostenuti dai costruttori stessi, e lo fa al ribasso (grandi numeri=bassi costi), e dal lato del mercato (complice un marketing astuto e subdolo) mischia le carte permettendo alla case automobilistiche di sfruttare a proprio vantaggio tutti quegli aspetti ambigui di cui scrivevo in apertura sul concetto di rapporto qualità/prezzo.
Diciamo che il mondo degli "specchietti per allodole" si é assai evoluto e perfezionato, per non dire abbia raggiunto livelli quasi lirici, essendo riuscito (a vantaggio ovvio di chi vende) nell' intento di far credere di comprare chissà cosa a chissà quale elevato rapporto qualità/prezzo, ma in realtà di elevato c'é solo il prezzo a fronte certamente di tanta pseudogratificante quantità (magari di funzioni/accessori inutili) di scarso valore intrinseco.
ti stai zinzanbrizzando? :p
 
Piú che chiedersi dove sia finito il rapporto qualità prezzo, meglio partire dalla considerazione che il rapporto qualità prezzo inteso in senso generale (anzi generico) sia finito, e che forse non é mai esistito veramente, almeno non in modalità oggettive e scientifiche condivise (come modo di valutarlo), e sia sempre stato non piú di un fatto soggettivo (forse un feticcio) variabile in funzione della sequenza percezione/desiderio/possibilità economiche, che é personale e diversa in ognuno di noi, legata al relativo background culturale, sociale e, ca va sans dire, economico.
Anche perché nel concetto stesso di qualità é presente questa ambivalenza, dato che per qualità intendiamo l' insieme delle caratteristiche intrinseche ed estrinseche di un prodotto e relativi livelli: siamo in grado oggettivamente di valutare con metodo le prime e slegare dai propri gusti e desideri le seconde? Se già in questa fase si apre un mondo assai variegato comunque, una volta ci riuscissimo, sorgerebbe il secondo dilemma, quello di valutarle in funzione del prezzo dell'oggetto. Tutte assieme rispetto al prezzo globale oppure ognuna col globale, oppure una ad una col prezzo di riferimento per la rispettiva categoria di appartenenza?
E non dimentichiamo che pure il concetto di prezzo é tutto da chiarire e tanto per iniziare bisogna vedere da che parte stiamo: se siamo i clienti sarà ad esempio quello di listino o (oggi sempre di piú) l'importo della rata mensile, ma se siamo i costruttori non possiamo non parlare
di costi (dei materiali, industriali), tutto un altro mondo. Entrambi tenteranno di massimizzarne i rendimenti, ovvero spendere meno per avere (o ottenere) di più, e qui entra in scena pure l'eterna contrapposizione tra qualità e quantità. E non é detto che questo meccanismo, simile nella logica, persegua gli stessi obbiettivi, anzi. Oggi l' appiattimento della produzione su determinate categorie (vedi suvvini, suvvetti e suvvoni) e prestazioni fornite (praticamente le stesse per tutti, diciamo quindi un generico pari qualità) livella da un lato i costi industriali sostenuti dai costruttori stessi, e lo fa al ribasso (grandi numeri=bassi costi), e dal lato del mercato (complice un marketing astuto e subdolo) mischia le carte permettendo alla case automobilistiche di sfruttare a proprio vantaggio tutti quegli aspetti ambigui di cui scrivevo in apertura sul concetto di rapporto qualità/prezzo.
Diciamo che il mondo degli "specchietti per allodole" si é assai evoluto e perfezionato, per non dire abbia raggiunto livelli quasi lirici, essendo riuscito (a vantaggio ovvio di chi vende) nell' intento di far credere di comprare chissà cosa a chissà quale elevato rapporto qualità/prezzo, ma in realtà di elevato c'é solo il prezzo a fronte certamente di tanta pseudogratificante quantità (magari di funzioni/accessori inutili) ma (e qui sta il trucco) scarso valore intrinseco.


Condivido ...

sulla fiducia ... a metà post mi sono arreso ...

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