Not in my name. Per quanto mi riguarda, l'integrazione è solo quella che serve per trovare la primitiva di una funzione derivabile, punto. A me interessa solo che sia chiara una cosa: chi subisce una violenza è una vittima, chi compie una violenza è un carnefice, chi non difende la vittima è complice del carnefice, il che vale senza distinzione di età, genere, razza, colore, nazionalità, religione, titolo di studio dell'uno (vittima) e dell'altro (carnefice/complici). Si chiama "libertà nel rispetto delle regole": per me una donna, una donna che sceglie liberamente di andare in giro a luglio con la palandrana nera non è diversa dal liceale che vedo a gennaio con le braghe sbregate e il risvoltino senza calzini: a me pare un deficiente, ma contento lui, contento il mondo. Se però la "scelta" della palandrana nera deriva da una mano di botte somministrata da un cialtrone buono a nulla, a sua volta sostenuto e "istruito" da un similprofeta barbuto che si è imparato a memoria un libro di 1500 anni fa, senza peraltro averci capito un ca**o, allora non mi sta più bene, ed è sacrosanto che si prendano provvedimenti. E questo vale per la ragazza marocchina presa a cinghiate dai parenti come per la ragazzina calabrese vittima due volte: loro sono vittime, e i carnefici, a tutti i livelli, vanno stangati.